venerdì, 03 luglio 2009

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la danza del gabbiano

Scritto da didaquellavera @ luglio 03, 2009 08:57 in: libri, cronaca, maschimaschi, favole per grandi, la donna della domenica legge
danza_del_gabbianocamilleri è un genio: ci fa leggere in siciliano tanto da mutar il vocabolario d'uso quotidiano, cosa che mi piace sempre. qui potrebbe finire il discorso. si legge in fretta e furia e c'è la fila di prenotazioni in biblioteca per prenderselo e portarselo in spiaggia. montalbano torna, e questa volta, senza paura d'invecchiare che ad un maschiomaschio non s'addice proprio. la danza del gabbiano di andrea camilleri ed. sellerio € 13.00 si legge la mattina di un'estate che sembra non ne voglia proprio sapere di riscaldare l'aria. fazio sparisce, salvo si dimentica di aver livia per casa, e iniziano le ricerche e le indagini. unico neo: non mi son piaciuti i riferimenti al montalbano televisivo, il commissario ha paura d'incontrare zingarelli (lo chiama così) per strada.
pag. 250 "e figurati che scandalo, che vrigogna! qualisisiasi cosa fanno, i nostri onorevoli oramà sinni fottono dell'opinione pubblica! si drogano, vanno a buttane, arrobbano, 'mbrogliano, si vinnino, spergiurano, fanno affari con la mafia, e che gli può succederi? massimo massimo che ne parlano i giornali per tri jorni. pò tutti si scordano di loro."
chi non conosce ancora montalbano è bene che inizi a leggere quello che diventerà storia della letteratura italiana.
mercoledì, 01 luglio 2009

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il mio iran

Scritto da didaquellavera @ luglio 01, 2009 09:31 in: diario, storia, attualita, cronaca, diario di viaggio, le cose della vita, didavventure
Ganja_rug_tradesembra passata un'intera era geologica ma son solo poco più di dieci anni. immersa completamente in persia. prima all'università con curatola in classe e bausani sulle pagine di quello che studiavo senza nessuna fatica. poi in un negozio di udine dove ho passato qualche anno e dove mi son sempre sentita a casa,  dove mi coccolavo, sistemavo, riparavo o restauravo e mi facevo coccolare da tappeti persiani. immersa e circondata da una bella fetta di iran scappata alla rivoluzione.  immersa in lingue diverse. immersa in un mondo di fede bahá'í dove in giornate di grazia mi son sentita raccontare delle meraviglie, delle disperazioni, dello shah, della fuga, dei pasdaran e ho imparato tanto. tanto di tappeti di nomi, di nodi, di forma, di simboli e ho fatto bene i conti con la mia intolleranza che era a livelli diversi da quelli odierni. avevo anche imparato qualche parola di farsi, per rispondere al telefono quando chi parlava la lingua non c'era. quando un terremoto ha distrutto bam sapevo cos'avevamo perso. di quegli anni rimane la voglia di partire, un bakhtiari che è il centro della mia casa, un karabag a rose che è la cosa più preziosa che ho e la tristezza di leggere o sentire o vedere quello che succede e non poter far niente. 
lunedì, 29 giugno 2009

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revolutionary road

Scritto da didaquellavera @ giugno 29, 2009 15:26 in: libri, cinema, favole per grandi, la donna della domenica legge
revolutionary_roadil fotoracconto della pan am oggi su repubblica calza a pennello. vita della piccola borghesia americana anni '50, tra atrocità nascoste da finti sorrisi e dove tutto deve andare bene, un bene di facciata per nascondere le imperfezioni e le crisi, dietro alla palizzata di legno dipinta di bianco e il prato che dev'essere, in successione esponenziale, per forza più verde di quello del vicino. non ho visto il film e forse nemmeno lo vedrò perchè già il libro mi ha fatta rabbrividire, c'è la verità in 400 pagine di pudori, di insoddisfazioni di coppia, di vite già scritte e predestinate, di mariti che portano la sposa in braccio lungo il vialetto e sanno di aver fatto il più grande errore della loro vita. l'america anni '50 ne esce a pezzettini e sullo sfondo si vedono doris day,  qualcuno volò sul nido del cuculo e le illustrazioni di norman rockwell.  april e frank sono giovani, hanno due figli, una bella casa in campagna, lui lavora in città e lei fa apple pie e aperitivi gelati la sera solo per il marito e per gli amici, il tutto coperto da una pellicola pesantissima di ipocrisia che invece di proteggerli, li soffoca. edizione  molto particolare della minimum fax di richard yates revolutionary road è del 1961 rieditato ora per € 18.   
lunedì, 22 giugno 2009

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il serpente e la colomba

Scritto da didaquellavera @ giugno 22, 2009 11:24 in: libri, arte, mia sorella, la donna della domenica legge
serpente_colomba_paveseil serpente e la colomba scritti e soggetti cinematografici di cesare pavese 2009 einaudi € 19.50
voleva far recitare le sorelle dowling, doris che ci riesce anche e constance di cui cesare era perdutamente innamorato, inutilmente al solito. lei era quella di verrà la morte e avrà i tuoi occhi per render l'idea. del '50 è verrà la morte e avrà i tuoi occhi e sempre del '50 sono questi soggetti cinematografici. tutti scritti per far recitare, nell'ipotesi le due sorelle, e tutti con drammi e spesso suicidi finali. il libro a me è risultato molto sterile, anche nelle varie premesse e prefazioni. è la prima volta che trovo pavese "sterile", per me è uno degli autori più emotivi e condivisibili. nelle sceneggiature c'è pavese solo perchè c'è scritto che è roba sua, altrimenti non lo troverei per niente. piacerà al conte cinefilo, a chi è cinefilo senza esser conte. di piacevole c'è qualche riga che ricostruisce i cinema della torino dei primi decenni del '900 e brevi elenchi di film che pavese aveva visto prima di me, un altro modo per andar a cercare qualche momento della sua vita. per il resto sono rimasta tiepida, pavese io lo amo, non lo studio. 
mercoledì, 17 giugno 2009

