venerdì, 27 giugno 2008

ap63762721606164651_bigpomeriggi bollenti, mi sono abituata presto alle vacanze lunghe delle maestre. ho sempre un milione di cose da fare e da non fare, un miliardo di idee da realizzare e poi bado a me, tanto tantissimo, seguo i miei ritmi e mi obbedisco. si, mi obbedisco. inseguo una prossima sposa che corre sempre, alla quale farò felicemente da testimone ma prima da -quasi- wedding planner per il bouquet e le decorazioni e ogni tanto mi sembra di esser il grillo parlante anche se però quel giorno mi vestirò da didi il troione con tanto di tacchi e svolazzi e magari anche un cappello per disorientare qualche suocera. una cosa mi appare chiara in questi primi giorni di rilassatezza e pensieri volanti e felici: per arrivare qui non bisogna avere paura. non paura dei cambiamenti, non paura di dire, non paura di seguire i propri desideri qualunque cosa costino e qualunque rischio si possa correre, non paura di guardare dentro ad una cantina buia che tutti abbiamo da qualche parte nascosta, scendere, accendere la luce, iniziare a riordinare e a buttare via un pò di cose. quelle che un pò di tempo fa ci facevano paura.

sabato, 07 giugno 2008
author: didaquellavera @ giugno 07, 2008 20:38
category: diario, ego strabordante, favole per grandi, la maestra dida
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caramelle in fiore

oggi ultimo giorno di scuola, dal 10 settembre tutto è volato. da lunedì festeggiamenti per l'uscita della mia truppa dalle elementari. grigliata e gavettoni, foto e regalini, disegni e bigliettini, lavagne dipinte osannanti la maestra dida. le fanciulle hanno voluto farsi a turno un giro sulle mie scarpe fucsia col tacco, anche quelle con 3 numeri in più rispetto al mio piedino, lasciandomi scalza seduta sugli scalini della scuola. e alla fine, alla fine anche oggi è suonata la campanella alle 12.47, da li solo le mie ragazze in lacrime con gli occhi rossi e lucidi, roxy coperta solo dal frontino del suo berretto bianco completamente sopraffatta da un pianto silenzioso e commosso. g&g che mi hanno abbracciata come fossi l'ultima cosa bella del mondo, la giovane bovary che si perde e torna indietro a stringermi forte. il mio fanciullo speciale che non ha detto nulla perchè aveva gli occhi che parlavano per lui. e i maschi, quei maschimaschi in erba che tanto mi hanno fatta ridere e incazzare per tutto l'anno, si sono dimostrati ancora una volta eccezzionali. e alla fine son capitolata anch'io, anche se ero già avanti col programma da un paio di giorni, da quando ho iniziato a raccogliere i bigliettini segreti che mi hanno lasciato in borsa e le pagelle che hanno fatto per promuovere o bocciare la maestra dida. mi rimarranno sempre nel cuore, perchè sono stati i primi perchè mi hanno fatta cambiare e crescere, perchè fare la maestra è il lavoro più bello del mondo, e adesso IO sono una maestra.

grazie truppa

giovedì, 05 giugno 2008

820_1553_019sscarpe di carrie, borsa di miranda, vestito di charlotte e senza slip come samantha.

che film si va a vedere stasera dopo aver cenato sushi? ;)

AGGIORNAMENTO DEL 6 GIUGNO
non sarà un capolavoro d'autore? e allora? qualche donnetta schifata CI tratterà come povere imbecilli perchè NOI andiamo a vedere il film e abbiamo i dvd delle serie vicino al lettore? e allora? ci tratteranno anche peggio quelle che SI VANTANO di non avere mai visto una puntata una su la7? e allora? ci siamo divertite! tanto! abbiamo riso! abbiamo ascoltato i nostri tacchi che neanche le sfilate col passo dell'oca sulla piazza rossa a mosca. anche se diciamolo pure.. del passo dell'oca si è trattato pure ieri sera! :)
e sempre più siamo convinte che le cose vanno male, vanno meno male di quello che sembra se abbiamo una vuitton a tener pacchi formato famiglia di fazzolettini di carta e un tacco nove di manolo o christian, ma anche di barska o di guess o di comme, a sostenere teneramente i nostri incerti passi, in attesa che possano tornare sicuri.
la femminilità non si nasconde dietro ad uno sbandierato femminismo che sempre di più assomiglia ad un mascolino maschilismo senza pisello.

giovedì, 29 maggio 2008

è giunto il momento,devo rendermene conto, domani esce il film e non posso più fare finta di niente. sono io, carrie taglia 43. c'è poco da fare, me l'ha detto il test (non facevo un test dalla terza media, su cioè)  su facebook e ho gli stessi zoccoli rosa dalla scorsa estate. non si scherza su queste cose.
sex &the city e zoccoli rosa
You are "Carrie Bradshaw"!
You are creative in all things you do. Whatever your passion is--be it writing, shoes, or adorning yourself--you are constantly inventive. Your keen eye for beauty and color lead you to try new things. Those new things combined with your friends admiration of you makes you a trendsetter. You're the type that would accentuate your wardrobe with a red rose lapel pin and discover that everybody is wearing it the next day. And why not? It looks fabulous.
venerdì, 23 maggio 2008

820_5021_008sun libro bellissimo da finire di leggere con calma ed esclusività, voglia di ballare tango che sfogherò martedì, un risotto che fa chi è più scalzo di me, uno spritz con aperol fatto in casa con il ghiaccio a forma di puzzle, piedi scalzi sul tappeto, uno smalto melanzana da piedi da urlo, piedi da urlo, il cielo di un grigio burrascoso, una pioggia che promette una notte di sonno profondo, i tacchi che fanno rumore in un collegio docenti infinito, i miei fumi di londra incazzati che sbroccano e sono apprezzati perchè esagerati e quasi mai inutili, la gita di lunedì con la truppa della V b e i miei stivali da pioggia neri coi cuori colorati.. non si può pretendere che sappia fare anche una lavatrice giusta, ma si può pretendere che poi tutte le cose diventate grigio topastro per colpa del mio golfinetto nero finito chissà quando e chissà perchè nella divisa da vergine vestale buttata nel cesto della biancheria, tornino bianco splendente dopo il magheggio con quel prodotto meraviglioso della grey. venerdì da strega che un pò strega. 

