giovedì, 05 giugno 2008

820_1553_019sscarpe di carrie, borsa di miranda, vestito di charlotte e senza slip come samantha.

che film si va a vedere stasera dopo aver cenato sushi? ;)

AGGIORNAMENTO DEL 6 GIUGNO
non sarà un capolavoro d'autore? e allora? qualche donnetta schifata CI tratterà come povere imbecilli perchè NOI andiamo a vedere il film e abbiamo i dvd delle serie vicino al lettore? e allora? ci tratteranno anche peggio quelle che SI VANTANO di non avere mai visto una puntata una su la7? e allora? ci siamo divertite! tanto! abbiamo riso! abbiamo ascoltato i nostri tacchi che neanche le sfilate col passo dell'oca sulla piazza rossa a mosca. anche se diciamolo pure.. del passo dell'oca si è trattato pure ieri sera! :)
e sempre più siamo convinte che le cose vanno male, vanno meno male di quello che sembra se abbiamo una vuitton a tener pacchi formato famiglia di fazzolettini di carta e un tacco nove di manolo o christian, ma anche di barska o di guess o di comme, a sostenere teneramente i nostri incerti passi, in attesa che possano tornare sicuri.
la femminilità non si nasconde dietro ad uno sbandierato femminismo che sempre di più assomiglia ad un mascolino maschilismo senza pisello.

giovedì, 29 maggio 2008

è giunto il momento,devo rendermene conto, domani esce il film e non posso più fare finta di niente. sono io, carrie taglia 43. c'è poco da fare, me l'ha detto il test (non facevo un test dalla terza media, su cioè)  su facebook e ho gli stessi zoccoli rosa dalla scorsa estate. non si scherza su queste cose.
sex &the city e zoccoli rosa
You are "Carrie Bradshaw"!
You are creative in all things you do. Whatever your passion is--be it writing, shoes, or adorning yourself--you are constantly inventive. Your keen eye for beauty and color lead you to try new things. Those new things combined with your friends admiration of you makes you a trendsetter. You're the type that would accentuate your wardrobe with a red rose lapel pin and discover that everybody is wearing it the next day. And why not? It looks fabulous.
venerdì, 23 maggio 2008

820_5021_008sun libro bellissimo da finire di leggere con calma ed esclusività, voglia di ballare tango che sfogherò martedì, un risotto che fa chi è più scalzo di me, uno spritz con aperol fatto in casa con il ghiaccio a forma di puzzle, piedi scalzi sul tappeto, uno smalto melanzana da piedi da urlo, piedi da urlo, il cielo di un grigio burrascoso, una pioggia che promette una notte di sonno profondo, i tacchi che fanno rumore in un collegio docenti infinito, i miei fumi di londra incazzati che sbroccano e sono apprezzati perchè esagerati e quasi mai inutili, la gita di lunedì con la truppa della V b e i miei stivali da pioggia neri coi cuori colorati.. non si può pretendere che sappia fare anche una lavatrice giusta, ma si può pretendere che poi tutte le cose diventate grigio topastro per colpa del mio golfinetto nero finito chissà quando e chissà perchè nella divisa da vergine vestale buttata nel cesto della biancheria, tornino bianco splendente dopo il magheggio con quel prodotto meraviglioso della grey. venerdì da strega che un pò strega. 

mercoledì, 14 maggio 2008

820_5021_005s

vediamo di portare un pò di brillantinati pensieri e spegnere il cervello, in una giornata che è stata a dir poco pesante, fra psicoterapeuti competenti e straordinariamente umani, bambini meravigliosi ma in difficoltà e genitori che purtroppo non se ne rendono conto, o non vogliono rendersene conto. questo post è dedicato ai maschimaschi. escluse dalla risposta tutte le fanciulle, tanghiche comprese e tutti quelli che hanno visto almeno una stagione di sex & the city. la domanda è: chi è il designer di questo sandaletto da poco? è di una facilità imbarazzante.. date prova di voi, adorati!

mercoledì, 30 aprile 2008

DGC_11613232_neon_green_h_pu

oggi il blog compie due anni, il primo post era timido, quello scritto un anno dopo un pò meno e oggi, ancora non sono capace di gestir le cose per bene, visto che avevo già scritto un post tutto miele e che l'ho cancellato, maledizione. riflettevo sul fatto non di essere un blog, ma di avere un blog. perchè son io con la mia bella faccia, senza nick che possano nascondermi, dida è come mi chiamano tutti e sempre di più il blog diventa -sempre di meno- etereo, visto che tanto sta prendendo sempre di più sembianze vere e reali. e come si conviene partono i ringraziamenti: grazie agli assidui lettori che non lasciano traccia e a quelli che lasciano sempre qualcosa, ai soldi meglio spesi per un vestito, pagato caro ma che è il mio primo fan, grazie a mia sorella illuminata che tormento, grazie alle zie, grazie alle tanghiche che ci sono dal vivo, grazie a zia farola che è una delle cose più belle del tango, grazie alla mia maestra che legge e si commuove per la paciaroni, grazie a chi in pieno tango mi fa capire senza tanti giri di parole che legge con attenzione i miei post, grazie a sedge per le telefonate eterne dalla sua finestra sul cortile, a chamaco, a coso e al suo bandoneon e alle di loro gambe rotte, grazie a carlo che arriva in punta di penna con musica che avvolge, grazie a ferlinghetti e alle sue puntate numerate e musicate, grazie alla maestra elena che mi è stata più vicina delle mie colleghe reali, grazie dei girasoli, degli inviti alla milonga, delle tande solo perchè ho un blog, grazie a luana e a j. , grazie al jazz con zavamma anche se son sicura che non vorrebbe fosse scritto, grazie a wanda e wilma, grazie agli incontri al cinema sicura di chi avevo davanti senza averlo mai visto prima, grazie al professor coaloa, a charlie manson che sarà un pò più buono dell'originale, al conte, ad angelo che fra cina e non cina continua a chiamarmi splen...

purtroppo non ispirata, nel secondo anno del blog, mettervi tutti d'accordo per regalarmi questi sandali fatati, fate pure, 36 of course. merci.

giovedì, 17 aprile 2008

fratelli_bergamasco

una riunione tanghica con pranzo-regalo in una soffitta a trieste, all'ultimo piano prima del cielo. desco magnifico in occasione del mio genetliaco che continuerò a festeggiare ancora per mesi. eravamo come dentro un frullatore. solo che, diversamente da quello che succede nelle normali cucine, quello che girava all'impazzata e si distruggeva stava fuori, e noi dentro, come delle fragole che schivando le lame per non esser frullate finiscono per ballare una milonga, dalla quale si esce con appena qualche graffio. che fa curriculum.