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ècche io il french cell'ho naturale

tacco_10odio la menopausa altrui. e quell'invidietta mal celata e così poco di classe per le mie 36  -appunto- invidiabili primavere, di chi non riesce a darsi pace perchè non si piace più. e detesto tutte quelle domandine buttate li, che si, una ci può pure stare ed è pure gratificante per me, ma così no! sembra un interrogatorio della stasi a partire da "madovehaipresoquestabellissimaborsalavoglioanchio" fino a "madovevaiafartileunghiecosìbellelevoglioanchio" per finire con "machescarpestupendelevoglioanchio". col cavolo che ti dico dove ho preso la borsa che comunque il fucsia lo posso mettere io che lo so mettere e non tu. le mie unghie sono self made e sono di pura purissima cheratina senza nessun tipo di intervento materico e il french io ce l'ho naturale, io. le mie scarpe tu non le puoi mettere perchè: 1. bisogna avere estremità pressocchè perfette e un numero adeguato di calzata, che oltre il 37 non si può andare, 2. bisogna aver anni di allenamenti di camminata su tacco almeno 9 in curriculum, per poterle portare a spasso in maniera dignitosa senza farsi ridere.
ammesso e non concesso che, quando sarà la mia ora, riesca a liberarmi di tutta la boria che la menopausa regala a noi signore, mi accontenterei di schivare il richiamo di quel color rossomenopausa che sembra irresistibile a una certa età, una volta sedute dalla nostra sciampista di fiducia, come il canto delle sirene... ma credo sarò il prototipo all'ennesima potenza della menopausa altrui che tanto odio.
lunedì, 15 giugno 2009

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la vedova, il santo e il segreto del pacchero estremo

vedova_santo_segreto_del_paccheroa parte la copertina -che è tremenda- la vedova, il santo e il segreto del pacchero estremo è una delizia creata dal geniale gaetano cappelli che dev'essersi divertito all'infinito scrivendo questo capriccio letterario! per leggerlo e godere di ogni pagina dovete essere abbastanza scafate da non aver paura di chiamare un p***ino: p***ino. dovete amare il bel mondo e capire che chi ne scrive, in maniera tanto sagace e graffiante, lo ama altrettanto e con tutta probabilità, ne fa anche gioiosamente parte. credete alla zia, di rado capita un libro tanto divertente ed ironico da farci passare qualche oretta sbracate a ridere e con alcoolici rossi a portata di mano! c'è una vedova bionda e ricchissima in menopausa, una carovana di zingari, una casa quasi regale in lucania, abbandonata e -quindi- ritrovo di scambisti, hotel extra-lusso a capri e una visione deliziosa e dissacrante di cuochi stellati! mi è piaciuto alla follia, tanto da leggerlo a tratti a voce alta in spiaggia dopo essermi dissetata con una pescanoce mangiata con l'ingordigia che suggeriscono di avere in ogni momento di vita, le righe di questo libello edito da marsilio per 17.00 meritatissimi €. cappelli, lodato stralodato e incensato dal critico del corriere d'orrico, che me l'ha fatto conoscere con parenti lontani, con questo si candida al premio strega, fatto che non è assolutamente indicativo rispetto ai miei gusti da lettrice onnivora!
mi piacerebbe moltissimo andare a cena con il signor gaetano, dotato di eleganza, classe e gusto sopraffino per tutto quello che di morbido, succoso e godurioso offre la vita a patto si sia abbastanza coraggiosi da offrirlesi in cambio!
martedì, 09 giugno 2009

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monadis di vuè

carlino_06_09so che ci tenete allo zibaldone inutile.. il cagnettino della mia sciampista sta molto bene, cosa che si può dire anche della mia sciampista. il cagnettino a pranzo è stato nutrito con spaghettini con 60 gr di tonno, al naturale ovviamente, per gli omega3 e petto di pollo. non erano avanzi del pranzo della sciampista, sia chiaro. domani è l'ultimo giorno di scuola.  la pianta grassa è fiorita ieri sera. l'orchidea perde i fiori. mio padre mi ha tagliato il pino che doveva servire per l'amaca: si è imbragato con l'attrezzatura da alpinismo, è salito con una scala e con motosega in mano l'ha fatto fuori. che neanche rambo. oggi ho i capelli come louise brooke, solo un pò più corti, per il colore in prossima seduta decideremo se adeguarli ai dettami della moda del primo novecento. il mio collo invece è un'idea elegante e precaria, in fuga inclinata.

foto da qui
domenica, 07 giugno 2009

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petezzi di politica internazionale quanto mai necessari

derby_epsom_2009frivolezza necessaria, indispensabile per toglier lo sguardo dal ciarpame di villa certosa in attesa degi esiti elettorali. politica internazionale, visite e controvisite di cortesia, mentre la regina elisabetta (nostra signora indiscussa di stile ed eleganza) si presenta al derby di epson con una mise rosa e ombrellino trasparente bordato dello stesso rosa, la foto che mi ha colpito di più è stata questa. lady probabilmente annoiata con tacco probabilmente inzaccherato, lady che probabilmente se ne frega amabilmente di equini e affini,  bicchiere probabilmente svuotato più volte, bottiglia probabilmente ancora non seccata, umore probabilmente variabile come il cielo sopra il derby, pensieri probabilmente a briglia sciolta con un sorriso di circostanza probabilmente verso l'idiota, da cui si fa accompagnare di tanto in tanto, che sventola la ricevuta della scommessa. probabilmente. michelle_carla_dday2009abbandonando prati verdi e stiletti che non hanno paura di affondare, cappelli e abbinamenti sempre estremi e quindi centrati, appena oltre manica incontro  (perchè per chiamarlo scontro si dovrebbe avere un nemico di stile degno di nota e carlà, tesorocaro, non lo è) fra first lady. per il d-day casualmente (?) di bianco vestite, michelle è fuori gara con manica a tre quarti e accessori argento. perfetta e senza l'ipocrisia di nascondere un pomeriggio intero di shopping parigino. carlina esibisce un pallore preoccupante e si veste pure di bianco. è di oggi la notizia che il padrone di villa certosa sarà ospite della casa bianca, entro qualche settimana. si bullerà con michelle di aver una "villa" e invece loro solo una "casa"? ho già paura.
domenica, 07 giugno 2009