venerdì, 09 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 09, 2008 15:25
category: diario, cronaca, le cose della vita, ego strabordante, dilloaziadida, le cose buone, la maestra dida
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cioccolatini(ieri) in classe mariafiliberta ha un muso lungo un chilometro. Non la posso vedere così. (tranne la sottoscritta hanno tutti 10-11 anni)

 

la maestra dd.: cosa c’è?

fili: niente maestra.

dieci minuti dopo

la maestra dd.: cosa c’è?

fili: niente maestra veramente.

dieci minuti dopo, minaccio la classe di punizioni divine in un bel pomeriggio di sole e chiedo udienza alla mia pupilla.

la maestra dd.: fili, vieni fuori nel mio ufficio, (come fonzie è l’antibagno) così mi dici.

mariafiliberta immediatamente fuori dalla classe si mette a piangere, come fanno i grandi:

fili: maestra, tu sai che io angelisa siamo migliori amiche vero?

la maestra dd.: si lo so

fili: ecco lei sta da un mese con piermattia, e non solo non mi ha detto niente, ma ha detto a tutta la classe di non dirmi niente.

la maestra dd.: adesso vai a lavarti la faccia due volte

fili: ecco fatto, e adesso

la maestra dd.: vai a casa di angelisa pomeriggio e parlate tu e lei sole.

fili: va bene

 

stamattina, arrivano filiberta e angelica (vestite da veline).

fili: tutto risolto maestra, come avevi detto tu. maestra, vestita in bianco stai benissimo.

e poi mi chiedo anche perchè son la loro maestra preferita?

martedì, 01 aprile 2008

fork02la suicid, in tinovese sarebbe la quiche. d'ora in avanti suicid. mettetevi un paio di scarpe meravigliose col tacco almeno da nove (tipo le mie bianche e rosse), andate dal fruttarolo, quello machissimo e peloso sui 45, che quando chiedete delle zucchine, fra le righe -che voi peraltro leggete benissimo- vi dice quello che vi farebbe tutt'altro che con le zucchine. chiedetegliene tre e con civetteria ottocentesca da donzella sprovveduta,  insinuate: "di misura media".  dopo aver fatto innalzare il vostro ego a livelli inaspettati per le volgarità che riuscirete a produrre nell'elemento e dopo aver sentito gli occhi del suddetto machissimo peloso fruttarolo scavallare fra tutti i vostri luoghi più sacri, potete andare a casa e mettervi ai fornelli, avendo però l'accortezze di prendere anche 150 grammi di caprino fresco e del pesto. le scarpe vanno tenute per la buona riuscita della suicid. se la fate con le ciabatte non vi viene, vi avviso. quindi, ragazze, procediamo: prendere un rotolo di pasta brisè o sfoglia, stenderla in una teglia e bucherellarla con i rebbi di una forchetta (per inciso quando un maschio mette in un discorso i rebbi di una forchetta può chiedermi di intestargli il conto corrente e io lo faccio), spalmare alcune cucchiaiate di pesto sulla pasta sfoglia o brisè. accendete il forno a 180 gradi. tagliate le zucchine e le fatele morire per dieci minuti in un soffritto di olio e aglio, so che siete femmine e quindi l'aglio lo lasciate li e non vi farà paura. metà delle zucchine vanno messe sulla sfoglia e il pesto, spezzattate con le punte delle dita il caprino e sparpagliatelo, con le dita ho detto, sporcatevi quelle manine! l'altra metà delle zucchine va a coprire il tutto. a parte sbattete due uova con un bicchiere di latte e una solenne grattata di grana -io lo gratto grosso- . attenzione a quanto latte mettete, qui si fa la differenza. alla fine della cottura la farcitura non deve risultare liquida. in forno per 25 minuti a 180 gradi. da mangiare tiepida, la sera con una bottiglia di bollicine o anche il giorno dopo per una tarda colazione prima di tornare a letto a consumare qualche centinaio di calorie. fatemi sapere.   

foto da http://pollycoke.files.wordpress.com/2007/03/fork02.jpg

lunedì, 17 marzo 2008

Ficusstamattina mentre ero arrampicata, contro a qualsiasi 626, su una scala per attaccare un cartellone fatto con i bambini per il "22 marzo: giornata mondiale dell'acqua", cartellone peraltro meraviglioso sul risparmio delle risorse idriche disponibili, arriva la bidella. o meglio arriva la bidella barcollando, portando in mano, a coprirle tutta la faccia, un bel ficus beniamino nano. mi si piazza sotto, rischio di precipitare e lei "maestra è arrivato adesso per lei..". mi si pianta in viso un punto di domanda che, essendo invisibile ai più, la gentil bidella non coglie. scendo dalla scala come fossi la schiffer, solo più principesca, sulla gradinata di trinità dei monti, prendo il tutto, ringrazio e lei "c'è anche un bigliettino". non se ne parla nemmeno che lei se ne vada, apro il bigliettino e leggo.  me l'ha mandata bruno, che anche qui ringrazio.  bruno che non è un mio fidanzato, non è un mio ex fidanzato, non è un mio amante segreto ma un amico a cui voglio un sacco bene. bè.. quello che non si è scatenato! a parte le signore bidelle che si son fatte tutti i film porno sulla mia vita e me la tireranno avanti per mesi! a parte le colleghe che erano li che mi hanno fatto smorfie strane supponendo tramette tradimentose, le altre che hanno pensato e spetezzato a un gesto sgradevole da parte di qualche mamma che "alle altre non ha regalato niente.." io ci ho visto solo e unicamente INVIDIA. invidia per un ipotetico amante, per un ipotetico fidanzato, per una ipotetica mamma riconoscente o anche per un ipotetico papà riconoscente!!! non ho ovviamente detto nulla, mi son celata dietro un ipocrita visetto da diva stupida e stupita. questi momenti son da godere in tutto e fino alla fine, lasciando questi geni sbavare ubriachi delle loro ipotesi!   