la foto, motivazione: cercavo su google immagini un bulldog francese e son usciti i fratelli bergamasco, segno del destino che è sempre ben guardare, soprattutto se fa guardare maschimaschi.

giovedì, 03 aprile 2008
author: didaquellavera @ aprile 03, 2008 12:41
category: diario, ipse dixit, gossip, cronaca, scarpe, attualitĂ , regine e principesse, la scarpa e la zoccola
comments: commenti (13)(popup) | commenti (13)

GZ_11668567_beige_red_black_dt1_pu

 oggi lina sotis ha scritto sul magazine del corriere (accanto ad una foto che ritrae solo i piedi di sarkò, carlà, regina elisabetta e principe di edimburgo durante la reunion di qualche giorno fa) che la donna che mette i tacchi crede di possedere il mondo, mentre è il mondo che possiede lei. a differenza di chi è sicura di se e mette le ballerine. ha ragione, confermo. ma credevo che carlà mettesse le ballerine solo per non avere più tacco di sarkò.

martedì, 01 aprile 2008

fork02la suicid, in tinovese sarebbe la quiche. d'ora in avanti suicid. mettetevi un paio di scarpe meravigliose col tacco almeno da nove (tipo le mie bianche e rosse), andate dal fruttarolo, quello machissimo e peloso sui 45, che quando chiedete delle zucchine, fra le righe -che voi peraltro leggete benissimo- vi dice quello che vi farebbe tutt'altro che con le zucchine. chiedetegliene tre e con civetteria ottocentesca da donzella sprovveduta,  insinuate: "di misura media".  dopo aver fatto innalzare il vostro ego a livelli inaspettati per le volgarità che riuscirete a produrre nell'elemento e dopo aver sentito gli occhi del suddetto machissimo peloso fruttarolo scavallare fra tutti i vostri luoghi più sacri, potete andare a casa e mettervi ai fornelli, avendo però l'accortezze di prendere anche 150 grammi di caprino fresco e del pesto. le scarpe vanno tenute per la buona riuscita della suicid. se la fate con le ciabatte non vi viene, vi avviso. quindi, ragazze, procediamo: prendere un rotolo di pasta brisè o sfoglia, stenderla in una teglia e bucherellarla con i rebbi di una forchetta (per inciso quando un maschio mette in un discorso i rebbi di una forchetta può chiedermi di intestargli il conto corrente e io lo faccio), spalmare alcune cucchiaiate di pesto sulla pasta sfoglia o brisè. accendete il forno a 180 gradi. tagliate le zucchine e le fatele morire per dieci minuti in un soffritto di olio e aglio, so che siete femmine e quindi l'aglio lo lasciate li e non vi farà paura. metà delle zucchine vanno messe sulla sfoglia e il pesto, spezzattate con le punte delle dita il caprino e sparpagliatelo, con le dita ho detto, sporcatevi quelle manine! l'altra metà delle zucchine va a coprire il tutto. a parte sbattete due uova con un bicchiere di latte e una solenne grattata di grana -io lo gratto grosso- . attenzione a quanto latte mettete, qui si fa la differenza. alla fine della cottura la farcitura non deve risultare liquida. in forno per 25 minuti a 180 gradi. da mangiare tiepida, la sera con una bottiglia di bollicine o anche il giorno dopo per una tarda colazione prima di tornare a letto a consumare qualche centinaio di calorie. fatemi sapere.   

foto da http://pollycoke.files.wordpress.com/2007/03/fork02.jpg

venerdì, 08 febbraio 2008
author: didaquellavera @ febbraio 08, 2008 15:33
category: diario, arte, le cose della vita, regine e principesse, la scarpa e la zoccola, dilloaziadida, tanghiche
comments: commenti (6)(popup) | commenti (6)

soupwarholmi sa che abbiamo un sottile filo di dolore, di non stare mai in pace, di non esser mai placate, sempre presente. che s'inspessisce il più delle volte per tutte quelle cose della vita che ci si palesano davanti e che non possono essere cambiate, evitate, schivate ma che spesso ci si schiantano contro senza aver nessuna assicurazione. un filo che solo raramente, rarissimamente, teniamo sotto controllo o meglio, si lascia tenere sotto controllo. mi sa che ci dobbiamo convivere sempre. un pò perchè son eventi inevitabili più grandi di noi, a volte perchè un certo dolorino paradossalmente amplifica tutto quello che di magnifico abbiamo intorno. un dolorino che nasce per paura, per debolezza, per stanchezza, per noia anche. va bene tutto, anche nascondere sotto il rumore dei tacchi il non essere mai completamente in pace. come si fa con la polvere quando in velocità la buttiamo sotto il tappeto del salotto perchè abbiamo fretta e tanto chi vuoi che se ne accorga.

in foto andy e le nostre soups.

martedì, 05 febbraio 2008
author: didaquellavera @ febbraio 05, 2008 09:57
category: ipse dixit, scarpe, tango, lezioni di tango, la scarpa e la zoccola, ego strabordante
comments: commenti (10)(popup) | commenti (10)

DG_11731888_red_dt2_pu

"quando scrivi delle tue scarpe da tango mi sembra di leggere hemingway che scriveva dei suoi fucili da caccia"

merci monsieur hugo.

sabato, 26 gennaio 2008

comme-antonietta-cipria nero 5TANGHICA: creatura nata da una costola di tarantino. di origine tendenzialmente principesca, atta come tale a tutti i veri piaceri, a trattarsi comme il faut, a mangiare bene, a bere come si deve, a leggere ricercatezze, a godere di terme e massaggi... etc...  le tanghiche sono esperte di maschimaschi, di sguardi di primo livello, di sushi, scarpe e aperitivi. le tanghiche si muovono assieme, non "stanno mai buone", sono indomite nelle tempeste soprattutto se la sera c'è milonga (trd. si balla il tango) in un posto sperduto. insieme non c'è gioco, fanno una splendente paura.

omaggio dovuto a zia farola che sa le cose della vita, e ha lasciato questo -con altro-, come commento al precedente post.

