mercoledì, 04 giugno 2008
author: didaquellavera @ giugno 04, 2008 15:34
category: cinema, diario di viaggio, la donna della domenica legge
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zerovilleZEROVILLE di steve erickson bompiani € 19.50 su consiglio del conte che l'ha tradotto, l'ho cercato e letto. divorato direi. se vi piace il cinema quello con la c maiuscola e se vi divertite con film, citazioni e pensate di entrare e uscire un giorno si e uno no da un copione scritto da qualcuno che ha anche macchiato le pagine con il fondo di una tazza di caffè annacquato, allora avete la mia autorizzazione alla lettura. sarà che hollywood l'ho girata più di qualche volta sola e in compagnia, e che certi posti mantengono un che di cinematografico sempre, anche quando ti trovi li con il tuo fidanzato dell'epoca che sembra un divo di hollywood superabbronzato e con gli occhiali a specchio o con la tua compagna di viaggio che vomita in ogni angolo del sunset, ma ho ritrovato nelle pagine quello che ho visto, sentito e fotografato. anche se quella che si legge è  una hollywood vista dal di dentro che dagli anni settanta fa passare qualche decennio anche se non è un libro su hollywood. vikar, con la k, ha un tatuaggio in testa: montgomery clift ed elizabeth taylor in un posto al sole. questa è la sua carta d'identità e il suo passaporto per passare da comuni di figli dei fiori abbarbicate tra i canyon al tappeto rosso di cannes alla regia di un film della resistenza nella spagna franchista. struttura curiosa a capitoli vorticosi dal numero uno al 227 e giù di nuovo fino all'uno in pagine che sfilano velocemente fra le vostre dita. penso ad un libro con atmosfere piovose ma il fatto di stare a los angeles mi costringe a limitare la pioggia a poche intense giornate con strade alluvionate dove tutto si ferma. leggendolo, a me è saltato in mente one flew over the cuckoo's nest e se devo immaginarmi una trasposizione cinematografica prenderei quel nicholson, fermo a quegli anni. altro non vi dico ma ve lo consiglio davvero vi farà venire una mania per la ricerca di film classici che credete di non aver mai visto ma che ricorderete: eravate sul divano -ne occupavate solo metà anche da distesi- con una copertina addosso e vi eravate addormentati.

giovedì, 29 maggio 2008

è giunto il momento,devo rendermene conto, domani esce il film e non posso più fare finta di niente. sono io, carrie taglia 43. c'è poco da fare, me l'ha detto il test (non facevo un test dalla terza media, su cioè)  su facebook e ho gli stessi zoccoli rosa dalla scorsa estate. non si scherza su queste cose.
sex &the city e zoccoli rosa
You are "Carrie Bradshaw"!
You are creative in all things you do. Whatever your passion is--be it writing, shoes, or adorning yourself--you are constantly inventive. Your keen eye for beauty and color lead you to try new things. Those new things combined with your friends admiration of you makes you a trendsetter. You're the type that would accentuate your wardrobe with a red rose lapel pin and discover that everybody is wearing it the next day. And why not? It looks fabulous.
lunedì, 05 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 05, 2008 12:10
category: cinema
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hotel chevalierriporto qui la recensione che più si avvicina al mio sentire, aggiungo: è da notare il cammeuccio di bill murray che perde il treno e l'eterna e senza età angelica huston.  il corto che anticipa il film è straordinario e ruba la scena al film.

 

Splinder (01/04/2008) Il treno per il Darjeeling (The Darjeeling Limited) di Wes Anderson, 2007 "I love the way this country smells. I'll never forget it. It's kind of spicy." Si può dire quello che si vuole, a Wes Anderson: che è un venditore di fumo, che è glaciale, che a riscoprire sé stessi coi milioni in banca son buoni tutti, che è equo e solidale e/o terzomondista, Leggi ancora...
da http://giovanecinefilo.splinder.com/
lunedì, 28 aprile 2008
author: didaquellavera @ aprile 28, 2008 17:20
category: cinema, diario, cucina, le cose della vita, le cose buone, favole per grandi
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sidewaysieri pomeriggio ho rimesso i nodi a un bakthiari che una tarma aveva usato come desco. erano anni che non lavoravo su un tappeto. il fatto di aver fatto un buon lavoro mi ha soddisfatta non poco, dopo una prima prova non incoraggiante, ho ripreso ad annodare come se non avessi mai smesso. i tappeti hanno un odore magnifico e particolare che non va tolto, e che pochi, al solito, sanno sentire. i tappeti vanno vissuti, senza pietà, con poche attenzioni e senza paura. in una sala inondata di luce ho spalancato, poi, le finestre, mi sono buttata sul divano e mi sono goduta il sole sui piedi e un film che da tanto aspettavo di vedere, sideways ha già qualche anno e probabilmente tutti l'avranno già visto. mi è piaciuto molto. mi sono trovata completamente immersa in strade che ho percorso anch'io, e mi mancava un bicchiere di vino in mano per stare al passo con le immagini. bicchiere che qualche ora dopo è arrivato, riempito di un torbato sardo, in una cena insolitamente silenziosa e piena di pensieri che sembravano rimbalzare su fronti e pareti come palline da flipper. vino. scoperto da pochi anni ma già viziata senza conoscerlo abbastanza, o quel tanto che basta per farsi viziare. senza cassare tutti i bianchi o tutti i neri o tutte le bollicine come spesso capita con razzisti del vino. mettendo il naso dentro e guardando attraverso il bicchiere pieno, chi, dall'altra parte del tavolo, alza il calice per un cin cin.     

domenica, 30 marzo 2008
author: didaquellavera @ marzo 30, 2008 14:23
category: cinema
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harold&maude

MAUDE: "sai, harold, secondo me gran parte delle brutture di questo mondo viene dal fatto che della gente che è diversa permette che altra gente la consideri uguale…"

giovedì, 20 marzo 2008
author: didaquellavera @ marzo 20, 2008 08:33
category: cinema, diario
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onorailpadreelamadreONORA IL PADRE E LA MADRE è I M P E R D I B I L E. se ci fosse stato questo film in nomination molto probabilmente i coen non sarebbero stati i vincitori dell'oscar di quest'anno. due fratelli organizzano una rapina facile -così sono i piani- alla gioielleria dei genitori per risolvere i problemi -almeno alcuni- e rinnovare le loro povere vite. ma tutto va storto. philip seymour hoffman è il migliore attore in circolazione e qui -di nuovo- non si risparmia. ethan hawke al confronto è fermo all'adolescenza. il vecchio tagliatore di diamanti è la chiave di volta, risoluto e capace -o incapace- di vedere le conseguenze del gesto che andrà a fare.  è un vortice di violenza e di gesti che alla fine sono quasi obbligati, per risolvere una situazione che non vede vie di fuga. la famiglia è messa in croce, le vite - di una miseria dipinta magistralmente- vivisezionate e umiliate di fronte agli occhi di genitori e fratelli. si alternano accelerazioni e rallentamenti bruschi, si passa dalla pace alla tempesta improvvisa, sempre con una calibratura perfetta. bellissima la scena in cui viene svuotata una ciotola su un tavolino di vetro, di tutte le pietre che contiene, nulla si rompe, solo rumori, suoni e una rabbia, pure quella, per quel momento, calibrata e sotto controllo. da vedere assolutamente.  