giovedì, 13 marzo 2008
author: didaquellavera @ marzo 13, 2008 11:09
category: libri, le mie foto, diario, ego strabordante, la donna della domenica legge
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brixton_bopBRIXTON BOP di geoff dyer ed. instar libri 1998 € 14.46 (su ibs.t sempre a metà) questo è uno dei pochissimi libri che, nonostante l'abbia finito non mi ha detto assolutamente nulla. non ha trama, ma solo pagine riempite da una vita abbastanza sprecata di un gruppo di amici che cerca di sopravvivere nella londra di metà anni '80 senza farsi massacrare di botte da disperati in cerca di poche streline. si legge di firme per sussidi di disoccupazione e lavoretti indispensabili per tracannarsi birre davanti a tramonti rosso fuoco sul tetto del proprio palazzo. se vogliamo, un friends su carta molto più triste, povero e svuotato di ironia. pagine noiose e -poco- farcite da musica che si vuol far considerare dal lettore colta e incompatibile con l'essenza dei personaggi. ma non riesce nemmeno in questo. c'è da dire però, che questo libercolo è stato letto immediatamente dopo la conclusione gloriosa del superbo roth e la sua assoluta pastorale americana. 

pg. 141 -come mai ha gli occhiali?-  -ieri notte si è fermato a dormire da me, ma non aveva il contenitore delle lenti. csì senza avvertirmi, le ha messe in un bicchiere d'acqua acqua accanto al letto. la mattina non c'erano più. me l'ero bevute durante la notte-

diario: sulla strada che faccio per andare a scuola, c'è un pannello pubblicitario vuoto. dal giorno prima del mio compleanno c'è scritto con una bomboletta spray AUG DIDI con cuoricino vicino alla prima i. in primis avevo letto AVG DIDI che sebben più cervellotico da interpretare avrebbe avuto comunque -per me- un senso visto che in questi giorni si gioca ad anagrammare nomi. ora, le persone che mi chiamano didi sono quelle della mia più intima cerchia e si contano sulle dita di una mano. avendo l'ego a livelli molto alti mi son divertita a pensare che il messaggio sia li per me, come monito a non prender per i fondelli moccia che poi le cose assumono forme inspiegabili. potrebbe ovviamente non esser li per me ma per un'altra didi. UN'ALTRA DIDI? MA VI PARE?

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martedì, 11 marzo 2008
author: didaquellavera @ marzo 11, 2008 00:06
category: diario, ego strabordante
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eccoli, son arrivati adesso i 35, pronta per il botox

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buon compleanno dida!

giovedì, 06 marzo 2008
author: didaquellavera @ marzo 06, 2008 12:04
category: ego strabordante
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Didascaleinofobia: paura di andare a scuola.

fonte http://wikipedia.it/ non rilevato sullo zingarelli 2006, non rilevato in garzantilinguistica.it

martedì, 05 febbraio 2008
author: didaquellavera @ febbraio 05, 2008 09:57
category: ipse dixit, scarpe, tango, lezioni di tango, la scarpa e la zoccola, ego strabordante
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"quando scrivi delle tue scarpe da tango mi sembra di leggere hemingway che scriveva dei suoi fucili da caccia"

merci monsieur hugo.

giovedì, 31 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 31, 2008 11:58
category: diario, fumetti, regine e principesse, ego strabordante, favole per grandi, la maestra dida
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ursula-2come ogni principessa che si rispetti anch'io devo affrontare un'antagonista.. nel mio caso è una collega, ed è questa. identica. credetemi. l'arma vincente che credo di avere, è il fatto che lei sia convinta che -io- sia una cretina poco furba e intelligente di dimensioni cosmiche, su tacchi troppo alti con colori troppo vivaci addosso e troppo à la page, incapace di prendere decisioni e scelte, incapace di pensare e di arrivare da qualche parte. contenta lei... intanto continuerò a comportarmi con estrema gentilezza. come al solito i posti dove capito io son sempre affollati di donne, poco femmine peraltro. mancano al solito- i maschimaschi.

sabato, 26 gennaio 2008

comme-antonietta-cipria nero 5TANGHICA: creatura nata da una costola di tarantino. di origine tendenzialmente principesca, atta come tale a tutti i veri piaceri, a trattarsi comme il faut, a mangiare bene, a bere come si deve, a leggere ricercatezze, a godere di terme e massaggi... etc...  le tanghiche sono esperte di maschimaschi, di sguardi di primo livello, di sushi, scarpe e aperitivi. le tanghiche si muovono assieme, non "stanno mai buone", sono indomite nelle tempeste soprattutto se la sera c'è milonga (trd. si balla il tango) in un posto sperduto. insieme non c'è gioco, fanno una splendente paura.

omaggio dovuto a zia farola che sa le cose della vita, e ha lasciato questo -con altro-, come commento al precedente post.

merci dalle tanghiche (che si son date questo nome per prime)

diffidare delle imitazioni

sabato, 19 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 19, 2008 19:51
category: ipse dixit, ego strabordante, ezechiele lupo
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sandalo-dior-3ezechiele lupo:  talvolta in qualche donna c'è molta più virilità che in molti uomini messi assieme... anche se dall'alto di un paio di tacchi traballanti.

dd.: sarei davvero virile e su tacchi traballanti? tanto male?

ezechiele lupo: no. virilità non è avere un metro di pene o sputare per terra...è avere carattere e coraggio. e i tacchi sono molto femminili e se talvolta traballano fanno anche tenerezza.