merci dalle tanghiche (che si son date questo nome per prime)

diffidare delle imitazioni

mercoledì, 23 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 23, 2008 22:23
category: diario, scarpe, tango, lezioni di tango, le cose della vita, la scarpa e la zoccola, le cose buone, tanghiche
comments: commenti (11)(popup) | commenti (11)

comme-base-verde oror 2

 completango: due anni fa mai avrei creduto di entrare a far parte delle brigate per l'abolizione violenta del voleo con la scarpa e la zoccola (la zoccola in realtà i voleos li vuole fare cmq) nonostante la presenza costante e determinante dei supremi maestri. o di essere una tanghica con tutto quello che ne viene. anche se... il destino è quel che è, non c'è scampo più per me!

comme il faut

venerdì, 24 agosto 2007

il primo agosto del 2000 era il mio primo giorno di lavoro qui. sono arrivata con un vestitino bianco a fiorellini neri ricamati sul bordo, scarpette basse rosse e borsettinetta in tinta. oggi 7 anni dopo ultimo mio giorno di questo lavoro mi sento completamente diversa in tutto. e contenta di esser diventata così: coi tacchi alti e le scarpe d'oro in tinta con la borsa, maglietta scollacciata e gonna che sale oltre. grazie a chi ha collaborato alla mia creazione in ordine vario: la lu e i suoi svarioni acutissimi, enrica con le parole non dette e la penna verde, fabi grazie per i tacchi!, egle dei viaggi, dei miracoli e delle litigate, clara dei vini bonton, titti, max che canta e dipinge, l'orrido baracino, luchino, fede in bicicletta nelle valli del natisone, silvano e le sue calde notti, laura e il tappeto aggiustato, sonia e i libri da bambini per grandi, defonzis, chiarinetta bella che mi fa sorprese e che tanto i capelli se li taglia comunque, lisa la mia lisa, lea che menomale che lavora qui altrimenti chissà se la conoscevo, la strega delucesca che le prende tutte, michi dell'amministrazione, lu dell'amministrazione, la robi che è a bologna adesso, catia ritrovata, enrico col maggiolone, silvia e quanto mi ha ospitato!, ale con le battutine sagaci, mia che mi ha portata in costa rica e poi si è fidanzata, cinzia che non ho mai inquadrato bene ma mi sa che è ben inquadrata :), elena e i suoi viaggi, la stella di michela coi gioielli della sorellina e i mascara che fanno male agli occhi, elena e filippo e tommaso, michela per l'ispirazione al taglio da marines, andrea b. per le serate al cinema e i suoni dei violini, valentina per le notti passate a parlare di pavese, francesca per i gioielli da regina di saba, angelica per i caffè e i sorrisini, paolo b. per i risotti e il vino in soffitta, cristiano per le consulenze informatiche e non solo, dona per i ciao dona ciao dona, gigi che all'inizio non potevo sopportare, gabriele e la litigata mondiale, mari e il suo primo regalo di natale per diventare "dida che t..oe", edo guardato con un sospiro, benedetta che mi da soddisfazioni, laura e i suoi i cinghiali distruttori di Y10, la mangi per le sfilate quotidiane, karen per hallo kitty, michele perchè è il mio guru e maestro di tutti i tanghi, la dottoressadania, il mouse a sinistra di valeria, chi alscia la carta igienica sul davanzale e piove, chi ha lasciato pulito il bagno come un cesso dell'autogrill di verona nord, i segreti di pulcinella dell'ufficio, carmen per la cucina sicula e gli scontri tra titani a livello di scarpe..

grazie

lunedì, 30 luglio 2007
author: didaquellavera @ luglio 30, 2007 13:14
category: musica, diario, concerto, tango, le cose della vita, la scarpa e la zoccola, le cose buone
comments: commenti (10)(popup) | commenti (10)

Gotan2Concerto dei gotan project. La scarpa e la zoccola se ne sono rimaste in borsa, nel loro sacchetto di raso fuxia, hanno protestato un pò ma erano stanche e l'hanno fatto solo per dovere polemico. Qualcuno ha ballato. Nelle retrovie. Io no. Mi son messa davanti, senza presunzioni tangose. Son stata li a farmi trapassare la pancia dal bandoneon fisicamente e vibrantemente senza nemmeno muovermi più di tanto, anzi sentendomi molto goffa ad arrampicarmi su note conosciute e comunque limpidamente trascinate. Strano che mi faccia questo effetto così fisico, per come si muove in maniera sinuosa, sembrava un animale affascinante e pericolosissimo a volte. A volte sembrava fossi io un bandoneon suonato e vibrato. Concerto solitario e non condiviso, di quasi immobilità anche emotiva, ma non emozionale (la differenza c'è). volevo solo due mani appoggiate fra spalle e collo. Mi spaventa questo estraneamento che mi prende quasi sempre durante questi concerti così "percepiti". Sono talmente presa a farmi bombardare dalla musica (che mai come in questi ultimi anni mi possiede mi insegna mi intriga mi scuote) da farmi isolare completamente dal resto, fino al punto di poter dire che ieri sera mi sentivo “da sola” nella piazza. Io che da sola non vado ai concerti, poi ho bisogno di sentirmi esclusiva spettatrice. La pioggia, improvvisa e tanta, un minuto prima delle ultime note, mi ha chiusa in 10 minuti di decompressione, mai così utili, in un guscio protettivo che è un kway che mi accompagna dalla terza media. poi crollo addormentata in auto. Col bandoneon che si chiude. Nella mia pancia.

foto di j. tks

lunedì, 16 luglio 2007

le scarpe di pilar_1_1

Ballata. Bene, benissimo, male, tremendamente, con cognizione di causa, per noia, per far allenamento, per obbligo, per farmi contenta, perché così mi hanno tolto un muso che sembrava eterno, col cuore, per mandare via la crisi nera, con le gambe, senza nessun tempo sentito, volendo ballare con un'idea, perché si doveva, per sentire il mio tempo, perché è bello abbracciarmi, perché la tigre chiedeva pugliese e pugliese si balla, non si sente. Pugliese che non si è fatto pregare e non mi fatta dormire bene, mi ha scossa agitata, tormentata, lasciata senza fiato. Mi hanno ballata. non tutti, non tanti. il rumore del tacco in accelerazione sul pavimento, il graffio che mi son fatta col tacco in un voleo così così, vicino al tatuaggio sulla caviglia destra, era una sezione di cerchio che mi ha bruciato un pò, fiatoni e sospiri, piedi sporchi e indolenziti, fondersi con qualcuno alzare gli occhi e non sapere se dire grazie o no, perchè magari non sta bene o sembra piaggeria. e poi ieri sera, alla fine sono rientrata. Cena fuori in giardino al caldo, un vento caldo che sa quasi di deserto, il grechetto ghiacciato passato in barrique preso a todi su due pizze mangiate con le mani. Di proposito non ho messo note a ricoprire parole, dopo una settimana di tango, anche al silenzio sentivo dentro la musica, e i vals si sono lasciati sostituire dal tango e da milongas estreme battute coi tacchi che hanno scaricato cambi peso e i piedi sotto al tavolo andavano. Così come andavano in autogrill, ipnotizzata di fronte al banco frigo da quelle cose che si trovano solo li, col peso scaricato per terra e la gamba destra col bacino fermo a far cerchi irrisolti tra turisti giapponesi.

