category: diario, ipse dixit, gossip, cronaca, attualitĂ , le cose della vita, regine e principesse, le cose buone, la voce della sciampista
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pomeriggio radiodue, si parla di icone, lady d. mia icona da sempre. oggi il suo compleanno. una frase mi colpisce, detta da una libraia italiana -ornella tarantola- che "libra" a londra, secondo lei lady d. non avrebbe avuto la stoffa per fare la regina: "le regine si portano le corna in silenzio". omaggi alla signora tarantola che vorrei tanto fosse la MIA libraia e che credo, nonostante la mia devozione a lady d., abbia, alla fine della fiera, ragione. ma lei era e sarà Principessa. e in un mondo dove non esistono le maiuscole, questa è l'unica sopravvissuta.
pomeriggi bollenti, mi sono abituata presto alle vacanze lunghe delle maestre. ho sempre un milione di cose da fare e da non fare, un miliardo di idee da realizzare e poi bado a me, tanto tantissimo, seguo i miei ritmi e mi obbedisco. si, mi obbedisco. inseguo una prossima sposa che corre sempre, alla quale farò felicemente da testimone ma prima da -quasi- wedding planner per il bouquet e le decorazioni e ogni tanto mi sembra di esser il grillo parlante anche se però quel giorno mi vestirò da didi il troione con tanto di tacchi e svolazzi e magari anche un cappello per disorientare qualche suocera. una cosa mi appare chiara in questi primi giorni di rilassatezza e pensieri volanti e felici: per arrivare qui non bisogna avere paura. non paura dei cambiamenti, non paura di dire, non paura di seguire i propri desideri qualunque cosa costino e qualunque rischio si possa correre, non paura di guardare dentro ad una cantina buia che tutti abbiamo da qualche parte nascosta, scendere, accendere la luce, iniziare a riordinare e a buttare via un pò di cose. quelle che un pò di tempo fa ci facevano paura.
c'era una volta una donzella che in un pomeriggio di sole, fra pranzi mancati e visite oculistiche rimandate si trovò ad accompagnare alcuni amici, una principessa leone molto coraggiosa e un uomo di latta con un grande cuore, nel regno di ikea. il mago di ikea aveva il dono di ipnotizzare i viandanti e far perdere la strada sebbene lastricata da freccine blu. le streghe buone aiutarono i tre a trovare la strada e le cose mancanti ma la strega dell'ovest e quella dell'est fecero di tutto per sconfiggere i tre prodi, armati solo di carte visa e carrelli stracolmi. dopo ore passate a difendersi dalle streghe si sentì suonare una campana, le porte del regno di ikea stavano per chiudersi, come per un anomalo coprifuoco. i tre si spinsero verso i confini per cercare di far ritorno alla propria dimora e solo sconfiggendo pirati peggiori degli uscocchi e dopo quasi due ore di combattimenti feroci, riuscirono ad avere la vittoria. giunti alle magiche porte, quelle non si aprirono. un timer puntuale aveva serrato le vie d'uscita dal regno. da lontano uno spaventapasseri gentile e in divisa blu, credendo di non avere un cervello riuscì finalmente con l'aiuto di qualcuno, qualcuno di molto importante e molto in alto, contattato solo al telefono a farci spalancare le porte di ikea. l'uscita fu rapida e repentina, in fuga dalle streghe di ikea, da quelle buone e da quelle cattive.
due giorni di mare croato e luna piena a glassare passeggiate notturne poco equilibrate ma al sapor di malvasia, così inaugurano le vacanza infinite le maestre. che cosa mai m'inventerò per farmi passare questa prima estate di VACANZA lo vedremo andando avanti. intanto ho delle previsioni di letture che mi allettano non poco. per darmi una ghiacciata al sole mi son letta un volumetto appunto agghiacciante, nel senso che si rimane di ghiaccio e si rabbrividisce ad ogni riga, si sa che queste cose le seguo abbastanza e son arrivata a diciassette omicidi per caso di ilaria cavo, mondadori 2007 € 8,40. tutta la mia ammirazione ad ilaria cavo, davvero e senza nessuna ironia una grande giovane professionista, immagino le implicazioni a livello emotivo -che non appaiono- che deve aver avuto avendo rapporti confidenziali con uno che ha fatto fuori 17 persone in 6 mesi. donato bilancia si è messo spontaneamente in contatto con lei per via epistolare, sono seguiti incontri -riportati qui- e nel 2003 dopo svincoli procedurali e "condizioni" dettate dal killer, un'intervista in esclusiva per "porta a porta". stile asciutto e cronaca nera -credo- edulcorata nei particolari ma mai celata. l'immagine che ne esce è di una persona egocentrica e narcisista che si sente padrona di dettare condizioni non solo per interviste ma anche per ritrattazioni. bilancia lascia intendere che le cose non siano esattamente come lui ha voluto farle apparire, ma non le dichiara in maniera limpida, dà indicazioni di prova da esaminare di nuovo ai giudici e che se la cavino loro, come fosse un indovinello o qualcosa che non lo tange minimamente. pagine da brivido, quando la realtà supera la fantasia, di gran lunga.