lunedì, 14 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 14, 2008 09:10
category: cinema, diario, scarpe, le cose della vita, regine e principesse, ego strabordante, le cose buone, maschimaschi
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larsLARS E UNA RAGAZZA TUTTA SUA lars and the real girl di craig gillespie con ryan gosling, emily mortimer, kelli garner USA 2007 non ci si aspetta un film così dai trailers che passano nelle sale. lars ha come compagna, e crede sia viva a tutti gli effetti, una bambola gonfiabile. la famiglia preoccupata chiede consiglio ad un medico: si deve assecondare la cosa. tutto il paese (profonda pianura americana con cieli invernali bianchi e pantani da disgelo) fa il possibile, trattando bianca, così si chiama la bambolona, come fosse davvero una persona. della trama non dirò altro. il film non è per nulla una commedia, qualche sorriso lo si fa, ma rimangono velati di tristezza. mi sembra improbabile -almeno nella mia realtà- un tipo di gestione del genere di una crisi da sociopatico così evidente. pare a volte che il buonismo superi la terapia. in fila per i biglietti, nell'unica sala della mia città che l'ha in proiezione, popolata e frequentata da pseudo-intellettuali (ma anche da intellettuali), pseudo-cinefili (ma anche da cinefili), pseudo-bibliofili (ma anche da bibliofili), pseudo radical-chic (ma anche da radical-chic) in fuga dalle multi-sale, mi trovo dietro una ragazza accompagnata ad una signora silente. giovane, carina, acqua e sapone, saccente con voce troppo squillante e con tono di 2 ottave più alto di quanto richiedeva la situazione. passiamo davanti al cartellone di caramel. "questo di certo non lo vado a vedere.. figuriamoci se mi umilio a vedere qualcosa che hanno definito il sex & the city di beirut. non mi sono mai abbassata a vedere una puntata dell'originale e non SO COME SIA POSSIBILE CHE QUATTRO DONNE VADANO A PRANZO FUORI PER PARLARE DI UOMINI E SCARPE..". li mi son girata, passi i commenti ai film che anch'io avevo già visto, pareri diversi, ovvio meglio così, non sarebbe nemmeno bello pensarla tutti allo stesso modo, passi il tono da pseudo-cinefila, passi tutto.. ma questa cosa qui andava abbinata VISIVAMENTE alla persona che ha emesso quei suoni. mi giro per vederla, dieci secondi e una radiografia dopo penso: povera, non ha -nemmeno- tre amiche con cui andare a paranzo, non ha maschi di cui parlare... povera non ha neanche scarpe e non ha mai passato una serata di sbronze con amiche sul tappeto a parlar di maschi e scarpe e guardare sex & the city. come se fosse tutto li: fra scarpe e maschi. menomale che non siamo come lei. e io adesso mi sento tanto ma tanto tanto carrie.. ancora in pigiama con un tazzone con l'immagine di cenerentola e la scritta I love shoes, the inglese bollente, piedi nudi e rumore di unghie sulla tastiera..

giovedì, 10 gennaio 2008

MARIAROSA SCICCOSA di  jane o'connor e robin preiss glasser ed. NORD SUD 2007 € 13.00

ieri mi son persa alla feltrinelli. raccolgo per strada l'ultimo di woody allen pura anarchia, mi sa tantissimo di un libro di racconti da poter leggere a voce alta quando fuori piove e fa pure freddo. raccolgo anche salomon gursky è stato qui, questo lo regalerò. a me è piaciuto quasi come la versione di barney. vedo il libro delle principesse dimenticate e mi chiedo come un libro così non raccolga l'attenzione di tutti quelli che ci passano accanto. nella mia mano un minuto dopo c'è questo librettino delle sciccose. care principesse, regine o tanghiche andatelo a cercare e leggetelo in  piedi, estraneatevi da tutto. le librerie son uno di quei posti dove mi riesce benissimo, ma anche al cinema, ai concerti e in qualche tanda. inutile dire che sarà magnifica la versione in lingua originale ma anche in italiano non è male, a parte il nome. non me ne vogliate ma mariarosa mi par tutto tranne che sciccosa. i disegni son belli. una bimba sciccosa spiega e fa diventare sciccosi anche i genitori e a noi spiega che cosa è e che cosa non è sciccoso. son molto d'accordo con lei, le sue sciccherie son pure le mie: nastri, fiocchi e brillocchi, tacchi alti e visoncini  aggiungo io, margaritas che lasciano il sale negli angoli delle labbra da raccogliere con la punta della lingua, sale da stemperare con il limone. "Illustrazioni luccicanti per conquistare ogni bambina che ama il rosa, i brillantini e tutto quello che è sciccoso. Età di lettura: da 5 anni." questo quello che www.ibs.it scrive.. ma i geni del marketing come fanno a sottovalutare l'ascendente di libri del genere su DI NOI? facciamo un esperimento. si presentino maschi pls. regalate di grazia il libro delle principesse (PRINCIPESSE dimenticate o sconosciute di philippe lechermèier e rèbecca dautremer -fabbri editori- 2004 € 22.00 ). investite in un regalo giusto maschimaschi, date retta a dida. se avete accanto una fanciulla che potrebbe essere una  principessa mia amica non abbiate timori. poi verrete qui a darmi ragione. fidatevi. la sciccosa didi oggi si è massacrata le dita. da stamattina le ho incastrate nella porta di casa, nell'armadietto a scuola, inchiodate con le penne e frullate pure. mi son andate a finire nelle pale del coso che frulla per fare la crema del tiramisù. visto che ieri sera con telefono sulla spalla e voce da sciampista, biografia di truman agli sgoccioli e lima mi son fatta ben bene squadrate le unghie oggi è anche giusto che abbiano subito gli attacchi degli eventi. cos'è la voce della sciampista? potrebbe essere il quotidiano che leggo ogni giorno? o il commento di una sciampista sui fatti di cronaca -carla bruni nostra signora del gossip-? e nel caso che cosa ci faceva ieri sera avec-moi?

    

martedì, 08 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 08, 2008 20:20
category: diario, cucina, cronaca, attualità, le cose della vita, ego strabordante, le cose buone, la maestra dida, le mani nel culo dei pesci
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caramelle1cg9martedì. di martedì pranzo a scuola con la mia truppa. si mangia da schifo. e quindo di solito mi faccio un cenino speciale. stasera son andata a prendere qualche animalino acquatico senza zampe, me lo son curata per bene, sempre care tanghiche al grido di non si mettono le mani nel culo ai pesci per chiunque, e aspetto di buttarlo sulla graticola come un san lorenzo gastronomico. rientro a scuola buono. gli elementi che amo delle classi corrispondono il mio amore. abbracci e maestra mi sei tanto mancata. durante le vacanze la voce è dilagata... fino al 24 agosto lavoravo per una banca e questa è la mia prima consistente esperienza a scuola (salvo pochissimi gg di supplenza anni e anni fa). i genitori non hanno -ancora- manifestato nulla. le colleghe -quelle che stanno li da anni a far le maestre- che mi vedono lavorare mi hanno tranquillizzata. delle mie colleghe di modulo non ho stima e francamente non m'importa nulla di una persona che non ha neanche idea della differenza fra horus e giove (dimostrato oggi) o per lo meno dell'esistenza della giornata della memoria (non fatemi commentare) e deve insegnare ai bambini. dopo questi primi mesi son contenta. insegno. e mi piace. mi dicono che è l'entusiasmo dell'inizio, la non abitudine ai bambini. forse. son contenta di entrare in classe con le cose che ho visto, e letto fino adesso, con le mie esperienza, con i miei viaggi e con la spilla di peggy sul bavero del cappotto. anche la mia gomma, nel mio astuccio della naj-oleari ha i suoi occhiali stampati sopra. a dieci anni LORO hanno già sentito nominare peggy, il barbiere di siviglia, dante, i detti in latino, anarchia, morti sul lavoro, tyssen, inquinamento a napoli e mi fanno morire quando entrano in classe felici e saltanti raccontandomi che vedendo il miliardario hanno risposto da soli a qualche domanda, perchè ce l'avevi detto tu maestra. le mie colleghe, quando ho fatto una battuta per il mio essere l'ultima diletta amante di peggy (hanno notato pure loro la spilletta sul bavero del mio fantastico cappottino nuovo, scelto dal mio personal shopper) hanno cercato di nascondere il punto di domanda che usciva loro dalla bocca. sono una stronzissima snob culturale. non avendone diritto? non lo metto in dubbio ma è questione di riferimenti. mi sento bene in questa maestra dida che un pò alla volta capisce quali sono le dinamiche dell'insegnamento, ci sono alcune colleghe preziose. solo alcune, ma ci sono. probabilmente quelle più simili a me che mi danno dritte sul come, ma non sul cosa dire. riporto tutto alla realtà tangibile di tutti i giorni, son pronta a raccogliere qualsiasi stimolo mi diano i bambini nelle classi, senza paura di cambiare all'ultimo minuto la programmazione della giornata, per seguire un discorso che costruiscono loro e mi rendo conto di esser a volte solo qualcosa su cui l'edera si attacca, ed è una gran bella sensazione. sentire come ti cercano quando non son sicuri di una cosa, o saper rispondere quasi sempre alle cose che chiedono, discutere sulle motivazioni del mio non-femminismo con una prossima volitiva acutissima emma bonino da delle soddisfazioni. a me. a lei. che però è tanto dispiaciuta del mio non perorare la sua causa. 

