venerdì, 03 luglio 2009

la danza del gabbiano
Scritto da didaquellavera @ luglio 03, 2009 08:57
in: libri, cronaca, maschimaschi, favole per grandi, la donna della domenica legge
camilleri è un genio: ci fa leggere in siciliano tanto da mutar il vocabolario d'uso quotidiano, cosa che mi piace sempre. qui potrebbe finire il discorso. si legge in fretta e furia e c'è la fila di prenotazioni in biblioteca per prenderselo e portarselo in spiaggia. montalbano torna, e questa volta, senza paura d'invecchiare che ad un maschiomaschio non s'addice proprio. la danza del gabbiano di andrea camilleri ed. sellerio € 13.00 si legge la mattina di un'estate che sembra non ne voglia proprio sapere di riscaldare l'aria. fazio sparisce, salvo si dimentica di aver livia per casa, e iniziano le ricerche e le indagini. unico neo: non mi son piaciuti i riferimenti al montalbano televisivo, il commissario ha paura d'incontrare zingarelli (lo chiama così) per strada. pag. 250 "e figurati che scandalo, che vrigogna! qualisisiasi cosa fanno, i nostri onorevoli oramà sinni fottono dell'opinione pubblica! si drogano, vanno a buttane, arrobbano, 'mbrogliano, si vinnino, spergiurano, fanno affari con la mafia, e che gli può succederi? massimo massimo che ne parlano i giornali per tri jorni. pò tutti si scordano di loro."
chi non conosce ancora montalbano è bene che inizi a leggere quello che diventerà storia della letteratura italiana.












sembra passata un'intera era geologica ma son solo poco più di dieci anni. immersa completamente in persia. prima all'università con curatola in classe e bausani sulle pagine di quello che studiavo senza nessuna fatica. poi in un negozio di udine dove ho passato qualche anno e dove mi son sempre sentita a casa, dove mi coccolavo, sistemavo, riparavo o restauravo e mi facevo coccolare da tappeti persiani. immersa e circondata da una bella fetta di iran scappata alla rivoluzione. immersa in lingue diverse. immersa in un mondo di fede bahá'í dove in giornate di grazia mi son sentita raccontare delle meraviglie, delle disperazioni, dello shah, della fuga, dei pasdaran e ho imparato tanto. tanto di tappeti di nomi, di nodi, di forma, di simboli e ho fatto bene i conti con la mia intolleranza che era a livelli diversi da quelli odierni. avevo anche imparato qualche parola di farsi, per rispondere al telefono quando chi parlava la lingua non c'era. quando un terremoto ha distrutto bam sapevo cos'avevamo perso. di quegli anni rimane la voglia di partire, un bakhtiari che è il centro della mia casa, un karabag a rose che è la cosa più preziosa che ho e la tristezza di leggere o sentire o vedere quello che succede e non poter far niente.
il fotoracconto della
il serpente e la colomba scritti e soggetti cinematografici di cesare pavese 2009 einaudi € 19.50
odio la menopausa altrui. e quell'invidietta mal celata e così poco di classe per le mie 36 -appunto- invidiabili primavere, di chi non riesce a darsi pace perchè non si piace più. e detesto tutte quelle domandine buttate li, che si, una ci può pure stare ed è pure gratificante per me, ma così no! sembra un interrogatorio della stasi a partire da "madovehaipresoquestabellissimaborsalavoglioanchio" fino a "madovevaiafartileunghiecosìbellelevoglioanchio" per finire con "machescarpestupendelevoglioanchio". col cavolo che ti dico dove ho preso la borsa che comunque il fucsia lo posso mettere io che lo so mettere e non tu. le mie unghie sono self made e sono di pura purissima cheratina senza nessun tipo di intervento materico e il french io ce l'ho naturale, io. le mie scarpe tu non le puoi mettere perchè: 1. bisogna avere estremità pressocchè perfette e un numero adeguato di calzata, che oltre il 37 non si può andare, 2. bisogna aver anni di allenamenti di camminata su tacco almeno 9 in curriculum, per poterle portare a spasso in maniera dignitosa senza farsi ridere.