TANGO LAB primo master italiano di tango 9-15 luglio 2007 monte castello di vibio (todi)

Circa 30 coppie a pendere dalle labbra di maestri solo italiani: alberto colombo & alessandra rizzotti, germano scaperotta & anna contessa, (contessa in rivolta perfetta miscela di gusto eleganza e femminilità espressa naturalmente a livelli esponenziali!) da milano; alex cantarelli & mimma mercurio da roma; fabio michelini & maki mori (avatar che mi fa sorridere se la penso come una lucy liu tanguera versione kill bill!) da trento-milano; gli irrefrenabili irresistibili impareggiabili inimitabili e in odor di santità (tanto che quando ballano loro l'aria si riempie di inspiegabili fragranze di fiori spontanei!) michele usoni & mara maranzana da udine; sergio chiaverini & Francesca brandi da Genova. ogni coppia di maestri con la propria corte di fan assatanati! Giornate piene, di tango a tutte le ore. Mattina: lenta e tarda colazione e un’ora e mezza di tecnica. Pranzo e libertà per qualche ora con possibilità di far practica libera in qualsiasi momento. Dalle 5 practica guidata e dalle 6 alle 7 mezza/otto altra lezione. Cena e milonga fino ad esaurimento scorte. il tutto per quasi una settimana. il sabato lezione staffetta da 30 min a coppia (di maestri) con noi sempre divisi su tre livelli. le percezioni che seguono sono mie e personalissime, qui mi sembra il caso di sottolinearlo visto che  loro sono i maestri e io ballo solo da un anno e mezzo. nella loro singolarità si sono fusi magnificamente a livello didattico e di personalità tanguera, hanno dato tutto quello che la situazione richiedeva e se c'è stato qualcosa che li ha irritati, preoccupati o semplicemente stonati, non l'ho minimamente percepito. i primi due giorni non sono stati facili, ho pensato addirittura di mollare e tornarmene a casa trascinata da un umore devastante. il ballerino che mi è stato assegnato non era troppo affine a me, per diversa concezione del corpo, del tango, della musica e perchè per quanto io sia dilettante lui lo è ancora di più e ho la convinzione che avere un ballerino appena un pò più bravo faccia fare senza dubbio più progressi. senza far finta di far finta di niente non c'è stata nessuna comunione d'intenti, cosa ampiamente ricambiata visto che quando mi metto a fare la stronza non mi risparmio e probabilmente esagero. ma per come intendo il farmi ballare (anche a lezione) uno che mi ripete nell'orecchio un due tre quattro cinque sei e un due tre quattro cinque sei, o anche l'isolare in maniera definitiva una sequenza senza che sia integrata con nulla, mi spiace ma difficilmente condivido. nel tango non ci metto numeri o sequenze di fibonacci. certo si potrebbe dire "bè ma tu mica sei la principessa di tutti i tanghi?" si vero verissimo, ma ribatto: in una situazione come quella che si è creata in questa settimana avere una persona più affine a me, mi avrebbe dato sicuramente modo di apprendere e assorbire di più.
 le lezioni di tecnica sono state assolute e utilissime proprio perchè gestite a livello di singola persona: gestione corporea, intimità con le proprie emozioni e padronanza fisica dei movimenti. lezioni serali di tango a rotazione per ciascun livello, le varie coppie di maestri si sono alternate. la percezione del tango sulle 24 ore per una settimana è stata molto piacevole e non mi ha annoiata minimamente, non arrivo mai a tanto in condizioni normali, trovarsi a monopolizzare un'intera stuttura e anche un pò il borgo (all'alimentari minuscolo ogni giorno: "come va col tango?") che ci ha ospitati con tacchi da 9 e musica sempre e ovunque ha unito delle persone che altrimenti non si sarebbero nemmeno sfiorate. peccato che i regionalismi non siano stati scalfiti più di tanto, ci son stati quelli di udine quelli di roma quelli di milano e quelli di genova con i nostri ego in continua irrefrenabile ascesa! tango fa una bella rima con ego! mi ha fatto ridere questa battuta, visto che anche l'ironia era, ovvio, tanguera: che differenza c'è fra dio e un tanguero? dio sa di non essere un tanguero! e giù grasse risate. come spesso accade sono i dettagli a fare la differenza (come qualcuno mi fa notare spesso), quelli piccoli, quelli che credo di vedere solo io, ma non è così purtroppo, non sono poi così tanto speciale (questa è una battuta! lo so benissimo che sono SPECIALE!). sono stata bene, un pò ho tormentato ma ci sta, non sarei stata io altrimenti. mi son piaciuti i maestri tutti, ho curiosato fra i vestiti da tango che si esibivano ogni giorno nelle sale, fra i tacchi delle scarpe, un paio di comme il faut col tacco scollato son rimaste sotto una sedia per 4 giorni. mi son piaciute le strane coppie del tango, i giovani passi (solo a livello anagrafico) che mi hanno accolta piacevolmente fra loro, come una zia zitella o una sorella maggiore (come dicono carinamente loro!) la sera per una mezz'ora di chiacchiericcio fitto fitto di commenti e musica, al mattino in un risveglio pieno si silenzi stiracchiamenti e sms da evadere. mi son piaciute le scarpe prese per i tacchi e le ballerine scalze su e giù per le scale. mi son piaciuti i miei piedi che hanno fatto il loro mestiere senza lamentarsi, neanche su ferite da tango che hanno insanguinato come al solito la scarpa e la zoccola. piedi che ho fatto diventare neri camminando in discesa per le strade di todi coi sandali in mano sentendomi tremendamente una turista americana che va a spasso per borghi medievali coi tacchi alti a prendersi delle sbronze felici di grechetto con quasi 40 gradi nell'aria. piedi sporchi e freddi per aver ballato di sera su un prato in un evento di decompressione da tango, coi sandali rossi abbandonati da qualche parte, una playlist pefetta (di alex): dal tango delle capinere assassinato con michele in gran spolvero, agli afterhours con un corpo che ha obbedito sincronicamente solo alla musica e paolo conte ballato con gli occhi ad un cielo umbro buio e stellato. sfide accettate magari solo per gioco, per strafottenza, per dire che se si gioca si punta alto, altrimenti non si gioca affatto. sorrido: il tanguero è tecnologico.. ipod, chiavette, pc e mac, cavetti, memory card con buona pace di gardel.