ah.. non avete un personal shopper? ma non siete proprio nessuno.      

la foto magnifica presa da qui http://img354.imageshack.us/img354/1276/caramelle1cg9.jpg

martedì, 01 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 01, 2008 21:22
category: le mie foto, diario, ego strabordante
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dida_2007_12_28
martedì, 25 dicembre 2007
author: didaquellavera @ dicembre 25, 2007 19:55
category: cucina, le cose della vita, ego strabordante, dilloaziadida, le cose buone
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ieri  notte sbronza leggendaria. epocale. con pianto a dirotto. nelle varie tappe in giro per casa bivaccando piagnucolante, incontro uno spigolo che mi si schianta nel mignolino sinistro del piede. dopo l'urlo di dolore, il pianto se prima non aveva motivo ora è motivato e giustificato. memore del ditone di rosi e in piano delirio alcoolico penso che mai più potrò mettere le mie mille scarpe col tacco -lo giuro è stato il primo pensiero, per quello piangevo forte-, mai più ballerò, mai più comme il faut e mai più piedini bellissimi. lascio traccia sanguinolenta nel corridoio e macchie di sangue nel bagno, entrassero i ris penserebbero di esser a garlasco. dopo: doccia, consistenti perdite ematiche e dolore inumano al mignolino che non accenna a placarsi minimamente ma che anzi continua a pulsare, riesco ad addormentarmi, sempre piagnucolando rumorosamente. dopo qualche ora mi sveglio. mi sveglio malone. devo lottare contro tutte le sensazioni fisiche per bere anche solo acqua e riuscire a stare in piedi. difficile impresa. e a mezzogiorno devo esser da mia madre. i programmi dettati da mia sorella sono: "ci si trova a mezzogiorno ci si beve tre bicchieri e così si può sopportare la giornata col parentado -seppur limitatissimo-". bene. ma non sono in grado di bere acqua e solo il pensiero di avvicinarmi ad una bottiglia di vino mi fa stare anche peggio, se possibile. arrivo a casa con: la quiche fatta il giorno prima, il mignolino inciabattato in una stilosa brillantinata babouche marocchina e quasi mezz'ora di ritardo. nessuno protesta perchè devo esser in evidenti stati pietosi, mia sorella -vista l'emergenza- suggerisce di farsi aiutare dallo zio peie farmacista. chiamo: "peie son dida, ha detto eva se mi puoi portare il tuo metodo antisbronza". dieci minuti dopo mentre tutti si siedono ai posti a tavola (già decisi in precedenza per il quieto vivere , insieme al divieto di parlare di politica esplicitato diverse volte) peie mi porta in cucina e mette sul tavolo una busta della feltrinelli. lui da una parte del tavolo con una mano nella busta, io dall'altra quasi sdraiata sulla stufa a legna. mi chiede i sintomi. ecco i sintomi glieli dico. lo zio peie traffica, mi da due bustine e ordina: "sciogli in acqua e butta giù, e visto che ci siamo prendi anche queste -mette 8 gocce di en-". provo a protestare ma non c'è verso "sono io il farmacista e tu stai male". è un dato di fatto. scaraffo la bevanda in bocca. lo zio peie con un blister di pasticche in mano "adesso mastica questa piano piano e via, hai fatto? adesso questa la sciogli in bocca, fra 15 minuti ti passa". e passano i 15 minuti promessi. riesco anche a mangiare qualcosa. non bevo ovviamente nulla di diverso dall'acqua e son eccezionalmente rilassata e calma. l'en (preso per la prima volta) mi da una calma talmente soffice da pensare che sia stato proprio quello a far del natale una giornata non solo sopportabile, ma perfino divertente. ecco la mia ricetta per il buon natale un cocktail legale da farmacia: due buste di peridon, due compresse masticabili gadral e 8 goccine di en. alla fine ho anche lavato gran parte dei piatti, tra lo stupore e la meraviglia di tutti gli astanti -per credo religioso IO non posso lavare piatti o far faccende domestiche- , senza mai togliermi il mio sorprendente braccialetto nuovo.