lunedì, 03 marzo 2008
author: didaquellavera @ marzo 03, 2008 09:28
category: musica, cinema, diario, tv , le cose della vita, le cose buone
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ho scavallato sanremo, non come l'anno scorso, ma mi son buttata sui fratelli coen e su joe strummer con piacere e soddisfazione. ho incrociato monsieur potter che dal vivo ha dieci anni in meno che nelle foto. ho letto natura morta con custodia di sax, storie di jazz di geoff dyer, instar ibri 13 € ma lo trovate a metà. son raccontini che hanno ognuno come protagonista un'icona jazz (mingus, chet..) e partono da un fatto realmente accaduto per poi elaborarlo, rimanendo però fedeli all'indole del personaggio.
ho letto della giuria di qualità del festival. ma non è meglio mandare la giuria che c'è a music-farm della ventura, anche a sanremo?

lunedì, 18 febbraio 2008
author: didaquellavera @ febbraio 18, 2008 09:34
category: libri, cinema, diario, le cose della vita, bam brigate anti moccia
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scafandro_farfallafilm da brividi e pensieri forti. con un occhio si può scrivere una storia, si può raccontare una vita. dal libro autobiografico di jean-dominique bauby l'ultimo film di julian schnabel. regia strepitosa e umana, fin troppo. lo scafandro è il corpo immobile di bauby dopo un ictus che lo coglie a 42 anni, la farfalla è lui, chiuso dentro ad un corpo che lascia solo il movimento di una palpebra come unico mezzo per comunicare. il libro è edito da ed. tea 1999. mi ha riempito la testa di se e di ma e di come farei se succedesse a me e come potrei reagire e di nuovo se e ma e se non è meglio morire subito che lasciarsi morire e consumare senza poter vivere. sempre che vivere voglia dire solo e unicamente e materialmente ed egoisticamente fare sbrigare muoversi? e l'altro cos'è? solo un lasciarsi vivere? lasciarsi vivere mentre si è chiusi dentro con tutte le nostre emozioni i nostri pensieri.. per me è troppo difficile anche solo provare a pensare ad un'ipotesi così drammatica. se poi consideriamo anche il fatto che leggo patrimonio di philip roth con estrema calma e centellinandolo, che è un libro durissimo e che non vedo l'ora che arrivi la fine di febbraio perchè è un periodo faticoso e stressante a scuola... forse sarebbe il caso di darsi a letture e visioni più liete.  

poi è uscito anche parlami d'amore dell'amico di moccia, muccino, che non solo dirige il film tratto da un libro scritto da lui stesso medesimo a quattro mani con carla vangelista qualche anno fa, ma promette, anche di non fermarsi qui.

domenica, 10 febbraio 2008
author: didaquellavera @ febbraio 10, 2008 18:45
category: libri, cinema, la donna della domenica legge
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cobra_verdeanche se è nato 1940 sembra di leggere nei suoi romanzi di una vita ottocentesca, non trovo niente che lo riporti nel mio secolo di nascita, sembra un grande vecchio. un grande vecchio viaggiatore che insegna, spiega e scrive non solo di patagonia. se poi si legge un pò della sua vita, allora si, lo si vede vivere gli anni '60 '70 e non del tutto gli anni '80 e non è per niente vecchio quando muore a nizza. questo è chatwin che un pò alla volta inizio a conoscere, si è messo di mezzo quando ero già bella puntata e indirizzata verso andy (ma non tarderà ancora molto). letto il vicerè di ouidah adelphi €7.00 (1980) perchè sollecitata, solleticata, stimolata dalla visione del film (tratto) COBRA VERDE (1988) di werner herzog con klaus kinski che non mi ha mollata un secondo col suo ghigno per tutta la lettura del libro. il titolo del film non c'entra nulla col libro ma per il resto è stato centrato il bersaglio: una superba resa in video delle pagine. un mercenario avventuriero dal brasile alle coste africane per commerciare schiavi. da divertirsi con gli extra del dvd con un kinski indemoniato e sopportato -con cristiana devozione- da herzog. sempre di herzog del 1999 è kinski, il mio nemico più caro che vedrò di recuperare al più presto, spinta dalla brama di metter il naso in un rapporto così viscerale. 

amore_sopravvalutatoaltra cosa invece è il consiglio che ha dato luca sofri (difficile che consigli brutte cose) giovedì pomeriggio e che mi son scaraventata in libreria a prendere: l'amore è sopravvalutato di brigitte giraud ed. guanda. che si può esser anche vero.. ma se avete 10 euro e non sapete cosa farne.. dateli in beneficenza, e non in beneficenza a questa brigitte. son undici racconti su rapporti che finiscono, risolve in poche pagine solo il momento del distacco, vale a dire quando lui/lei mollano la baracca e si chiudono alle spalle la porta di una casa che era condivisa. niente di che. chissà perchè poi ha messo nel mezzo un racconto sulla morte di marie trintignant, ricordate? massacrata dal tizio dei noir désir a vilnius. certo che uno che canta in un gruppo con un nome del genere...vabbè io poi dovrei star solo zitta, visti i nomi [a buon intenditor..]

mercoledì, 06 febbraio 2008
author: didaquellavera @ febbraio 06, 2008 09:13
category: libri, cinema, diario, diario di viaggio
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intothewildpar che l'unica cosa non riuscita a sean penn sia stato il matrimonio con madonna. non è un pistolotto naturalista-documentaristico lungo e noioso ma un bel filmone da cinema. è la storia vera di christopher mccandless che lascia tutta la sua vita, che sembrava esser già preconfezionata e pronta al consumo, e con pochi ottimi libri e tanta pace va verso l'alaska incontrando una serie di persone che si sostituiscono alla famiglia d'origine, quasi rinnegata, ma difendendo gelosamente una solitudine che non gli pesa fino alla fine. sempre sul limite ma senza mai scadere nella retorica si alternano momenti del viaggio di alex (così si fa chiamare, per poi solo alla fine riappropriarsi del suo nome per intero) al commento della sorella come voce narrante. bellissime le citazioni che scorrono sullo schermo, quasi scritte sullo da una penna che pare trovarsi, gigantesca, alle nostre spalle. sorprendente la sensazione che mi ha lasciato. di libertà, di voglia di fuga, di posti nuovi e da trovare ma anche il saper di non saperlo fare a quelle condizioni. alla fine son uscita con gli occhi lucidi. la fotografia non ruba la scena alla storia ma la rafforza e la esalta. esiste anche il libro che parla di questa avventura: nelle terre estreme di jon krakauer ed. corbaccio €16.60 non l'ho letto ma tutte le recensioni che mi son capitate sotto il naso son abbastanza buone. 

