category: diario, le cose della vita, i love trash, ego strabordante, vita da zia, dilloaziadida, le cose buone, favole per grandi, la maestra dida
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pomeriggi bollenti, mi sono abituata presto alle vacanze lunghe delle maestre. ho sempre un milione di cose da fare e da non fare, un miliardo di idee da realizzare e poi bado a me, tanto tantissimo, seguo i miei ritmi e mi obbedisco. si, mi obbedisco. inseguo una prossima sposa che corre sempre, alla quale farò felicemente da testimone ma prima da -quasi- wedding planner per il bouquet e le decorazioni e ogni tanto mi sembra di esser il grillo parlante anche se però quel giorno mi vestirò da didi il troione con tanto di tacchi e svolazzi e magari anche un cappello per disorientare qualche suocera. una cosa mi appare chiara in questi primi giorni di rilassatezza e pensieri volanti e felici: per arrivare qui non bisogna avere paura. non paura dei cambiamenti, non paura di dire, non paura di seguire i propri desideri qualunque cosa costino e qualunque rischio si possa correre, non paura di guardare dentro ad una cantina buia che tutti abbiamo da qualche parte nascosta, scendere, accendere la luce, iniziare a riordinare e a buttare via un pò di cose. quelle che un pò di tempo fa ci facevano paura.
c'era una volta una donzella che in un pomeriggio di sole, fra pranzi mancati e visite oculistiche rimandate si trovò ad accompagnare alcuni amici, una principessa leone molto coraggiosa e un uomo di latta con un grande cuore, nel regno di ikea. il mago di ikea aveva il dono di ipnotizzare i viandanti e far perdere la strada sebbene lastricata da freccine blu. le streghe buone aiutarono i tre a trovare la strada e le cose mancanti ma la strega dell'ovest e quella dell'est fecero di tutto per sconfiggere i tre prodi, armati solo di carte visa e carrelli stracolmi. dopo ore passate a difendersi dalle streghe si sentì suonare una campana, le porte del regno di ikea stavano per chiudersi, come per un anomalo coprifuoco. i tre si spinsero verso i confini per cercare di far ritorno alla propria dimora e solo sconfiggendo pirati peggiori degli uscocchi e dopo quasi due ore di combattimenti feroci, riuscirono ad avere la vittoria. giunti alle magiche porte, quelle non si aprirono. un timer puntuale aveva serrato le vie d'uscita dal regno. da lontano uno spaventapasseri gentile e in divisa blu, credendo di non avere un cervello riuscì finalmente con l'aiuto di qualcuno, qualcuno di molto importante e molto in alto, contattato solo al telefono a farci spalancare le porte di ikea. l'uscita fu rapida e repentina, in fuga dalle streghe di ikea, da quelle buone e da quelle cattive.
<<siccome si trattava del fine settimana cercai di vestirmi con semplicità. non è mai facile, per me. scelsi un dolcevita di cammello, giacca di tweed, jeans e un paio di scarpe fatte e mano di edward green che si chiamano dundee. sembrano eleganti, se non vedi la suola di vibram, e sono fatte in cuoio doppio. la dundee è una scarpa progettata per passeggiare sui propri possedimenti terrieri, per procedere nel fango indossando una bella cravatta con gli spaniel alle calcagna. ho dovuto aspettare quattro mesi per averle. sulla scatola c'è scritto: "edward green: master shoemakers to the few". è esattamente quello che sono io: uno dei pochi.>>
OLIVIA scritto e illustrato da ian falconer, giannino stoppani edizioni, bologna, 2002 € 15.00 prestato da mia sorella.

un libro bellissimo da finire di leggere con calma ed esclusività, voglia di ballare tango che sfogherò martedì, un risotto che fa chi è più scalzo di me, uno spritz con aperol fatto in casa con il ghiaccio a forma di puzzle, piedi scalzi sul tappeto, uno smalto melanzana da piedi da urlo, piedi da urlo, il cielo di un grigio burrascoso, una pioggia che promette una notte di sonno profondo, i tacchi che fanno rumore in un collegio docenti infinito, i miei fumi di londra incazzati che sbroccano e sono apprezzati perchè esagerati e quasi mai inutili, la gita di lunedì con la truppa della V b e i miei stivali da pioggia neri coi cuori colorati.. non si può pretendere che sappia fare anche una lavatrice giusta, ma si può pretendere che poi tutte le cose diventate grigio topastro per colpa del mio golfinetto nero finito chissà quando e chissà perchè nella divisa da vergine vestale buttata nel cesto della biancheria, tornino bianco splendente dopo il magheggio con quel prodotto meraviglioso della grey. venerdì da strega che un pò strega.