buon natale tesori belli

lunedì, 10 dicembre 2007

Scarpe col taccoquanto sono capricciosa. e c'è chi se ne accorge con solo uno sguardo e in silenzio mette in ordine le cose con un solo gesto. quanto una cosa mi piace o non mi piace, anche se poi dico sempre che esistono infinite gradazione di colori e non solo il bianco e il nero. ultima occasione  "l'età barbarica" fallimentare espressione cinematografica di denys arcand, dopo "le invasioni barbariche" aspettavo un altro capolavoro. quanto anche per le persone che incontro succede così, o mi piacciono o non mi piacciono. e se mi piacciano mi piacciono tanto. e se non mi piacciono le schifo pesantemente. quanto sono o felice o muffa. e se son muffa tutto è muffa. quanto son in pensiero se ezechiele lupo mi dice che per finire la domenica sera è indispensabile una dose extra di xanax e buonanotte, quanto non è abbastanza nemmeno colombo. quanto mi piace metter le mani in pasta e con la colla calda far ghirlande solo per chi dico io. quanto ho le mani inutilmente bucate: stiletto da nove di vernice rossa che comunque sono indispensabili per la sopravvivenza a dicembre. quanto aspetto le vacanze di natale dopo 15 anni dall'ultima volta che per me sono esistite, per far coccole e biscotti, pacchetti e figotti. quanto mi manca in questo periodo la bionda sardegna, vedere ogni giorno le mie zie e nipoti in ufficio e il mercato al sabato mattina con rosi. quanto un figlio è uno stronzo se arriva da un padre stronzo [oggi colloqui con i genitori]. quanto mi sciolgo appena giacomo apre la bocca per farsi dare l'intruglio che ha per merenda (prima o poi tesoro ti faremo mangiare anche cose buone!) e tira su le braccia come per dirmi "ou son qua tirami su". quanto rido se e. che all'università era una che mai avrebbe stirato una camicia ad un uomo mi dice (con quasi-marito, cane e giacomo a spasso)  "aspetta un momento che faccio la glassa all'arancia per i biscotti". quanto un risotto va bene con i negresses vertes, tanto da farmi star zitta, silenziosamente in adorazione di una forchetta adornata, attraverso cui vedo lo chef, con una candela bianca vicino, che ha sempre il suo perchè. quanto vuol dire ogni volta che non apro bocca. 

lunedì, 12 novembre 2007
author: didaquellavera @ novembre 12, 2007 19:40
category: libri, diario, ego strabordante, maschimaschi, favole per grandi, tanghiche
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luomodaicerchiazzurrila risata di oggi, quella di "una risata vi seppellirà" è dovuta al fatto che ho trovato il mio piccolo mausoleo, quello che state leggendo, citato in un forum di fantacalcio. i partecipanti ovviamente parlavano del calciatore, probabilmente cercando dida, hanno trovato me e son citata -ironicamenta- come "sempre meglio.... dida.splinder.com" (dopo dida.it che è un'azienda) :) sono andata a cercarmi dopo aver letto una brutta avventura di una blogger, che si è vista copiata e di certo non trattata con i guanti da utenti -peraltro anonimi-, in maniera del tutto gratuita.

il libro che vi obbligherò a leggere oggi è L'UOMO DEI CERCHI AZZURRI di fred vargas einaudi € 15.50 regalo graditissimo di paola. è il primo in quanto a cronologia della serie che vede come meraviglioso protagonista jean-baptiste adamsberg. peccato che le case editrici abbiamo sempre la meravigliosa politica editoriale di pubblicare i volumi che NECESSITANO di un iter temporale definito, praticamente a caso. se non conoscete il personaggio iniziate da questo, poi proseguite perchè ci son già in economico sempre per einaudi altre storie della serie: io sono il tenebroso, chi è morto alzi la mano, parti in fretta e non tornare, sotto i venti di nettuno, l'uomo a rovescio, nei boschi eterni. alcuni già recensiti qui dentro, fate una ricerchina per controllare che l'ordine di lettura che sceglierete sia quello corretto. sono tutti gialli con le pagine poco macchiate di sangue ma puzzolenti di cinismo e di buon senso, quello contrario a sterili burocrazie. avvicinatevi ai personaggi con educazione, fateci amicizia poco per volta, avrete modo di conoscerli in altre belle pagine, fra sorrisi e aspettative spesso deluse. aspettatevi uomini impegnati, trascurati, corrucciati, amati, pensierosi, amanti, complicati, ubriachi, aggettivati... maschimaschi. della trama non vi dico nulla, è un libro da colazioni in cucina con la luce calda di questo autunno che ha tutte le carte in regola per essere una mezza stagione (alla faccia di chi dice che non ce ne sono più), con le foglie gialle alzate da un vento fortissimo che si stagliano su un cielo terso e celeste. un libro da domenica, dove tutte le cose si fanno con calma e silenzio senza parlare tanto, che qualche volta non serve proprio, mettendomi qualcosa sotto la testa e una copertina sui piedi quando son stesa su un divano.

estrapolata dal contesto non ha lo stesso significato, ma le tanghiche leggano cosa dice adamsberg a pagina 190: "cosa vuole, mica si possono scegliere sempre i letti in cui si finisce". 

mercoledì, 31 ottobre 2007

stivali-louboutinuna di quelle giornate in cui non sono abbastanza bella, non son fantastica, non sono principessa, non intelligente, non spiritosa, so troppe cose, non ne so abbastanza, sono grassa, no non è vero ma non sono neanche magra, leggo troppo, leggo troppo poco, va bene l'oroscopo di linda wolf ma non quello dell'internazionale, mangio solo carboidrati, non mangio abbastanza carboidrati, entro perfettamente in una 42, chissenefrega se non entro in una 42, sono vestita troppo, troppo poco, con troppo nero, con troppo poco nero, troppo stretto, troppo largo, troppo lungo, troppo corto, troppe tette in mostra, troppo poche tette in mostra. voglio quegli stivali, non li voglio perchè tanto non c'è il numero visto perche è un peccato mortale avere il piede piccolo, sarà bello aver il piede come una pinna, sarà bello. esco stasera e mi concio come stamattina a scuola a far la pagliaccia per la gioia della mia meravigliosa truppa: con parrucca bionda stile carrà, cappellaccio da strega, abito da strega e smalto nero che più nero non si può, e resto a casa col dr. house. ho voglia di scrivere, non ho voglia di scrivere. detesto quelle commesse di libreria che quando chiedo un libro -uno QUALSIASI- cascano dal pero come avessi chiesto loro un rene, amo i commessi maschi un pò rosa che mi piegano le cose che prendo perchè sono pre-maman anche se non lo sarò mai maman. è bellissimo questo nuovo vestito nero da tango uguale a tutti i miei altri vestiti neri da tango.. ma dovevano proprio scrivere che è un vestito pre-maman maledizione a loro? e quale pre-maman lo può mettere soprattutto? di tre mesi? ma a tre mesi si mette già roba pre-maman... che giornata.. salva solo piergianugo che per dimostrarmi quanto sia stata magnifica la giornata di halloween con le maestre mi ha detto: "per piacere maestra mi puoi bocciare così il prossimo anno lo rifacciamo?" tesoro della maestra. ma che giornata... 

