category: libri, storia, la maestra dida, la donna della domenica legge
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a gennaio scorso ho fatto una lezione alla mia truppa sulla giornata della memoria, è andata bene, i ragazzi hanno reagito e sono stati "informati" e stimolati, con video, un documentario su anne frank, alcuni filmati dell'epoca, ma poteva andare meglio. sarà anche per questo che ho letto questi due libri, per preparare la prossima giornata della memoria -anche- per loro, e cercare di farlo nella maniera più adatta.
credo sia uno dei libri con più impatto emotivo che ho letto fin'ora. GLI SCOMPARSI di daniel mendelsohn neri pozza € 20. questo è un libro di storia che dovrebbe esser letto nelle scuole. l'autore è nipote attento e sensibile di scampati allo sterminio nazista ed in seguito emigrati negli usa. questo libro è la sua ricerca per scoprire che cos'è realmente accaduto al fratello di suo nonno. riesce ad incontrare e parlare con i pochi sopravvissuti del paese d'origine viaggiando su e giù per quattro continenti. le testimonianze sono a volte frenate e a volte non scritte per volere degli intervistati, raccontano la vita non nei ghetti e nei campi di concentramento ma i tentativi di fuga e di salvezza dal proprio paese, dalla propria casa prima di essere portati via. la percezione fortissima che queste pagine dense ma scorrevoli danno, è il legame che si deve sentire e non dimenticare, il riflesso che l'olocausto deve avere sempre sul presente. con le testimonianze dirette e riportate nel libro anche le tradizioni dell'ortodossia ebraica del passato e del presente, con una musica yiddish che sembra pervadere la lettura di persecuzioni in ucraina. difficile scrivere anche solo un commento a questo libro senza cadere nell'ovvio, da leggere. leggetevi anche OGNI COSA è ILLUMINATA di j.safran foer anche in questo il presente insegue il passato. testimonianza diretta è quest'altro libro, dicono, per bambini: HO SOGNATO LA CIOCCOLATA PER ANNI di trudi birger ed. piemme. abitava invece a francoforte ed aveva 16 anni quando è stata salvata dagli alleati da un campo di concentramento, dopo aver lasciato la sua casa, poi il ghetto ed evitato incredibilmente la morte. lei racconta tutto in prima persona, anche quando si trasferisce, era il 1947 in quello che sarebbe stato lo stato d'isreale. leggere per sapere. perchè non se ne sa mai abbastanza. e come maestra mi sento ancora di più responsabile del mio conoscere da trasfondere. devo passare, ora a qualche lettura da nulla.
pomeriggi bollenti, mi sono abituata presto alle vacanze lunghe delle maestre. ho sempre un milione di cose da fare e da non fare, un miliardo di idee da realizzare e poi bado a me, tanto tantissimo, seguo i miei ritmi e mi obbedisco. si, mi obbedisco. inseguo una prossima sposa che corre sempre, alla quale farò felicemente da testimone ma prima da -quasi- wedding planner per il bouquet e le decorazioni e ogni tanto mi sembra di esser il grillo parlante anche se però quel giorno mi vestirò da didi il troione con tanto di tacchi e svolazzi e magari anche un cappello per disorientare qualche suocera. una cosa mi appare chiara in questi primi giorni di rilassatezza e pensieri volanti e felici: per arrivare qui non bisogna avere paura. non paura dei cambiamenti, non paura di dire, non paura di seguire i propri desideri qualunque cosa costino e qualunque rischio si possa correre, non paura di guardare dentro ad una cantina buia che tutti abbiamo da qualche parte nascosta, scendere, accendere la luce, iniziare a riordinare e a buttare via un pò di cose. quelle che un pò di tempo fa ci facevano paura.
