martedì, 01 luglio 2008
author: didaquellavera @ luglio 01, 2008 21:12
category: diario, ipse dixit, gossip, cronaca, attualitĂ , le cose della vita, regine e principesse, le cose buone, la voce della sciampista
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LI3396@FILE----The-Princess-341pomeriggio radiodue, si parla di icone, lady d. mia icona da sempre. oggi il suo compleanno. una frase mi colpisce, detta da una libraia italiana -ornella tarantola- che "libra" a londra, secondo lei lady d. non avrebbe avuto la stoffa per fare la regina: "le regine si portano le corna in silenzio". omaggi alla signora tarantola che vorrei tanto fosse la MIA libraia e che credo, nonostante la mia devozione a lady d., abbia, alla fine della fiera, ragione. ma lei era e sarà Principessa. e in un mondo dove non esistono le maiuscole, questa è l'unica sopravvissuta.

venerdì, 27 giugno 2008

ap63762721606164651_bigpomeriggi bollenti, mi sono abituata presto alle vacanze lunghe delle maestre. ho sempre un milione di cose da fare e da non fare, un miliardo di idee da realizzare e poi bado a me, tanto tantissimo, seguo i miei ritmi e mi obbedisco. si, mi obbedisco. inseguo una prossima sposa che corre sempre, alla quale farò felicemente da testimone ma prima da -quasi- wedding planner per il bouquet e le decorazioni e ogni tanto mi sembra di esser il grillo parlante anche se però quel giorno mi vestirò da didi il troione con tanto di tacchi e svolazzi e magari anche un cappello per disorientare qualche suocera. una cosa mi appare chiara in questi primi giorni di rilassatezza e pensieri volanti e felici: per arrivare qui non bisogna avere paura. non paura dei cambiamenti, non paura di dire, non paura di seguire i propri desideri qualunque cosa costino e qualunque rischio si possa correre, non paura di guardare dentro ad una cantina buia che tutti abbiamo da qualche parte nascosta, scendere, accendere la luce, iniziare a riordinare e a buttare via un pò di cose. quelle che un pò di tempo fa ci facevano paura.

giovedì, 26 giugno 2008
author: didaquellavera @ giugno 26, 2008 00:30
category: diario, le cose della vita, dilloaziadida, favole per grandi
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ikea-dick-in-the-box-0c'era una volta una donzella che in un pomeriggio di sole, fra pranzi mancati e visite oculistiche rimandate si trovò ad accompagnare alcuni amici, una principessa leone molto coraggiosa e un uomo di latta con un grande cuore, nel regno di ikea. il mago di ikea aveva il dono di ipnotizzare i viandanti e far perdere la strada sebbene lastricata da freccine blu. le streghe buone aiutarono i tre a trovare la strada e le cose mancanti ma la strega dell'ovest e quella dell'est fecero di tutto per sconfiggere i tre prodi, armati solo di carte visa e carrelli stracolmi. dopo ore passate a difendersi dalle streghe si sentì suonare una campana, le porte del regno di ikea stavano per chiudersi, come per un anomalo coprifuoco. i tre si spinsero verso i confini per cercare di far ritorno alla propria dimora e solo sconfiggendo pirati peggiori degli uscocchi e dopo quasi due ore di combattimenti feroci, riuscirono ad avere la vittoria. giunti alle magiche porte, quelle non si aprirono. un timer puntuale aveva serrato le vie d'uscita dal regno. da lontano uno spaventapasseri gentile e in divisa blu, credendo di non avere un cervello riuscì finalmente con l'aiuto di qualcuno, qualcuno di molto importante e molto in alto, contattato solo al telefono a farci spalancare le porte di ikea. l'uscita fu rapida e repentina, in fuga dalle streghe di ikea, da quelle buone e da quelle cattive.  

immagine da http://www.kottke.org/plus/misc/images/ikea-dick-in-the-box-0.gif

lunedì, 23 giugno 2008
author: didaquellavera @ giugno 23, 2008 11:27
category: diario, cronaca, la maestra dida, la donna della domenica legge
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17_omicidi_per_casodue giorni di mare croato e luna piena a glassare passeggiate notturne poco equilibrate ma al sapor di malvasia, così inaugurano le vacanza infinite le maestre. che cosa mai m'inventerò per farmi passare questa prima estate di VACANZA lo vedremo andando avanti. intanto ho delle previsioni di letture che mi allettano non poco. per darmi una ghiacciata al sole mi son letta un volumetto appunto agghiacciante, nel senso che si rimane di ghiaccio e si rabbrividisce ad ogni riga, si sa che queste cose le seguo abbastanza e son arrivata a diciassette omicidi per caso di ilaria cavo, mondadori 2007 € 8,40. tutta la mia ammirazione ad ilaria cavo, davvero e senza nessuna ironia una grande giovane professionista, immagino le implicazioni a livello emotivo -che non appaiono- che deve aver avuto avendo rapporti confidenziali con uno che ha fatto fuori 17 persone in 6 mesi. donato bilancia si è messo spontaneamente in contatto con lei per via epistolare, sono seguiti incontri -riportati qui- e nel 2003 dopo svincoli procedurali e "condizioni" dettate dal killer, un'intervista in esclusiva  per "porta a porta". stile asciutto e cronaca nera -credo- edulcorata nei particolari ma mai celata. l'immagine che ne esce è di una persona egocentrica e narcisista che si sente padrona di dettare condizioni non solo per interviste ma anche per ritrattazioni.  bilancia lascia intendere che le cose non siano esattamente come lui ha voluto farle apparire, ma non le dichiara in maniera limpida, dà indicazioni di prova da esaminare di nuovo ai giudici e che se la cavino loro, come fosse un indovinello o qualcosa che non lo tange minimamente. pagine da brivido, quando la realtà supera la fantasia, di gran lunga.