per ora chiudo, integrerò sicuramente.

la foto: pilar e le sue scarpe alla fine della lezione.




lunedì, 11 giugno 2007
author: didaquellavera @ giugno 11, 2007 15:13
category: diario, scarpe, tango, le cose della vita, la scarpa e la zoccola, le cose buone
comments: commenti (13)(popup) | commenti (13)

neo_base_virgola_rossa

 

 

stasera riprendo. mi è tanto mancato. si deve sentire il tango, e volerlo sentire con chi TI BALLA.

domenica, 27 maggio 2007
author: didaquellavera @ maggio 27, 2007 12:24
category: viaggi, diario, cucina, cronaca, attualitĂ , le cose della vita, la scarpa e la zoccola, vita da zia, le cose buone
comments: commenti (4)(popup) | commenti (4)

quasi innaturale preparare il bagaglio per partire domani mattina per dieci giorni di sole in sardegna ora, mentre si scatena un temporale perfetto, di quelli da manuale che ha iniziato ieri sera a preannunciarsi con vento fortissimo e cielo nero di nuvole incazzose, per poi scatenarsi stamattina con disastri in mezza regione, purtroppo feriti, un morto, vigili del fuoco e protezione civile al lavoro. egoisticamente questo temporale me lo sono goduta già da ieri sera. a prender pioggia, parlando al telefono, sotto gli alberi di fronte a un locale che mi piace tantissimo, con un bicchiere di vino rosso in mano. camminando e sentendomi fare (sotto il mio ombrello rosa di titti) spalla contro spalla, confidenze che, secondo chi me le ha fatte, avrebbe cambiato la nostra amicizia, ma che invece no, non l'hanno minimamente messa neppur in discussione, tutt'altro: l'amore non ha un sesso, non è nè maschio nè femmina, l'amore è amore, punto e basta. temporale che mi ha fatto compagnia uscendo dalla mangiata, in un posto in mezzo a un bosco e che ha fatto uscire un sacco di animaletti, tantissimi rospi! uno dei quali è stato inseguito un pò con l'evidente intenzione di farlo diventare principe baciandolo! ma non ero in gradi correre troppo, non tanto per i tacchi che comunque si prestano anche all'inseguimento se debitamente addestrati, quanto per la cena tutt'altro che leggera: meraviglioso pasticcio di radicchio e salsiccia, frico con verdura amarissima che mi piace molto, una grappa al sedano -strabiliante- che mi ha lasciato un aroma leggero in bocca.  il rospo non è diventato principe solo perchè non ho voluto prenderlo. aspetto ancora un pò, fino al prossimo temporale. ora ho le cose in giro, un chilo di costumi ma anche più, creme, cremette, sandali, un paio di scarpe da tango (porto la scarpa e la zoccola che in sardegna avranno il loro appeal raddoppiato e che magari userò), libri (altro roth, carofiglio, altro sulle madri di plaza de majo..), vestiti non li ho ancora pensati. non mi rendo ben conto di esser in ferie, le ultime settimane son state -lavorativamente parlando- parecchio dure, per non parlare dell'inverno fra ospedali e attese di esiti. stamattina son rimasta al buio, a letto sotto lenzuola rosse, a sentire le ultimora live ascoltando la pioggia contro le finestre, e qualche sentore di ferie l'ho avuto. questa domenica un pò strana di gente arrivata qua, i miei a bere il caffè, mio papà a registrarsi sul sito dei banditi della suziki (si è logato come nonno!!!!lui che non lo è in nessun senso!!!!), il papà della bionda sardegna a portarmi cose, una chiamata da una amica delle superiori che sento sempre troppo poco e vedo ancora meno, ma che mi da sempre ottime notizie. adesso sistemo l'ipod, metto tolgo, metto tolgo, rimetto ritolgo. solo un fastidio per stasera, rava e bollani in concerto a trieste e io di nuovo me li perdo..  maledizione

lunedì, 21 maggio 2007
author: didaquellavera @ maggio 21, 2007 18:51
category: diario, scarpe, diario di viaggio, concerto, tango, le cose della vita, la scarpa e la zoccola, ego strabordante, le cose buone, maschimaschi
comments: commenti (8)(popup) | commenti (8)

comme_base_biancanera_verniceTorno dal mare con paolo conte e tutte le sue perline colorate e libertà, caramelle alascane, acappatoio azzurro, sguardo da lupa, gelato al limone, alle prese con una verde milonga, tango blues, tinello marron e quella calma più tigrata più segreta di così, la mia valigia di perplessità e si le donne odiavano il jazz ma io no, per niente, ho solo il tempo di prepararmi per andare a trieste a milonga, c’è un concerto dell’ orquesta de tango silencio, e da mesi se ne parla, ed è quello -il concerto- che ci hanno venduto al telefono, quando abbiamo prenotato con larghissimo anticipo, in realtà è uno pseudo-galà con fantomatico buffet, di un circolo della città, tanto esclusivo che qualcuno putroppo rimane fuori. arrivo annoiata, mi siedo solitaria, scollatura fin troppo generosa, (mi sa che la prossima volta devo dosare il colpo) e tacco rosso. resto li convinta che mi faranno compagnia solo i miei pensieri che oggi sembrano esser in rivolta, dopo un po’ che se ne stavano per i fattacci loro. si scatena la ressa per il buffet, niente di che a dire il vero, ho lanciato appena qualche occhiata ma non c'è niente che m'ingolosisca più di tanto e comunque a fame e umore non sono messa bene. faccio spazio per far sedere una coppia sconosciuta, mai vista, poco dopo lui arriva con una bottiglia di chardonnay e tre bicchieri, serve per prima me e poi la sua tipa, uomo delizioso, la moglie dev’esser solo fiera di accompagnarsi ad un uomo di quello stampo. Chissà cos’ha pensato per riempirmi il bicchiere, magari gli ho fatto pena:


a. Triste, sola e abbandonata da chissà quale orrido, promiscuo, tamarrissimo tanguero di inenarribabile quanto incomprensibile fascino. Triste,solitario y final
b. Lite furiosa con la mezza mela (la celeberrima media manzana della letteratura romantica spagnola-sudamericana) che mi pianta li, ed io orgogliosa, come solo una donna di notevole calor y sentimiento sa fare, immobile, con la mia borsettina sotto braccio, in attesa del ritorno del bruto.
c. Tanguera arrivata da sola sperando in chissà cosa e già dalla prima tanda rimasta li, come una carciofa.. alcaciofa.