a parte la copertina -che è tremenda- la vedova, il santo e il segreto del pacchero estremo è una delizia creata dal geniale gaetano cappelli che dev'essersi divertito all'infinito scrivendo questo capriccio letterario! per leggerlo e godere di ogni pagina dovete essere abbastanza scafate da non aver paura di chiamare un p***ino: p***ino. dovete amare il bel mondo e capire che chi ne scrive, in maniera tanto sagace e graffiante, lo ama altrettanto e con tutta probabilità, ne fa anche gioiosamente parte. credete alla zia, di rado capita un libro tanto divertente ed ironico da farci passare qualche oretta sbracate a ridere e con alcoolici rossi a portata di mano! c'è una vedova bionda e ricchissima in menopausa, una carovana di zingari, una casa quasi regale in lucania, abbandonata e -quindi- ritrovo di scambisti, hotel extra-lusso a capri e una visione deliziosa e dissacrante di cuochi stellati! mi è piaciuto alla follia, tanto da leggerlo a tratti a voce alta in spiaggia dopo essermi dissetata con una pescanoce mangiata con l'ingordigia che suggeriscono di avere in ogni momento di vita, le righe di questo libello edito da marsilio per 17.00 meritatissimi €. cappelli, lodato stralodato e incensato dal critico del corriere d'orrico, che me l'ha fatto conoscere con
so che ci tenete allo zibaldone inutile.. il cagnettino della mia sciampista sta molto bene, cosa che si può dire anche della mia sciampista. il cagnettino a pranzo è stato nutrito con spaghettini con 60 gr di tonno, al naturale ovviamente, per gli omega3 e petto di pollo. non erano avanzi del pranzo della sciampista, sia chiaro. domani è l'ultimo giorno di scuola. la pianta grassa è fiorita ieri sera. l'orchidea perde i fiori. mio padre mi ha tagliato il pino che doveva servire per l'amaca: si è imbragato con l'attrezzatura da alpinismo, è salito con una scala e con motosega in mano l'ha fatto fuori. che neanche rambo. oggi ho i capelli come louise brooke, solo un pò più corti, per il colore in prossima seduta decideremo se adeguarli ai dettami della moda del primo novecento. il mio collo invece è un'idea elegante e precaria, in fuga inclinata.
frivolezza necessaria, indispensabile per toglier lo sguardo dal ciarpame di villa certosa in attesa degi esiti elettorali. politica internazionale, visite e controvisite di cortesia, mentre la regina elisabetta (nostra signora indiscussa di stile ed eleganza) si presenta al derby di epson con una mise rosa e ombrellino
abbandonando prati verdi e stiletti che non hanno paura di affondare, cappelli e abbinamenti sempre estremi e quindi centrati, appena oltre manica incontro (perchè per chiamarlo scontro si dovrebbe avere un nemico di stile degno di nota e carlà, tesorocaro, non lo è) fra first lady. per il d-day casualmente (?) di bianco vestite, michelle è fuori gara con manica a tre quarti e accessori argento. perfetta e senza l'ipocrisia di nascondere un pomeriggio intero di shopping parigino. carlina esibisce un pallore preoccupante e si veste pure di bianco. è di oggi la notizia che il padrone di villa certosa sarà ospite della casa bianca, entro qualche settimana. si bullerà con michelle di aver una "villa" e invece loro solo una "casa"? ho già paura.
chissà se è veramente nata una stella come sembra? filippo bologna presenta la sua opera prima come ho perso la guerra fandango libri. selezionato per il premio strega con il sommo gaetano cappelli (con la vedova il santo e il segreto del pacchero estremo), che sia davvero cambiato qualcosina dopo ammaniti e giordano? che si premi la nascita di una stella e non il marchio a fuoco della casa editrice sul culo dell'autore? si va dal pianto al riso, alla trasposizione della storia sulle pagine a quello che succede intorno a noi tutti i giorni. ha il sapore dell'autobiografia, di storia dei nonni sentita raccontare e di diversità fra prima e dopo. la guerra è quella che si fa per difendere spazi luoghi e ideali antichi. la guerra per lasciare le cose come sono o almeno non alterarle e non violentarle in nome o, con la scusa del luogo comune per eccellenza che è il progresso travestito da incassi a sei zeri. che poi son guerre contro i mulini a vento dove pochi barbudos attaccano e alla fine, umiliazione maxima, si depongono armi ed esplosivi e si lavoricchia. per andare avanti. e tutto è cambiato ma nella direzione opposta.