lunedì, 14 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 14, 2008 09:10
category: cinema, diario, scarpe, le cose della vita, regine e principesse, ego strabordante, le cose buone, maschimaschi
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larsLARS E UNA RAGAZZA TUTTA SUA lars and the real girl di craig gillespie con ryan gosling, emily mortimer, kelli garner USA 2007 non ci si aspetta un film così dai trailers che passano nelle sale. lars ha come compagna, e crede sia viva a tutti gli effetti, una bambola gonfiabile. la famiglia preoccupata chiede consiglio ad un medico: si deve assecondare la cosa. tutto il paese (profonda pianura americana con cieli invernali bianchi e pantani da disgelo) fa il possibile, trattando bianca, così si chiama la bambolona, come fosse davvero una persona. della trama non dirò altro. il film non è per nulla una commedia, qualche sorriso lo si fa, ma rimangono velati di tristezza. mi sembra improbabile -almeno nella mia realtà- un tipo di gestione del genere di una crisi da sociopatico così evidente. pare a volte che il buonismo superi la terapia. in fila per i biglietti, nell'unica sala della mia città che l'ha in proiezione, popolata e frequentata da pseudo-intellettuali (ma anche da intellettuali), pseudo-cinefili (ma anche da cinefili), pseudo-bibliofili (ma anche da bibliofili), pseudo radical-chic (ma anche da radical-chic) in fuga dalle multi-sale, mi trovo dietro una ragazza accompagnata ad una signora silente. giovane, carina, acqua e sapone, saccente con voce troppo squillante e con tono di 2 ottave più alto di quanto richiedeva la situazione. passiamo davanti al cartellone di caramel. "questo di certo non lo vado a vedere.. figuriamoci se mi umilio a vedere qualcosa che hanno definito il sex & the city di beirut. non mi sono mai abbassata a vedere una puntata dell'originale e non SO COME SIA POSSIBILE CHE QUATTRO DONNE VADANO A PRANZO FUORI PER PARLARE DI UOMINI E SCARPE..". li mi son girata, passi i commenti ai film che anch'io avevo già visto, pareri diversi, ovvio meglio così, non sarebbe nemmeno bello pensarla tutti allo stesso modo, passi il tono da pseudo-cinefila, passi tutto.. ma questa cosa qui andava abbinata VISIVAMENTE alla persona che ha emesso quei suoni. mi giro per vederla, dieci secondi e una radiografia dopo penso: povera, non ha -nemmeno- tre amiche con cui andare a paranzo, non ha maschi di cui parlare... povera non ha neanche scarpe e non ha mai passato una serata di sbronze con amiche sul tappeto a parlar di maschi e scarpe e guardare sex & the city. come se fosse tutto li: fra scarpe e maschi. menomale che non siamo come lei. e io adesso mi sento tanto ma tanto tanto carrie.. ancora in pigiama con un tazzone con l'immagine di cenerentola e la scritta I love shoes, the inglese bollente, piedi nudi e rumore di unghie sulla tastiera..

domenica, 06 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 06, 2008 23:24
category: cinema
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lussuria_angleese sono i particolari a fare la differenza, allora questa è DIFFERENZA. più che vedere un film pare di leggere un romanzo. bello. son rimasta senza parole. due ore e mezza passano rapide dopo un inizio che ha bisogno di una spinta, poi -3 anni dopo sulla scena- non si scherza più e inizia la storia vera. leone d'oro a venezia.

lunedì, 31 dicembre 2007
author: didaquellavera @ dicembre 31, 2007 16:09
category: libri, cinema, diario, ipse dixit, cucina, mia sorella
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lamoreaitempidelcolerala cucina che ha sopportato tante cose, alla fine si è scocciata e si è arresa, ha alzato bandiera bianca e mi ha chiesto pietà. per il momento non la bado. perderò almeno un'ora a riordinare tutto. adoro cucinare ma detesto pulire e metter in ordine. a causa di un tiramisù -che dev'essere comunque qualcosa di celestiale- ho sporcato più o meno tutte le ciotole, le stoviglie e gli arnesi che la circondano e inondano. finito il tiramisù per stasera, odoro di cacao amaro e le dita sanno di caffè e rum. ho finito tutto il caffè e non ho voglia di tornare al supermercato, fatto esplodere stanotte per rubare gli incassi, peraltro. son della scuola del tiramisù col savoiardo e inorridisco per quello con gli odiati pavesini. stasera serata di pochi, a mangiare cose buone in casa di amici, un pò perchè non c'era abbastanza voglia di andare oltre cortina, un pò perchè così, fra influenzucole e diserzioni preferisco un ambiente dove so, sarò al sicuro. saluto un anno che ha dato molto. che ricorderò come pietra miliare o boa di svolta per tante cose. ultimo film dell'anno, da non rompersi la testa se proprio non riuscite a vederlo al cinema, aspettate che esca a noleggio: love in the time of cholera, l'amore ai tempi del colera o più giustamente el amor en los tiempos del còlera di mike newell, con javier bardem e giovanna mezzogiorno. il libro è uno dei migliori letti in assoluto. gabriel garcìa màrquez -nobel nell'82- è magnifico nella sua sudamericanità, qui, comunque e sempre, ed è questo che a me è mancato nel film prima di tutto. non bastano due sedie a dondolo e un mercato caciarone a far sudamerica. nemmeno una ripresa dall'alto di canali e mangrovie. credo sia un'impresa difficilissima ridurre in film un romanzo simile. sarà che da lettrice i film me lo faccio io tutte le volte che le pagine mi passano fra le dita e vedere che sul grande schermo ci stava meglio il mio di film ...beh mi fa uscire dalla sala insoddisfatta. solo il cimentarsi alla regia di un romanzo del genere è da coraggiosi, è un'impresa. ho letto da qualche parte che màrquez avrebbe voluto una parte per shakira, che ha rinunciato ad apparire ma non a far da colonna sonora. ho sentito come "puro" solamente il giardino: nascondiglio, alcova e protezione. giovannona nostra è bellissima come al solito, ma non è abbastanza invecchiata e poco pochissimo sudamericana. javier mi è sembrato una vaga sfocatura un pò porcella di quello che c'è fa le pagine del libro. altra cosa che mette in evidenza quanto il film sia troppo americano e per niente latino è il fatto che le lettere siano scritte in inglese, sarebbe stato molto più poetico averle in spagnolo. certo quando si trasferisce in due ore di pellicola un libro, e una vita intera, qualcosa bisognerà pur sacrificare ma non sono stata soddisfatta del risultato. se non avete letto il libro andate pure al cinema e poi leggetevi il romanzo. se l'avete letto .. poi mi direte. a mia sorella che sa l'incipit a memoria e che è effettivamente uno dei più belli e da ricordare con un sospiro, ho detto di non andarlo a vedere. a ben pensare, è mancata anche una voce narrante, che forse magari e con buona volontà avrebbe risolto meglio le sorti di florentino e fermina. ed ora non ho scuse, la mia cucina reclama la mia -insubordinata- presenza.
tesori miei, divertitevi stasera, state con chi più vi piace e diteglielo! mettetevi una cosetta sexy e rossa, ed esagerate non solo un pochino, esagerate in grande stile, se si esagera è inutile esagerare solo un pò!