venerdì, 20 giugno 2008

370_5900_001a tavola ci si alza se la signora va in bagno e anche al suo rientro, la signora non dice "vado a fare pipì" ma "scusate", niente gomiti sul tavolo, bocconi enormi, posate impugnate come strumenti agricoli, stuzzicadenti, sbuffi, rutti o peggio.
11737438_violetnon si dice "la mia signora" ma "mia moglie", non ci si presenta senza fiori per la padrona di casa, ma si può spedirli anche il giorno dopo, se c'è solo la cameriera si lascia il biglietto da visita ma senza titoli professionali, nobiliari od onorifici. non si fa mai il baciamano ad una signorina, l'uomo precede la donna entrando nei locali, è la donna a porgere la mano per salutare l'uomo e non si sfila il guanto ( a meno che non saluti un sacerdote) nè si alza in piedi, diversamente dall'uomo.
liberamente tratto da monsignor della casa.

martedì, 17 giugno 2008
author: didaquellavera @ giugno 17, 2008 14:33
category: viaggi, libri, diario, sardegna, diario di viaggio, la donna della domenica legge
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in una giornata di tifoni tropicali nella bassa friulana, tanto inquietanti quanto stupefacenti, non resta altro che pensare all'isola che ci sarà fra qualche settimana, e una domanda mi ronza in testa senza particolari connessioni con quello che scriverò: perchè chi si lamenta di esser oggetto di mobbing -considerato solo tale- , nella gran parte dei casi, è colui il quale non fa un cazzo?
sardinia_bluesquindi parliamo di isole, di isole che ci sono e che qui appaiono nella loro naturale problematicità e nei loro turbamenti. flavio soriga ci scrive SARDINIA BLUES bompiani € 16, e lo si deve anche ringraziare perchè le sue pagine, dove non c'è un punto, si leggono tutte d'un fiato anche senza la voglia o la necessità di scoprire chi è l'assassino, e non solo perchè non c'è un punto a farci respirare. sembra un romanzo iper-realista di quelli che non ti raccontano niente di nuovo sennon una quotidianità che di solito non viene scritta per il troppo pudore. grazie a soriga per dire le cose come sono, quelle che non si fa nessuna fatica ad immaginare se le
 si è viste, per raccontare la talassemia. se la sardegna vi piace per come piace a me, non per il billionaire o per la costa smeralda ma per tutto quello che a quei posti si nasconde: le dune, i fenicotteri, le cartoline di sughero, il caffè al bar italia, i paesi che sembrano deserti, i cartelli stradali unici nel mondo, i ravioli al limone della signora di pula, il genovese che parlano in un'isolettina e i posti che anche carlotto uso come sfondo all'alligatore.
proprio bello!

lunedì, 16 giugno 2008

oliviaOLIVIA scritto e illustrato da ian falconer, giannino stoppani edizioni, bologna, 2002 € 15.00 prestato da mia sorella.
18 pagine 300 parole in tutto per trovarsi ritratte in un libro. IL libro vien da dire, obbligatorio per tanghiche e affini, dopo aver verificato -per tanghiche ed affini inutilmente-  di possedere un cospicuo corredo di base composto da  emma, anna, ma anche da carrie e tanto altro. chi non ha il corredo non capirà.  chi capirà si vedrà allo specchio a tormentare tutti, a provarsi tutti i vestiti dell'armadio, a spostare il gatto, a rimettere a posto il gatto, a drogarsi di pollock  e star davanti ad un degas illuminato mai abbastanza bene, a leggere lettere d'amore scritte dalla callas e non per onassis. se state soffocando in città, assediate da troppe cose da fare per forza, entrate in libreria e leggetevi questo gioiello che non è un libro da piccole ma un salvavita per grandi illustrato con 3 colori e un'infinità di loro sfumature.

venerdì, 13 giugno 2008
author: didaquellavera @ giugno 13, 2008 19:56
category: diario, calcio, attualitĂ , le cose della vita, le cose buone, maschimaschi, la maestra dida
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fatto l'esame da maestra stamattina, sono legalmente una maestra, un valore aggiunto alla scuola, una fuori serie, a sentir la commissione. due ore di riunione pomeridiana a ripeter sempre le stesse cose. ora a casa davanti alla tv con audio spento, radio2 accesa con la gialappa's che smadonna e la partita dell'italia. in solitaria sbocconcellando mozzarella di bufala e salmone con pane caldo, loro corrono su e giù in un prato verde e io penso che il calzolaio mi ha perso UN sandalo, ancora mai messo, che arrivato dalla grande mela si è smarrito proprio nel mio micro paesello nella bottega di un signore con le sopraciglia come ciampi "une scarpe no svole"! partita alla fine, manca un minuto, chissà perchè ma il rugby m'appassiona di più....