Mi passano in testa film e sceneggiature di film scollacciati: sarebbe potuto questo essere l'incipit di un menage a troi? si chiacchiera, mi sento un pò abbandonata seduta li, ma il senor mi riempie di nuovo il bicchiere, mi sciolgo un po’. il vino al solito diluisce i pensieri, che perdono i colori forti: sbiaditi fanno meno danni, i pensieri non i colori. Perché se dobbiamo parlare di colori, sbiaditi non li voglio. E già qui la serata migliorava, poi improvvisamente prendono parvenza reale, amici di tangoquerido, in quattro ad una milonga e nel giro di 2 mq per alcuni minuti senza nessuna distanza di sicurezza: cara farolit le bande tangarmate del nordest si stanno coalizzando e sembrano esser calienti quanto quelle sicule! Uno dei miei primi incontri fra blogger, per di più tangueri, non tutto è andato per il verso giusto: non ci siamo ballati addosso nel senso proprio della cosa, ma certe affinità elettive (comme il faut!!) ci sono ed è evidente che a qualcos'altro porteranno! Tanto bello!

poi iniziano: il pianoforte, il violoncello, il bandoneon e mi faccio ballare da un tango vivo e impagabile, scuote tutto, anche la pancia, non la pancia delle ballerine del ventre, la pancia come stomaco, come organo preposto alla gestione delle emozioni (altroché cuore!). ballo tutta la sera, monopolizzo r., amico di tango – che candido alle elezioni di “nostro signore di tutti i ganci”- con cui ho molta confidenza, senza paura di corpi sconosciuti, mi sento bene, anche se sbaglio corregge, sa e rimette a posto le cose, battute all’acido corrosivo, fulminanti: si sorride. parte qualche commento sui tacchi che falciano, ma lo vendico subito, anche i miei falciano, e le comme il faut sono particolarmente incazzate stasera, e tanti bei silenzi, la musica ci trapassa. ballo con la pancia tenendo a bada per bene il mio asse capriccioso, con gli occhi chiusi di nuovo, inseguo la linea dei tacchi che sembrano andare da soli stasera, non credo di essermi mai sentita ballare così: fisica, violenta, i tacchi che fanno rumore, non tic tac, quel rumore che fanno i tacchi quando partono e sembra che debbano prendere la rincorsa tracciando circonferenze che nemmeno giotto. E poi c’è il bandoneon che mi entra dentro e josè-luis betancor yorugua che lo suona mi ipnotizza con tutte le facce strane che fa, con una mimica facciale pazzesca, da studiare: sembra che sia lui a “suonare”. E se vogliamo proprio parlarne.. come si dovrebbe chiamare altrimenti uno che suona il bandoneon? Se proprio devo pensare ad un nome.. dico Francesco, e non è un azzardo! il bandonenon scivola sui minuti che passano, li incastra alle lancette per poi lasciarli andar via morbidi. come l'ultima sciata prima che chiudano gli impianti, la fai per gola ma sai che potresti farti male perchè sei stanca morta, così l’ultimo tango mi balla male, da sfinimento, i tacchi mi fanno male, ma ne rido su. vado a cambiarmi le scarpe, passare dai 9 cm delle comme il faut da tango agli 8 delle altre è cambiare mondo. in un cm sta la differenza? e verso casa tutti dormono, io guido con la musica che suona piano, sulla costiera a trieste con il mare li a portata di mano e lo sento, c'è, anche se sono quasi le tre e mezza di mattina di una notte luminosa e non di quelle che buie e senza luna mi piacciono e mi spaventano. arrivo a casa con la tigre che, rasente i muri, non si addormenterà tanto presto..


martedì, 08 maggio 2007
author: didaquellavera @ maggio 08, 2007 00:47
category: libri, diario, cucina, tango, le cose della vita, la scarpa e la zoccola, vita da zia, le cose buone, ezechiele lupo
comments: commenti (7)(popup) | commenti (7)

Frigoil seminario è servito: ho cambiato modo di muovermi!

voleos su gamba sinistra, difficile. mantenere il mio asse,  quello devo fare! e badare molto anche al mio braccio sinistro. altra lezione di tango, stasera con i MIEI maestri, che nulla hanno da invidiare a pablo&moira. a tutto tango.. tango per tutto: concerti, partenza, autostrade, cambi scarpe, cambi coppia, tango anche per le vacanze! faccio la strada per arrivare a casa, son nemmeno 15 minuti d'auto, alla radio fiorello e baldini in replica e rido anch'io in replica, non ho sonno (e quando mai dopo tango?), mi viene fame, non ho cenato, credo di trovare qualcosa da mangiare.. pensavo di aver qualche relitto di banana vicino ai libri in cucina poi mi ricordo che a merenda in ufficio ce le siamo mangiate io e la lu. la casa mi aspetta non illuminata e molto molto silenziosa, stranamente il matto del piano di sopra che comunque non dorme, non ha voglia di musica a volumi non consentiti a quest'ora. fame. apro il frigo (magari una fata buona, non quella del philadelphia, mi ha fatto una quiche!) : 2 buste di insalata già pulita già lavata già pronta per azzerare tempi di preparazione, senape (quella buona), un vasetto di fiori di capperi, un vaso di super marmellata alla fragola, a dir il vero ne rimane poca poca, carote, cioccolata che non mangio ma è sempre bene aver in casa, lattine di birra di tre marche diverse, una bottiglia di ceres verde (quella che mi piace di più), due bottiglie di prosecco sempre al fresco, tortelloni di giovanni rana ricotta e spinaci. ma niente che possa esser sgranocchiato a quest'ora. volevo un gelato, volevo trovare la casa illuminata, e volevo mangiare il gelato con chi aveva illuminato la casa! a quest'ora lo posso dire, non è mica un'infamia: stasera vorrei non esser sola, avere a disposizione un altro silenzio, non questo! domani andrò a fare la spesa e mi attrezzerò per dare un senso all'esistenza del frigorifero in casa mia! ma poi lo so come andrà a finire: con tutta calma, prenderò le solite cose che non riempiranno il frigo ma che anzi, lo delineeranno come accessorio pro single, troppo grande per quel che deve fare.. come una borsa ingombrante che piaceva tanto in negozio e si, fa la sua bella porchissima figura ma non prende forma perchè non c'è abbastanza da metterci dentro! devo prendere la marmellata, le fette biscottate anche, me le sto finendo adesso (briciole sul tappeto, che è un bakthiari), poi cosa? da mangiare a gede, poi mi prenderò un gloss.. un bagnoschiuma alla vaniglia e la terra per trapiantare le piante, questa volta devo ricordarmela. se penso a quanto è che non cucino, sono passati mesi. non cucino se son sola, ma si, la pasta si .. voglio dire non cucino nel vero intenso senso della parola da mesi, mi nutro, mi faccio da mangiare ma non cucino più. il gesto di cucinare non può esser solo per uno, non ce la faccio a pensarlo, parte almeno da due persone, e quanto bello è cucinare in due? le lezioni di cucina con marianna! la cena indiana pestilenziale con tutte le zia al gran completo: finestre aperte per dieci giorni e ancora sembrava di esser a bombay! e guardare qualcuno -meglio se maschio, d'estate, accaldato, con un bicchiere di vino in mano- che cucina e ti vieta di entrare nel suo regno? si può giocare col gatto però e leggere i titoli dei dischi che ci sono in giro! mangiarsi con le mani, aspettare che si scaldi una pizza del giorno prima affamati e mezzi nudi alle quattro di mattina...