due giorni di mare croato e luna piena a glassare passeggiate notturne poco equilibrate ma al sapor di malvasia, così inaugurano le vacanza infinite le maestre. che cosa mai m'inventerò per farmi passare questa prima estate di VACANZA lo vedremo andando avanti. intanto ho delle previsioni di letture che mi allettano non poco. per darmi una ghiacciata al sole mi son letta un volumetto appunto agghiacciante, nel senso che si rimane di ghiaccio e si rabbrividisce ad ogni riga, si sa che queste cose le seguo abbastanza e son arrivata a diciassette omicidi per caso di ilaria cavo, mondadori 2007 € 8,40. tutta la mia ammirazione ad ilaria cavo, davvero e senza nessuna ironia una grande giovane professionista, immagino le implicazioni a livello emotivo -che non appaiono- che deve aver avuto avendo rapporti confidenziali con uno che ha fatto fuori 17 persone in 6 mesi. donato bilancia si è messo spontaneamente in contatto con lei per via epistolare, sono seguiti incontri -riportati qui- e nel 2003 dopo svincoli procedurali e "condizioni" dettate dal killer, un'intervista in esclusiva per "porta a porta". stile asciutto e cronaca nera -credo- edulcorata nei particolari ma mai celata. l'immagine che ne esce è di una persona egocentrica e narcisista che si sente padrona di dettare condizioni non solo per interviste ma anche per ritrattazioni. bilancia lascia intendere che le cose non siano esattamente come lui ha voluto farle apparire, ma non le dichiara in maniera limpida, dà indicazioni di prova da esaminare di nuovo ai giudici e che se la cavino loro, come fosse un indovinello o qualcosa che non lo tange minimamente. pagine da brivido, quando la realtà supera la fantasia, di gran lunga.
foto da 
un libro bellissimo da finire di leggere con calma ed esclusività, voglia di ballare tango che sfogherò martedì, un risotto che fa chi è più scalzo di me, uno spritz con aperol fatto in casa con il ghiaccio a forma di puzzle, piedi scalzi sul tappeto, uno smalto melanzana da piedi da urlo, piedi da urlo, il cielo di un grigio burrascoso, una pioggia che promette una notte di sonno profondo, i tacchi che fanno rumore in un collegio docenti infinito, i miei fumi di londra incazzati che sbroccano e sono apprezzati perchè esagerati e quasi mai inutili, la gita di lunedì con la truppa della V b e i miei stivali da pioggia neri coi cuori colorati.. non si può pretendere che sappia fare anche una lavatrice giusta, ma si può pretendere che poi tutte le cose diventate grigio topastro per colpa del mio golfinetto nero finito chissà quando e chissà perchè nella divisa da vergine vestale buttata nel cesto della biancheria, tornino bianco splendente dopo il magheggio con quel prodotto meraviglioso della grey. venerdì da strega che un pò strega.
novità in libreria, un non libro. perchè un libro non è solo caratteri stampati su carta. non mi fido, non lo compro, non lo affitto, non lo leggo e lo critico. saccente, stronzetta snob che non sono altro. che l'abbiano pubblicato solo perchè è riuscito a vendere 6 milioni di dischi qualche anno fa? 
(ieri) in classe mariafiliberta ha un muso lungo un chilometro. Non la posso vedere così. (tranne la sottoscritta hanno tutti 10-11 anni)
mi hanno trasferita. cambio scuola. ricomincio di nuovo da capo. dal 1 settembre tutto nuovo, nuovi mostri, nuove classi, nuove bidelle, nuova strada e meravigliosamente nuove colleghe che tanto peggio di quei serpenti a sonagli di quest'anno non sarà possibile. sarà la mia sede definitiva se vorrò da qui alla pensione. che mi vien un pò da ridere se ci penso.. alla pensione. i cambiamenti mi son sempre piaciuti, durante le inevitabili crisi nel corso degli anni, ne sono sempre uscita cambiando, e non cambiando solo un paio di scarpe. prendendo altre strade, sconosciute e senza una guida turistica. ricominciare. che se vogliamo non è una cosa che si concede a tutti, un pò come il dubbio. riservato a pochissimi. questo post è dedicato. a una maestra lontana dalle mie aule. cara elena, le ballerine rosse aiutano sempre a raccogliere il coraggio, ma non bastano. mettersi le scarpe rosse o gialle o verdi o così come sono tutte le mie, aiuta. aiuta a pensare che siamo diverse, aiuta a non spaventare noi stesse di esser diverse. la gente si gira a guardare scarpe strane che danno nell'occhio mica mocassini neri e anonimi. dobbiamo esser pronte a prendere occhiate curiose e simpatiche ma di più dobbiamo saper tirar fuori la nostra miglior faccia da culo di fronte a petezzi, parole e disapprovazione che tacchi alti e sbarluccicanti inevitabilmente raccolgono.
