lunedì, 17 dicembre 2007
author: didaquellavera @ dicembre 17, 2007 19:58
category: diario, cucina, dove mangiare, le cose della vita, le cose buone
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Commenti
#1   18 Dicembre 2007 - 10:17
 


 

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#2   29 Dicembre 2007 - 12:29
 
trovo che la signora kimma in questione,ha un modo alquanto atipico di vedere le cose e notare il paricolare,sono discorde alla sua opinione su diverse cose e particolari.certe sue descrizione sono al quanto irreali e fantasiose.parlo da cliente abituale dell ostarie dal palut........lo trovo un locale che si discosta da moltissimi altri e noto questo affascinante accostamento fra quello che è rustico con quello che invece è moderno.ricordo che posateria piatti ,bicchieri ecc. ecc. sono PER CHI SI INTENDE di gran livello cioè di marchi di prestigio nell ambito della ristorazione.i coperti non sono una SCARSA VENTINA ,direi piuttosto dai trenta ai quaranta,dipende sempre dal tipo di serata in cui ci si trova e quindi da come sono formate le compagnie.concludo citando il cameriere in questione così considerato che sorride sempre a tutti ........una delle cose che personalmente apprezzo di più dell ostarie dal palut è proprio la gentilezza e quindi il SORRISO delle persone che ci lavorano .e allora oserei dire ... SONO FELICE CHE ESISTE ANCORA QUALCHE LOCALE IN GIRO NELLA QUALE L EDUCAZIONE E IL BUON SERVIZIO SONO ALL ORDINE DEL GIORNO.MA KIKKA MIA MA CHE KAKK....HAI VISTO??!!!!!!COMUNQUE I MIEI COMPLIMENTI PER LA TUA CURIOSA E FANTASTICA (sopratutto)VISIONE DELLE COSE .
utente anonimo

#3   30 Dicembre 2007 - 16:16
 
@caro gentile utente anonimo: per prima cosa io non sono kimma (la signorina che ha lasciato il commento prima di te a questo post ha un blog tutto suo) ma sono dida: quella che ti scrive. il post sul palut non mi sembra sia stato una critica malevola. tuttaltro, il locale a me è piaciuto molto, e non è stato mica stroncato! sono per la semplicità in alcune cose e prendo atto del tuo commento, che a me pare un pochino troppo bellicoso.
si vede che non sono una CHE SE NE INTENDE (non m'intendo di posateria e di piatti a forma di cilindro? però mi tratto sempre bene, altrimenti li non c'arrivavo) ma credo che quando si paga il conto non abbia poi una grande differenza per il sorridente oste! ci son posti che mi piacciono di più altri che mi piacciono di meno e cerco di non "abituarmi" troppo perchè mi piace variare e scoprire nuovi modi sempre diversi di mangiare in zona. per "l'irreale e fantasioso" di cui parli basterebbe avere un minimo di apertura mentale e recitare bene la magnifica poesia di gozzano che ben s'adatta all'oggettistica. gentile anonimo c'è da tener conto di una cosa però, non tutti abbiamo gli stessi gusti e le stesse percezioni delle cose, ed è giusto così. perciò non adirarti se i miei gusti non sono i tuoi. non c'è nessuna sicurezza che il giusto pensare sia o il mio o il tuo. trovo sempre personale gentile ma il troppo sorridere annulla il paicere di un sorriso spontaneo e regalato. certo, mi sembra un pò troppo caldo il tuo commento per esser solo un abituale cliente!

[sarei curiosa di sapere come sei arrivato a me..]

:)

dd.