LA BREVE FAVOLOSA VITA DI OSCAR WAO di junot diaz mondadori strade blu € 17.00 ho un feeling particolare con i premi pulitzer. anche quelli per i risotti. finalmente un bel libro, una bella storia fra la grande mela e la repubblica domenicana e i suoi dittatori, una storia un pò epica e un pò saga familiare che fa pensare e attraversa il secolo passato. se avete avuto la fortuna di vivere i caraibi come li ho vissuti io anni fa, fra costa rica e cuba, le canne da zucchero vi taglieranno le braccia e le gambe con le loro foglie anche solo leggendole. è un scrittura veloce, che vi trascina, facile e quasi slang, lo spagnolo-dominicano che farcisce le pagine non fa che colorare ulteriormente i personaggi, soprattutto quelli femminili. oscar sa, legge, studia di fantascienza e fantasy. ho riconosciuto solo qualche riferimento al signore degli anelli, le altre citazioni sono assolutamente, a me, sconosciute, visto che non amo per nulla il genere. letto nella mia domenica di lettura. e finchè non è stato finito non ce n'è stato per niente e nessuno. o quasi. i riferimenti storici nelle note sono appropriate, lecite, dovute, curiose e interessanti. bravo mr. pulitzer che non ne manca una.
novità in libreria, un non libro. perchè un libro non è solo caratteri stampati su carta. non mi fido, non lo compro, non lo affitto, non lo leggo e lo critico. saccente, stronzetta snob che non sono altro. che l'abbiano pubblicato solo perchè è riuscito a vendere 6 milioni di dischi qualche anno fa? 
ieri pomeriggio ho rimesso i nodi a un bakthiari che una tarma aveva usato come desco. erano anni che non lavoravo su un tappeto. il fatto di aver fatto un buon lavoro mi ha soddisfatta non poco, dopo una prima prova non incoraggiante, ho ripreso ad annodare come se non avessi mai smesso. i tappeti hanno un odore magnifico e particolare che non va tolto, e che pochi, al solito, sanno sentire. i tappeti vanno vissuti, senza pietà, con poche attenzioni e senza paura. in una sala inondata di luce ho spalancato, poi, le finestre, mi sono buttata sul divano e mi sono goduta il sole sui piedi e un film che da tanto aspettavo di vedere, sideways ha già qualche anno e probabilmente tutti l'avranno già visto. mi è piaciuto molto. mi sono trovata completamente immersa in strade che ho percorso anch'io, e mi mancava un bicchiere di vino in mano per stare al passo con le immagini. bicchiere che qualche ora dopo è arrivato, riempito di un torbato sardo, in una cena insolitamente silenziosa e piena di pensieri che sembravano rimbalzare su fronti e pareti come palline da flipper. vino. scoperto da pochi anni ma già viziata senza conoscerlo abbastanza, o quel tanto che basta per farsi viziare. senza cassare tutti i bianchi o tutti i neri o tutte le bollicine come spesso capita con razzisti del vino. mettendo il naso dentro e guardando attraverso il bicchiere pieno, chi, dall'altra parte del tavolo, alza il calice per un cin cin.
the songlines, del 1987 edito da adelphi. devo ancora capire chatwin in toto. faccio fatica a farlo. ho faticato ad arrivare all'ultima pagina de le vie dei canti. la parte che parla dell'australia e degli aborigeni è molto bella e vera. quando invece riporta quello che ha appuntato sulle sue moleskine è di una lentezza esasperante e sembra quasi un'esternazione noiosa e saccente di quello che LUI sa. a pag. 214 dell'edizione adelphi riporta la storia delle moleskine, quella scritta ovunque, e che fa sembrare chatwin scrittore solo per quella paginetta e non per il resto. nonostante l'incertezza e la fatica nel leggerlo, non abbandono l'impresa della comprensione e della partecipazione. continuerò a leggere e a voler sapere di lui ed arriverò anche alla biografia, che mi dicono crudele e destabilizzante per chi si è fatto un'idea divina e assoluta del caro bruce, ma visto che per me non è così, non credo di correre pericoli mortali.