venerdì, 21 dicembre 2007
author: didaquellavera @ dicembre 21, 2007 14:54
category: cinema, diario, le cose della vita, le cose buone, favole per grandi, la maestra dida
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che giornata, l'ultima di scuola. mi ha fatto vedere con chiarezza quanto puttana è una mia collega che già senza l'episodio di oggi pareva tale. non è una maestra di merda, E' UNA PERSONA DI MERDA. e qui chiudo. ieri sera però nonostante una congiuntivite fastidiosissima mi son buttata al cinema a vedere IRINA PALM un film di Sam Garbarski con Marianne Faithfull, Miki Manojlovic, Kevin Bishop, Siobhan Hewlett. su quattro film visti nell'ultimo periodo il 75% è stato al di sopra della media.quindi per la legge dei grandi numeri, i prossimi saranno inguardabili. finalmente son riuscita a vedere un film senza saperne niente di niente, ho schivato recensioni, critiche e persino la locandina. mi son seduta predisposta a tutto. seduta accanto a me c'era una mia amica e una tizia che è stata seduta sulla punta della poltroncina senza esternare nessunissima emozione, cinefila della prima ora che ai film d'autore non regala un sorriso. e visto che sorrisi anche amarotici questo film me li ha strappa, son io che non capisco bene le cose. il film è molto carino: una nonna con il nipote gravemente ammalato fa di tutto per trovare i soldi per portarlo a curarsi in australia. trova lavoro al sexy-world a soho, il nipote parte e tutto fa sperare che tornerà guarito. londra che appare così come me la vedo, non essendoci ancora stata, londra delle metropolitane e dei the presi in giro. il nome d'arte di nonna maggie è appunto irina palm. il resto andate a gustarvelo al cinema, il the delle cinque a parlare di sesso fra nonne è meravigliosa. la nonna (classe 1946) è questa signora qui sotto

irina_palm    che qualche anno fa è stata "la" groupie qui sotto, fidanzata di mick jagger, tossicona, eroinomane, cocainomane quasi-suicida e strafiga stonata:  una notte viene arrestata dalla polizia inglese perché trovata, con solo una pelliccia addosso (di sicuro non tanto ecologica perchè certe cose si fanno solo con un visone),  nella casa di keith richard alla ricerca di droga.  

marianne_faithfull 

giovedì, 20 dicembre 2007
author: didaquellavera @ dicembre 20, 2007 11:02
category: cinema, diario, maschimaschi
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la promessa dellLA PROMESSA DELL'ASSASSINO regia di david cronenberg con naomi watts, VIGGO MORTENSEN e vincent cassel usa/gb 2007 la traduzione dei titoli rimarrà per me sempre un mistero profondo ed inestricabile. io amo cronenberg, forse perchè non è il "vecchio" cronenberg? come mi si suggerisce dalla regia? già con a history of violence del 2005 ero rimasta piacevolmente colpita dalla nuova strada intrapresa (all'epoca l'avevo visto due volte al cinema), e questa è una straordinaria conferma. mi è piaciuto moltissimo, bella storia ma come al solito non do le mie impressioni sulla trama per non svelare nulla  a chi magari non l'ha visto. ancora. londra non sembra londra, (si trova sempre parcheggio) solo il tamigi lo si avvicina e solo perchè è lo stesso di calvi. il circolo degli immigrati russi, ricchi (perchè la portiera della mia macchina quando la chiudo non fa il rumore soffice di queste mercedes nere?) strafottenti e miserabili, maschilisti o misogini, è sbattuto sul grande schermo e viene da chiedersi se le cose son effettivamente così. se non sono peggio. vien da chiedersi se i tatuaggi sono effettivamente così "letti" da portare qualcuno al bagno turco per sapere di lui delle cose. son sulla stessa linea del nobile contenebbia quando si tratta di commentare l'uso della macchina da presa sul desco natalizio con leccornie russe.

Splinder (16/12/2007) La macchina da presa è un ben strano oggetto: forse han ragione quei gruppuscoli di invasati, tipo i Mormoni, che la considerano un germoglio del Maligno: di sicuro qualcosa di inafferrabile, di mesmerico, c’è nella sua natura. Se, ad esempio, una mdp la imbraccio io e filmo una tavolata di leccornie russe, faccio un servizio che potrebbe andar bene per l’Antonella Leggi ancora...

poche donne ma un film al femminile. se perdessi o dimenticassi in giro una delle mie moleskine e nulla sapesse di me chi l'ha trovata.. che farebbe? e poi lasciatemelo dire, ma si proprio lasciatemelo dire, viggo è maschiomaschio da definizione, vestito così, nudo tatutato e non tatuato, sorridente o corrucciato, compito, ingessato, minaccioso duro, forte rimane perennemente presente e maschio. notevole. messo a dieta per fare la parte che fa è ripreso dalla cinepresa con una perfezione medica, ortopedica e anatomica. 

eastern-promises-trlr

[O.T. se metto su google immagini la promessa dell'assassino, la nona immagine è la faccia della franzoni]

giovedì, 13 dicembre 2007
author: didaquellavera @ dicembre 13, 2007 21:47
category: cinema, diario, mia sorella
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paranoid_parkgelido. silenzioso. e con il suo silenzio e con il suo gelo muove più di qualcosa dentro, qualcosa d'inquieto e scomodo. piaciuto moltissimo. non mi son neppure addormentata e non ho saltato annoiata e scomoda sulla poltrona. non sembra nemmeno un film americano, se non fosse che alex sale in macchina e guida da giovanissimo e le ragazze con i pon-pon in mano a far il tifo per una squadra, sembrerebbe di star che so, in danimarca. lunghi silenzi. mi son piaciuti moltissimo i rumori più che i suoni: la doccia (scena meraviglia), la matita sui fogli, le ruote dello skate in accelerazione, il vento su una spiaggia d'inverno, il fuoco che brucia, la bicicletta che trascina lo skate, i sorsi di un caffè, lo sfogliare di un giornale, le lame dei pattini sul ghiaccio. la storia è focalizzata anche visivamente solo su alex, i genitori o gli amici sono poco presenti o addirittura solo tratteggiati e sfocati sullo sfondo. fotografia riuscitissima colori nordici.

e diciamolo pure, questo bellissimo tipo che sarà il brad pitt delle nuove generazioni. ringraziamento alla feltrinelli che ha offerto quattro ingressi a me e a mia sorella illuminata.