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come ho perso la guerra

Scritto da didaquellavera @ giugno 07, 2009 11:33 in: libri, diario, le cose della vita, la maestra dida, la donna della domenica legge
come_ho_perso_la_guerrachissà se è veramente nata una stella come sembra? filippo bologna presenta la sua opera prima come ho perso la guerra fandango libri. selezionato per il premio strega con il sommo gaetano cappelli (con la vedova il santo e il segreto del pacchero estremo), che sia davvero cambiato qualcosina dopo ammaniti e giordano? che si premi la nascita di una stella e non il marchio a fuoco della casa editrice sul culo dell'autore? si va dal pianto al riso, alla trasposizione della storia sulle pagine a quello che succede intorno a noi tutti i giorni. ha il sapore dell'autobiografia, di storia dei nonni sentita raccontare e di diversità fra prima e dopo. la guerra è quella che si fa per difendere spazi luoghi e ideali antichi. la guerra per lasciare le cose come sono o almeno non alterarle e non violentarle in nome o, con la scusa del luogo comune per eccellenza che è il progresso travestito da incassi a sei zeri. che poi son guerre contro i mulini a vento dove pochi barbudos attaccano e alla fine, umiliazione maxima, si depongono armi ed esplosivi e si lavoricchia. per andare avanti. e tutto è  cambiato ma nella direzione opposta. 
in questo periodo sono stanca, sarà che son arrivata alla fine dell'anno scolastico, che ho delle scadenze da rispettare, che ho promesso di far cose e devo farle anche se non so da dove inizare, tant'è che passo le giornate senza voglia. anche il fatto di dover probabilmente ricominciare a settembre con altre colleghe altri fanciulli da stregare e ipnotizzare.. adesso tutto mi stanca. la pioggia non mi aiuta, ho bisogno di caldo, di sole, di star fuori, di vestirmi leggera e di SENTIRMI LEGGERA.  e non voglio più perder guerre.
domenica, 31 maggio 2009

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un luogo incerto

Scritto da didaquellavera @ maggio 31, 2009 23:46 in: libri, la donna della domenica legge
un_luogo_incertomi spiace anche solo pensarlo, figurarsi dirlo: non mi è piaciuto. fino a metà si, poi no, gira male. fred vargas per me è sovrana nel sollecitare voli pindarici alle nostre povere testoline già impegnate non poco nella scelta dello smalto da mettere alle unghie dei piedi, intriga con voluttà surreale e quel pò di saccenza che non è ancora diventata presunzione accademica, anche se pochissimo ci manca. i suoi libri precedenti son pronti a certificare e testimoniare a partire da chi è morto alzi la mano e parti in fretta e non tornare, nuovo genere di quello che è -spesso- troppo frettolosamente definito giallo. fred vargas con un luogo incerto einaudi € 18.50 mi delude. sarà che adamsberg diventa grande ma non mi ha convinta proprio: troppe cose prende -17 piedi mozzati e le loro scarpe- e poche cose convincentemente risolve. alla fine tutto torna, in maniera molto reale, ma sento -lontano- dei gatti che si arrampicano sugli specchi. lettura colta e comunque godibile. non permettetevi di leggere neanche una riga se siete un minimo sbronzetti, assonnati o alterati da una tribuna elettorale: ogni riga dev'esser interiorizzata, altrimenti arriverete alla pagina successiva senza aver capito cosa come chi dove quando e perchè.
se è la vostra autrice preferita sicuramente non vi deluderà.
pag. 216  [...] "corrisponde alla diffusione della cultura dark, gotico, heavy metal, pizzi e terrore, anticristo e paillettes, morti viventi in smoking. il che può creare una condizione favorevole."
pag. 229 "gli uomini che sognano i fasti del passato non sono buoni traditori".
mercoledì, 27 maggio 2009

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libiam nei lieti calici

Scritto da didaquellavera @ maggio 27, 2009 17:50 in: diario, cucina, diario di viaggio, dove mangiare, le cose della vita, le cose buone, aperitivando, maschimaschi
wine1siccome a gennaio avevo ancora qualche ora libera del mio preziosissimo tempo, ho deciso di non metterlo in banca ma di farlo fruttar per bene con un corso di educazione al gusto. niente a che vedere con un corso di sommelier ma una serie di appuntamenti con un virgilio che per professione ma soprattutto per passione, ci ha guidati con competenza, ironia e sarcasmo alla scoperta di odori e sapori che capita spesso di non notare di fronte ad un bicchiere di vino, qualsiasi esso sia. le uscite in cantina, le degustazioni guidate e confrontate, il trovarsi a far parte di un bel gruppo e la curiosità di esplorare territori vicini e sconosciuti ha fatto il resto.
ieri sera, la cena conclusiva. gustata con ogni senso, sporcandomi anche di olio -addentando in maniera satanica un sedano del pinzimonio- la mia magliettina bianca, di un bianco virginale che devo dire non mi appartiene poi tanto. in degustazione 11 bottiglie che hanno accompagnato un desco non comune, sia per la tipologia dei compagni di merende, che per location e disponibilità di chi ha magnificamente cucinato solo per noi. bollicina d'apertura con
ribolla gialla spumante extra dry Azienda MARTINCIGH di Spessa di Cividale ad accompagnare tartinetta con caprino e pomodoro datterino e un'altra con  cren cotto e zucchina. Pinot Grigio 2004 Az. Bressan di Farra d'Isonzo e a seguire degustazione orizzontale di tre tocai del 2000 (1.Tocai 2000 "TOH" tappo plastica Az. Di Lenardo di Ontagnano -Grave-; 2. Tocai 2000 Az. Feresin Davide di Cormons; 3. Tocai 2000 Az. Edi Keber di Plessiva di Cormons) con crespella agli asparagi e indimenticabile risotto alle fragole (sempre indiscutibilmente maschimaschi a farli). rossi ad accompagnare un arrostino tiepido  con melanzane, peperoni e zucchine julienne: un abruzzese, (Montepulciano d'Abruzzo "Il fondatore" 2005 Cantina Sociale di Miglianico), un barolo giovanissimo ma già ottimo (Barolo vigneto "Mussia" 2003 Az. Conterno Franco), ancora, Il Fusco 2003 (Ref. Tazz. Merl. Cabf) Az. La Roncaia di Fantinel Cergneu -nimis- e un sublime indimenticabile assoluto chateau du pape az. cellier des princes del 1988. mai bevuto un vino così vecchio e qui ringrazio chi molto generosamente l'ha portato a tavola per condividerlo con noi. mi è letteralmente esploso in bocca e quello che ricordo e voglio trattenere, è la nota che sul finale era quella dell'alloro. dopo questo vino, ho solo assaggiato i due bianchi finali  (Ramandolo DOCG "Late Harvest" 2007 Az. Micossi di Valter Revelant -Sedilis-; Ramandolo DOCG 2006 Az. Toblar) che hanno portato a degna chiusura il dessert: crema mascarpone con le fragole, di una leggerezza angelica da cui si capisce che per fare dolci bisogna avere più di un segreto inconfessabile.
i sensi allertati, tutti. a cercar d'incamerare quante più sensazioni possibili. una tavola semplice, bianca e per questo elegante, i tuoni e il vento che hanno minacciato per tutta la sera di punire i miei peccati di gola, ma poi hanno deciso che no, magari un'altra volta. i sapori non violenti in equilibrio e senza nessuna sfida in atto con i vini. la musica che non sovrastava ma sottolineava. ma soprattutto gli odori: veri padroni del vino, ho messo il naso ovunque, dappertutto e con grandissima soddisfazione per intercettare sfumature che da qualche parte ho trovato incastrate nei ricordi più o meno recenti (lil primo ricordo dell'odore dell'alloro è quando da bambina andavo a prender le foglie dall'albero del vicino per far le castagne balotte d'inverno). il potersi permettere di non finire nessun bicchiere di vino ma anzi, concedersi il lusso di assaggiarli appena e soffermarsi solo su qualcuno. edonista, fino alla fine, quando mi son addormentata placida, con le finestre spalancate ed ascoltare qualche rapace notturno che si proclamava padrone del buio. 

