spignattare a metà pomeriggio senza fretta, con le finestre spalancate, la pioggia che rimane fuori, battiato che mi urla contro, con quel suo grido un po’ strozzato e spagnolo. il the caldissimo da bere.. e mi scappa da scrivere. potrebbe essere uno di quei pomeriggi perfetti in cornovaglia, alla rosamunde pilcher! quelli dove ci si trova in lacrime di commozione per un happy end che alla fine, lo sappiamo dalla prima pagina, alla fine in quei libri li –mica parlo di philip- arriva sempre. ho cambiato vita, lo sento benissimo, nei dettagli, lo sento in ogni cosa, nella colazione la mattina, nell’odore della scuola, nelle mie aule –ora- silenziose, quelle con le vetrate luminose e le punte degli alberi che quasi entrano, le foglie stanno già virando al giallo. i banchi ancora vuoti, lunedì sarà il mio primo giorno di scuola, i pennarelli li ho già, li ho sempre avuti. la cartella è quasi pronta, oggi ho ricopertinato i libri, ci ho messo le etichette e ci ho scritto il nome sopra col pennarello rosso: MAESTRA DIDA, perché al solito il mio nome per esteso è lunghissimo e le etichette non lo sono mai abbastanza, e perché alla fine non mi sento la maestra donatella, mi sento proprio la MAESTRA DIDA, certo un po’ sui generis. guardo le colleghe che mi guardano e mi scappa un sorriso. le ballerine a fiori le ho solo io, la spilla di hallo kitty sul bavero del trench verde primavera è un gioiello raro la dentro! emozionata tantissimo, ma agitazione sotto controllo perché c’è un fan club non da poco che mi accompagna e sostiene.
lo spignattamento consiste in una quiche consigliata da clarinetta e un po’ cambiata da me. la quiche è la torta salata ovviamente, ma se la chiamate quiche avrà quel tono cazzone francese che dimostrerà che la vostra cucina è da gourmet e farete un figurone! procedete come segue: andate al supermercato e prendete dal banco frigo la sfoglia del signor buitoni (poi dite che l’avete fatta voi ovvio.. però piccola accortezza, non buttate la confezione nel bidone della spazzatura sotto il lavello, fate lo sforzo.. e dev’essere la prima cose che farete prima di andar avanti nella creazione: METTETEVI un infraditino e uscite a buttare la confezione compromettente). una volta che avrete eliminato le prove, prendete una teglia tonda e ci adagiate la sfoglia, ora, un passaggio fondamentale: LA SENAPE. prendetene una buona tipo la mostarde de dijon, perché il risultato finale potrebbe esser compromesso dalla vostra proverbiale avarizia. la senape va spalmata sulla sfoglia con un cucchiaio e facendo ben attenzione a non rompere la pasta e ad impregnare del suo odore tutta la cucina. potete fermarvi un momento a leggere una paginetta di un bel romanzo ma ne avete ancora da fare, dovete riempire la quiche. il ripieno di clara legifera bieta e porro ma la bieta ha un che di terroso che non piace a tutti, io la sostituisco con le zucchine. non fate economia! la quiche dev’essere uno sfizio! Una golosità! quindi tagliate 4 zucchine a rondelle e poi a spicchi, l’ideale sarebbe poterlo fare sul tagliere rosso di ikea, buttatele in una pignatta dove l’olio è già bollente, una macinata di sale e pochissima acqua. in 5 minuti le zucchine muoiono e voi potete dalla padella adagiarle.. HO DETTO ADAGIARLE! non scaraventarle.. sulla sfoglia spalmata di senape. tagliate una mozzarella o anche altro formaggio ma vedete voi, non garantisco, e distribuite uniformemente i pezzi. nella stessa pentola delle zucchine –ora vuota- metterete i due porri tagliati a rondelle, dategli solo una passata sulla fiamma viva, io mi diverto tantissimo a disfare gli anelli con le dita! anche qui dalla padella ADAGIATE il porro direttamente sulla quiche che ora sta prendendo forma, ancora una mozzarella tagliata a dadinetti e siamo all’ultimo strato. ora viene il bello: un uovo, una manciata di formaggio grattugiato, un bicchiere di latte, un bricco di panna, noce moscata, pepe da macinare e sale q.b. il tutto mixato in una ciotola. abbondare con la noce moscata prego. questo composto va ad inondare la meraviglia che avete sotto agli occhi. anche da cruda sarà bellissima! per la cottura, intanto informatevi e tenete conto di eventuali ospiti ritardatari, e state attenti.. la quiche ha bisogno di attenzioni, sempre e fino alla fine. in forno caldo già a 200 gradi per mezz’ora non sempre è sufficiente. questo può essere benissimo un pasto unico, sta benissimo con la birra (da provare la menabrea) e con mille vini da sperimentare e che poi mi direte.