vabbè.. notte notte, prima o poi il post della zitella doveva arrivare, vi è andata anche bene.. buonanotte bambini, la zia adesso si butta in vasca con un libro e se le va, si farà vedere domani.. sempre zia, ma meno zitella.

sabato, 05 maggio 2007
author: didaquellavera @ maggio 05, 2007 20:19
category: le mie foto, diario, scarpe, tango, le cose della vita, la scarpa e la zoccola, ego strabordante, dilloaziadida, le cose buone
comments: commenti (8)(popup) | commenti (8)

comme_base_fuxia%20rettileho dimenticato la scarpa e la zoccola nella sala dove abbiamo il seminario. e adesso? le ritroverò mai? completamente dimenticata di loro. e chi le sente? dimenticata di loro come mi sono dimenticata di quello che ho fatto ieri sera alla lezione di tango vals. in testa il niente cosmico, un buco nero da cui non nascerà nulla. meglio che racconti subito la lezione di oggi con pablo e moira. lezione di tango intermedio, da un giro inversione di marcia. dal giro normale: incrocio avanti, apertura, incrocio indietro, il maschio marca l'inversione di marcia. cambia il movimento a seconda che la marca sia data su mio incrocio avanti o indietro, segue un mio passo avanti o indietro. devo solo ringraziare il mio pregevolissimo (attribuito) ballerino per la pazienza, devo pensare a quello che faccio e ogni tanto i miei pensieri non erano proprio li. mi capita di pensare a cose che non hanno niente a che fare con il tango quando son li (oggi a capospartivento in sardegna che dovrebbero trasformare in una luxury guesthouse), poi mi violento la testa per tornare a concentrarmi sui movimenti e allora si che viene bene la cosa, ma una su dieci, nonostante la marcatura del tanguero del momento, la concentrazione è come a scuola: i primi 10/15 minuti sono assoluti, poi a intervalli si alternano momenti di stacco dalla realtà, drammatici, perchè stai ballando ma non sai di farlo ad altri di ripresa di controllo. sono arrivata alla conclusione che ballare con gli occhi chiusi è un lusso che non mi posso permettere! non credo mi darò alla samba tanto facilmente, o mollerò entro l'anno come la bionda sardegna ha predetto. ho detto non credo, non ho fatto nessun giuramento. le mie crisi da tango hanno a che fare con le mie crisi di autogestione, di autoconsapevolezza, di autostima, tutto quello che capita ad una zitella in sostanza, solo un pò in anticipo rispetto alla menopausa e alla tinta di capelli -appunto- rossomenopausa! dovrei solo aver l'occasione di ballare un pò di più, di far pratica in sostanza. non è facile, non è per niente facile, anzi diventa sempre più complicato, alcuni movimenti non sono proprio naturali per me, devo far attenzione a mille cose e principalmente, come fanno notare in questi giorni pablo e moira, non ai passi dei piedi ma AL MOVIMENTO. a mantenere e inseguire la centralità, a tenere a bada l'asse, a dissociare tronco, bacino e gambe, a scaricare i pesi sul pavimento a ricordarmi tutte le figure che esistono e tante altre cosette che, sembra di no, ma servono anche quando metto le ballerine, non 9 cm di tacchi e faccio altro.  (foto scarpa luccicante violetta da www.lescarpedianita.it)

(mi ha appena mandato un sms il mestro tangoso.. la scarpa e la zoccola sono al sicuro.. secondo me l'hanno fatto di proposito, ad esser dimenticate li si saranno nascoste, altrimenti stasera non sarebbero state presenti alla milonga!!)

INTEGRO DOMENICA 6 maggio h. 23.08

IMG_5244_1_1

ieri sera milonga con esibizione di pablo&moira. a dir poco STREPITOSI! mi hanno lasciato senza parole e molto emozionata soprattutto per un tango dei gotan project. questo pomeriggio ultima lezione del seminario, gestione dell'abbraccio in apertura. tutti un pò stanchi da ieri sera e dalle puntate precendenti. lezioni interessantissime, senza dubbio alcuno, utilissime ma che minano le basi (già poco solide) del tango acquisito fin qua, pare non solo a me ma a 3/4 dei partecipanti che insieme a me da domani cercheranno un maneggio per prender lezioni di ippica! sono riuscita a prendere ben poco di quello che loro hanno dato, quel poco che mi può esser utile ora, dopo appena un anno. mi auguro di rivederli e di poter seguire ancora qualcuna delle loro lezioni, se capitano nelle vostre città non perdeteveli. bravo tutto tanghitudine! ieri alla milonga c'erano pure i ragazzi de www.lescarpedianita.it, ma siamo arrivate tardi (verso le dieci) e le principianti.. (arrivate ben prima) ci hanno fatto (è il caso di dirlo) le scarpe! quelle che volevo io c'erano anche, ma troppo troppo alte, 9 e mezzo son un bel salto dal pavimento!