fratelli d'italiaaaa l'italiaaaa s'è desta, dell'elmo di scipio s'è cinta la testaaaaaaa

dieux_stade foto da http://titemimie.canalblog.com/dieux_stade.jpg

mercoledì, 11 giugno 2008
author: didaquellavera @ giugno 11, 2008 14:21
category: diario, cucina, dove mangiare, le cose della vita, le cose buone, le mani nel culo dei pesci
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wwwhabitatcouk1la cucina è uno dei posti più pericolosi al mondo.
per cucinare una suicid (solo per esperti di t9), peraltro riuscita, ho rischiato la vita: una padella messa male anzi malissimo nell'asciuga piatti mi si è schiantata in fronte lasciandomi sanguinolenta e sola in casa. son stata due ore in dormiveglia con il ghiaccio sulla ferita a sentire crescere il bernoccolo e guarducchiare un documentario sulla grande muraglia. poi stamattina le bidelle hanno detto che non avrebbero mai creduto alla storia della padella che mi cade addosso, alludendo invece a mie spericolate performance erotiche ed acrobatiche. spero che non mi rimanga il segno, nel caso mi sembrerà di esser ancora un pò di più harry potter. adesso così con la ferita sulla fronte mi si può dare più di una interpretazione, bidella docet. per la suicid invece, che è di una semplicità che assomiglia quasi ad un insulto per le nostre doti culinarie, prendete un rotolo di pasta sfoglia, 250 grammi di crescenza, 4 uova, grattate un pò di grana padano e un mazzo di asparagi bianchi che lesserete e tagliuzzerete.  al solito stendete con le vostre manine sante la pasta in una bella tortiera, fate fondo con qualche fetta di speck di SAURIS, poi sopra mettete il composto dato da uova, grana, crescenza, asparagi e un cucchiaio di basilico tritato tutto mescolato con buona grazia e buon umore. in forno a 200 gradi per una mezz'ora. non perdetela d'occhio perchè tutto dipende come al solito dal forno. per la buona riuscita della suicid aprite tutti gli stipetti di casa finchè una padellata vi colpirà di sorpresa, lasciandovi nel mezzo della cucina, con miles davis come unica compagnia che purtroppo non potrà nemmeno passarvi il disinfettante, altrimenti se tutti i vostri arnesi sono in sicurezza, fatevi una pasta.

sabato, 07 giugno 2008
author: didaquellavera @ giugno 07, 2008 20:38
category: diario, ego strabordante, favole per grandi, la maestra dida
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caramelle in fiore

oggi ultimo giorno di scuola, dal 10 settembre tutto è volato. da lunedì festeggiamenti per l'uscita della mia truppa dalle elementari. grigliata e gavettoni, foto e regalini, disegni e bigliettini, lavagne dipinte osannanti la maestra dida. le fanciulle hanno voluto farsi a turno un giro sulle mie scarpe fucsia col tacco, anche quelle con 3 numeri in più rispetto al mio piedino, lasciandomi scalza seduta sugli scalini della scuola. e alla fine, alla fine anche oggi è suonata la campanella alle 12.47, da li solo le mie ragazze in lacrime con gli occhi rossi e lucidi, roxy coperta solo dal frontino del suo berretto bianco completamente sopraffatta da un pianto silenzioso e commosso. g&g che mi hanno abbracciata come fossi l'ultima cosa bella del mondo, la giovane bovary che si perde e torna indietro a stringermi forte. il mio fanciullo speciale che non ha detto nulla perchè aveva gli occhi che parlavano per lui. e i maschi, quei maschimaschi in erba che tanto mi hanno fatta ridere e incazzare per tutto l'anno, si sono dimostrati ancora una volta eccezzionali. e alla fine son capitolata anch'io, anche se ero già avanti col programma da un paio di giorni, da quando ho iniziato a raccogliere i bigliettini segreti che mi hanno lasciato in borsa e le pagelle che hanno fatto per promuovere o bocciare la maestra dida. mi rimarranno sempre nel cuore, perchè sono stati i primi perchè mi hanno fatta cambiare e crescere, perchè fare la maestra è il lavoro più bello del mondo, e adesso IO sono una maestra.

grazie truppa

giovedì, 05 giugno 2008

820_1553_019sscarpe di carrie, borsa di miranda, vestito di charlotte e senza slip come samantha.

che film si va a vedere stasera dopo aver cenato sushi? ;)

AGGIORNAMENTO DEL 6 GIUGNO
non sarà un capolavoro d'autore? e allora? qualche donnetta schifata CI tratterà come povere imbecilli perchè NOI andiamo a vedere il film e abbiamo i dvd delle serie vicino al lettore? e allora? ci tratteranno anche peggio quelle che SI VANTANO di non avere mai visto una puntata una su la7? e allora? ci siamo divertite! tanto! abbiamo riso! abbiamo ascoltato i nostri tacchi che neanche le sfilate col passo dell'oca sulla piazza rossa a mosca. anche se diciamolo pure.. del passo dell'oca si è trattato pure ieri sera! :)
e sempre più siamo convinte che le cose vanno male, vanno meno male di quello che sembra se abbiamo una vuitton a tener pacchi formato famiglia di fazzolettini di carta e un tacco nove di manolo o christian, ma anche di barska o di guess o di comme, a sostenere teneramente i nostri incerti passi, in attesa che possano tornare sicuri.
la femminilità non si nasconde dietro ad uno sbandierato femminismo che sempre di più assomiglia ad un mascolino maschilismo senza pisello.

lunedì, 02 giugno 2008
author: didaquellavera @ giugno 02, 2008 17:05
category: diario, le cose della vita, regine e principesse, vita da zia, le cose buone, favole per grandi
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linda

felicità e perline colorate verdi milonga gelati al limone banchi di scuola sporchi di tempere ginocchia sbucciate pianti a dirotto per un graffietto e cerotti di hallo kitty per far tornare i sorrisi grembiuli coi colletti bianchi ma fidanzati che non siano colletti bianchi quaderni con i disegni e con la prima pagina strappata perchè non era venuta bene faccia sporca di nutella gelati che colano dalla faccia migliori amiche per una settimana e poi si cambia ma per mano bagni dentro piscine profumate di rose tutti i film che vorrà vedere tutti i libri che vorrà o la obbligheremo a leggere tutte le storie che mi obbligherà a leggere le scarpe delle zie con cui giocherà tutti i si che riuscirà a scucirmi per qualsiasi richiesta tutte le caramelle dalle forme e i gusti schifosi che vorrà una bicicletta rosa con il campanello con le coccinelle tutto questo e sempre di più da oggi in avanti.    