stamattina mentre ero arrampicata, contro a qualsiasi 626, su una scala per attaccare un cartellone fatto con i bambini per il "22 marzo: giornata mondiale dell'acqua", cartellone peraltro meraviglioso sul risparmio delle risorse idriche disponibili, arriva la bidella. o meglio arriva la bidella barcollando, portando in mano, a coprirle tutta la faccia, un bel ficus beniamino nano. mi si piazza sotto, rischio di precipitare e lei "maestra è arrivato adesso per lei..". mi si pianta in viso un punto di domanda che, essendo invisibile ai più, la gentil bidella non coglie. scendo dalla scala come fossi la schiffer, solo più principesca, sulla gradinata di trinità dei monti, prendo il tutto, ringrazio e lei "c'è anche un bigliettino". non se ne parla nemmeno che lei se ne vada, apro il bigliettino e leggo. me l'ha mandata bruno, che anche qui ringrazio. bruno che non è un mio fidanzato, non è un mio ex fidanzato, non è un mio amante segreto ma un amico a cui voglio un sacco bene. bè.. quello che non si è scatenato! a parte le signore bidelle che si son fatte tutti i film porno sulla mia vita e me la tireranno avanti per mesi! a parte le colleghe che erano li che mi hanno fatto smorfie strane supponendo tramette tradimentose, le altre che hanno pensato e spetezzato a un gesto sgradevole da parte di qualche mamma che "alle altre non ha regalato niente.." io ci ho visto solo e unicamente INVIDIA. invidia per un ipotetico amante, per un ipotetico fidanzato, per una ipotetica mamma riconoscente o anche per un ipotetico papà riconoscente!!! non ho ovviamente detto nulla, mi son celata dietro un ipocrita visetto da diva stupida e stupita. questi momenti son da godere in tutto e fino alla fine, lasciando questi geni sbavare ubriachi delle loro ipotesi!
come avevo purtroppo
come ogni principessa che si rispetti anch'io devo affrontare un'antagonista.. nel mio caso è una collega, ed è questa. identica. credetemi. l'arma vincente che credo di avere, è il fatto che lei sia convinta che -io- sia una cretina poco furba e intelligente di dimensioni cosmiche, su tacchi troppo alti con colori troppo vivaci addosso e troppo à la page, incapace di prendere decisioni e scelte, incapace di pensare e di arrivare da qualche parte. contenta lei... intanto continuerò a comportarmi con estrema gentilezza. come al solito i posti dove capito io son sempre affollati di donne, poco femmine peraltro. mancano al solito- i maschimaschi.