lunedì, 10 dicembre 2007

Scarpe col taccoquanto sono capricciosa. e c'è chi se ne accorge con solo uno sguardo e in silenzio mette in ordine le cose con un solo gesto. quanto una cosa mi piace o non mi piace, anche se poi dico sempre che esistono infinite gradazione di colori e non solo il bianco e il nero. ultima occasione  "l'età barbarica" fallimentare espressione cinematografica di denys arcand, dopo "le invasioni barbariche" aspettavo un altro capolavoro. quanto anche per le persone che incontro succede così, o mi piacciono o non mi piacciono. e se mi piacciano mi piacciono tanto. e se non mi piacciono le schifo pesantemente. quanto sono o felice o muffa. e se son muffa tutto è muffa. quanto son in pensiero se ezechiele lupo mi dice che per finire la domenica sera è indispensabile una dose extra di xanax e buonanotte, quanto non è abbastanza nemmeno colombo. quanto mi piace metter le mani in pasta e con la colla calda far ghirlande solo per chi dico io. quanto ho le mani inutilmente bucate: stiletto da nove di vernice rossa che comunque sono indispensabili per la sopravvivenza a dicembre. quanto aspetto le vacanze di natale dopo 15 anni dall'ultima volta che per me sono esistite, per far coccole e biscotti, pacchetti e figotti. quanto mi manca in questo periodo la bionda sardegna, vedere ogni giorno le mie zie e nipoti in ufficio e il mercato al sabato mattina con rosi. quanto un figlio è uno stronzo se arriva da un padre stronzo [oggi colloqui con i genitori]. quanto mi sciolgo appena giacomo apre la bocca per farsi dare l'intruglio che ha per merenda (prima o poi tesoro ti faremo mangiare anche cose buone!) e tira su le braccia come per dirmi "ou son qua tirami su". quanto rido se e. che all'università era una che mai avrebbe stirato una camicia ad un uomo mi dice (con quasi-marito, cane e giacomo a spasso)  "aspetta un momento che faccio la glassa all'arancia per i biscotti". quanto un risotto va bene con i negresses vertes, tanto da farmi star zitta, silenziosamente in adorazione di una forchetta adornata, attraverso cui vedo lo chef, con una candela bianca vicino, che ha sempre il suo perchè. quanto vuol dire ogni volta che non apro bocca. 

domenica, 28 ottobre 2007
author: didaquellavera @ ottobre 28, 2007 14:21
category: cinema, diario, le cose della vita, le cose buone
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teasvegliarsi alle 4 rigirarsi nel letto, non riprendere più sonno, spostarsi in sala, accendere la tv e far un sorriso sornione trovando fratello dove sei, iniziato da poco su canale 5. una camomilla, miele e vaniglia bollente, copertina rossa e calda con fuori un silenzio morbido che avvolge. son quasi le sei quando mi addormento di nuovo: la giraffa ha tolto il mantello, il leopardo fa le fusa. surreale. 

sabato, 06 ottobre 2007
author: didaquellavera @ ottobre 06, 2007 13:38
category: cinema, diario
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planetterrorPLANET TERROR di robert rodriguez USA 2007

visto che le cose non si possono lasciare a metà e grindhouse: death proof (sebbene abbia praticamente partorito le tanghiche, conclamandosi così completo) era solo una metà del progetto di tarantino e rodriguez, son andata di gran carriera e con un paio di scarpette nuove color grigio topone di vernice con un bel tacco inquisitore da 9 al cinema per deliziarmi ancora una volta di fronte a rodriguez e tarantino. non vi darò informazioni di rilievo sulla trama pertanto continuate pure a leggere. vi darò le mie impressioni, e qui il maestro contenebbia mi vorrà scusare: quando mi capita di voler scrivere di cinema son sempre molto incerta e titubante visto che non sono assolutamente adatta e preparata a farlo.  planet terror -dicono- è incastrato nella categoria horror: il film è ironico, divertente, irriverente, provocante e provocatorio assolutamente contrario a qualsiasi logica e buonsenso, con più di una frecciatina alla politica estera -e non solo- americana. sarà che m'impressiono solo quando lo splatter è possibile si realizzi nella mia realtà, sarà che sono una principessa assolutamente a mia modo, ma qui gli zombi che squarciano corpi con conseguenti fontane di sangue non mi hanno impressionata ma solo fatta ridere o sorridere. tutto è esagerato a livelli esponenziali. la pellicola sembra esser graffiata e rovinata così com'era in death proof e ci sono delle storie che da li proseguono qui. finalmente si spiega la dottoressa supersexy di death proof e i rapporti con lo sceriffo al quale risponde male nel corridoio dell'ospedale. dotteressa che continua anche qui ad esser supersexy: scappa dagli zombi con tacchi a spillo e spacco omicida e sulla coscia tiene i suoi amichetti: anestetici in siringa colorata. quella che vedete in tutti i cartelloni pubblicitari con un M4 al posto della gamba amputata  è rose mcgowan che in death proof faceva la parte della bionda cretina pam che va a morire con stuntman-mike, ma che qui è cherry darling ex go-go dancer e coraggiosa guerrigliera anti-zombi, che la micro gonna non l'abbandona neanche da quasi morta! anche qui tarantino si ritaglia uno spazio: quello del soldato stupratore col pisellone in decomposizione! godetevelo fin dall'inizio con il fake trailer Machete e caccia aperta alle citazioni che anche qui penso si sprechino! 

 

giovedì, 09 agosto 2007
author: didaquellavera @ agosto 09, 2007 17:53
category: libri, cinema, truman capote
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colazione da trumanMi sento così sconsideratamente voyeur quando leggo biografie o autobiografie. ma adoro leggerle.  picasso, dora, peggy, frida, corè li porto tutti nel mio salotto e si chiacchiera. al di la dei cenni anagrafici, la biografia conosciuta sui libri di storia o storia dell’arte. Mi piace metter il naso, curiosare nella vita poco pubblica –per quanto l’oggetto delle mie curiosità si guardi bene dal mettere in piazza la sua vera vita privata- dei personaggi che mi affascinano. E non vengono mai da lontano (tutti del ventesimo secolo), e son tutti in un certo modo collegati fra loro e attraverso questi collegamenti s’intrecciano e s’inseguono fino ad arrivare a me. peggy e la marchesa hanno abitato, non in quest'ordine, a venezia nello stesso palazzo dei leoni che tanto mi affascina ogni volta. È arrivato il turno di truman capote, lo aspettavo, seduta in una sala d’aspetto letteraria con le gambe unite, le ginocchia strette, i piedi uniti e le due mani vicine sul manico a mezzaluna di una borsetta rigida appoggiata sulle gambe, la schiena rigida, dritta. Lo aspettavo così, come ora aspetto di entrare nella factory un giorno o l’altro, giorno che non tarderà molto ad arrivare. COLAZIONE DA TRUMAN incontri con capote di lawrence grobel minimum fax € 11,50 e li merita ampiamente tutti. Un libro da borsetta, una borsetta seria, da me è stato nella borsa oro e in quella rossa passando per la sacca della piscina. non l'ho mollato un secondo, ci ho scritto su con la penna stilo verde e ho avuto paura di finirlo troppo velocemente durante una colazione con marmellata e the bollente. è un'intervista registrata e riportata su carta, correva l'anno 1984 e truman sarebbe morto di li a poco. risponde, a tutto e con frasi lapidarie, sembra a volte un serpente a sonagli, becca e uccide. non ha mezze misure. ho letto a qualcuno delle frasi, col libretto in mano in cucina, ovviamente cucinando. uno scrittore, perchè è quello che ha sempre fatto, che ha solo fatto. ha conosciuto TUTTI quelli che meritava conoscere in quegli anni, passando da marylin che si toglieva le scarpe per ballare con lui, a jackie 'O che non amava granchè dopo una litigata, a gore vidal ad andy del factory (che mi aspetta). c'è una parola per tutti, acida glaciale o algida ma c'è. tra a sangue freddo e colazione da tiffany ce n'è per tutti. rimango disorientata quando mi dice che al posto di audrey hepburn per l'icona holly avrebbe visto jodie foster.. e visto che è lui lo scrittore non posso far altro che immaginarmi come sarebbe stata. gli perdono anche quando dice "philip roth è abbastanza divertente in un salotto.. ma lasciamo perdere". 