foto http://us.123rf.com/400wm/400/400/wildcat78/wildcat
780710/wildcat78071000136/1977981.jpg

sabato, 31 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 31, 2008 21:10
category: libri, diario, la donna della domenica legge
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zuleika_dobsonregalarmi libri giusti è dono di pochi. qui ci son riusciti, fine ottocento ad oxford. arriva elegantissima e sapendo di esserlo la nipote del rettore. ZULEIKA DOBSON è metà pifferaio magico, metà medusa e molto maga. libro scritto nel 1911 e ancora ironico e sarcastico. gli orecchini son da copiare, questo è un consiglio per le fanciulle che restano un pò retrò anche nel 2008.

giovedì, 29 maggio 2008

è giunto il momento,devo rendermene conto, domani esce il film e non posso più fare finta di niente. sono io, carrie taglia 43. c'è poco da fare, me l'ha detto il test (non facevo un test dalla terza media, su cioè)  su facebook e ho gli stessi zoccoli rosa dalla scorsa estate. non si scherza su queste cose.
sex &the city e zoccoli rosa
You are "Carrie Bradshaw"!
You are creative in all things you do. Whatever your passion is--be it writing, shoes, or adorning yourself--you are constantly inventive. Your keen eye for beauty and color lead you to try new things. Those new things combined with your friends admiration of you makes you a trendsetter. You're the type that would accentuate your wardrobe with a red rose lapel pin and discover that everybody is wearing it the next day. And why not? It looks fabulous.
mercoledì, 28 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 28, 2008 16:11
category: diario, scarpe, tango, dove mangiare, regine e principesse, tanghiche
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FE_11779195_H_pustrada liquida ieri sera con finestrini tirati giù e aria di mare sulla faccia. schivando un incidente sul lungomare triestino. nonostante collirio e congiuntivite epocale, ieri sera cena con loro due. la cosa che più mi ha stupita del blog son state loro: le tanghiche. difficile pensare di trovarsi per caso prima sui blog, poi scoprirsi ad esser vicine e star alle stesse milongas senza sapere di esserci, ma leggendo i nomi scritti con l'indelebile sui bicchieri di plastica. difficile anche pensare di andar d'accordo, di andare così d'accordo, di far feste privatissime di compleanno, di esser sulla stessa linea d'onda senza conoscersi per niente e non avendo la stessa età, avendo incredibilmente tre -che sembrano- architetti vicino, vicino o quasi!  ma tant'è! cenino al punto si a trieste ristorante biologico (e si sente) accogliente e nuovo nuovo. personale educato senza odiose servizievoli forzature. solo un pò troppo alto il volume della musica. aperitivo all'arancia e rabarbaro che prende il posto di spritz-aperol abitudinari. ultimamente son carnivora: un filetto sanguinolento alla crema di funghi e tartufo mangiato golosamente parlando di massimi sistemi e di tutto quello che ci gira intorno e che ci fa girare come trottole incazzate e colorate a tempo di milonga, mettendo fra due fette di pane fatto in cucina una zeppa guess o un tacco di manolo. strano sentirsi tanghiche.   

domenica, 25 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 25, 2008 11:10
category: diario, cucina, le cose della vita, dove non mangiare
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melaci siamo andati diverse volte nell'ultimo anno, in ogni stagione. è in un posto molto bello, tovaglie impeccabili, con un panorama sulle nostre colline che si vede dai tavoli messi fuori sotto una pergola: cene con le zie, merende autunnali, con amici, con le candele accese a fare una serata romantica -bastasse solo una candela-, ma non mi sono arresa ho continuato a cenare li ogni tanto. una possibilità via l'altra, ma hanno sbagliato sempre qualcosa. ora mi chiedo,  -come al solito- se conta esser giovani o adulti, nobili o borghesi, conosciuti o anonimi per avere un trattamento decente in un locale -ben frequentato- dove si va non a nutrirsi ma per soddisfare il piacere del gusto. ieri sera siamo arrivati tardi, sale piene e poco personale. il menù cambia spesso e non ho trovato mai le stesse cose. dopo l'ordine, anche di una bottiglia della loro fornitissima cantina, ci portano un saluto dalla cucina, carini ma non dicono cos'è e non l'ho capito, troppo top di aceto balsamico che sovrasta gli altri sapori. antipasti: saccottino di pasta filo con asparagi su dadolata di verdurine croccanti, piaciuto, molto delicato. intanto il vino non arriva (finiti gli antipasti), ci avvisano che il cabernet sauvignon di iacuz che avevamo scelto non c'è, perchè non lo si scrive in lista? stesso vino ma de lis neris. i bicchieri li abbandonano tutti insieme in tavola il cameriere sparisce ma il vino non arriva, chiediamo al tizio "ah, non ve l'ho portato?". il filetto che avevo chiesto molto al sangue, il sangue non sa più cos'è da un pezzo. non va meglio ai miei compagni di merende che si arenano sui piatti. la bottiglia d'acqua in più che avevamo chiesto dopo gli antipasti è arrivata coi caffè, non sentiamo neanche i dolci e ci mettiamo fuori sotto il portico -stupendo- a bere una grappa che ci offrono. peccato! peccato perchè a me il posto piace, la cantina che offrono (è anche enoteca) è ottima ma mi hanno dato la sensazione di non esser attenti ai tavoli di tutti, solo di qualcuno. se avete una seratina speciale in mente, chiamate il commissario leoni del bibendum e fatevi coccolare come solo il commissario leoni sa fare.