L'ELEGANZA DEL RICCIO ("fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti")di muriel barbery ed. e/o € 18.00 l'avevo già a portata di mano quando me l'hanno consigliato "ti piacerà molto", a portata di mano vuol dire a 30 cm dal mouse. ho aspettato un pò prima di iniziarlo, sarà che da quando son maestra leggo molto meno "per me", son sempre che sbrigo che compilo schede che cerco lezioni diverse per tener alto il morale della truppa, i tempi bibblici che ho dedicato ai miei libri si è ridotto. ho aspettato di esser sola, di prendere un treno per andar a cena da mari, con tutta la tranquillità e la pace che da, poco più di un'ora senza parlare con nessuno. questo libretto si fa leggere e ha il pregio di non farsi mollare fino alla fine. è soffice, profuma di buono, sa di dolcetti in carta di seta e di sushi, rompe qualche stereotipo ma tanti altri li conferma. sembra quasi una versione parigina e MOLTO MA MOLTO edulcorata di troppo forte incredibilmente vicino (che è semplicemente magnifico). geniale la trovata di chiamare due sorelle colombe e paloma! anna karenina continua a segnare più di una vita. pg 18. "il mondo così com'è non è fatto per le principesse" . "quando sono angosciata, mi ritiro nel mio rifugio. non c'è nessun bisogno di viaggiare; mi basta raggiungere le sfere della mia memoria letteraria e il gioco è fatto. quale distrazione più nobile, quale compagnia più amena, quale trance più deliziosa di quella letteraria? o no?" non è un capolavoro come l'hanno presentato ed è un libro da femmine. se ci riuscirete, vi consiglio di considerare come ultima pagina la 305 e non andare oltre. fermatevi li.
martedì. di martedì pranzo a scuola con la mia truppa. si mangia da schifo. e quindo di solito mi faccio un cenino speciale. stasera son andata a prendere qualche animalino acquatico senza zampe, me lo son curata per bene, sempre care tanghiche al grido di non si mettono le mani nel culo ai pesci per chiunque, e aspetto di buttarlo sulla graticola come un san lorenzo gastronomico. rientro a scuola buono. gli elementi che amo delle classi corrispondono il mio amore. abbracci e maestra mi sei tanto mancata. durante le vacanze la voce è dilagata... fino al 24 agosto lavoravo per una banca e questa è la mia prima consistente esperienza a scuola (salvo pochissimi gg di supplenza anni e anni fa). i genitori non hanno -ancora- manifestato nulla. le colleghe -quelle che stanno li da anni a far le maestre- che mi vedono lavorare mi hanno tranquillizzata. delle mie colleghe di modulo non ho stima e francamente non m'importa nulla di una persona che non ha neanche idea della differenza fra horus e giove (dimostrato oggi) o per lo meno dell'esistenza della giornata della memoria (non fatemi commentare) e deve insegnare ai bambini. dopo questi primi mesi son contenta. insegno. e mi piace. mi dicono che è l'entusiasmo dell'inizio, la non abitudine ai bambini. forse. son contenta di entrare in classe con le cose che ho visto, e letto fino adesso, con le mie esperienza, con i miei viaggi e con la spilla di peggy sul bavero del cappotto. anche la mia gomma, nel mio astuccio della naj-oleari ha i suoi occhiali stampati sopra. a dieci anni LORO hanno già sentito nominare peggy, il barbiere di siviglia, dante, i detti in latino, anarchia, morti sul lavoro, tyssen, inquinamento a napoli e mi fanno morire quando entrano in classe felici e saltanti raccontandomi che vedendo il miliardario hanno risposto da soli a qualche domanda, perchè ce l'avevi detto tu maestra. le mie colleghe, quando ho fatto una battuta per il mio essere l'ultima diletta amante di peggy (hanno notato pure loro la spilletta sul bavero del mio fantastico cappottino nuovo, scelto dal mio personal shopper) hanno cercato di nascondere il punto di domanda che usciva loro dalla bocca. sono una stronzissima snob culturale. non avendone diritto? non lo metto in dubbio ma è questione di riferimenti. mi sento bene in questa maestra dida che un pò alla volta capisce quali sono le dinamiche dell'insegnamento, ci sono alcune colleghe preziose. solo alcune, ma ci sono. probabilmente quelle più simili a me che mi danno dritte sul come, ma non sul cosa dire. riporto tutto alla realtà tangibile di tutti i giorni, son pronta a raccogliere qualsiasi stimolo mi diano i bambini nelle classi, senza paura di cambiare all'ultimo minuto la programmazione della giornata, per seguire un discorso che costruiscono loro e mi rendo conto di esser a volte solo qualcosa su cui l'edera si attacca, ed è una gran bella sensazione. sentire come ti cercano quando non son sicuri di una cosa, o saper rispondere quasi sempre alle cose che chiedono, discutere sulle motivazioni del mio non-femminismo con una prossima volitiva acutissima emma bonino da delle soddisfazioni. a me. a lei. che però è tanto dispiaciuta del mio non perorare la sua causa.