"non capisco perche siano tutti così arrabbiati, con chi credevano di avere a che fare, con un buffone di corte? io sono uno scrittore"

giovedì, 21 giugno 2007
author: didaquellavera @ giugno 21, 2007 00:30
category: libri, cinema, diario, arte, le cose della vita, ego strabordante, le cose buone, favole per grandi
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grindhouseGrindhouse - Death Proof

Con Kurt Russell, Sydney Tamiia Poitier, Vanessa Ferlito, Jordan Ladd, Tracie Thoms, Rosario Dawson, Zoe Bell, Mary Elizabeth Winstead, Rose McGowan, Eli Roth, Omar Doom, Quentin Tarantino. colore 116 minuti. 2007.

Titoli anni settanta. Pellicola graffiata. Montaggio quasi imprevisto, improvvisato, grezzo. Citazioni. Extra-tarantino, autocitazioni. riferimenti. Chi riesce a scatenare in me una simile curiosità come ha fatto tarantino (e non solo lui in questi giorni) con questo film (e non solo con il film in questi giorni) deve avere davvero qualcosa di speciale. Film diviso in due, che è una parte di un unico progetto diviso ulteriormente a metà: l’altro planet horror esce fra un po’ regia di robert rodriguez. Grindhouse diviso in due: con 4 donne protagoniste per episodio e kurt russel come collegamento. Visto il film due volte, la prima ho chiuso qualche volta gli occhi per non vedere scene forti (ah questo donnine da nulla che s’impressionano per niente..), mi son persa qualche fotogramma, poi c’era una banda di stupidissimi esseri parlanti che se ne fregava letteralmente dei richiami al silenzio e dulcis in fundo son dovuta anche uscire dalla sala perché mi scappava da morire la pipi, come a butterfly in una delle prime scene. Poi si chiacchiera del film, si parla di un sacco di cose viste o sviste, mi incuriosisco e cerco un po’ in rete recensioni, commenti, elaborazioni mistiche, elenchi di citazioni e di battute. Rivedo il film per la seconda volta, una domenica pomeriggio in una sala praticamente vuota, volendo sentire di più. Vedere di più. Prendere di più. leggo la sceneggiatura (ed. bombiani grandi asSaggi € 14.00) e metto insieme le miei idee e i miei commenti. con la sceneggiatura sotto agli occhi è facile capire dove sono state tagliate alcune scene. 

non continuate a leggere se non l’avete già visto: non garantisco di non dare informazioni che non vi possano rovinare completamente il film, o almeno sappiate che scrivo per chi ha già visto il film.
Le donne di tarantino mi piacciono tutte, quelle che muoiono uccise da un’auto che si schianta di proposito su di loro e quelle vendicative e incazzate che massacrano di botte un figlio di puttana che tenta di farle fuori. potrebbero esser le mie donne (un pò meno, dai.. sebbene rosalinda.....) quelle che vedo tutti i giorni, quelle che sbevazzano, quelle con lo smalto rosso sbeccato sulle unghie, che tanto sta bene lo stesso, quelle che cantano con l’ipod nelle orecchie, con una maglietta e le ciancletas ai piedi, con un culo che esiste, la pancia che è morbida (pietra miliare il discorso sulla pancia in pulp fiction), la camminata da cazzona, il telefono che manda e riceve messaggi, vogue o allure da comperare, o anche vanity fair (qualcuno mi dice il senso di spacciare una copia di vogue italia neanche fosse una cosa da tossiche?), comportarsi da regina imperatrice delle indie con quelli che non piacciono/non interessano e sbuffare afflitte –ma un po’ di nascosto da tutti- se non arriva l’sms giusto. da qualche parte nel giro di recensioni, ho letto che le donne di questo film sono “sgallettate ragazze feticcio”. Non mi pare, ognuna ha una sua bella dimensione, anche pam che non viene fuori bene nel film, nella sceneggiatura rovina la festa del diploma a junglejulia tirandole addosso un fumogeno! Quindi tanto muffa non è nemmeno lei! Le due alla fine fanno pace nel bagno del chili parlor. La lap dance di arlene (strepitosa vanessa ferito) dovrebbero insegnarla nei fondamentali per diventare trentenne. Arlene (nome finto della sposa di kill bill: arlene macchiavelli) che aveva già capito qualcosa di stuntman mike: un po’ repulsione un po’ attrazione per un kurt russel che sembra nato per stare in quel film, ma la jena non dovrebbe in fondo stupire (parte rifiutata da silvestre stallone e mickey rourke, meglio perché fa sempre parti del genere e mi ha stufata). Junglejulia tanto pantera, anzi giraffa, quanto in preda a delusioni poco sottili. I giri in macchina fra donne, nel primo episodio una honda civic (già in pulp fiction e jackie brown) sono un classico delle FEMMINE. E non serve andar tanto lontano (col pensiero), penso ai discorsi in autostrada andando verso il mare o qualche città, con musica comandata, piedi con unghie smaltate che restano fuori dal finestrino anche alla dogana croata quando due imbecilli in divisa chiedono perché siamo li (il 10 di luglio al mare? Chissà perché si va in Croazia? mah che mistero!)
Discorsi al femminile, nella prima macchina (la civic) che sarà la condanna a morte di jj di shanna e di arlene, nella seconda (mustang con adesivo pussywagon come in kill bill) che strizza l’occhio anche ai colori di kill bill 1, e nella terza (una dodge challenger) che le porta a massacrare stuntman mike. Ho letto che da qualche altra parte che son dialoghi “volgari”. Ragazzi, non sapete che cosa si dice in una macchina riempita di 3, 4, o 5 donne se considerate questi discorsi volgari. Che poi se vogliamo proprio proprio dirla tutta son tutte molto angeliche, si pasticciano con qualche maschio, a volte con qualche maschiomaschio ma son tutte che aspettano il principe azzurro. altro che sgallettate ragazze! E se i discorsi che fanno piacciono alle donne e fanno sorridere/annoiare i maschi, vuol dire che è un sex & the city versione tarantiniana? Tanto a piedi ci siamo, non tacchi alti ma piedi comunque! Quanti piedi, quanti bellissimi piedi! tanto belli che anche i miei starebbero bene così!
Quentin nei panni del padrone del chili parlor è esilarante, restano in sospeso due supergiovinastre sullo sfondo che nella sceneggiatura son sue nipoti.
Le citazioni e le autocitazioni si accavallano e, ripeto, non ho, non solo la presunzione ma nemmeno la speranza di raccoglierle. Non ho una sufficiente cultura cinematografica per poter riconoscere tutto quello che c’è da riconoscere.
La poesia: “le selve sono belle profonde e scure, e io ho molte promesse da mantenere e miglia da percorrere prima di dormire”. È tratta da Telefon 1977 con charles bronson, son versi di robert frost? Se lo sapete lasciare commento grazie!
E le targhe? Son anche li citazioni che si sprecano: JJZ 109 è quella di steve mcqueen in bullit e poi BRAND X (che è inquadrata apposta per dire: “guardala bene perché devi scoprire dove l’hai già vista..”) è il veleno usato da joker in batman.
Colonna sonora bellissima! E i personaggi che da kill bill arrivano fin qui?
E son poche cose che son andata a cercare con gran curiosità in giro.
Ce n’è per tutti i gusti, a vederlo mille volte ci sarebbero sempre stimoli e appigli nuovi, come per tutto quello che è il genio tarantino. Mi sembra un post abbastanza caotico, non trovate?