mi spiace anche solo pensarlo, figurarsi dirlo: non mi è piaciuto. fino a metà si, poi no, gira male. fred vargas per me è sovrana nel sollecitare voli pindarici alle nostre povere testoline già impegnate non poco nella scelta dello smalto da mettere alle unghie dei piedi, intriga con voluttà surreale e quel pò di saccenza che non è ancora diventata presunzione accademica, anche se pochissimo ci manca. i suoi libri precedenti son pronti a certificare e testimoniare a partire da chi è morto alzi la mano e parti in fretta e non tornare, nuovo genere di quello che è -spesso- troppo frettolosamente definito giallo. fred vargas con un luogo incerto einaudi € 18.50 mi delude. sarà che adamsberg diventa grande ma non mi ha convinta proprio: troppe cose prende -17 piedi mozzati e le loro scarpe- e poche cose convincentemente risolve. alla fine tutto torna, in maniera molto reale, ma sento -lontano- dei gatti che si arrampicano sugli specchi. lettura colta e comunque godibile. non permettetevi di leggere neanche una riga se siete un minimo sbronzetti, assonnati o alterati da una tribuna elettorale: ogni riga dev'esser interiorizzata, altrimenti arriverete alla pagina successiva senza aver capito cosa come chi dove quando e perchè.
siccome a gennaio avevo ancora qualche ora libera del mio preziosissimo tempo, ho deciso di non metterlo in banca ma di farlo fruttar per bene con un corso di educazione al gusto. niente a che vedere con un corso di sommelier ma una serie di appuntamenti con un virgilio che per professione ma soprattutto per passione, ci ha guidati con competenza, ironia e sarcasmo alla scoperta di odori e sapori che capita spesso di non notare di fronte ad un bicchiere di vino, qualsiasi esso sia. le uscite in cantina, le degustazioni guidate e confrontate, il trovarsi a far parte di un bel gruppo e la curiosità di esplorare territori vicini e sconosciuti ha fatto il resto.
sempre di più la storia mi strega. o meglio, la petite histoire mi strega, mi affascina e coinvolge quasi e come un romanzo, a volte anche di più. chiedo scusa alla prof. benedetta craveri per aver lasciato questo suo libro per quasi 4 anni ad aspettare di esser letto: chiedo venia. amanti e regine, il potere delle donne di benedetta craveri adelphi 2005 € 25.00 (ora lo trovate anche in economico) è una dei saggi più sagaci, affascinanti e godibili che mi sia capitato di leggere. devo dire comunque che la storia a me è sempre piaciuta soprattutto quella petite historie delle vite quotidiane di persone e personaggi. la mia vena voyeuristica è sempre più in evidenza. amanti e regine dai valois ai borbone, e di certo, amanti e regine, son in questo ordine nel titolo non per motivi alfabetici. le spose e regine son sempre scelte per motivi di stato, le concubine amanti o favorite invece per amore o passione dirompente (che tante volte si assomigliano) e dimostrano intelligenza e -o- scaltrezza fuori dal comune, per quanto ci è dato sapere dalle fonti. da enrico secondo che sposa caterina de medici spodestata -anche se la corona le rimane in testa- fino alla morte del re, da diane de poitiers, passando per maria de medici, anna d'austria, athénais de montespan, il re sole e la marchesa di pompadour,il rosa che prende il suo nome, madame du barry e i gioielli che la portano alla forca, per arrivare a luigi sedici con maria antonietta d'austria, passando dai valois ai borbone. sullo sfondo la storia dei libri, quella che si sa. amanti viziate e ricoperte d'oro che hanno popolato appartamenti, camere, corridoi dorati e riunioni politiche, che spesso son state sostituite come scarpe vecchie dalle nuove leve. hanno scortato, servito e soddisfatto sovrani, agitato versailles per due secoli fino alla testa rotolante di maria antonietta.