che qualche anno fa è stata "la" groupie qui sotto, fidanzata di mick jagger, tossicona, eroinomane, cocainomane quasi-suicida e strafiga stonata: una notte viene arrestata dalla polizia inglese perché trovata, con solo una pelliccia addosso (di sicuro non tanto ecologica perchè certe cose si fanno solo con un visone), nella casa di keith richard alla ricerca di droga.
quanto sono capricciosa. e c'è chi se ne accorge con solo uno sguardo e in silenzio mette in ordine le cose con un solo gesto. quanto una cosa mi piace o non mi piace, anche se poi dico sempre che esistono infinite gradazione di colori e non solo il bianco e il nero. ultima occasione "l'età barbarica" fallimentare espressione cinematografica di denys arcand, dopo "le invasioni barbariche" aspettavo un altro capolavoro. quanto anche per le persone che incontro succede così, o mi piacciono o non mi piacciono. e se mi piacciano mi piacciono tanto. e se non mi piacciono le schifo pesantemente. quanto sono o felice o muffa. e se son muffa tutto è muffa. quanto son in pensiero se ezechiele lupo mi dice che per finire la domenica sera è indispensabile una dose extra di xanax e buonanotte, quanto non è abbastanza nemmeno colombo. quanto mi piace metter le mani in pasta e con la colla calda far ghirlande solo per chi dico io. quanto ho le mani inutilmente bucate: stiletto da nove di vernice rossa che comunque sono indispensabili per la sopravvivenza a dicembre. quanto aspetto le vacanze di natale dopo 15 anni dall'ultima volta che per me sono esistite, per far coccole e biscotti, pacchetti e figotti. quanto mi manca in questo periodo la bionda sardegna, vedere ogni giorno le mie zie e nipoti in ufficio e il mercato al sabato mattina con rosi. quanto un figlio è uno stronzo se arriva da un padre stronzo [oggi colloqui con i genitori]. quanto mi sciolgo appena giacomo apre la bocca per farsi dare l'intruglio che ha per merenda (prima o poi tesoro ti faremo mangiare anche cose buone!) e tira su le braccia come per dirmi "ou son qua tirami su". quanto rido se e. che all'università era una che mai avrebbe stirato una camicia ad un uomo mi dice (con quasi-marito, cane e giacomo a spasso) "aspetta un momento che faccio la glassa all'arancia per i biscotti". quanto un risotto va bene con i negresses vertes, tanto da farmi star zitta, silenziosamente in adorazione di una forchetta adornata, attraverso cui vedo lo chef, con una candela bianca vicino, che ha sempre il suo perchè. quanto vuol dire ogni volta che non apro bocca.