non posso farne a meno, è più forte di me, nonostante paturnie più o meno ormonali, scarpe nuove e ovviamente magnifiche, giramento di palle a mille, soddisfazioni lavorative folgoranti e liberazioni di animaletti catturati da pargoli che alla fine son meno crudeli di quello che sembrano, nonostante pomeridiani soufflè terapeutici al cioccolato fondente per nipoti di 16 mesi che ci metton gioiosamente e golosamente le mani dentro e poi per tutta la faccia di zia.. non posso farne a meno, devo parlar di questo. è tornato il giorno di camilla! carlà ha accompagnato sarkò nella prima visita ufficiale in casa della real famiglia -e di real famiglia ce n'è solo una per me- dopo 12 anni, hanno aspettato che morisse lady d. e che svampasse la cosa? i cappottini di carlà sono indiscutibilmente à la page, la regina lo sa e ne prende atto e le invidia quello viola più di quello grigio -lo si vede dallo sguardo, ma come potrebbe fare altrimenti?- le foto di carlà sono da modella, perfetta. assoluta. le gambe messe bene. i guanti super-chic. una golfina. ma una golfina finta. ma non una principessa. dichiara di voler un uomo con il potere della bomba atomica e si SPOSA sarkò abbandonando la possibilità di mettersi anche un minimo tacco da qualche centimetrino, onde evitare di sovrastare lo sposo e scegliendo delle -obbligate- ballerine che comunque son di una tristezza infinita, toque magnifico ma da cerimonia funebre. in carrozza con il principe filippo fa la sua porca figura, sorrisini, saluti alla folla e un inchino alla regina da manuale. ma non è una principessa. camilla è un'altra cosa. camilla sa. e io vorrei tanto sapere che cosa ha detto alla modella quando, scesa dall'aereo, l'ha quasi trattenuta dopo le rapide presentazioni ufficiali. camilla ha il mezzo tacco, un cappottino color cammello con collo e polsi leopardati e un cappello che son servite tutte le piume dei 12 fagiani spennati per la regal cena. la stampa è stata impietosa con camilla, IO SONO PER CAMILLA! e non lo sono da tantissimo, dopo aver difficilmente elaborato il lutto per lady d. ho fatto molta fatica ad accettarla, ma alla fine, l'ho fatto, suggello ne è stata la registrazione in vhs del matrimonio carlocamillesco commentato dall'assoluto caprarica. camilla vince su carlà. perchè è facile assomigliare a jackie, soprattutto se si ha il fisico di carlà, non facile è essere camilla con tutto quello che c'è dietro (tampax compreso) ed esser ancora li a fare camilla alla faccia di tutti sfoderando quel magnifico sorriso che ha un che di ghigno, tipo brooke quando sposa ridge per la quarantesima volta alla faccia di stephanie. e cmq camilla non ha una sua suoneria da poter scaricare gratis per il cellulare. sono fiera di essere più camilla che carlà.