immagine da http://elkmserver.sdf.unige.it/blog-epict/storiedamangiare/files/2007/11/mela.jpg

venerdì, 23 maggio 2008

820_5021_008sun libro bellissimo da finire di leggere con calma ed esclusività, voglia di ballare tango che sfogherò martedì, un risotto che fa chi è più scalzo di me, uno spritz con aperol fatto in casa con il ghiaccio a forma di puzzle, piedi scalzi sul tappeto, uno smalto melanzana da piedi da urlo, piedi da urlo, il cielo di un grigio burrascoso, una pioggia che promette una notte di sonno profondo, i tacchi che fanno rumore in un collegio docenti infinito, i miei fumi di londra incazzati che sbroccano e sono apprezzati perchè esagerati e quasi mai inutili, la gita di lunedì con la truppa della V b e i miei stivali da pioggia neri coi cuori colorati.. non si può pretendere che sappia fare anche una lavatrice giusta, ma si può pretendere che poi tutte le cose diventate grigio topastro per colpa del mio golfinetto nero finito chissà quando e chissà perchè nella divisa da vergine vestale buttata nel cesto della biancheria, tornino bianco splendente dopo il magheggio con quel prodotto meraviglioso della grey. venerdì da strega che un pò strega. 

lunedì, 19 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 19, 2008 18:44
category: libri, diario, storia, cronaca, diario di viaggio, le cose della vita, le cose buone, la donna della domenica legge
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delitti_e_formaggicapita che alcuni giorni siano legati da un filo trasparente e resistentissimo. in questi giorni il leitmotiv è stata la storia in tanti suoi aspetti e sfumature. son arrivata oggi a questa conclusione dopo un corso di aggiornamento su come applicare la metodologia dello storico (ridotta certamente ai minimi termini) alla declinazione delle competenze per il prossimo curricolo scolastico. un sabato passato a gorizia, piacevolmente immersi in quel microcosmo culturale delle città di confine, che festeggia e osanna la storia. inseriti in conversazioni e dialoghi resi -da chi fa della storia passione e vita- comprensibili, divertenti e appaganti anche per chi non è un accademico. accademici che di grigio hanno solo una lontana, lontanissima tradizione iconografica e forse qualche giacca. aperitivo al sole tiepido del dopo temporale con un cincin fra perfetti sconosciuti che un pò sanno di conoscersi e una stretta di mano con quel paco ignacio taibo II che non perde -nemmeno lui- la tenerezza.  una giornata umida, di pensieri e comunicazioni fumose con incontri curiosi, con silenzi imbarazzati, con mezze sbronze che son proseguite nel loro naturale compimento fino a sera, con  brindisi a chi gentilmente -e con un certo imbarazzo da parte nostra- ci ha offerto il pranzo, senza purtroppo presenziare. alla fine un libro che si è fatto leggere in fretta, con gaudio e più di qualche risata a denti strettissimi, in una domenica di pioggia torrenziale, tremendamente tradotto nel titolo: delitti e formaggi (edward trencom's nose) di giles milton ponte delle grazie € 15, ma spassoso ironico e consigliatissimo per l’estate, mi ha portato su e giù per le scale di una formaggeria londinese di tradizione plurisecolare e poi sui gradini di un monastero sul monte atos sulle tracce di quel che rimane dei paleologi, il tutto su pagine intrise da profumi di formaggi dai nomi sconosciuti e sapori millenari.  

mercoledì, 14 maggio 2008

820_5021_005s

vediamo di portare un pò di brillantinati pensieri e spegnere il cervello, in una giornata che è stata a dir poco pesante, fra psicoterapeuti competenti e straordinariamente umani, bambini meravigliosi ma in difficoltà e genitori che purtroppo non se ne rendono conto, o non vogliono rendersene conto. questo post è dedicato ai maschimaschi. escluse dalla risposta tutte le fanciulle, tanghiche comprese e tutti quelli che hanno visto almeno una stagione di sex & the city. la domanda è: chi è il designer di questo sandaletto da poco? è di una facilità imbarazzante.. date prova di voi, adorati!

lunedì, 12 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 12, 2008 14:39
category: libri, diario, le cose della vita, le cose buone, favole per grandi, la donna della domenica legge
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oscarwaoLA BREVE FAVOLOSA VITA DI OSCAR WAO di junot diaz mondadori strade blu € 17.00 ho un feeling particolare con i premi pulitzer. anche quelli per i risotti. finalmente un bel libro, una bella storia fra la grande mela e la repubblica domenicana e i suoi dittatori, una storia un pò epica e un pò saga familiare che fa pensare e attraversa il secolo passato. se avete avuto la fortuna di vivere i caraibi come li ho vissuti io anni fa, fra costa rica e cuba, le canne da zucchero vi taglieranno le braccia e le gambe con le loro foglie anche solo leggendole. è un scrittura veloce, che vi trascina, facile e quasi slang, lo spagnolo-dominicano che farcisce le pagine non fa che colorare ulteriormente i personaggi, soprattutto quelli femminili. oscar sa, legge, studia di fantascienza e fantasy. ho riconosciuto solo qualche riferimento al signore degli anelli, le altre citazioni sono assolutamente, a me, sconosciute, visto che non amo per nulla il genere. letto nella mia domenica di lettura. e finchè non è stato finito non ce n'è stato per niente e nessuno. o quasi. i riferimenti storici nelle note sono appropriate, lecite, dovute, curiose e interessanti. bravo mr. pulitzer che non ne manca una.