una di quelle giornate in cui non sono abbastanza bella, non son fantastica, non sono principessa, non intelligente, non spiritosa, so troppe cose, non ne so abbastanza, sono grassa, no non è vero ma non sono neanche magra, leggo troppo, leggo troppo poco, va bene l'oroscopo di linda wolf ma non quello dell'internazionale, mangio solo carboidrati, non mangio abbastanza carboidrati, entro perfettamente in una 42, chissenefrega se non entro in una 42, sono vestita troppo, troppo poco, con troppo nero, con troppo poco nero, troppo stretto, troppo largo, troppo lungo, troppo corto, troppe tette in mostra, troppo poche tette in mostra. voglio quegli stivali, non li voglio perchè tanto non c'è il numero visto perche è un peccato mortale avere il piede piccolo, sarà bello aver il piede come una pinna, sarà bello. esco stasera e mi concio come stamattina a scuola a far la pagliaccia per la gioia della mia meravigliosa truppa: con parrucca bionda stile carrà, cappellaccio da strega, abito da strega e smalto nero che più nero non si può, e resto a casa col dr. house. ho voglia di scrivere, non ho voglia di scrivere. detesto quelle commesse di libreria che quando chiedo un libro -uno QUALSIASI- cascano dal pero come avessi chiesto loro un rene, amo i commessi maschi un pò rosa che mi piegano le cose che prendo perchè sono pre-maman anche se non lo sarò mai maman. è bellissimo questo nuovo vestito nero da tango uguale a tutti i miei altri vestiti neri da tango.. ma dovevano proprio scrivere che è un vestito pre-maman maledizione a loro? e quale pre-maman lo può mettere soprattutto? di tre mesi? ma a tre mesi si mette già roba pre-maman... che giornata.. salva solo piergianugo che per dimostrarmi quanto sia stata magnifica la giornata di halloween con le maestre mi ha detto: "per piacere maestra mi puoi bocciare così il prossimo anno lo rifacciamo?" tesoro della maestra. ma che giornata...
L'ALBERO di shel silverstein € 9.00 salani editore
ltra cosa e dopo qualche tortello ai porcini brianzoli con una solenne grattata di grana, anche davanti a report o al codice mercury mi son poco principescamente addormentata, molto più alla homer, sbocconcellando un gelatino al cioccolato amarene e rum. giornate che sfrutto a pieno con gite scolastiche da organizzare, verifiche da correggere, lezioni ed elaborazioni, mostri burocratici con cui combattere sapendo già di partire perdente, tensioni con persone con cui non si parla, peggiorando situazioni già tese. libri che si accumulano. oggi giornatina tosta.. prima riunione con i genitori, sarò primo attore visto che le mie due geniali colleghe hanno delegato, ma alla fine stasera ci sarà il premio.. a teatro a godere di vinicio (e non solo).
son a secco. la cerco e non la trovo. non ho una penna magica che mi faccia scrivere con la voglia di arrivare fino alla fine in un turbinio di congiuntivi e aggettivi. la mia creatività si sta riversando sul bricolage, e non parlo di montar tavolette del wc.. che tanto poi la deve sistemare un maschiomaschio, ma di bricolage quello vero, fatto di pistole che sparano colla calda [che sia benedetto chi l'ha inventata, è la prima e credo l'ultima pistola che mai prenderò in mano] corone di vimini, pigne secche prese in austria anni fa nel bosco, ghiandine che mi hanno portato a scuola, bacchette di cannella, bacche rosse e altre cosette prese in giro e tenute nei vasi in attesa di esser usate. è un lavoro magnifico che ho fatto, ho paura a metterla sulla porta, perchè me la ruberebbero, lo so. e la bionda sardegna, che a mille km nello stesso momento sta facendo un'altra corona scrive: dovevo andar via per vederti far ste cose stronza, immagina che domeniche ci passavamo! e mi viene in mente un'altra crisi di bricolage nei giorni vicini al natale qualche anno fa, a strafarci di pasta di sale infornata e triellina che drogava l'aria e giù a ridere. e non riesco a legger nulla così presa dal tornado scuola.. e oggi mi hanno detto "ciao maestra dida". domani vado a scarpe.. un bel tacco nove è quello che mi serve.