mercoledì, 12 settembre 2007
author: didaquellavera @ settembre 12, 2007 13:22
category: diario, le cose della vita, ego strabordante, le cose buone, favole per grandi, la maestra dida
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chupa

"mi chiamo mariashakira, ho dieci anni e vado in quinta elementare, faccio danza e il mio animale preferito è il pesce nemo. Ieri sono arrivate le nuove maestre. quella di italiano è alta e bionda e coi capelli lunghi come una cavallona, quella di matematica sembra uscita da un cartone di uolt disnei, solo bionda e quella di area antropologica è la più bella e simpatica. è entrata in classe e noi eravamo pieni di paura perché non si sapeva com'erano le maestre nuove. ma a me mi pare che anche loro avevano paura perchè non sapevano come eravamo noi. quella di area antropologica si chiama donatella, si è seduta sulla cattedra mica sulla sedia e ha detto che dovevamo scrivere il nome su un foglio da piegare tipo quelli che hanno nei telegiornali ma non quelli di italia uno che parlano solo di veline e secchioni, perché ha detto che non si ricorda tutti i nomi nostri ma che ci prova. la maestra donatella ci dice ragazzi o anche truppa, ha la gonna come la mamma solo più corta e una maglietta bianca e una beige sopra perché ha freddo quando siamo in fila nel cortile ma poi si scalda e se la toglie, ha anche una giacca rossa di pelle e appena entra in aula spalanca le finestre. ma non è tanto capace a aprire finestre e anche quando a pierfelice arriva il riflesso del sole sul banco la maestra non è tanto capace di tirare giù la tapparella e ci fa tanto ridere. la maestra donatella è arrivata con una borsa rossa e una cartella bellissima arancione con sopra scritto pqrs o qualcosa così e la mette sull'altra sedia. la maestra donatella ha tutte le sue robe dentro, la banana per merenda e una bottiglietta di acqua ma tutta l'acqua era uscita e aveva bagnato tutto dentro. anche tutte le schede che ha detto che ci da  per compito a casa se facciamo casino, ma lei dice che non si dice così, si dice confusione ha detto lei. la maestra donatella anche se è piccola e non riesce a scrivere fino in alto sulla lavagna e allora ha detto che si deve mettere le scarpe con i tacchi, è tanto coraggiosa, perché quando c'era lo scorpione gigante nell'astuccio di gianfiliberto e noi urlavamo e correvamo in giro lei ha preso tutto e l'ha messo sulla cattedra, dopo ha fatto cadere lo scorpione per terra e con la ballerina a fiori l'ha ucciso e io ho detto ah si fa così e lei ha detto si si fa così e io ho detto ah. io però avevo già chiamato la bidella col pulsante segreto sotto la lavagna che non si deve usare tanto perchè se no le bidelle non vengono mai più, ma menomale che ha dovuto solo pulire perchè lei aveva paura e non lo uccideva mica lui, come la maestra. la maestra donatella ha i libri con scritto maestra dida, ma non ho ancora capito cosa centra con il calcio la maestra che mi ha detto pierantontonello che è uno che fa il portiere per il calcio. la maestra dida ogni tanto non si capisce perchè dice robe in latino che ha detto chè è una roba  che bisogna sapere e io non so tipo dolci e urbi in fondo, e poi parla di un poeta ma non so chi è ma parla strano anche lui e non tanto bene in italiano e poi ha un amico che fa il barbiere di siviglia che dice uno alla volta per carità quando parliamo tutti insieme e ce lo dice anche a noi.. lei però, non il suo amico. oggi aveva una maglietta bellissima rossa e oro con tutti gli sbarlusseghi e una cuffia del telefono disegnata sopra. chissà cosa vuol dire quella cuffia di telefono? adesso vado a giocare perchè non ho da fare compiti per domani."

 