sabato, 10 maggio 2008

max_pezzalinovità in libreria, un non libro. perchè un libro non è solo caratteri stampati su carta. non mi fido, non lo compro, non lo affitto, non lo leggo e lo critico. saccente, stronzetta snob che non sono altro. che l'abbiano pubblicato solo perchè è riuscito a vendere 6 milioni di dischi qualche anno fa?

invece leggo questo, letto in libreria in piedi con un sorrisone ebete in faccia: storia incredibile di due principesse che sono arcistufe di essere oppresse di monica colli, rossana colli e irene bedino. 11 € ed. lapis da regalare alla mariashakira che tutti noi abbiamo nei paraggi, della serie i libri per le principesse, delle principesse. scritto in rima deliziosa e perfettamente illustrato tutto da italiane, una principessa draghetta che invece di impantanarsi e sputare fuoco è tutta perfettina e una principessa in carne ed ossa che si comporta da draghetta con pochissimo bon ton, alla faccia di lina sotis. happy - end inevitabile. di come va a finire quello di pezzali.. francamente chissene. storiaincredibile

venerdì, 09 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 09, 2008 15:25
category: diario, cronaca, le cose della vita, ego strabordante, dilloaziadida, le cose buone, la maestra dida
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cioccolatini(ieri) in classe mariafiliberta ha un muso lungo un chilometro. Non la posso vedere così. (tranne la sottoscritta hanno tutti 10-11 anni)

 

la maestra dd.: cosa c’è?

fili: niente maestra.

dieci minuti dopo

la maestra dd.: cosa c’è?

fili: niente maestra veramente.

dieci minuti dopo, minaccio la classe di punizioni divine in un bel pomeriggio di sole e chiedo udienza alla mia pupilla.

la maestra dd.: fili, vieni fuori nel mio ufficio, (come fonzie è l’antibagno) così mi dici.

mariafiliberta immediatamente fuori dalla classe si mette a piangere, come fanno i grandi:

fili: maestra, tu sai che io angelisa siamo migliori amiche vero?

la maestra dd.: si lo so

fili: ecco lei sta da un mese con piermattia, e non solo non mi ha detto niente, ma ha detto a tutta la classe di non dirmi niente.

la maestra dd.: adesso vai a lavarti la faccia due volte

fili: ecco fatto, e adesso

la maestra dd.: vai a casa di angelisa pomeriggio e parlate tu e lei sole.

fili: va bene

 

stamattina, arrivano filiberta e angelica (vestite da veline).

fili: tutto risolto maestra, come avevi detto tu. maestra, vestita in bianco stai benissimo.

e poi mi chiedo anche perchè son la loro maestra preferita?

martedì, 06 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 06, 2008 19:12
category: diario, ipse dixit, gossip, le cose della vita, i love trash, regine e principesse, vita da zia, dilloaziadida, le cose buone, tanghiche
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temperamatite

                                         

elizabeth arden 0 - kiko 1

domenica, 04 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 04, 2008 11:42
category: libri, diario, cucina, cronaca, dove mangiare, le cose della vita, le cose buone, dove non mangiare
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tuttoperunaragazzache non vi passi nemmeno per l'anticamera del cervello di spendere 15 € per questo libro che magari potrebbe piacere ed emozionare qualche sedicenne. i due si frequentano da poco, lei rimane incinta. solo che hanno 16 anni e vanno ancora al liceo. continuo a pensare che se si fanno due o tre libri buoni poi si può anche vivere di rendita e farsi pubblicare queste cose solo per il nome che si ha. dubito fortissimamente che se avessi mandato io questo scritto a guanda l'avrebbe pubblicato, forse nemmeno letto. colpa mia comunque, potevo lasciarlo nello scaffale, e mi è passato anche per la testa, appena finito, di riportarlo alla feltrinelli e farmelo cambiare, visto che non l'ho nemmeno rovinato un pò. ma certe cose non si fanno. 

altro: enoteca il purgatorio a scodovacca di cervignano -ud- ieri sera a cena. della serie vojo ma no posso. detesto essere sottovalutata, soprattutto in queste situazioni. si mangia fiorentina, e anche se si presentano con una buona scelta di affettati anche toscani -notevole la mortazza con il tartufo- lasciano molto a desiderare per il resto. il locale è carino, rustico e caldo, con le braci per cuocere la carne in sala. i piatti arrivano caldi, ma un quarto d'ora prima della fiorentina. fiorentina buona ma praticamente ghiacciata dentro, sarebbe il caso di farla uscire dal frigo un pò prima. vini: aperitivo franciacorta, bollicine bevibili. una lista dei vini che non ho guardato mostra una serie di cantine chianti. ci propone una magnum, che poi non ha. prendiamo due bottiglie di chianti, dove avergli detto che cosa volevamo, ci porta i due chianti con meno carattere esistenti sul mercato. e quelli che casualmente costano meno. in certi casi si fa una figura migliore dicendo quali sono le bottiglie disponibili e quali i prezzi. d'altronde non essendo sommellier non ci è possibile conoscere tutti i chianti, e se si va in un'enoteca qualcuno dovrebbe occuparsi della cosa al posto degli ospiti, altrimenti andavo in un supermercato. ci spostiamo fuori dopo cena per i caffè e su ogni tavolo lavanda. lavanda finta. detesto i fiori finti.  