sbagliata stagione, questo non si deve leggere col caldo, non si deve leggere col sole. serve freddo, ma freddo freddo. serve un colbacco e un manicotto di volpe bianca e un samovar vicino, perchè leggere di mosca san pietroburgo gelate e cappotti di pelliccia con trenta gradi fuori non ha nessun senso. l'amore è il cuore di tutte le cose è il carteggio (parte) fra vladimir majakovskij e lili brik biblioteca neri pozza € 15.50. leggete le lettere e ovviamente le note, altrimenti non capirete nulla di questa storia anomala che vede vivere insieme vladimir, lili e il di lei marito, senza nessuna malizia, per quasi 15 anni. le lettere son di una semplicità e una dolcezza che faccio fatica a sovrapporre al simbolo futurista russo. tanto dolci da sembrare infantili, con gattini e cagnolini e pucettini e sbaciucchiamenti! altra cosa.. i telegrammi, tanti, immediati, usati come i nostri sms! telegrammi che mi hanno calata negli anni venti e ovviamente in quella parigi che mi è tanto cara. lili e majakovskij tutto sommato non vivevano male, viaggiavano e lei si faceva confezionare gli abiti dalla maison vionnet a parigi. il tutto condito da ulteriori amanti da parte di entrambi e un affetto assoluto. l'ultima lettera la spedisce lili da amsterdam e coincide con la data della morte di majakovskij. suicida il 14 aprile 1930. non si potrà mai sapere se per patemi staliniani o personali.
[ricreazione dopo pranzo]
lo smemorato di tapiola di arno paasilinna ed. iperborea 2001 € 13.00. se non avete mai letto nulla di arno paasilinna mi dispiace tanto per voi perchè vi siete persi delle grasse grasse risate e un grandioso happy-end garantito. tutto ambientato in finlandia. un consigliere agronomo esce dalla banca con una grossa somma ma è malato: demenza senile, non ricorda niente di quello che accade nell'immediato, ma tutto del suo glorioso passato da combattente. viene raccolto accudito, guidato e scortato da un tassista gentile che perde il posto pur di non abbandonarlo. segue una catena ironica, gustosissima di avventure con ex compagni d'armi, ex amanti, 12 francesine che dal vegetarianesimo passano a sbranare quarti di bue, mandrie che cercano di scampare ad un destino inevitabile. alla fine dell'ultima pagina avrete imparato che piselli, mirtilli e frutti rossi in finlandia si vendono a litri e che la pronuncia che noi diamo ai nomi dei protagonisti sono solo ipotesi, per quanto argute possano essere. da leggere anche: il figlio del dio del tuono (esilarante) e il bosco delle volpi.
mercoledì 13 maggio ore 18.30
della serie macchevvelodicoaffare. autore+editore=idillio
ieri pomeriggio trattamento da principessa: capelli, estetista comprensivo di piedini e un nuovo trattamento alla paraffina che rende le vostre estremità delle eccellenze (devo dire che a me manca pochissimo di mio all'eccellenza podologica). inizio dai capelli dove mi fanno fare da cavia a una principiante sciampista. sempre su di me devono far le cavie.. questa ha imparato SU DI ME a fare uno sciampo con la capa sciampista che le ha dato il tormento -e tanto l'ha dato anche a me- chiedendomi se la pressione del massaggio (presunto tale) era di uguale forza su tutta la mia testa. la principiante sciampista dovrebbe farmi suo idolo visto che ho detto che stava andando benissimo.. figuriamoci se volevo iniziare il mio pomeriggio beauty con una lectio magistralis sull'argomento, ho preferito farmi fracassare il cranio da quelle ditine incapaci.
