category: libri, cinema, diario, ipse dixit, cucina, mia sorella
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la cucina che ha sopportato tante cose, alla fine si è scocciata e si è arresa, ha alzato bandiera bianca e mi ha chiesto pietà. per il momento non la bado. perderò almeno un'ora a riordinare tutto. adoro cucinare ma detesto pulire e metter in ordine. a causa di un tiramisù -che dev'essere comunque qualcosa di celestiale- ho sporcato più o meno tutte le ciotole, le stoviglie e gli arnesi che la circondano e inondano. finito il tiramisù per stasera, odoro di cacao amaro e le dita sanno di caffè e rum. ho finito tutto il caffè e non ho voglia di tornare al supermercato, fatto esplodere stanotte per rubare gli incassi, peraltro. son della scuola del tiramisù col savoiardo e inorridisco per quello con gli odiati pavesini. stasera serata di pochi, a mangiare cose buone in casa di amici, un pò perchè non c'era abbastanza voglia di andare oltre cortina, un pò perchè così, fra influenzucole e diserzioni preferisco un ambiente dove so, sarò al sicuro. saluto un anno che ha dato molto. che ricorderò come pietra miliare o boa di svolta per tante cose. ultimo film dell'anno, da non rompersi la testa se proprio non riuscite a vederlo al cinema, aspettate che esca a noleggio: love in the time of cholera, l'amore ai tempi del colera o più giustamente el amor en los tiempos del còlera di mike newell, con javier bardem e giovanna mezzogiorno. il libro è uno dei migliori letti in assoluto. gabriel garcìa màrquez -nobel nell'82- è magnifico nella sua sudamericanità, qui, comunque e sempre, ed è questo che a me è mancato nel film prima di tutto. non bastano due sedie a dondolo e un mercato caciarone a far sudamerica. nemmeno una ripresa dall'alto di canali e mangrovie. credo sia un'impresa difficilissima ridurre in film un romanzo simile. sarà che da lettrice i film me lo faccio io tutte le volte che le pagine mi passano fra le dita e vedere che sul grande schermo ci stava meglio il mio di film ...beh mi fa uscire dalla sala insoddisfatta. solo il cimentarsi alla regia di un romanzo del genere è da coraggiosi, è un'impresa. ho letto da qualche parte che màrquez avrebbe voluto una parte per shakira, che ha rinunciato ad apparire ma non a far da colonna sonora. ho sentito come "puro" solamente il giardino: nascondiglio, alcova e protezione. giovannona nostra è bellissima come al solito, ma non è abbastanza invecchiata e poco pochissimo sudamericana. javier mi è sembrato una vaga sfocatura un pò porcella di quello che c'è fa le pagine del libro. altra cosa che mette in evidenza quanto il film sia troppo americano e per niente latino è il fatto che le lettere siano scritte in inglese, sarebbe stato molto più poetico averle in spagnolo. certo quando si trasferisce in due ore di pellicola un libro, e una vita intera, qualcosa bisognerà pur sacrificare ma non sono stata soddisfatta del risultato. se non avete letto il libro andate pure al cinema e poi leggetevi il romanzo. se l'avete letto .. poi mi direte. a mia sorella che sa l'incipit a memoria e che è effettivamente uno dei più belli e da ricordare con un sospiro, ho detto di non andarlo a vedere. a ben pensare, è mancata anche una voce narrante, che forse magari e con buona volontà avrebbe risolto meglio le sorti di florentino e fermina. ed ora non ho scuse, la mia cucina reclama la mia -insubordinata- presenza.
tesori miei, divertitevi stasera, state con chi più vi piace e diteglielo! mettetevi una cosetta sexy e rossa, ed esagerate non solo un pochino, esagerate in grande stile, se si esagera è inutile esagerare solo un pò!

caro babbo natale,
da fare con tacchi alti (minimo un nove) e vestite chescual, NON VESTITEVI PER CUCINARE CON ROBE CHE NON METTERESTE MAI PER ANDARE IN CENTRO A BERE UN APERITIVO, altrimenti la pasta vi viene -a ragione- una schifezza. olio bollente in una pentola, aglio 2 spicchi schiacciati, poi da togliere. stappare una bottiglia di angimbè di
che qualche anno fa è stata "la" groupie qui sotto, fidanzata di mick jagger, tossicona, eroinomane, cocainomane quasi-suicida e strafiga stonata: una notte viene arrestata dalla polizia inglese perché trovata, con solo una pelliccia addosso (di sicuro non tanto ecologica perchè certe cose si fanno solo con un visone), nella casa di keith richard alla ricerca di droga.
LA PROMESSA DELL'ASSASSINO regia di david cronenberg con naomi watts, VIGGO MORTENSEN e vincent cassel usa/gb 2007 la traduzione dei titoli rimarrà per me sempre un mistero profondo ed inestricabile. io amo cronenberg, forse perchè non è il "vecchio" cronenberg? come mi si suggerisce dalla regia? già con a history of violence del 2005 ero rimasta piacevolmente colpita dalla nuova strada intrapresa (all'epoca l'avevo visto due volte al cinema), e questa è una straordinaria conferma. mi è piaciuto moltissimo, bella storia ma come al solito non do le mie impressioni sulla trama per non svelare nulla a chi magari non l'ha visto. ancora. londra non sembra londra, (si trova sempre parcheggio) solo il tamigi lo si avvicina e solo perchè è lo stesso di calvi. il circolo degli immigrati russi, ricchi (perchè la portiera della mia macchina quando la chiudo non fa il rumore soffice di queste mercedes nere?) strafottenti e miserabili, maschilisti o misogini, è sbattuto sul grande schermo e viene da chiedersi se le cose son effettivamente così. se non sono peggio. vien da chiedersi se i tatuaggi sono effettivamente così "letti" da portare qualcuno al bagno turco per sapere di lui delle cose. son sulla stessa linea del nobile contenebbia quando si tratta di commentare l'uso della macchina da presa sul desco natalizio con leccornie russe.
UN HOTEL PARTICOLARE PER GENTILI SIGNORE di ellen cooney ed. salani € 14.00