altro ancora: menomale che però si va a pranzo dal magnifico signor darko che ci strega e ci ammalia ancora una volta e non solo con le meraviglie gastronomiche che riesce a presentare. ripeto, non ho mai mangiato meglio. mai, da nessun'altra parte nel mondo, e pensare di averlo a cento km da casa, non può far altro che commuovermi. sono rimasta estasiata dalle mazzancolle crude appena uscite dal mare e riposte su un gelato cremosissimo e non dolce al limone, il resto di conseguenza. il signor darko ci scuserà se non pubblicizziamo nel dettaglio la sua meravigliosa dimora, ma preferiamo non svelare troppo di questo angolo prezioso dove però tutti i ristoratori dovebbero andare a prendere lezioni. anche di buone maniere.

mercoledì, 30 aprile 2008

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oggi il blog compie due anni, il primo post era timido, quello scritto un anno dopo un pò meno e oggi, ancora non sono capace di gestir le cose per bene, visto che avevo già scritto un post tutto miele e che l'ho cancellato, maledizione. riflettevo sul fatto non di essere un blog, ma di avere un blog. perchè son io con la mia bella faccia, senza nick che possano nascondermi, dida è come mi chiamano tutti e sempre di più il blog diventa -sempre di meno- etereo, visto che tanto sta prendendo sempre di più sembianze vere e reali. e come si conviene partono i ringraziamenti: grazie agli assidui lettori che non lasciano traccia e a quelli che lasciano sempre qualcosa, ai soldi meglio spesi per un vestito, pagato caro ma che è il mio primo fan, grazie a mia sorella illuminata che tormento, grazie alle zie, grazie alle tanghiche che ci sono dal vivo, grazie a zia farola che è una delle cose più belle del tango, grazie alla mia maestra che legge e si commuove per la paciaroni, grazie a chi in pieno tango mi fa capire senza tanti giri di parole che legge con attenzione i miei post, grazie a sedge per le telefonate eterne dalla sua finestra sul cortile, a chamaco, a coso e al suo bandoneon e alle di loro gambe rotte, grazie a carlo che arriva in punta di penna con musica che avvolge, grazie a ferlinghetti e alle sue puntate numerate e musicate, grazie alla maestra elena che mi è stata più vicina delle mie colleghe reali, grazie dei girasoli, degli inviti alla milonga, delle tande solo perchè ho un blog, grazie a luana e a j. , grazie al jazz con zavamma anche se son sicura che non vorrebbe fosse scritto, grazie a wanda e wilma, grazie agli incontri al cinema sicura di chi avevo davanti senza averlo mai visto prima, grazie al professor coaloa, a charlie manson che sarà un pò più buono dell'originale, al conte, ad angelo che fra cina e non cina continua a chiamarmi splen...

purtroppo non ispirata, nel secondo anno del blog, mettervi tutti d'accordo per regalarmi questi sandali fatati, fate pure, 36 of course. merci.

lunedì, 28 aprile 2008
author: didaquellavera @ aprile 28, 2008 17:20
category: cinema, diario, cucina, le cose della vita, le cose buone, favole per grandi
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sidewaysieri pomeriggio ho rimesso i nodi a un bakthiari che una tarma aveva usato come desco. erano anni che non lavoravo su un tappeto. il fatto di aver fatto un buon lavoro mi ha soddisfatta non poco, dopo una prima prova non incoraggiante, ho ripreso ad annodare come se non avessi mai smesso. i tappeti hanno un odore magnifico e particolare che non va tolto, e che pochi, al solito, sanno sentire. i tappeti vanno vissuti, senza pietà, con poche attenzioni e senza paura. in una sala inondata di luce ho spalancato, poi, le finestre, mi sono buttata sul divano e mi sono goduta il sole sui piedi e un film che da tanto aspettavo di vedere, sideways ha già qualche anno e probabilmente tutti l'avranno già visto. mi è piaciuto molto. mi sono trovata completamente immersa in strade che ho percorso anch'io, e mi mancava un bicchiere di vino in mano per stare al passo con le immagini. bicchiere che qualche ora dopo è arrivato, riempito di un torbato sardo, in una cena insolitamente silenziosa e piena di pensieri che sembravano rimbalzare su fronti e pareti come palline da flipper. vino. scoperto da pochi anni ma già viziata senza conoscerlo abbastanza, o quel tanto che basta per farsi viziare. senza cassare tutti i bianchi o tutti i neri o tutte le bollicine come spesso capita con razzisti del vino. mettendo il naso dentro e guardando attraverso il bicchiere pieno, chi, dall'altra parte del tavolo, alza il calice per un cin cin.     

lunedì, 21 aprile 2008
author: didaquellavera @ aprile 21, 2008 09:58
category: diario, cronaca, attualitĂ , le cose della vita, wanda e wilma, vita da zia, dilloaziadida, le cose buone
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questa è una mail che ho ricevuto da un'amica a cui voglio bene, che stimo e che ha fatto tanto (non so se di proposito o per caso) per la mia formazione e che sottoscrivo.