venerdì, 07 settembre 2007
author: didaquellavera @ settembre 07, 2007 16:39
category: diario, cucina, le cose della vita, ego strabordante, le cose buone, la maestra dida
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porrispignattare a metà pomeriggio senza fretta, con le finestre spalancate, la pioggia che rimane fuori, battiato che mi urla contro, con quel suo grido un po’ strozzato e spagnolo. il the caldissimo da bere.. e mi scappa da scrivere. potrebbe essere uno di quei pomeriggi perfetti in cornovaglia, alla rosamunde pilcher! quelli dove ci si trova in lacrime di commozione per un happy end che alla fine, lo sappiamo dalla prima pagina, alla fine in quei libri li –mica parlo di philip- arriva sempre. ho cambiato vita, lo sento benissimo, nei dettagli, lo sento in ogni cosa, nella colazione la mattina, nell’odore della scuola, nelle mie aule –ora- silenziose, quelle con le vetrate luminose e le punte degli alberi che quasi entrano, le foglie stanno già virando al giallo. i banchi ancora vuoti, lunedì sarà il mio primo giorno di scuola, i pennarelli li ho già, li ho sempre avuti. la cartella è quasi pronta, oggi ho ricopertinato i libri, ci ho messo le etichette e ci ho scritto il nome sopra col pennarello rosso: MAESTRA DIDA, perché al solito il mio nome per esteso è lunghissimo e le etichette non lo sono mai abbastanza, e perché alla fine non mi sento la maestra donatella, mi sento proprio la MAESTRA DIDA, certo un po’ sui generis. guardo le colleghe che mi guardano e mi scappa un sorriso. le ballerine a fiori le ho solo io, la spilla di hallo kitty sul bavero del trench verde primavera è un gioiello raro la dentro! emozionata tantissimo, ma agitazione sotto controllo perché c’è un fan club non da poco che mi accompagna e sostiene.
lo spignattamento consiste in una quiche consigliata da clarinetta e un po’ cambiata da me. la quiche è la torta salata ovviamente, ma se la chiamate quiche avrà quel tono cazzone francese che dimostrerà che la vostra cucina è da gourmet e farete un figurone! procedete come segue: andate al supermercato e prendete dal banco frigo la sfoglia del signor buitoni (poi dite che l’avete fatta voi ovvio.. però piccola accortezza, non buttate la confezione nel bidone della spazzatura sotto il lavello, fate lo sforzo.. e dev’essere la prima cose che farete prima di andar avanti nella creazione: METTETEVI un infraditino e uscite a buttare la confezione compromettente). una volta che avrete eliminato le prove, prendete una teglia tonda e ci adagiate la sfoglia, ora, un passaggio fondamentale: LA SENAPE. prendetene una buona tipo la mostarde de dijon, perché il risultato finale potrebbe esser compromesso dalla vostra proverbiale avarizia. la senape va spalmata sulla sfoglia con un cucchiaio e facendo ben attenzione a non rompere la pasta e ad impregnare del suo odore tutta la cucina. potete fermarvi un momento a leggere una paginetta di un bel romanzo ma ne avete ancora da fare, dovete riempire la quiche. il ripieno di clara legifera bieta e porro ma la bieta ha un che di terroso che non piace a tutti, io la sostituisco con le zucchine. non fate economia! la quiche dev’essere uno sfizio! Una golosità! quindi tagliate 4 zucchine a rondelle e poi a spicchi, l’ideale sarebbe poterlo fare sul tagliere rosso di ikea, buttatele in una pignatta dove l’olio è già bollente, una macinata di sale e pochissima acqua. in 5 minuti le zucchine muoiono e voi potete dalla padella adagiarle.. HO DETTO ADAGIARLE! non scaraventarle.. sulla sfoglia spalmata di senape. tagliate una mozzarella o anche altro formaggio ma vedete voi, non garantisco, e distribuite uniformemente i pezzi. nella stessa pentola delle zucchine –ora vuota- metterete i due porri tagliati a rondelle, dategli solo una passata sulla fiamma viva, io mi diverto tantissimo a disfare gli anelli con le dita! anche qui dalla padella ADAGIATE il porro direttamente sulla quiche che ora sta prendendo forma, ancora una mozzarella tagliata a dadinetti e siamo all’ultimo strato. ora viene il bello: un uovo, una manciata di formaggio grattugiato, un bicchiere di latte, un bricco di panna, noce moscata, pepe da macinare e sale q.b. il tutto mixato in una ciotola. abbondare con la noce moscata prego. questo composto va ad inondare la meraviglia che avete sotto agli occhi. anche da cruda sarà bellissima! per la cottura, intanto informatevi e tenete conto di eventuali ospiti ritardatari, e state attenti.. la quiche ha bisogno di attenzioni, sempre e fino alla fine. in forno caldo già a 200 gradi per mezz’ora non sempre è sufficiente. questo può essere benissimo un pasto unico, sta benissimo con la birra (da provare la menabrea) e con mille vini da sperimentare e che poi mi direte.


giovedì, 30 agosto 2007
author: didaquellavera @ agosto 30, 2007 12:02
category: libri, diario, mia sorella, regine e principesse, ego strabordante, dilloaziadida, le cose buone, favole per grandi
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principessedimenticatePRINCIPESSE dimenticate o sconosciute di philippe lechermèier e rèbecca dautremer -fabbri editori- 2004 € 22.00


fra principesse ci si riconosce, quando karen, uno degli ultimi giorni in ufficio, mi ha incrociata e detto che questo libro se l'era fatto regalare da gabriele, è stata solo una conferma. ma non ce n'era comunque bisogno. avete principesse in giro? amiche? sorelle? nipoti? mamme? figlie? amanti? figlie di amiche? mogli? fidanzate? regalatelo! a me l'ha portato mia sorella: "LEGGILO”. Stupendo libro illustrato che strizza l’occhio un po’ a botero, un po’ a klee con una spolveratine di magritte. La grafica e l’impostazione delle pagine sono articolate, mai ripetitive, originali e catturano lo sguardo. Lo si deve leggere e poi risfogliare diverse volte per raccogliere tutti quei particolari che in prima lettura sfuggono sempre. Non trovate le solite principesse tipo biancaneve, cenerentola e compagnia della disperazione: qui ci sono la principessa capricciosa, ammiramitù, la principessa invisibile, la principessa della radiolina, quella quarto di luna, quella dei ghiacci e molte altre. Accanto ai profili delle nostre simili, informazioni utili: l’elenco illustrato dei semi da cui si nasce, definizione di baldacchino e di poltroncina pianta-muso e salottino pianta-muso, schemi di danza, info sui poteri delle lacrime delle principesse, l’utilissimo alfabeto internazionale del ventaglio (indispensabile la figura 14: ventaglio aperto in equilibrio sul naso, che sta a significare: ho apprezzato molto il saggio di kierkegaard sulla teoria approssimativista kantiana dell’introspezione dell’io imperscrutabile dell’essere, e voi?), un elenco di trucchi e astuzie per distinguere una principessa vera da una falsa e come risvegliare una bella addormentata (a volte non funziona nemmeno una testata). queste son solo poche cose di quelle che vi sorprenderanno e vi faranno sorridere. Questo piatto prelibato in confezione abbastanza di lusso, come si confà, sarà gustato molto di più dalle mie coetanee che da bambine effettive dal punto di vista anagrafico.

alla fine trovate anche un test, vietatissimo alle false principesse. E ce ne sono.. essecenesono… inutile dire che dal mio risultato si evidenzia che son principessa dentro - e chi mi conosce, mi riconoscerà?- “nessun dubbio, siete una principessa alla melassa: come la principessa pupupidù siete un vero tesoro. Dolce elegante e raffinata come effimera di cina, adorate i palazzi sontuosi, i principi azzurri e le foreste incantate. Danzate come una regina, i liocorni vi confidano i loro segreti e i vostri piedi non puzzano. Avete amici che di invitarvi sono felici, insomma, tutti vi amano. Attenzione però a non assomigliare alla principessa capricciosa. In quanto habituèe, nel salotto avete un posto riservato: sarebbe un peccato tuttavia che vi passaste tutte le vostre giornate. Diffidate anche dall’orco Isidoro: è sempre in cerca di piatti di prima qualità, e adula tutte quelle che si fanno abbindolare dalla sue lusinghe. Non ascoltatelo, non dategli importanza e pensate alla principessa dormì e a sua sorella fasollà: si può esser belle senza troppi fronzoli.”

Mi sento un mix fra la principessa ammiramitù e Dita Von Theese con una propensione agli orchi che mi divorano, in attesa del principe azzurro -come dev'essere per ogni principessa- non amata da tutti, non sempre buona, non sempre diva, ma spesso si.

venerdì, 24 agosto 2007
author: di