category: diario, ipse dixit, scarpe, tango, le cose della vita, la scarpa e la zoccola, ego strabordante, vita da zia, dilloaziadida, le cose buone
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Dopo un anno riscrivo, riveduto e corretto il mio primo post.
sono morbida e so di vaniglia, ho 34 anni. non ho comperato molte candele nell'ultimo anno, sono state accese poco poco. Mi piace leggere, vivo da sola in compagnia della mia libreria e delle mie cose in una casa rossa e gialla che sa di vaniglia. Ho una sorella che se fosse il mio psicanalista dovrei pagare a peso d’oro (“si è più strutturate,certe, colte, navigate, furbe.. mica cazzate). I muri di casa hanno subito cambiamenti, ho tolto alcune foto e le ho sostituite, ho appeso delle pagine di fumetti: una lucy (eva dice che sono io) e una di silvia ziche che sembra esser fatta per me. A colazione le guardo e mi faccio un sorrisino (il sorrisino dipende dall’ora della colazione). Il maggiolone non l’ho ancora comperato, un po’ perché quelli che ho visto in un anno non sono esattamente come quello che m’immagino, un po’ perché è un sogno di quelli che rimangono li nel cassetto un po’ romantici e rimandabili e se si esaudisse troppo presto perderebbe la magia. Ancora truman capote e non solo la sua colazione da tiffany.
I tatoo continuano ad esser due, per la prima volta dopo tanti anni mi son pentita di aver fatto il primo, ma ancora non mi disturba abbastanza per cercare di toglierlo. Continuo a leggere ovunque, con i miei ritmi tutto quello che mi va di leggere, indipendentemente da genere, autore o casa editrice. Ho letto molti meno gialli, molto meno fumetti e molta meno poesia, molte biografie, un modo come un altro per essere voyeur. Continuo a non aver mai giocato alla play station. La mia laurea è sempre li, inutilizzata e bellissima, come dico sempre serve per fare le parole crociate.
Non sono diventata una casalinga nell’ultimo anno, anzi, in casa ho fatto ancora meno del solito e non ho nemmeno ripreso a cucinare dopo l’orrido a., in compenso ho perso 6 chili.
ho iniziato a bere qualche caffè, ma solo in casi estremi per stare sveglia se ho turni particolarmente avversi. Il the è rimasto lo stesso ma son molto più salutari le fette biscottate con la marmellata alla fragola. Molte meno cene a casa mia, molto di più in altre case, molti meno massaggi e qui un po’ mi dispiace, ma le cose cambiano e va bene comunque, ogni cambiamento diventa positivo alla fine dei giochi.
Meno vino, ma quello che c’è è ottimo. Non fotografo più molto con la reflex e avrò anche perso un po’ di “occhio” e tecnica. Ho preso una canon da borsetta e la tengo sempre a serramanico, butto tantissimi scatti. Mi piace il vetro, meglio della plastica e meglio se non colorato. Mi piacciono le fotocopie calde, l’odore dei libri adelphi ed einaudi, le camicie a quadretti, i vestiti a pallini, le righe meno, picasso post-cubista -quello di dora maar-. non mi piace magritte. Quest’anno non ho voglia di partire per andare lontano, sarà un anno sabbatico dal punto di vista degli spostamenti a lungo raggio, ultimo viaggio a ottobre scorso in costarica, il prossimo in sardegna fra un mese. Non fumo, ho iniziato ad andare a camminare un’oretta al giorno, ma non corro. Mi piacciono i tappeti persiani, la rucola, le fragole, la pizza (quella di carletto soprattutto), i carciofi crudi tagliati sottili sottili con sopra la bottarga, il montsclapade, il tartufo, i porcini, l'olio buono, la carne grondante sangue (in senso culinario, ed è bene specificarlo, visti i tempi che corrono), la birra blanche, mangio solo gli m&m’s marroni. Non mangio melanzane e cavolini di Bruxelles. Non mi vesto mai di blu. Continuo a ballare tango ma con scarsissimi risultati, continuo a litigare con il tango, con la scarpa e la zoccola. per superare le frequenti crisi mi regalo scarpe bellissime da 9 cm di tacco (che alterno inspiegabilmente a ballerine di ogni colore, l'ultimo paio oro luigi XIV), sapendo benissimo che non è la scarpa che fa la tanguera! Che le flabella siano comode, anche ci credo ma vogliamo mettere a confronto le comme il faut?
Quest’anno qualche volta mi è battuto il cuore più forte, poi subito dopo mi son accorta che era un falso allarme, come si fa con le simulazioni d’incendi in ufficio, serve perché quando capiterà (se capiterà) davvero si sia preparati ad affrontare la situazione nel migliore dei modi. L’orrido a. mi ha ferita di nuovo molto gravemente. Molto dolorosamente mi son ripresa e ora sono quasi in salvo, mi manca poco così! Spesso mi secco delle persone che mi annoiano, probabilmente (probabilmente?) sono molto presuntuosa. mi son allontanata molto da molte persone, altre ma molte meno ho avvicinato con coraggio, troppo poco coraggio. non sono quasi mai contenta e soddisfatta, sempre troppo poco sicura di me, a parte varie "normali" paure, l'unica fobia è per i serpenti. neanche la foresta in costarica ha fatto il miracolo.. la fobia rimane.
quest'anno avevo in programma di partire per un viagigo lungo mesi, per provare ad azzardare cambiamenti esistenziali, poi a rimettere i valori in ordine d’importanza -purtroppo- è stata la malattia di una persona e tutto ha avuto un altro senso: l’amicizia, la vita, il tempo, il lavoro, tutto. Ho un modo nuovo di stare ore da sola, mi son presa un pc nuovo, ho riscoperto che mi piace scrivere, sono una dannata esibizionista mi piace che mi si legga.
Quest’anno mi hanno chiamata: dida, stronza, stronza fuori glassata dentro, bambina cattiva, regina dei doppi sensi, guen, fetish-queen (per via delle scarpe), mu, sorela (non è un errore di battitura), gentile signorina operatrice, donatella (quando c’era qualcosa di grave o avevo fatto una cazzata), didi (pochi), di (pochissimi), brava, cattiva, acida, sacerdotessa del sesso (ma da patrizia durante una cena ad alta gradazione alcolica e non so se vale), dorothy (quella del mago di oz, per via delle ballerine rosse), wanda (quando ci sono le intercontinentali con wilma), zia dida, tettona, guapa. E sono tutto questo nel bene e nel male.
Un anno di blog.. ora ascolto i morphine ancora in tenuta da letto, molto pigramente farò colazione e poi andrò a caccia di qualcosa per pranzo nella giungla che è il supermercato.
chi ha detto che tratto il mio blog come un santuario ha ragione, non vedo motivi per cui non dovrebbe esserlo, esibizione di egocentrismo per definizione, ho qualcosa da dire e lo dico. che sia letto o no da qualcuno: la scelta è solo vostra.
Ah.. si, dopo un anno, la cosa più importante: continuano a piacermi terribilmente i maschimaschi!
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