"qualunque sia il motivo di una rottura [...] , la versione che se ne dà agli amici e ai conoscenti deve essere impersonale e senza commenti: <divergenze di carattere>. e pazienza se nessuno ci crederà. intanto lui si affretta a restituire lettere e fotografie, lei rimanda gli anelli e gli altri doni di valore. poi, se ne ha la possibilià, partirà per qualche settimana. "
era un pomeriggio caldino quel 30 aprile 2006 e ho bloccato l'account su splinder in due minuti prima di uscire a prendermi un paio di sandali che avevo il terrore di non trovare più. poi quando son tornata, mi son messa a scrivere il
se non conoscete
comunicazione del giorno: sono una perdente posto. che tradotto vuol dir che essendo di ruolo il posto non lo perdo ma mi manderanno in una qualche scuola da qualche parte in provincia di udine. presento entro DOMANI la richiesta di trasferimento per mobilità indicando VENTI preferenze tramite codici meccanografici di 15 cifre che se sbaglio una virgola mi mandano ad insegnare ad addis abeba e saluti cari vado al caldo.
dolci e viziosi di david schickler einaudi € 15.00
l'aquila (eidon) corriere.it
questa c'ha una marcia in più.
la regina non delude le aspettative e ci delizia con la definizione stessa del rosa confetto. ancora in bianco nero alla cena di gala al 10 di downing street sbracciata nonostante la temperatura londinese ma fa bene ed è una delle poche che può far vedere le braccia e supera magnificamente la prova del saluto. a tavola la fanno sedere vicina a k.j. rowling, ma c'era anche naomi. altra mise notevole quella in golfinetto a rombi e tinte azzurrinobluquasioltremareindaco. che poi
signora e sta bene così, discreta e canc
la macchina rossa -un'insolita storia d'amore di gabriele d'annunzio- di caterina papalia e marcello minasi ed. archinto 1998 € 5.16 la macchina rossa è quella che d'annunzio, dal vittoriale, mandava al grand hotel di gardone per farsi portare la preda di turno, intanto parcheggiata nel lusso. questo libello è l'ennesima chicca che mi trovo in libreria e mi gusto leccandomi i baffi, da brava gattona con la coda che si muove suadente. se
l'ho letto ieri, per la seconda volta e non è detto che non lo rilegga fra qualche anno. e lo scrivo perchè con questo sono due i libri che ho letto due volte. perchè ho troppo poco tempo per legger un'altra volta qualcosa che ho già letto. toglierebbe del tempo a qualcosa che devo ancora leggere. è del 2001, in italia per einaudi 2004 david schickler baciarsi a manhattan € 14.00 libro S T R E P I T O S O. 279 pagine indimenticabili. l'ho voluto rileggere dopo qualche anno (era il 2005) e le parti che mi hanno colpito sono sempre le stesse, ho riconosciuto persino le parole, le frasi costruite con un genio che io trovo irresistibile ("la sabbia croccante dell'inverno" o anche "pensò che quella seta fosse stata prodotta con diamanti polverizzati e l'inchiostro di diversi calamari"). la trama è un puzzle perfetto che si incastra in modo inequivocabile, senza sbavature o incertezze, i personaggi non sono mai banali, anzi affascinanti e unici. sono entrata nella fucina di vulcano, scendendo le scale di un sexy shop a guardar gioielli e scegliere solo un paio di orecchini, a provar vestiti da sera che poi c'è qualcun'altro che salda il conto col vil denaro ma sapendo bene quanto dovrò pagare io. new york rimane fuori dalle stanze con tutti i suoi rumori di metropoli, fuori dagli appartamenti e dagli ascensori, fuori dalle chiese di wall street. il rumore della città si sente solo alle feste o nei ristoranti, dove sono stata invitata, comunque ovattati da una centralità sulle storie e un'intimità rara da raggiunge con chi popola il libro. consigliato a tutti: a chi lega le proprie donne al letto, a chi va al ristorante da solo rovistando nelle tasche, a chi fa il bagno a qualcuno, a chi ama cadaveri e storie poco felici, a chi voleva fare la trasgressiva con un prete ma non è mai riuscita a diventare dio, a chi è solo e non vorrebbe esserlo, a chi è solo perchè non vorrebbe star con nessun'altro, a chi non si è mai innamorato. consiglio alle fanciulle: se decidete di leggerlo unghie dei piedi laccate di rosso.