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Commenti

puntarelleL'OSTARIE DAL PALUT via redipuglia 15, laipacco di tricesimo (UD) tel 0432 853289 chiuso il giovedì. prenotate altrimenti se arriverete qui e non troverete posti (al massimo una ventina o giù di li) vi gireranno vorticosamente le scatole. le foto sul sito non rendono giustizia: l'ambiente e i colori son caldi e non solo per merito della magnifica stube che per i due piani arreda e scalda quella che era una stalla del '700 e che ora è si, magnificamente restaurata. volevo mettermi un vestitino frou-frou quella sera e le mie scarpe nuove di vernice rossa che mi avrebbero fatta salire alla mirabile altezza di 161 cm. ma il freddo ha fatto da padrone e quindi molto più morigeratamente mi son messa un pò scollacciata e via. il tavolo da pranzo apparecchiato con tovaglioli di carta-stoffa (capito no?) calici da vino e orrendi bicchieri di vetro grosso celeste che non centravano nulla. i piatti che si vedevano passare avevano a volta la forma orrenda di cilindri da prestigiatore, fortunatamente a noi piatti sobri e qualunquisti. in ogni tavolo uno di quegli oggetti che gozzano diceva le buone cose di pessimo gusto, i fiori in cornice, loreto impagliato e il busto d'alfieri, di napoleone, il caminetto un po' tetro, le scatole senza confetti,i frutti di marmo protetti dalle campane di vetro, un qualche raro balocco, gli scrigni fatti di valve, gli oggetti con mònito, salve, ricordo, le noci di cocco, venezia ritratta a musaici, gli acquerelli un po' scialbi,le stampe, i cofani, gli albi dipinti d'anemoni arcaici, le tele di massimo d'azeglio, le miniature,i dagherottipi: figure sognanti in perplessità,il gran lampadario vetusto che pende a mezzo il salone e immilla nel quarto le buone cose di pessimo gusto, il cùcu dell'ore che canta, le sedie parate a damasco chermisi (da l'amica di nonna speranza). presi un pò nelle soffitte e un pò sui banchi dei mercatini dell'antiquariato (antiquariato per modo di dire) la prima domenica del mese in piazza. il cameriere troppo troppo troppo sorridente ed ossequioso e non serve. non serve proprio controllare vino e acqua in continuazione e interrompere e irrompere in discorsi a un tavolo fatto di due. lista di vini, al minimo indispensabile per dire di averla e davvero troppo limitata. preso un cabernet lis neris da 0.375 che si cade in piedi sempre, ma che diventa il solito dopo un pò. antipasto di puntarelle di cicoria alla romana (con acciughe e capperi) notevolissime ma era più un preantipasto. primo: lasagne con spek, zucchine, fiori di zucca e pinoli: delicatissime. secondo: brasatino al nero d'avola non graditissimo (ma non faccio testo perchè non amo le carni fatte così) e trippa che mangio una volta ogni due anni ma con piacere! i secondi accompagnati da una polentina morbida e contorni nemmeno presentati. questi piatti serviti troppo velocemente, dopo un'ora c'era già chi ci elencava i dolci. intermezzo interessante: su alzatine dall'aria retrò mandarancini che danno un pò di colore a tutto e puliscono la bocca. prendiamo un bicchiere di ramandolo che di poco sa tranne che di esser stato aperto il giorno prima. dolce: tiramisù senza caffè con crema di mascarpone, castagne candite e scaglie di cioccolato fondente: e ci dicono che è fatto da poco. ma caspiterina toglilo dal menù allora! troppe cose in una volta sola. della serie vicini di banco: una signora chiccosissima e il suo educatissimo bassotto seduto su una copertina di pile blu scuro con un disegno di stelline sulla sedia accanto alla sua. signora sobriamente vestita di nero ma agghindata con una suprema collanona e un visone che le ho tanto invidiato e non solo perchè fa un freddo polare. in sostanza l'ambiente è molto bello, si mangia abbastanza bene, si beve normale e il servizio lascia troppo a desiderare.. i sorrisi è meglio siano usati con parsimonia, se si fanno a tutti non son più speciali.

post non scritto da sola.

foto da http://graphics8.nytimes.com/images/2007/03/27/travel/040107bebel-puntarelle.395.jpg