a tavola ci si alza se la signora va in bagno e anche al suo rientro, la signora non dice "vado a fare pipì" ma "scusate", niente gomiti sul tavolo, bocconi enormi, posate impugnate come strumenti agricoli, stuzzicadenti, sbuffi, rutti o peggio.
non si dice "la mia signora" ma "mia moglie", non ci si presenta senza fiori per la padrona di casa, ma si può spedirli anche il giorno dopo, se c'è solo la cameriera si lascia il biglietto da visita ma senza titoli professionali, nobiliari od onorifici. non si fa mai il baciamano ad una signorina, l'uomo precede la donna entrando nei locali, è la donna a porgere la mano per salutare l'uomo e non si sfila il guanto ( a meno che non saluti un sacerdote) nè si alza in piedi, diversamente dall'uomo. liberamente tratto da monsignor della casa.
quindi parliamo di isole, di isole che ci sono e che qui appaiono nella loro naturale problematicità e nei loro turbamenti. flavio soriga ci scrive SARDINIA BLUES bompiani € 16, e lo si deve anche ringraziare perchè le sue pagine, dove non c'è un punto, si leggono tutte d'un fiato anche senza la voglia o la necessità di scoprire chi è l'assassino, e non solo perchè non c'è un punto a farci respirare. sembra un romanzo iper-realista di quelli che non ti raccontano niente di nuovo sennon una quotidianità che di solito non viene scritta per il troppo pudore. grazie a soriga per dire le cose come sono, quelle che non si fa nessuna fatica ad immaginare se le si è viste, per raccontare la talassemia. se la sardegna vi piace per come piace a me, non per il billionaire o per la costa smeralda ma per tutto quello che a quei posti si nasconde: le dune, i fenicotteri, le cartoline di sughero, il caffè al bar italia, i paesi che sembrano deserti, i cartelli stradali unici nel mondo, i ravioli al limone della signora di pula, il genovese che parlano in un'isolettina e i posti che anche carlotto uso come sfondo all'alligatore.
OLIVIA scritto e illustrato da ian falconer, giannino stoppani edizioni, bologna, 2002 € 15.00 prestato da mia sorella.
foto da
la cucina è uno dei posti più pericolosi al mondo. 
scarpe di carrie, borsa di miranda, vestito di charlotte e senza slip come samantha.
regalarmi libri giusti è dono di pochi. qui ci son riusciti, fine ottocento ad oxford. arriva elegantissima e sapendo di esserlo la nipote del rettore. ZULEIKA DOBSON è metà pifferaio magico, metà medusa e molto maga. libro scritto nel 1911 e ancora ironico e sarcastico. gli orecchini son da copiare, questo è un consiglio per le fanciulle che restano un pò retrò anche nel 2008. 
strada liquida ieri sera con finestrini tirati giù e aria di mare sulla faccia. schivando un incidente sul lungomare triestino. nonostante collirio e congiuntivite epocale, ieri sera cena con loro due. la cosa che più mi ha stupita del blog son state loro: le tanghiche. difficile pensare di trovarsi per caso prima sui blog, poi scoprirsi ad esser vicine e star alle stesse milongas senza sapere di esserci, ma leggendo i nomi scritti con l'indelebile sui bicchieri di plastica. difficile anche pensare di andar d'accordo, di andare così d'accordo, di far feste privatissime di compleanno, di esser sulla stessa linea d'onda senza conoscersi per niente e non avendo la stessa età, avendo incredibilmente tre -che sembrano- architetti vicino, vicino o quasi! ma tant'è! cenino al
ci siamo andati diverse volte nell'ultimo anno, in ogni stagione. è in un
un libro bellissimo da finire di leggere con calma ed esclusività, voglia di ballare tango che sfogherò martedì, un risotto che fa chi è più scalzo di me, uno spritz con aperol fatto in casa con il ghiaccio a forma di puzzle, piedi scalzi sul tappeto, uno smalto melanzana da piedi da urlo, piedi da urlo, il cielo di un grigio burrascoso, una pioggia che promette una notte di sonno profondo, i tacchi che fanno rumore in un collegio docenti infinito, i miei fumi di londra incazzati che sbroccano e sono apprezzati perchè esagerati e quasi mai inutili, la gita di lunedì con la truppa della V b e i miei stivali da pioggia neri coi cuori colorati.. non si può pretendere che sappia fare anche una lavatrice giusta, ma si può pretendere che poi tutte le cose diventate grigio topastro per colpa del mio golfinetto nero finito chissà quando e chissà perchè nella divisa da vergine vestale buttata nel cesto della biancheria, tornino bianco splendente dopo il magheggio con quel prodotto meraviglioso della grey. venerdì da strega che un pò strega.