foto da http://www.politicalive.com/wp-content/uploads/2008/04/wine2.jpg
martedì, 26 maggio 2009

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AMANTI E REGINE, il potere delle donne

Scritto da didaquellavera @ maggio 26, 2009 00:55 in: libri, diario, gossip, storia, scarpe, regine e principesse, favole per grandi, la donna della domenica legge
amanti_e_reginesempre di più la storia mi strega. o meglio, la petite histoire mi strega, mi affascina e coinvolge quasi e come un romanzo, a volte anche di più.  chiedo scusa alla prof. benedetta craveri per aver lasciato questo suo libro per quasi 4 anni ad aspettare di esser letto: chiedo venia. amanti e regine, il potere delle donne di benedetta craveri adelphi 2005 € 25.00 (ora lo trovate anche in economico) è una dei saggi più sagaci, affascinanti e godibili che mi sia capitato di leggere. devo dire comunque che la storia a me è sempre piaciuta soprattutto quella petite historie delle vite quotidiane di persone e personaggi. la mia vena voyeuristica è sempre più in evidenza. amanti e regine dai valois ai borbone, e di certo, amanti e regine, son in questo ordine nel titolo non per motivi alfabetici. le spose e regine son sempre scelte per motivi di stato, le concubine amanti o favorite invece per amore o passione dirompente (che tante volte si assomigliano) e dimostrano intelligenza e -o- scaltrezza fuori dal comune, per quanto ci è dato sapere dalle fonti. da enrico secondo che sposa caterina de medici spodestata -anche se la corona le rimane in testa- fino alla morte del re, da diane de poitiers, passando per maria de medici, anna d'austria, athénais de montespan, il re sole e la marchesa di pompadour,il rosa che prende il suo nome, madame du barry e i gioielli che la portano alla forca, per arrivare a luigi sedici con maria antonietta d'austria, passando dai valois ai borbone. sullo sfondo la storia dei libri, quella che si sa. amanti viziate e ricoperte d'oro che hanno popolato appartamenti, camere, corridoi dorati  e riunioni politiche, che spesso son state sostituite come scarpe vecchie dalle nuove leve. hanno scortato, servito e soddisfatto sovrani, agitato versailles per due secoli fino alla testa rotolante di maria antonietta.  
dedicato a chi ha studiato la rivoluzione francese guardando lady oscar e a chi ha pensato che la ghigliottina fosse arrivata per tutti troppo tardi e si potevano così evitare 50 pagine del libro di storia del liceo. dedicato a chi ha amato perdutamente la marieantoinette di sophia coppola e non solo per le scarpe di manolo blanik, ma non ha capito bene perchè madame du barry doveva proprio farla asia argento. probabilmente anche la coppola ha visto lady oscar.
segnalo che lady oscar (1972), ispirato dalla biografia  "maria antonietta, una vita  involontariamente eroica"  scritta da stefan zweig negli anni trenta, è uno dei pochi personaggi presenti nella serie che NON è realmente esistito (e tutta la sua famiglia di conseguenza). nelle puntate s'incontrano oltre a gran parte della nobiltà conosciuta anche le ultime favorite del re sole (non sto a raccontarvi perchè so che sapete), episodi documentati storicamente (l'affair della collana) e  -udite udite- quel figaccione del conte di fersen (hans axel von fersen) è realmente esistito!  
lunedì, 18 maggio 2009

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majakovskij e lili brik

amore_cuore_di_tutte_le_cosesbagliata stagione, questo non si deve leggere col caldo, non si deve leggere col sole. serve freddo, ma freddo freddo. serve un colbacco e un manicotto di volpe bianca e un samovar vicino, perchè leggere di mosca san pietroburgo gelate e cappotti di pelliccia con trenta gradi fuori non ha nessun senso.  l'amore è il cuore di tutte le cose è il carteggio (parte) fra vladimir majakovskij e lili brik biblioteca neri pozza € 15.50. leggete le lettere e ovviamente le note, altrimenti non capirete nulla di questa storia anomala che vede vivere insieme vladimir, lili e il di lei marito, senza nessuna malizia, per quasi 15 anni. le lettere son di una semplicità e una dolcezza che faccio fatica a sovrapporre al simbolo futurista russo. tanto dolci da sembrare infantili, con gattini e cagnolini e pucettini e sbaciucchiamenti! altra cosa.. i telegrammi, tanti, immediati, usati come i nostri sms! telegrammi che mi hanno calata negli anni venti e ovviamente in quella parigi che mi è tanto cara. lili e majakovskij tutto sommato non vivevano male, viaggiavano e lei si faceva confezionare gli abiti dalla maison vionnet a parigi. il tutto condito da ulteriori amanti da parte di entrambi e un affetto assoluto. l'ultima lettera la spedisce lili da amsterdam e coincide con la data della morte di majakovskij. suicida il 14 aprile 1930. non si potrà mai sapere se per patemi staliniani o personali.   
 