come al solito succede son sempre intrigata dai diversi livelli di lettura delle cose, per vedere fin dove posso arrivare, per testare fin dove posso spingermi. Per capire cose sconosciute e imparare ogni giorno qualcosa, per solidificare sempre, comunque e continuamente le mie basi. Avanti così. Ce ne sarebbe ancora da scrivere, ma lasciamolo così.

Sospeso in attesa di integrazioni di chiunque ne sappia.

http://www.tarantinoitalia.altervista.org

http://it.wikipedia.org/wiki/Grindhouse 




lunedì, 18 giugno 2007
author: didaquellavera @ giugno 18, 2007 13:04
category: libri, cinema, diario, favole per grandi
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negli ultimi giorni son stata a vedere due volte grindhouse di tarantino. la prima con p. che di tarantino e kill-bill ha fatto una tesi (nel senso proprio della cosa) con a. e a. e g. (le iniziali perchè non so se a loro farebbe piacere apparire qua). la seconda con steve, obbligato a vederlo perchè a me è piaciuto da matti. parlando con chi è più cinefilo di me, mi è stato fatto notare un miliardo di citazioni che son andata a cercare in rete e nella seconda visione. non le ho trovate tutte (non avevo nemmeno la presunzione di poterlo fare), capite meno di quello che mi piacerebbe. il film merita, molto, ma proprio tanto, per i particolari. ora sto leggendo la sceneggiatura poi ne riscriverò di sicuro. 

venerdì, 20 aprile 2007
author: didaquellavera @ aprile 20, 2007 12:14
category: le mie foto, cinema, diario, cronaca, le cose buone
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udine  LA VIA DEL CINEMA

FAR EAST film 9 

20-28 APRILE 2007

www.fareastfilm.com

http://fareastfilmfestival.splinder.com/

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giovedì, 12 aprile 2007
author: didaquellavera @ aprile 12, 2007 10:42
category: cinema, attualità, le cose della vita
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immLE VITE DEGLI ALTRI  (das leben der anderen, germania 2006) regia di florian henckel von donnersmarck PREMIO OSCAR COME MIGLIOR FILM STRANIERO

cosa vi lascia un film come questo? quando uscite dalla sala, in silenzio con tutti quelli che erano li a vederlo con voi? cosa vi lascia dentro? ricchezza per aver visto un altro bel film? è un pò scontato. la gioia di aver visto una bella storia? ma non sarà l'unico film che vi lascia questo. a me lascia un senso di incertezza, di non sicurezza, di ingiustizia -chiamiamola- morale, mi lascia il dubbio di definire il bene e il male nelle persone -solo nel film- mi lascia la voglia di capire meglio, non credo sia solo curiosità, come la "Storia" (quella con la esse maiuscola) abbia ripercussioni inevitabili (sisi sembra un discorso OVVIO) sulle persone che hanno vissuto/vivono in un determinato periodo, intendo dire nelle cose pratiche in quelle di tutti i giorni. dopottutto leggo  per questo molto volentieri biografie e tutta una collana di "la vita quotidiana ai tempi di..". film intenso,  bellissimo, straordinario, meritatissimo l'oscar considerato che il regista ha 34 anni ed è alla sua opera prima.
 
1984 il muro non è ancora caduto. DDR, la popolazione è controllata dalla STASI che vigila sul "benessere di tutti", centomila agenti della polizia segreta e più di duecentomila informatori che spiano e si assicurano che tutti siano ottimi socialisti così come dicono di essere. tutti son tenuti sotto controllo, compresi -ma soprattutto- attori, registi e scrittori, intellettuali. gerd wiesler (Ulrich Mühe), puntiglioso ufficiale stasi, votato alla causa comunista, deve indagare e sorvegliare una coppia: georg dreyman (sebastian koch) scrittore e crista maria sieland (Martina Gedeck ve la ricordate ne "le particelle elementari"?) attrice. l'ufficiale della stasi che sorveglia georg e crista mi ha ricordato molto  "le conseguenze dell'amore": la solitudine, la ricerca di un minimo di umanità che non si può chiedere o sperare, le cose che non si possono/vogliono dire per vergogna, imbarazzo o mancato coraggio. invece di denunciare attività, che per quanto innocenti, comunque verrebbero considerate eversive, l'agente stasi entra nella loro vita e diventa loro complice discreto, omette nei suoi quotidiani rapporti ogni traccia di colloqui anti-ddr che sente. alla fine viene scoperto e retrocesso ad aprire col vapore lettere da controllare, silenzioso e prigioniero dei sotterranei dei palazzi del potere, consegna volantini pubbliciatari in una berlino "unita" dopo la caduta del muro. georg, senza crista, scopre solo in seguito che quella che considerava essere la casa più sicura (la sua) assolutamente non controllata era invece sottoposta ad accurata sorveglianza, dai rapporti che riesce a leggere capisce che cosa è successo e individua anche l'agente della stasi che ha probabilmente salvato più di un'esistenza.
più di due ore che non si sentono assolutamente e che ripagano di tutti i bidoni presi quest'anno al cinema.

lunedì, 09 aprile 2007
author: didaquellavera @ aprile 09, 2007 21:23
category: libri, cinema, diario
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petalocremisipasquetta muffa, ogni volta che devo scegliere fra diversi inviti, state sicuri pesco sempre il posto dove mi annoio di più.. tornata a casa a metà pomeriggio, ho finito di leggere

