category: libri, diario, cucina, fumetti, jazz, mia sorella, le cose della vita, le cose buone, favole per grandi, la maestra dida
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ars culinaria: dalla sicilia, anche il vino. una bottiglia scura di un vetro verdone che sembra più grosso di quello che è. un collarino rosso, con un leone che mostra tutta la criniera, leone dorato. etichetta argentata che vuol dire cusumano. nero d’avola, syrah che dal 2005 se n’è stato dentro senza dir parola ma che appena stappato grida tutto, di tutto. Da mia sorella arrivano altri libri da leggere, carnazza e poche, lapidarie indicazioni: “olio buono [dalla grecia, garantisce clarinetta] 5 minuti per parte, non permetterti di bucarla con la forchetta, sale grosso alla fine” piatti in forno perché siano caldi. carnazza sanguinolenta, grondante sangue. che il vino e la carne siano dello stesso colore. sbronza docile e miles davis.
ars letteraria: leggete FUN HOME di alison bechdel 24/7 rizzoli € 18. memorie a fumetti triste agro, illuminante, capite che le famiglie non sono mai normali, e che la nostra non è mai la peggiore anche se siamo fortemente tentati di pensarlo. Se avete passato i quaranta avrete la scusa per non leggere l’ulisse (qui mi viene in mente un post di zia farola!), se non li avete ancora, vi riproporrete ancora e ancora di leggerlo. finchè compirete 40 anni e il problema non ci sarà più. a pg.65 la vignetta centrale.. leggetela e farete un sorrisino per me. citazioni letterarie e letterate di alto profilo. non sempre [io] sono all’altezza.
ars vivendi: domani l’autunno. rimarranno ancora domeniche di sole da passare al mare, andate a pranzo con occhiali scuri e una sciarpa rossa a grado, al 372esimo grado. [“dovrebbe essere il grado di cottura dell’olio poi si è bruciato ma il nome è restato”] il posto è carino, essenziale, in zona pedonale tutto bianco nero e verde acidissimo a due passi da una cattedrale doppia che i medioevalisti ri-conosceranno. servizio quasi sottovoce, in punta di piedi, vino solo a calici e ottimo: holbar 2002 profumatissimo e pinot nero 2006 az.agr. tramin alto adige che va a nozze con una frittura imperiale, ci sono un paio di prosecchi, un tocai, un sauvignon e anche champagne: grand cru blanc de blancs e grand cru michel genet perché si sa.. mangiare a bollicine ha sempre il suo dannato perchè, e fa taaaanto principessa! darò loro una seconda possibilità, perché la prima volta mi ha deluso ma mi piace il posto, lo stile, i vicini di tavolo. bacchettate sulle mani se le patate lesse ad accompagnare il pesce, la prossima volta non saranno appena fatte. la prossima volta lascerò stare la grigliata di pesce.. anche perché se si vuol fare una cosa da sboroni magari si potrebbe ben evitare quella mezza soglioletta patetica! in menù (che è la tovaglietta di carta con bei caratteri verde acido e bordeaux) ci sono una tartara di orata con zenzero e germogli vari, sarde in saor, toast di pesce spada marinato e cetrioli (un orgasmino gastronomico qui ci sta) e poche altre cose. la mousse di cioccolato bianco da mangiare in due con cucchiai giusti da dolce al cucchiaio, grandi e pesanti è una botta calorica evidente ma irrinunciabile al tatto della bocca.
stasera non cinema (e film da vedere ne avrei), non quaderni da correggere (e ce ne sono 21 che aspettano), non conferenza gramsciana (e ci sarebbe mio zio a presiedere). stasera piedi gelati che difficilmente si scalderanno, libro da finire, un silenzio che cmq dentro non ho.