son stremata, stanca, infreddolita. la casa pare mi sia esplosa, ho libri ovunque, peggio del solito, riviste tipo "la scalata alla scuola elementare in tacchi a spillo", "quaderni operativi -dalla I alla V-: come abbinare lo zaino delle winks di mariashakira alle vostre agata ruiz de la prada rosa confetto" sul tappeto in sala. una sindrome premestruo che se non si risolve entro breve diventerò bulimica o dovrò cambiare completamente guardaroba, il che non mi sembra proprio un problema. la settimana non è ancora finita ma davvero mi sento una “strazza da pie” come si dice dalle mie parti. presa da un impeto di bricolage ho in stanza una corona di vimini da organizzare e una pistola spara colla e accanto, una mezza tonnellata di ghiande e due manciate di bacche rosse di rosa canina, ma penso che la causa di tutto sia la solita sindrome da femminafemmina. se ci mettete anche che hanno buttato fuori cristiano dall’isola [la ventura deve aver pensato che le chiudono il programma], che il mio (sesto) ballerino parte per la cina per qualche settimana [evvvvvai ne ho fatto fuori un altro!!!], che la lezione di lunedì di tango, ovvio, è stata praticamente fatta solo su pugliese [“un pugliese è sempre pericoloso”] che le mie lezioni, per come le intendo io, hanno poco di lezione ma son delle micromilonga inter-me con evoluzioni mentali da lsd, che il mio maestro di tango abbina il colore delle sedie a quello dei suoi pantaloni e che è maestro di vita [ad aforismi e frasi storiche è meglio di oscar wilde e winston churchill messi insieme: "non sono un cameriere IO SONO UN BALLERINO", mentre tra rasta e anime perse raccoglieva bicchieri in giro per il nuovo locale] e che la mia voglia di far chilometri è arrivata ad un livello massimo, che ho cercato di cambiare la tavoletta del wc dopo uno schianto della domenica mattina ma non sono convinta del risultato.. beh diciamo che avere la scusa della sindrome premestruale fa comodo. la faccenda delle ghiande però ve la spiego, yleana una mattina arriva a scuola con un rametto di quercia con numero due ghiande attaccate, ripeto due ghiande. le altre maestre lasciano il loro rametto sulla cattedra, per me inconcepibile, una bimba con le fossette ti fa un regalo e lo lasci li? cmq la ringrazio e le dico che le ghiande andranno a finire sulla corona che ho sulla porta di casa. da quel momento, ogni giorno, tutti i giorni, son andata a casa con un ramo, ogni giorno più grande, di quercia, con una tonnellata di ghiandine verdi attaccate e poi sparse in giro per la macchina, per la borsa rossa e per le tasche. il progetto corona nuova per la porta di casa a questo punto deve necessariamente partire. la settimana a scuola comunque è proseguita bene, ho corretto le verifiche sugli assiri, croce delle quinte e vigilato su quella sui fenici. sono andati meglio sui fenici, tutti, e questo mi fa capire che le virate in corso d’opera hanno avuto il loro buon effetto. la scuola mi fa bene nonostante siano in tanti che urlano e litigano e non stanno buoni, mi fanno più sorridere che incazzare. EPISODI DI RILIEVO DELLA SETTIMANA: a mariano è caduto un dente in classe e quindi agitazione generale e “MAESTRA HO IL DENTE GiA’ SOTTO???” con bocca spalancata a mezzo cm dal mio occhio e indice a tener larga la guancia. fabrizio incazzato arriva con passo da bersagliere :”MAESTRA, ERMENEGILDA NON MI LASCIA IN PACE…” rispondo che è colpa del suo grande fascino e che non potrà far più nulla, il problema l’avrà per tutta la vita e non solo con ermenegilda. lei va via scocciata e greta, la sua migliore amica “MAESTRA CHE RISPOSTA FANTASTICA!”. mariashakira dopo aver dovuto sopportare di tenere per mano durante il gioco delle coppie, nell’ora di ed. motoria nientemeno che un MASCHIO, ha fatto di tutto per farsi eliminare per prima, non riuscendoci ha guardato schifata l’essere immondo che le teneva la mano non immaginandosi nemmeno che fra 5 anni vorrà solo far giochi delle coppie. la maestra poi ha dovuto scendere in campo perché eravamo dispari e quindi il gioco delle coppie non funzionava.. mi hanno presa per mano, eliminata e rimessa in panchina in tre minuti ma vederli ridere così solo perché gioco con loro.. mi ha fatta vincere! tanto contenta!