IL PETALO CREMISI E IL BIANCO di michel faber einaudi € 12.00

consigliato da wanda. avviso subito che ha 1000 pagine e che è fatto apposta per farci un film, i diritti son stati già venduti (regia prevista di curtis hanson) vedrei bene nicole kidman (sarà che l'ho già vista in ritratto di signora) e alek baldwin come protagonisti. londra vittoriana. dalle prime pagine il narratore parla e spiega direttamente al lettore che cosa succede e state attenti poichè sembra di perdersi in un intricato labirinto. sugar, prostituta di basso rango incontra william, giovane scapigliato spiantato ma pieno di belle speranze da scrittore, erede non designato di un impero profumato. william rimane così impressionato dalla dissoluta diciannovenne da prendere, pretendere e comperare l'esclusiva su di lei e, dopo una frequentazione nel bordello di mrs.castaway, decide di sistemarla nel lusso, la ricopre d'oro togliendola ovviamente da un quartiere fetido. la vita di sugar cambia fino a stabilirsi addiritttura nella lussuosa casa dell'amante sotto mentite spoglie. faber ha letto tutto tutto tutto quello che di vittoriano c'è, ha fatto ricerche per vent'anni sulla londra vittoriana e ci ha messo diec'anni per concludere questo libro, l'hanno chiamato un capolavoro tradotto in 22 paesi e stravenduto ma la trama, nella seconda parte, è un pò annacquata. la descrizione delle diverse classi sociali è avvincente, in qualche tratto sembra di leggere uno di quei libretti divertenti della serie "la vita quotidiana ai tempi di.." e soprattutto l'ambiente lussuoso  è quasi fotografato. non ci sono grandissimi colpi di scena ma i personaggi son a tinte forti. ho accettato più verosimilmento l'evoluzione di william pittosto di quella di sugar, troppo repentina! libro da portarsi in vacanza quando avrete solo quello da fare: leggere! perchè non avrete voglia, nè potrete fare altro finchè non arriverete all'ultima pagina.

per restare nel clima ottocentesco visto L'ILLUSIONISTA (the illusionist) regia di neil burger con edward norton, paul giamatti e jessica biel (usa 2007) bel film piacevole romaaaaaaantico immersi nel clima della vienna imperiale. edward norton super!

"sono andato in russia, poi in asia minore e poi in oriente per molti anni...volevo sempre tornare. solo che.. continuavo a pensare di trovarlo dietro il prossimo angolo... [che cosa?]  un vero mistero. ho visto cose straordinarie, ma l'unico mistero che non ho risolto era... perchè il mio cuore non riusciva a dimenticarti" ... e si baciarono appassionatamente!!

mercoledì, 28 febbraio 2007
author: didaquellavera @ febbraio 28, 2007 22:59
category: cinema, diario, vita da zia, le cose buone
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saturnocontro1Ieri sera dopo una giornata intera a piantonare una stanza all'ospedale, per darmi una botta di vita son stata al cinema a vedere saturno contro. C'era con me ottimismo mauro (specialista nell'accompagnare in casi di disgrazie chiunque al cinema per distrarsi un attimo e trovarsi davanti drammi in celluloide), eglizia e la nipote modello che mi chiama zia alzy! Presenti, presentano il film il regista ferzan ozpetek, ambra (quella di non è la rai che adesso lavora a playradio e si è sposata il bellissimo francesco renga) e luca (quello del grande fratello edizione non so passato per sky). Erano un po' sbronzetti e han tagliato corto, la presentazione del film è consistita in 4 frasi (1 di ferzen, e 3 di ambra) vigilati dal tremendo gestore del multisala.. viscido da non credere, da brivido. Ambra vestita di giallo limone maaaaagra ma maaaaagra magra magra, luchino è moolto carino ma per niente maschio.. sembra più un soprammobile! Ho letto dappertutto che è un film "corale" , si è un film corale. un gruppo di amici affrontano dolorosamente la perdita di uno di loro. stefano accorsi e margherita buy sono una coppia borghesuccia in crisi (lei me l'immagino proprio così live, solo un pò più spettinata e piena di paranoie), l'amante di lui è una isabella ferrari perfettamente calata nella parte (bellissime due scene: lei circondata da rose rosse -si dovrebbe sempre aver rose da sfondo nei momenti topici della vita-, e l'incontro tra moglie e amante nella stanza di un motel con un inetto accorsi seduto su un letto, ormai sfatto, ragazze: tenere a memoria come comportarsi, all'occorrenza si uscirà da regine, mogli o amanti che siate). pierfrancesco favino (già in "romanzo criminale") è grandioso, intorno al suo dolore struggente per la perdita del compagno (luca argentero.. ecchè salto dal grande fratello a qua!) ruotano gli altri. ambra per me è stata una sorpresa: la sua roberta triste e tossica mostra più di quanto possa dire, beve un cicchetto in piena notte con l'infermiera di turno che fa l'uncinetto, una milena vukotic impietosa. serra yilmaz è la voce di ozpetek? mi piace: dice le cose, le urla, le grida, in fondo ottimismo mauro che vorrebbere esser lei, è abbatanza così. ennio fantastichini è una presenza fisica, imponente e drammatica. lunetta savino (è la cettina del medico in famiglia), anche da veneta strappa un sorriso come farebbe una qualsiasi parrucchiera perennemente svampita se potesse mollare il salone "da luana" dopo aver sposato un industrialotto del nord-est. 

mi è piaciuto, anche se devo dire che ho tanto più amato "le fate ignoranti". mi ha fatto ridere e mi ha fatto anche piangere (ma non fa tanto testo visto che ho pianto anche per "scrivimi una canzone"). la casa dov'è girato il film è proprio la casa di ozpetek: calda e bellissima soprattutto la cucina. la pubblicità della postapay mi è sembrata leggermente troppo evidente e invadente, fuori luogo. ho apprezzato tantissimo la non-lite fra compagno e padre di lorenzo, in periodo di polemiche sui dico fa bene sottolineare che esiste anche il buonsenso... a volte.

due righette due su "scrivimi una canzone" filmettino da disimpegno: per chi ha vissuto i duran duran, emotivamente destabilizzante.. segna il tempo. chi lo sa quanti anni sono passati da quando i DURAN si presentavano a sanremo e la sottoscritta piangeva disperata perchè simon arrivò con la gamba ingessata? hugh grant è la trasposizione cinematografica e felice di john taylor. mi son vista molto nei panni della sorella più grande di drew!

martedì, 13 febbraio 2007
author: didaquellavera @ febbraio 13, 2007 19:18
category: libri, cinema, diario
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son stata al cinema a vedere Hannibal Lecter - Le origini del male si sa il primo amore non si scorda mai, il silenzio degli innocenti è stato il primo libro della serie letto. mi ha portata a pensare che se un libro non ha almeno un cadavere morto in maniera violenta e abberrante nelle prime 30 pagine, quasi quasi non vale la pena di esser letto. non ho letto il libro dal quale è tratto il film. da questo sappiamo perchè il nostro amabilissimo hannibal lecter se ne va in giro a far colazione con i suoi nemici. quand'era piccolo in lituania abitava con l'allegra, nobile e ricca famiglia nel castello. durante la seconda guerra mondiale i genitori vengono uccisi e lui rimane prigioniero di mercenari nazisti. è inverno non c'è niente con cui nutrirsi e si mangiano la sorellina: misha lecter. il cas