non ho la più pallida idea di quando o dove possa aver avuto l'idea o lo stimolo di prendere questo libro, qualcosa mi dice che c'entra
stamattina mentre ero arrampicata, contro a qualsiasi 626, su una scala per attaccare un cartellone fatto con i bambini per il "22 marzo: giornata mondiale dell'acqua", cartellone peraltro meraviglioso sul risparmio delle risorse idriche disponibili, arriva la bidella. o meglio arriva la bidella barcollando, portando in mano, a coprirle tutta la faccia, un bel ficus beniamino nano. mi si piazza sotto, rischio di precipitare e lei "maestra è arrivato adesso per lei..". mi si pianta in viso un punto di domanda che, essendo invisibile ai più, la gentil bidella non coglie. scendo dalla scala come fossi la schiffer, solo più principesca, sulla gradinata di trinità dei monti, prendo il tutto, ringrazio e lei "c'è anche un bigliettino". non se ne parla nemmeno che lei se ne vada, apro il bigliettino e leggo. me l'ha mandata bruno, che anche qui ringrazio. bruno che non è un mio fidanzato, non è un mio ex fidanzato, non è un mio amante segreto ma un amico a cui voglio un sacco bene. bè.. quello che non si è scatenato! a parte le signore bidelle che si son fatte tutti i film porno sulla mia vita e me la tireranno avanti per mesi! a parte le colleghe che erano li che mi hanno fatto smorfie strane supponendo tramette tradimentose, le altre che hanno pensato e spetezzato a un gesto sgradevole da parte di qualche mamma che "alle altre non ha regalato niente.." io ci ho visto solo e unicamente INVIDIA. invidia per un ipotetico amante, per un ipotetico fidanzato, per una ipotetica mamma riconoscente o anche per un ipotetico papà riconoscente!!! non ho ovviamente detto nulla, mi son celata dietro un ipocrita visetto da diva stupida e stupita. questi momenti son da godere in tutto e fino alla fine, lasciando questi geni sbavare ubriachi delle loro ipotesi!
come ogni principessa che si rispetti anch'io devo affrontare un'antagonista.. nel mio caso è una collega, ed è questa. identica. credetemi. l'arma vincente che credo di avere, è il fatto che lei sia convinta che -io- sia una cretina poco furba e intelligente di dimensioni cosmiche, su tacchi troppo alti con colori troppo vivaci addosso e troppo à la page, incapace di prendere decisioni e scelte, incapace di pensare e di arrivare da qualche parte. contenta lei... intanto continuerò a comportarmi con estrema gentilezza. come al solito i posti dove capito io son sempre affollati di donne, poco femmine peraltro. mancano al solito- i maschimaschi.
TRUMAN CAPOTE di gerald clarke frassinelli 1989 € 18.00. unico difetto del libro (ma credo solo della mia edizione) è che in copertina c'è il magnifico philip seymour hoffman in a sangue freddo (magnifica interpretazione che gli è valsa l'oscar come migliore attore) al posto di truman. ma è l'unico difetto. è una magnifica biografia di capote, dalla nascita alla morte. le fonti sono lunghissime interviste che clarke ha raccolto in molti anni, corredato il tutto con inserti fotografici. mi affascinano sempre queste letture, mi immergono in un periodo incredibile e penso che se capote non lo avesse attraversato, quel periodo non sarebbe stato così. è riuscito a fare quello che ha sempre voluto essere. conosciuto tutti, si è circondato di donne bellissime (anche marella agnelli era sua intima amica), ha girato il mondo, ha vissuto al di sopra delle sue possibilità ma anche al di sotto. ha pagato tutto con crisi depressive, cadute abissali, tradimenti, errori, alcool, droga di tutti i tipi. quello che viene fuori e che ho trovato io è una persona con zero limiti mentali sennon quelli messi come paletti da tutti quelli che gli son stati in torno, chi per affetto chi per denaro. non si può nemmeno mettere in dubbio che truman abbia comperato delle persone, ma si è venduto sicuramente ad un prezzo più alto. letto la biografia, non la prima, prima di iniziare a leggere quello per cui è famoso a livello planetario. magari la colazione non la leggerò subito, inizierò dai racconti e per ultimo lascerò a sangue freddo. la curiosità di scorgere le vite altrui mi solletica sempre e da molto tempo mi sbatte in faccia questa voyeuristica mia sfaccettatura. le biografie son impegnative da scrivere e da leggere. è stata una lettura lunga, davvero, e non facile. ho dovuto andar a mia volta a documentarmi su personaggi mai sentiti prima. se vi piace il genere, capote è un personaggio da conoscere un pò per volta, uno stronzo adorabile e fascinoso che non ha mai fatto finta di non esserlo. 
I SIMPSON E LA FILOSOFIA di william irwin, mark t. conard, aeon j. skoble ISBN Edizioni € 17.00
che qualche anno fa è stata "la" groupie qui sotto, fidanzata di mick jagger, tossicona, eroinomane, cocainomane quasi-suicida e strafiga stonata: una notte viene arrestata dalla polizia inglese perché trovata, con solo una pelliccia addosso (di sicuro non tanto ecologica perchè certe cose si fanno solo con un visone), nella casa di keith richard alla ricerca di droga.