basta
sono stufa
di quelle che hanno il ciclo solo loro
di quelle che son vestite sempre uguali
di quelle che non sanno camminare sui tacchi
di quelle che mettono solo i pantaloni
di quelle che loro madre fa così e dunque si fa così
di quelli che mangiano solo tre cose
di quelli che sanno cucinare solo tre cose
di quelli che oltre a quelle tre cose non assaggiano neanche
di quelli che hanno le stesse abitudini da dieci anni
degli uomini che a trentacinque anni giocano a calcetto e se non lo fanno muoiono
degli uomini che fanno commenti sulle altre donne mentre stanno parlando con te
di quelli che senza moglie una cosa con la moglie un'altra
di quelli che fanno le cose perchè vanno fatte poi a quarantanni sbroccano e scappano con una ballerina panamense lasciando tre figli
di quelli che non dicono cosa votano e cosa pensano del papa
di quelli che parlano solo di quello che non sanno
di quelli che a vent'anni ti spiegano la vita
di quelli che ti insegnano a fare il tuo mestiere
di quelli che parlano male dei mezzi pubblici e non li hanno mai presi
di quelli che ti si attaccano addosso delle lerve
dei superficiali
degli stupidi
dei coglioni
dei fascisti
dei razzisti e di chi vota berlusconi
di chi vota berlusconi per non votare i comunisti che non esistono più da vent'anni
di quelli che ammorbano l'aria
di quelli che intralciano
di quelli che vivono come se ci fossero solo loro al mondo
di quelli che ti rompono i coglioni con il fumo e poi il sabato sera bevono come merde perchè non hanno mai fatto una partita di trivial con gli amici e non sanno come passare il tempo
di quelli che loro son bravi perchè a trivial sanno dare la risposta a chi è la donna amata da dante
di quelli che leggono solo la gazzetta dello sport
di quelli che non leggono neanche la gazzetta dello sport
di quelli che girano il mestolo nella pentola e stai cucinando tu
di quelli che ah, l'olio che fa mia nonna non ha niente a vedere con questo (si perchè quello di tua nonna fa schifo)
di quelli che si permettono di darti consigli e ti conoscono da cinque minuti
di quelli che si offendono se non gli rispondi al telefono
di quelli che ti mandano messaggi solo segli serve qualcosa
di quelli che ti intasano la casella di posta di stronzate
di quelli che loro hanno sempre la ultima novità tecnologica
cambiano macchina come io cambio rossetto
cambiano cellulare dopo tre mesi perchè "non funziona più"
di quelli che hanno sky
di quelli che non guardano mai un documentario
di quelli che le vacanze solo per fare casino e hanno più di trent'anni
di quelli che stanno tutti intorno a noi e sono la maggioranza.

E VOI DI CHE COSA SIETE STUFI?

venerdì, 11 aprile 2008
author: didaquellavera @ aprile 11, 2008 14:08
category: diario, attualitĂ , le cose della vita
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ieri. a pranzo dai miei prima di tornare a scuola. campanello che suona, stiamo quasi bevendo il caffè. mio padre impreca contro l'ennesima persona che suona all'ora di pranzo fregandosi allegramente di aver rispetto o educazione, ma tant'è ubi major... mia mamma va ad aprire. è uno del paese, che non ci frequenta mai e che si conosce solo di vista, con una faccia lunga un chilometro: aria di tragedia. ma ci dimentichiamo di esser in campagna elettorale anche se in un paesello di neanche 6000 anime per amministrative oltre che per le politiche. davanti a noi tre esterefatti, il tizio, con una faccia da culo strepitosa e quasi incazzato sollecita mia mamma ("attivista della parrocchia" secondo lui ma fa dottrina ai bambini) a convincere i basabanchi a votare per la sua lista, ricordando come il suo partito abbia aiutato (dalla regione) l'asilo del paese e questo e quello. risultato raggiunto: l'esatto contrario. mia madre da sempre lontana da qualsiasi schieramento politico ma legata indissolubilmente a quello che era lo scudo crociato che continua a pagarle -dice lei- da anni la pensione, lascia cadere la cosa, mio padre troppo vicino al coltello, a tavola, impaurisce il votantoniovotantonio che rapidamente saluta. io sono dovuta andare a scuola. la sera, editoriale ferocissimo di mio padre, a ragione. una scena pietosa. disgustosa.   

lunedì, 07 aprile 2008
author: didaquellavera @ aprile 07, 2008 09:39
category: libri, diario, le cose della vita, le cose buone, favole per grandi, la donna della domenica legge
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chatwinthe songlines, del 1987 edito da adelphi. devo ancora capire chatwin in toto. faccio fatica a farlo. ho faticato ad arrivare all'ultima pagina de le vie dei canti. la parte che parla dell'australia e degli aborigeni è molto bella e vera. quando invece riporta quello che ha appuntato sulle sue moleskine è di una lentezza esasperante e sembra quasi un'esternazione noiosa e saccente di quello che LUI sa. a pag. 214 dell'edizione adelphi riporta la storia delle moleskine, quella scritta ovunque, e che fa sembrare chatwin scrittore solo per quella paginetta e non per il resto. nonostante l'incertezza e la fatica nel leggerlo, non abbandono l'impresa della comprensione e della partecipazione. continuerò a leggere e a voler sapere di lui ed arriverò anche alla biografia, che mi dicono crudele e destabilizzante per chi si è fatto un'idea divina e assoluta del caro bruce, ma visto che per me non è così, non credo di correre pericoli mortali.  

giovedì, 03 aprile 2008
author: didaquellavera @ aprile 03, 2008 12:41
category: diario, ipse dixit, gossip, cronaca, scarpe, attualitĂ , regine e principesse, la scarpa e la zoccola
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 oggi lina sotis ha scritto sul magazine del corriere (accanto ad una foto che ritrae solo i piedi di sarkò, carlà, regina elisabetta e principe di edimburgo durante la reunion di qualche giorno fa) che la donna che mette i tacchi