capita che alcuni giorni siano legati da un filo trasparente e resistentissimo. in questi giorni il leitmotiv è stata la storia in tanti suoi aspetti e sfumature. son arrivata oggi a questa conclusione dopo un corso di aggiornamento su come applicare la metodologia dello storico (ridotta certamente ai minimi termini) alla declinazione delle competenze per il prossimo curricolo scolastico. un sabato passato a gorizia, piacevolmente immersi in quel microcosmo culturale delle città di confine, che festeggia e osanna la
LA BREVE FAVOLOSA VITA DI OSCAR WAO di junot diaz mondadori strade blu € 17.00 ho un feeling particolare con i premi pulitzer. anche quelli per i risotti. finalmente un bel libro, una bella storia fra la grande mela e la repubblica domenicana e i suoi dittatori, una storia un pò epica e un pò saga familiare che fa pensare e attraversa il secolo passato. se avete avuto la fortuna di vivere i caraibi come li ho vissuti io anni fa, fra costa rica e cuba, le canne da zucchero vi taglieranno le braccia e le gambe con le loro foglie anche solo leggendole. è un scrittura veloce, che vi trascina, facile e quasi slang, lo spagnolo-dominicano che farcisce le pagine non fa che colorare ulteriormente i personaggi, soprattutto quelli femminili. oscar sa, legge, studia di fantascienza e fantasy. ho riconosciuto solo qualche riferimento al signore degli anelli, le altre citazioni sono assolutamente, a me, sconosciute, visto che non amo per nulla il genere. letto nella mia domenica di lettura. e finchè non è stato finito non ce n'è stato per niente e nessuno. o quasi. i riferimenti storici nelle note sono appropriate, lecite, dovute, curiose e interessanti. bravo mr. pulitzer che non ne manca una.
novità in libreria, un non libro. perchè un libro non è solo caratteri stampati su carta. non mi fido, non lo compro, non lo affitto, non lo leggo e lo critico. saccente, stronzetta snob che non sono altro. che l'abbiano pubblicato solo perchè è riuscito a vendere 6 milioni di dischi qualche anno fa? 
(ieri) in classe mariafiliberta ha un muso lungo un chilometro. Non la posso vedere così. (tranne la sottoscritta hanno tutti 10-11 anni)
che non vi passi nemmeno per l'anticamera del cervello di spendere 15 € per questo libro che magari potrebbe piacere ed emozionare qualche sedicenne. i due si frequentano da poco, lei rimane incinta. solo che hanno 16 anni e vanno ancora al liceo. continuo a pensare che se si fanno due o tre libri buoni poi si può anche vivere di rendita e farsi pubblicare queste cose solo per il nome che si ha. dubito fortissimamente che se avessi mandato io questo scritto a guanda l'avrebbe pubblicato, forse nemmeno letto. colpa mia comunque, potevo lasciarlo nello scaffale, e mi è passato anche per la testa, appena finito, di riportarlo alla feltrinelli e farmelo cambiare, visto che non l'ho nemmeno rovinato un pò. ma certe cose non si fanno.
ieri pomeriggio ho rimesso i nodi a un bakthiari che una tarma aveva usato come desco. erano anni che non lavoravo su un tappeto. il fatto di aver fatto un buon lavoro mi ha soddisfatta non poco, dopo una prima prova non incoraggiante, ho ripreso ad annodare come se non avessi mai smesso. i tappeti hanno un odore magnifico e particolare che non va tolto, e che pochi, al solito, sanno sentire. i tappeti vanno vissuti, senza pietà, con poche attenzioni e senza paura. in una sala inondata di luce ho spalancato, poi, le finestre, mi sono buttata sul divano e mi sono goduta il sole sui piedi e un film che da tanto aspettavo di vedere, sideways ha già qualche anno e probabilmente tutti l'avranno già visto. mi è piaciuto molto. mi sono trovata completamente immersa in strade che ho percorso anch'io, e mi mancava un bicchiere di vino in mano per stare al passo con le immagini. bicchiere che qualche ora dopo è arrivato, riempito di un torbato sardo, in una cena insolitamente silenziosa e piena di pensieri che sembravano rimbalzare su fronti e pareti come palline da flipper. vino. scoperto da pochi anni ma già viziata senza conoscerlo abbastanza, o quel tanto che basta per farsi viziare. senza cassare tutti i bianchi o tutti i neri o tutte le bollicine come spesso capita con razzisti del vino. mettendo il naso dentro e guardando attraverso il bicchiere pieno, chi, dall'altra parte del tavolo, alza il calice per un cin cin.
the songlines, del 1987 edito da adelphi. devo ancora capire chatwin in toto. faccio fatica a farlo. ho faticato ad arrivare all'ultima pagina de le vie dei canti. la parte che parla dell'australia e degli aborigeni è molto bella e vera. quando invece riporta quello che ha appuntato sulle sue moleskine è di una lentezza esasperante e sembra quasi un'esternazione noiosa e saccente di quello che LUI sa. a pag. 214 dell'edizione adelphi riporta la storia delle moleskine, quella scritta ovunque, e che fa sembrare chatwin scrittore solo per quella paginetta e non per il resto. nonostante l'incertezza e la fatica nel leggerlo, non abbandono l'impresa della comprensione e della partecipazione. continuerò a leggere e a voler sapere di lui ed arriverò anche alla biografia, che mi dicono crudele e destabilizzante per chi si è fatto un'idea divina e assoluta del caro bruce, ma visto che per me non è così, non credo di correre pericoli mortali. 