category: libri, diario, regine e principesse, vita da zia, favole per grandi, la maestra dida, da leggere in libreria, bam brigate anti moccia
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novità in libreria, un non libro. perchè un libro non è solo caratteri stampati su carta. non mi fido, non lo compro, non lo affitto, non lo leggo e lo critico. saccente, stronzetta snob che non sono altro. che l'abbiano pubblicato solo perchè è riuscito a vendere 6 milioni di dischi qualche anno fa?
invece leggo questo, letto in libreria in piedi con un sorrisone ebete in faccia: storia incredibile di due principesse che sono arcistufe di essere oppresse di monica colli, rossana colli e irene bedino. 11 € ed. lapis da regalare alla mariashakira che tutti noi abbiamo nei paraggi, della serie i libri per le principesse, delle principesse. scritto in rima deliziosa e perfettamente illustrato tutto da italiane, una principessa draghetta che invece di impantanarsi e sputare fuoco è tutta perfettina e una principessa in carne ed ossa che si comporta da draghetta con pochissimo bon ton, alla faccia di lina sotis. happy - end inevitabile. di come va a finire quello di pezzali.. francamente chissene. 
feroce, vero, crudo, crudele, duro, reale, glaciale, definitivo, determinato, coraggioso, morente, mortale, agonizzante, temibile, terribile, indigesto, inopportuno. decadimento fisico come ultima prova da superare prima di trovare finalmente, la pace. forse. il solito, atteso, genio.
film da brividi e pensieri forti. con un occhio si può scrivere una storia, si può raccontare una vita. dal libro autobiografico di jean-dominique bauby l'ultimo film di julian schnabel. regia strepitosa e umana, fin troppo. lo scafandro è il corpo immobile di bauby dopo un ictus che lo coglie a 42 anni, la farfalla è lui, chiuso dentro ad un corpo che lascia solo il movimento di una palpebra come unico mezzo per comunicare. il libro è edito da ed. tea 1999. mi ha riempito la testa di se e di ma e di come farei se succedesse a me e come potrei reagire e di nuovo se e ma e se non è meglio morire subito che lasciarsi morire e consumare senza poter vivere. sempre che vivere voglia dire solo e unicamente e materialmente ed egoisticamente fare sbrigare muoversi? e l'altro cos'è? solo un lasciarsi vivere? lasciarsi vivere mentre si è chiusi dentro con tutte le nostre emozioni i nostri pensieri.. per me è troppo difficile anche solo provare a pensare ad un'ipotesi così drammatica. se poi consideriamo anche il fatto che leggo patrimonio di philip roth con estrema calma e centellinandolo, che è un libro durissimo e che non vedo l'ora che arrivi la fine di febbraio perchè è un periodo faticoso e stressante a scuola... forse sarebbe il caso di darsi a letture e visioni più liete.
come avevo purtroppo 