"l'albergo istria dove si fermava majakovskij, all'interno assomigliava ad una torre: una stretta tromba con delle scale strette, cinque pianerottoli senza corridoi; attorno ad ogni piazzuola, cinque porte ad un battente, al di là di ognuna di quelle porte, una piccola stanza. tutte le camere avevano la carta da parati  a strisce di colori vivaci, come materassi, in ogni stanza c'era un letto a due piazze, un comodino, un tavolino vicono alla finestra, due sedie, un armadio a specchio, un lavandino con l'acqua calda, sul pavimento un logoro tappetino giallo con arabeschi. le persone famose che in quel periodo vi alloggiavano erano: picabia e la moglie, il pittore marcel duchamp, il fotografo surrealista man ray con una ragazza nota a parigi, una ex fotomodella di nome kiki e così via"

elsa triolet "vladimir majakovskij.memoirs and essay" stoccolma 1975     
venerdì, 15 maggio 2009

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donne di mondo

n1485186336_30157282_5670[ricreazione dopo pranzo]

maria sveva di svezia: maestra devo parlarti
la maestra dd. : certo, andiamo nel mio ufficio [la panchina dove scagazzano i corvi]
maria sveva di svezia: [con tutta la pachea e lo spregio di una principessa] dunque... rodolfo dice di amarmi e mi vuol regalare la sua collana. IO non voglio la collana e NON VOGLIO NEANCHE AMARLO.
la maestra dd. : ....

mi chiedo a 18 anni che farà, l'adorata maria sveva di svezia
martedì, 12 maggio 2009

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lo smemorato di tapiola

Scritto da didaquellavera @ maggio 12, 2009 14:17 in: libri, diario, favole per grandi, la donna della domenica legge
smemorato_di_tapiolalo smemorato di tapiola di arno paasilinna ed. iperborea 2001 € 13.00. se non avete mai letto nulla di arno paasilinna mi dispiace tanto per voi perchè vi siete persi delle grasse grasse risate e un grandioso happy-end garantito. tutto ambientato in finlandia. un consigliere agronomo esce dalla banca con una grossa somma ma è malato: demenza senile, non ricorda niente di quello che accade nell'immediato, ma tutto del suo glorioso passato da combattente. viene raccolto accudito, guidato e scortato da un tassista gentile che perde il posto pur di non abbandonarlo. segue una catena ironica, gustosissima di avventure con ex compagni d'armi, ex amanti, 12 francesine che dal vegetarianesimo passano a sbranare quarti di bue, mandrie che cercano di scampare ad un  destino inevitabile. alla fine dell'ultima pagina avrete imparato che piselli, mirtilli e frutti rossi in finlandia si vendono a litri e che la pronuncia che noi diamo ai nomi dei protagonisti sono solo ipotesi, per quanto argute possano essere.  da leggere anche: il figlio del dio del tuono (esilarante) e il bosco delle volpi.
venerdì, 08 maggio 2009

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aperitivi letterari

il gruppo di lettura di palmanova libermente presenta il primo di tre appuntamenti

guttemberg.jpeg_c
mercoledì 13 maggio ore 18.30
c/o casa parrocchiale di mereto di capitolo -ud-
IL MESTIERE DELL'EDITOR interverrà paola fabris
presentazione e degustazione dei vini della cantina stocco di bicinicco -ud-
[stuzzichini a cura del signor diego]

libri e vino son un'accoppiata che appoggio senza tema, gradito vestito svelandrino e tacco 12.
giovedì, 07 maggio 2009

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le meraviglie di st. urbain street

Scritto da didaquellavera @ maggio 07, 2009 20:26 in: libri, diario, favole per grandi, la donna della domenica legge
le_meravigliedella serie macchevvelodicoaffare. autore+editore=idillio
ho amato in maniera appassionata la versione di barney, in maniera struggente solomon gursky è stato qui e li ho regalati entrambi come una cartina tornasole per aver la conferma di aver affinità elettive con chi li ha ricevuti. mi ricordo bene quando è morto nel 2001, l'ho letto sul venerdì di repubblica. la versione di barney si piazza nella mia personalissima top ten libresca sicuramente fra i primi cinque. e gursky nei primi dieci. barney l'ho addirittura letto due volte. poi ho pensato che, dopo aver letto due capolavori era impossibile che potesse scrivere altro di così alto. il mio biliardo in effetti l'ho abbandonato dopo pochissime pagine e altro non ho mai più preso. le meraviglie di st. urban street di mordecai richler adelphi € 16.50 sono un libretto che sembra una prova (è del 1970), un preparativo alla grandiosa opera che sarebbe venuta decenni dopo. la scrittura è inimitabile ironica e graffiante come -quasi- solo l'yiddish sa esser ed è uno spaccato probabilmente autobiografico della vita di questo quartiere. brevissimi racconti troppo scollegati. non son libri facili, nemmeno questo lo è. andate subito al capolavoro, non serve legger -per primo- questo che sembra "un promo" sbiadito, che non riesce ad avvisarci di quel che di indimenticabile e folgorante si troverà in barney. 
mercoledì, 06 maggio 2009

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lezioni di sciampo

bigodiniieri pomeriggio trattamento da principessa: capelli, estetista comprensivo di piedini e un nuovo trattamento alla paraffina che rende le vostre estremità delle eccellenze (devo dire che a me manca pochissimo di mio all'eccellenza podologica). inizio dai capelli dove mi fanno fare da cavia a una principiante sciampista. sempre su di me devono far le cavie.. questa ha imparato SU DI ME a fare uno sciampo con la capa sciampista che le ha dato il tormento -e tanto l'ha dato anche a me- chiedendomi se la pressione del massaggio (presunto tale) era di uguale forza su tutta la mia testa. la principiante sciampista dovrebbe farmi suo idolo visto che ho detto che stava andando benissimo.. figuriamoci se volevo iniziare il mio pomeriggio beauty con una lectio magistralis sull'argomento, ho preferito farmi fracassare il cranio da quelle ditine incapaci.
fatalità mi trovo di fronte a una che ha lavorato con me otto anni, e dico otto. una che considero una gran figa ma altrettanto grande stronza. la vedo e io "cunegonda sei tu?" cunegonda continua a guardar fissa la rivista di altissimo impegno sociale (lavorando nel sociale ed essendo molto impegnata forse leggeva "chi",) qual è abituata a leggere, e non mi degna di uno sguardo. alla fine dopo dieci minuti alza lo sguardo, dice che vuol alleggerire il suo taglio alla sciampista senior, "qualcosa per la nuova stagione" e le scappa un tiratissimo -le dev'esser costato uno sforzo apocalittico- "ciao dida". ora, i dieci minuti in cui non mi ha cagata son stati l'esibizione più ben riuscita e perfetta de "il manuale della perfetta stronza", se l'è tirata in una maniera talmente sublime che dovrebbe tenere dei seminari di perfezionamento.
nel frattempo avviso via sms della scena la bionda sardegna:

dd. "son dalla parrucchiera con cunegonda esattamente davanti, e nonostante l'abbia salutata fa finta di non conoscermi. è di uno stronzo che mai riuscirò a raggiungere..."
bs. "avete già lo stesso parrucchiere, sei sulla buona strada."

[speriamo, magari diventare così] 
domenica, 03 maggio 2009

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divorzio all'italiana

Scritto da didaquellavera @ maggio 03, 2009 21:36 in: attualita, cronaca, i love trash, la voce della sciampista
veronica_e_silvio"qualunque sia il motivo di una rottura [...] , la versione che se ne dà agli amici e ai conoscenti  deve essere impersonale e senza commenti: <divergenze di carattere>. e pazienza se  nessuno ci crederà. intanto lui si affretta a restituire lettere e fotografie, lei rimanda gli anelli e gli altri doni di valore. poi, se ne ha la possibilià, partirà per qualche settimana. "

a pg. 60  de IL SAPER VIVERE DI DONNA LETIZIA,
ma correva l'anno 1960 e il divorzio ancora non c'era
giovedì, 30 aprile 2009

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buon compleanno blog!

PH_11701072_silver_h_puera un pomeriggio caldino quel 30 aprile 2006 e ho bloccato l'account su splinder in due minuti prima di uscire a prendermi un paio di sandali che avevo il terrore di non trovare più. poi quando son tornata, mi son messa a scrivere il primo post e son arrivata fin qui. oggi avevo idea di pubblicare un post di quelli belli frivoli e inutili che parlan di principesse, tacchi alti, culi bassi e suole rosse.. ma splinder non è della mia stessa idea (forse perchè c'erano figlie legittime e non del cavaliere.. ovviamente non citate nella schiera delle principesse).

lunga vita al salotto!

GAUDEAMUS IGITUR!
martedì, 28 aprile 2009

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la febbre del successo

al quinto giorno consecutivo di febbre -ultima misurazione 37,8- mi si avvisa tramite sms, e ringrazio la sublime elisabetta, che i ragazzi di caterpillar hanno letto una mia recensione per la serie "piccoli critici" in diretta su radio2, nella serata di ieri. onoratissima del privilegio e delirando per la febbre mi vedo già a distruibuire autografi sul red carpet per la prossima notte degli oscar, sempre che sopravviva alla prossima di notte. vi invito ad ascoltare la recensione in podcast -che avete cmq già letto in questo salotto- di uomini che odiano le donne, dal sito di radio2 : CATERPILLAR seconda parte del 27/04/2009

mercoledì, 22 aprile 2009

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il silenzio dei chiostri

Scritto da didaquellavera @ aprile 22, 2009 20:56 in: libri, diario, attualita, le cose buone, la donna della domenica legge
il_silenzio_dei_chiostrise non conoscete petra delicado e  fermin garzon non iniziate da questo. andatevi a cercare l'ordine giusto di lettura dei romanzi che li hanno come protagonisti ed iniziate dal primo. iniziate a conoscere una pagina alla volta l'ispettore e il suo vice in servizio a barcellona, catalogna. ho un'adorazione particolare per questi due: vitali, problematici, veri e sanguigni. il silenzio dei chiostri di alicia giménez-bartlett ed. sellerio (garanzia assoluta) € 15.00 ha più di 500 gustosissime pagine che fanno scivolare -a scelta- un pomeriggio pigro o una serata che si trasformerà presto in notte. omicidio in convento: fanno sparire il corpo mummificato di un santo e ammazzano un fratino che ne studiava la vita. petra e fermin sono quelli che devono risolvere il giallo. convento di clausura, storie di capinere che -solo- sembrano tutte uguali, ma che di uguale hanno la stessa umanità (o disumanità).  se avete passato qualche giorno a barcellona saprete ben orientarvi fra la diagonal e la bouqueria. nel panorama editoriale del giallo contemporaneo alicia gimenéz-bartlett è una fuori classe, e che la pubblichi sellerio non è ovviamente un caso. misurata, garbata e mai distaccata da quella che è la reale -nostra- contemporaneità, si abbina con classe alle elegantissime copertine blu della sellerio. copertine che non rimangono mai illibate ma che fanno vedere che il libro è stato REALMENTE LETTO.
giovedì, 16 aprile 2009

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esubero truppe

prima_lineacomunicazione del giorno: sono una perdente posto. che tradotto vuol dir che essendo di ruolo il posto non lo perdo ma mi manderanno in una qualche scuola da qualche parte in provincia di udine. presento entro DOMANI la richiesta di trasferimento per mobilità indicando VENTI preferenze tramite codici meccanografici di 15 cifre che se sbaglio una virgola mi mandano ad insegnare ad addis abeba e saluti cari vado al caldo.
in classe pomeriggio faccette lunghe, clarabella e mariavirgulta in lacrime e occhi gonfi (credevo che mariomefistofele le avesse prese per codini/trecciolone), disperate per la mia dipartita. la saggia illuminata madame blanche -NOVE MERAVIGLIOSI ANNI, NOVE- risolve -GIURO CHE HA DETTO QUESTO PAROLA PER PAROLA-: "non è la maestra dida che se ne vuole andare, è colpa della gelmini con questa storia del maestro unico, se berlusconi non fosse al governo, la maestra dida rimarrebbe con noi".
fare la maestra è il lavoro più bello del mondo.
martedì, 14 aprile 2009