LA SOVRANA LETTRICE di alan bennett adelphi 2007 € 12.00
la risata di oggi, quella di "una risata vi seppellirà" è dovuta al fatto che ho trovato il mio piccolo mausoleo, quello che state leggendo, citato in un forum di fantacalcio. i partecipanti ovviamente parlavano del calciatore, probabilmente cercando dida, hanno trovato me e son citata -ironicamenta- come "sempre meglio.... dida.splinder.com" (dopo dida.it che è un'azienda) :) sono andata a cercarmi dopo aver letto una brutta avventura di una blogger, che si è vista copiata e di certo non trattata con i guanti da utenti -peraltro anonimi-, in maniera del tutto gratuita.
una di quelle giornate in cui non sono abbastanza bella, non son fantastica, non sono principessa, non intelligente, non spiritosa, so troppe cose, non ne so abbastanza, sono grassa, no non è vero ma non sono neanche magra, leggo troppo, leggo troppo poco, va bene l'oroscopo di linda wolf ma non quello dell'internazionale, mangio solo carboidrati, non mangio abbastanza carboidrati, entro perfettamente in una 42, chissenefrega se non entro in una 42, sono vestita troppo, troppo poco, con troppo nero, con troppo poco nero, troppo stretto, troppo largo, troppo lungo, troppo corto, troppe tette in mostra, troppo poche tette in mostra. voglio quegli stivali, non li voglio perchè tanto non c'è il numero visto perche è un peccato mortale avere il piede piccolo, sarà bello aver il piede come una pinna, sarà bello. esco stasera e mi concio come stamattina a scuola a far la pagliaccia per la gioia della mia meravigliosa truppa: con parrucca bionda stile carrà, cappellaccio da strega, abito da strega e smalto nero che più nero non si può, e resto a casa col dr. house. ho voglia di scrivere, non ho voglia di scrivere. detesto quelle commesse di libreria che quando chiedo un libro -uno QUALSIASI- cascano dal pero come avessi chiesto loro un rene, amo i commessi maschi un pò rosa che mi piegano le cose che prendo perchè sono pre-maman anche se non lo sarò mai maman. è bellissimo questo nuovo vestito nero da tango uguale a tutti i miei altri vestiti neri da tango.. ma dovevano proprio scrivere che è un vestito pre-maman maledizione a loro? e quale pre-maman lo può mettere soprattutto? di tre mesi? ma a tre mesi si mette già roba pre-maman... che giornata.. salva solo piergianugo che per dimostrarmi quanto sia stata magnifica la giornata di halloween con le maestre mi ha detto: "per piacere maestra mi puoi bocciare così il prossimo anno lo rifacciamo?" tesoro della maestra. ma che giornata...
L'ALBERO di shel silverstein € 9.00 salani editore
ltra cosa e dopo qualche tortello ai porcini brianzoli con una solenne grattata di grana, anche davanti a report o al codice mercury mi son poco principescamente addormentata, molto più alla homer, sbocconcellando un gelatino al cioccolato amarene e rum. giornate che sfrutto a pieno con gite scolastiche da organizzare, verifiche da correggere, lezioni ed elaborazioni, mostri burocratici con cui combattere sapendo già di partire perdente, tensioni con persone con cui non si parla, peggiorando situazioni già tese. libri che si accumulano. oggi giornatina tosta.. prima riunione con i genitori, sarò primo attore visto che le mie due geniali colleghe hanno delegato, ma alla fine stasera ci sarà il premio.. a teatro a godere di vinicio (e non solo). 
ars letteraria: leggete FUN HOME di alison bechdel 24/7 rizzoli € 18. memorie a fumetti triste agro, illuminante, capite che le famiglie non sono mai normali, e che la nostra non è mai la peggiore anche se siamo fortemente tentati di pensarlo. Se avete passato i quaranta avrete la scusa per non leggere l’ulisse (qui mi viene in mente un post di zia farola!), se non li avete ancora, vi riproporrete ancora e ancora di leggerlo. finchè compirete 40 anni e il problema non ci sarà più. a pg.65 la vignetta centrale.. leggetela e farete un sorrisino per me. citazioni letterarie e letterate di alto profilo. non sempre [io] sono all’altezza.