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dolci e viziosi

Scritto da didaquellavera @ aprile 14, 2009 23:53 in: libri, diario di viaggio, la donna della domenica legge
dolci_e_viziosidolci e viziosi di david schickler einaudi € 15.00  dopo il capolavoro assoluto ci riprova e non gli viene neanche male. un on the road scapigliato e scapicollato lungo un mese: prontissimo per una versione cinematografica. magari viggo nei panni di henry. i diamanti nei panni dei diamanti. la casa sull'albero nei panni della casa sull'albero. a guidare tutto unicamente l'istinto: pianeti lanciati in pozze bollenti di fanghi, ciotole di mirtilli innaffiati di merlot e una furia rossa che risponde al nome di grace e che aspetta sotto la cenere il momento giusto, e quando il  momento arriva, prende fuoco e brucia tutto quello che le sta intorno. viaggio della catarsi che noi fanciulle  -che pensiamo già al visone e al botox da regalarci- abbiamo già fatto, chi in un modo chi in un altro.
martedì, 14 aprile 2009

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zibaldone breve

Scritto da didaquellavera @ aprile 14, 2009 11:02 in: diario, attualita, cronaca
non so nemmeno come iniziare a riscrivere. son schifata dalle partite di serie A che son state giocate sabato e domenica nonostante l'ecatombe, dai montepremi dei giochi che non vengono dati all'abruzzo, da quello che sento in tv e che mi limito a guardare per decenza, da chi offre le proprie 3 case (solo 3? vegogna) a chi è rimasto senza niente. il venerdì prima di pasqua passo con l'auto immediatamente dopo un incidente stradale dove hanno investito un bambino dell'età della mia truppa, non era arrivata nemmeno l'autoambulanza la madre urlava tutti intorno piangevano io in macchina probabilmente urlavo. tutto mi ha sconvolta. forse troppo, non so. adesso solo al pensiero di tornare a scuola mi vien l'agitazione. questo periodo mi ha sconvolta per quello che ho intorno e per quello che succede altrove. e mi sento un'imbecille a esser sconvolta, io, qui.  
giovedì, 09 aprile 2009

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l'orcolat

Scritto da didaquellavera @ aprile 09, 2009 11:01 in: diario, attualita, cronaca, la maestra dida
servirebbe non dir niente. perchè quando si parla, inevitabilmente, si dice troppo.  le televisioni hanno dato dimostrazione di sciacallaggio alla pari dei delinquenti che rubano dalle macerie. barbara d'urso e compagnia sono allucinanti, i tg non son da meno, al contrario delle radio che si son distinte, ancora una volta, per serietà. qui si sentono i racconti del maggio del 76 quando era qui l'orcolat. ho stampate in mente, indelebili, le poche cose che mi ricordo, avevo tre anni, mi ricordo la mia coperta verde, quella gialla di mia sorella, l'angolo della strada dove eravamo tutti riuniti e dove spesso parcheggio. anche gli sms che mando alla maestra elena mi sembrano stupidi, ma mi vengono spontanei. quello che ho potuto fare nel mio piccolo piccolo è stato spiegare in classe cos'è successo in abruzzo, come dovremmo comportarci in caso di terremoto nella nostra nuovissima scuola di dieci anni appena. ho cercato di spiegare, con la mia collega illuminata, e di tranquillizzare. ho aperto repubblica e corriere sui banchi e ho letto con loro, visto le foto e spiegato e tranquillizzato, perchè i bombardamenti mediatici li hanno colpiti, anche con mille raccomandazioni di guardare la tv con un adulto vicino, che in qualche caso è più bambino di loro. abbiamo letto le cartine tematiche del corriere e della repubblica. abbiamo letto del nostro terremoto e tranquillizzato che le nostre case son tutte praticamente nuove. quello che potevo fare nei tre giorni di scuola di questa settimana dove, da subito, dalle otto del lunedì il traino sono stati i bambini a far domande, a far ipotesi, a chiedere se torna qua, a chiedere se la mia casa starà su. e quando una bambina ha detto "ma perchè la gente piange se ci sono morti? in fondo sono tutti in ottime mani adesso.." mi son trattenuta dal rispondere, dal rispondere male. penso -anche- a quello che avranno da fare le maestre quando le scuole riapriranno, nelle tende e non nelle aule.   

vi segnalo miss kappa, orgoglio e coraggio da l'aquila.
lunedì, 06 aprile 2009

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ecatombe

Scritto da didaquellavera @ aprile 06, 2009 17:15 in: cronaca
ecatombe_abruzzo_2009_04_06l'aquila (eidon) corriere.it
sabato, 04 aprile 2009

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la presidentessa (petezzi di politica internazionale)

michelle_london_1questa c'ha una marcia in più. abbraccia LA regina e fa bene, anch'io le salterei al collo baciandola. e bacia e ribacia e lo abbraccia il fustaccione abbronzato che si trova vicino. abbraccia tutti, sorride e secondo me petezza anche un pò sulle gatte morte che si trova intorno. non manca un colpo. la mia preferita: la mise del primo giorno, quella con la gonna a quadrettini bianco-verde, golfinetto chiaro e sbarlussego che con la sua abbronzatura se lo può permettere tutto l'anno e poi si sa che qui da me si sbandiera felicemente "chi di verde si veste...". dalla regina si presenta in un bianco nero, alla doris day che riporteremo anche sulle passerelle friulane. michelle_london_2la regina non delude le aspettative e ci delizia con la definizione stessa del rosa confetto. ancora in bianco nero alla cena di gala al 10 di downing street sbracciata nonostante la temperatura londinese ma fa bene ed è una delle poche che può far vedere le braccia e supera magnificamente la prova del saluto. a tavola la fanno sedere vicina a k.j. rowling, ma c'era anche naomi. altra mise notevole quella in golfinetto a rombi e tinte azzurrinobluquasioltremareindaco. che poi michelle beva solo un the parlando solo di beneficienza e di povera gente.. mah lasciatemene almeno dubitare. per quanto michelle sia meritevole e abbia ampiamente meritato il nostro placet -anche- per il suo primo ingresso ufficiale nel vecchio continente c'è da dire che non ha trovato nessuna che potesse anche solo scendere in gara con lei, a parte LA regina che non prendo nemmeno in considerazione, lei è REGINA e non si tocca, punto e a capo. la signora merkel si veste da michelle_carlasignora e sta bene così, discreta e cancelliera. svetlana medvedev ha pensato per tutta la cena che poteva ben stare nella sua dacia con un samovar a portata di mano. cristina fernandez de kirchner elegantissima extra lusso nel suo total white, dall'argentina con quella somiglianza assoluta con penelope cruz (da vecia) ma troppa, troppa roba. chikako dal giappone, un kimono no che li avete così tanto belli ed eleganti? e dulcis in fundo la povera, povera, povera sarah brown a far gli onori di casa... che era meglio un maggiordomo vero vicino a gordon. posso anche capire che in periodi di crisi magari non è bello far vedere al popolo lussi e sfarzi.. ma almeno un vestitino non dico da armani o, se non può, neanche da  zara.. ma almeno alla upim consigliata da ll'ultima vera commessa che va in pensione il mese prossimo. e una guardatina allo specchio anche al retro prima di decidere per una veste.. bocciata. bocciata ma mi sento male a farlo perchè si capisce che la povera sarah non ha nemmeno una buona amica e avrebbe tanto bisogno di aiuto.  bocciata bocciatissima  anche la nostra carlà che a sobrietà ha rotto e strarotto, come ha stufato con i suoi colorini morti dal grigio al tortora e ritorno, con appena qualche esuberanza (?) con il viola. tutto sobrio, troppo sobrio. insopportabile con quel suo atteggiamento da una che ha ingoiato -e si si si quanto son gentile- il manico della scopa. michelle per parigi non osa poi troppo con un soprabitino neromagenta con vestito magentanero: negli states hanno da anni la fissa positivo/negativo d'invertire i colori su una stessa fantasia.
alla luce di tutto questo michelle si mette i suoi due fili di perle e detta legge. peccato sia troppo alta per un bel tacco 9 e sarkò troppo piccolo per resistere alla tentazione di camminare in punta di piedi. 
qui dalla city, madame didi, passa la linea allo studio.
venerdì, 03 aprile 2009

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la macchina rossa -un'insolita storia d'amore di gabriele d'annunzio-

macchina_rossala macchina rossa -un'insolita storia d'amore di gabriele d'annunzio- di caterina papalia e marcello minasi ed. archinto 1998 € 5.16 la macchina rossa  è quella che d'annunzio, dal vittoriale, mandava al grand hotel di gardone per farsi portare la preda di turno, intanto parcheggiata nel lusso. questo libello è l'ennesima chicca che mi trovo in libreria e mi gusto leccandomi i baffi, da brava gattona con la coda che si muove suadente. se tamara capitò al vittoriale nel 1926 quest'altra scaltrissima, colta, ironica  femmina, ci arriva l'anno dopo e non pone un gran rifiuto come aveva fatto la polacca adoperando scuse da liceale. luciana valmarin (o walmarin) decide se darsi o non darsi, decide come e dove e quando. decide di fumarsi -dopo i fattacci- le sue troppe sigarette nell'antro segreto di d'annunzio e di spacottar la cenere sui piatti persiani più belli. che ancora ci sono a testimonianza del tutto. le lettere sono come serve pettegole e indiscrete, fatte trovare apposta per farsi leggere con un sorriso ironico/erotico sulle labbra. amata, desiderata, con quel je ne sais pas quoi che tanto intriga il nostro vate. sarà che era triestina?
[dedicato alle mie triestine che, anche se vedo solo di rado, comunque penso]    
mercoledì, 01 aprile 2009

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kissing in manhattan

baciarsi_a_manhattanl'ho letto ieri, per la seconda volta e non è detto che non lo rilegga fra qualche anno. e lo scrivo perchè con questo sono due i libri che ho letto due volte. perchè ho troppo poco tempo per legger un'altra volta qualcosa che ho già letto. toglierebbe del tempo a qualcosa che devo ancora leggere. è del 2001, in italia per einaudi 2004 david schickler baciarsi a manhattan € 14.00 libro S T R E P I T O S O. 279 pagine indimenticabili. l'ho voluto rileggere dopo qualche anno (era il 2005) e le parti che mi hanno colpito sono sempre le stesse, ho riconosciuto persino le parole, le frasi costruite  con un genio che io trovo irresistibile ("la sabbia croccante dell'inverno" o anche "pensò che quella seta fosse stata prodotta con diamanti polverizzati e l'inchiostro di diversi calamari"). la trama è un puzzle perfetto che si incastra  in modo inequivocabile, senza sbavature o incertezze, i personaggi non sono mai banali,  anzi affascinanti e unici. sono entrata  nella fucina di vulcano, scendendo le scale di un sexy shop a guardar gioielli e scegliere solo un paio di orecchini,  a provar vestiti da sera  che poi c'è qualcun'altro che salda il conto col vil denaro ma sapendo bene quanto dovrò pagare io. new york rimane fuori dalle stanze con tutti i suoi rumori di metropoli, fuori dagli appartamenti e dagli ascensori, fuori dalle chiese di wall street. il rumore della città si sente solo alle feste o nei ristoranti, dove  sono stata invitata, comunque ovattati da una centralità sulle storie e un'intimità rara da raggiunge con chi popola il libro. consigliato a tutti: a chi lega le proprie donne al letto, a chi va al ristorante da solo rovistando nelle tasche, a chi fa il bagno a qualcuno, a chi ama cadaveri e storie poco felici, a chi voleva fare la trasgressiva con un prete ma non è mai riuscita a diventare dio, a chi è solo e non vorrebbe esserlo, a chi è solo perchè non vorrebbe star con nessun'altro, a chi non si è mai innamorato. consiglio alle fanciulle: se decidete di leggerlo unghie dei piedi laccate di rosso.  
pag. 117 "io sono giovane, ricco, bello, celibe e spesso cupo e perso nei miei pensieri, una combinazione irresistibile per la femmina di homo sapiens".
pag. 230 "la pista si trasformò in una festa di doc martens che percuotevano il pavimento e di gomiti che si dimenavano in alto. sarah wolf, che conosceva solo il tango, corse a ripararsi".
pag. 241 " sapevano a quali perversioni del carattere poteva essere esposto un bambino la cui valutazione del mondo venisse inopportunamente sollecitata ed alterata da quella degli adulti".
pag. 7 "lei voleva un uomo che si schiantasse in lei -psichicamente, sessualmente, totalmente, quotidianamente- e non chiedesse mai scusa".