se davvero il paradiso c'è: non mi dispiacerebbe fosse come la foto qui sopra! :D

giovedì, 03 maggio 2007
author: didaquellavera @ maggio 03, 2007 23:40
category: diario, scarpe, tango, le cose della vita, la scarpa e la zoccola
comments: commenti (3)(popup) | commenti (3)

02001Polaina

prima puntata del seminario tanguero di PABLO INZA & MOIRA CASTELLANO organizzato da tanghitudine. esco prima dall'ufficio per arrivare in tempo a lezione di  voleos, e inciampo nell'ultimo di tre gradini che percorro diverse volte al giorno, caviglia storta ma avanti lo stesso, sui tacchi mi ci metto comunque (considerato che mi son portata dietro la scarpa e la zoccola anche con una gamba rotta sarei obbligata ad indossarle!). il mio ego tanguero ultimamente striscia radente i battiscopa, questi quattro giorni serviranno a tentare di risollevare le sorti del mio povero tango, che non trova una sicurezza d'essere. ma non è l'unica cosa in questo periodo. mi sento muffa, sottotono, mille cose in testa, prima fra tutte: la serie ospedaliera che non è grey's anatomy o dr. house o ER. mi aspettano altre 3 lezioni: domani sera, sabato, domenica e una milonga e probabilmente anche un paio di zapatos de baile nuove nuove. la prossima settimana vedremo se la cura intensiva avrà funzionato o no. già solo dopo i voleos di stasera un pò meglio va. avrei bisogno di un lungo lungo periodo di black-out al cervello, click-off-staccare la spina e spegnere tutto. pablo e moira così a pelle mi piacciono, affamati e assonnati! ho fatto due passi con lui e mi son irrigidita tipo baccalà portoghese! complicato (per me) controllare la dissociazione dei movimenti, ma per il voleo e per tutto il tango è indispensabile. quindi mi dissocio. ancora di più (minaccia o promessa?).

sentir un argentino parlare italiano (itagnol come lo chiama lui) è una delle dieci cose per cui vale la pena vivere, quindi mi metto una tonnellata di lasonil sulla caviglia, domani mattina ballerine basse basse e la sera di nuovo sarò ai piedi de la scarpa e la zoccola.  

ah.. questo qui in foto è il nuovo fidanzato de la scarpa e la zoccola. è primavera.. svegliatevi bambine... 

lunedì, 30 aprile 2007
author: didaquellavera @ aprile 30, 2007 10:51
category: diario, ipse dixit, scarpe, tango, le cose della vita, la scarpa e la zoccola, ego strabordante, vita da zia, dilloaziadida, le cose buone
comments: commenti (21)(popup) | commenti (21)

GR_1A300Dopo un anno riscrivo, riveduto e corretto il mio primo post.

sono morbida e so di vaniglia, ho 34 anni. non ho comperato molte candele nell'ultimo anno, sono state accese poco poco. Mi piace leggere, vivo da sola in compagnia della mia libreria e delle mie cose in una casa rossa e gialla che sa di vaniglia. Ho una sorella che se fosse il mio psicanalista dovrei pagare a peso d’oro (“si è più strutturate,certe, colte, navigate, furbe.. mica cazzate). I muri di casa hanno subito cambiamenti, ho tolto alcune foto e le ho sostituite, ho appeso delle pagine di fumetti: una lucy (eva dice che sono io) e una  di silvia ziche che sembra esser fatta per me. A colazione le guardo e mi faccio un sorrisino (il sorrisino dipende dall’ora della colazione). Il maggiolone non l’ho ancora comperato, un po’ perché quelli che ho visto in un anno non sono esattamente come quello che m’immagino, un po’ perché è un sogno di quelli che rimangono li nel cassetto un po’ romantici e rimandabili e se si esaudisse troppo presto perderebbe la magia. Ancora truman capote e non solo la sua colazione da tiffany.

I tatoo continuano ad esser due, per la prima volta dopo tanti anni mi son pentita di aver fatto il primo, ma ancora non mi disturba abbastanza per cercare di toglierlo. Continuo a leggere ovunque, con i miei ritmi tutto quello che mi va di leggere, indipendentemente da genere, autore o casa editrice. Ho letto molti meno gialli, molto meno fumetti e molta meno poesia, molte biografie, un modo come un altro per essere voyeur. Continuo a non aver mai giocato alla play station. La mia laurea è sempre li, inutilizzata e bellissima, come dico sempre serve per fare le parole crociate.

Non sono diventata una casalinga nell’ultimo anno, anzi, in casa ho fatto ancora meno del solito e non ho nemmeno ripreso a cucinare dopo l’orrido a., in compenso ho perso 6 chili.

ho iniziato a bere qualche caffè, ma solo in casi estremi per stare sveglia se ho turni particolarmente avversi. Il the è rimasto lo stesso ma son molto più salutari le fette biscottate con la marmellata alla fragola. Molte meno cene a casa mia, molto di più in altre case, molti meno massaggi e qui un po’ mi dispiace, ma le cose cambiano e va bene comunque, ogni cambiamento diventa positivo alla fine dei giochi.

Meno vino, ma quello che c’è è ottimo. Non fotografo più molto con la reflex e avrò anche perso un po’ di “occhio” e tecnica. Ho preso una canon da borsetta e la tengo sempre a serramanico, butto tantissimi scatti. Mi piace il vetro, meglio della plastica e meglio se non colorato. Mi piacciono le fotocopie calde, l’odore dei libri adelphi ed einaudi, le camicie a quadretti, i vestiti a pallini, le righe meno, picasso post-cubista -quello di dora maar-. non mi piace magritte. Quest’anno non ho voglia di partire per andare lontano, sarà un anno sabbatico dal punto di vista degli spostamenti a lungo raggio, ultimo viaggio a ottobre scorso in costarica, il prossimo in sardegna fra un mese. Non fumo, ho iniziato ad andare a camminare un’oretta al giorno, ma non corro. Mi piacciono i tappeti persiani, la rucola, le fragole, la pizza (quella di carletto soprattutto), i carciofi crudi tagliati sottili sottili con sopra la bottarga, il montsclapade, il tartufo, i porcini, l'olio buono, la carne grondante sangue (in senso culinario, ed è bene specificarlo, visti i tempi che corrono), la birra blanche, mangio solo gli m&m’s marroni. Non mangio melanzane e cavolini di Bruxelles. Non mi vesto mai di blu. Continuo a ballare tango ma con scarsissimi risultati, continuo a litigare con il tango, con la scarpa e la zoccola. per superare le frequenti crisi mi regalo scarpe bellissime da 9 cm di tacco (che alterno inspiegabilmente a ballerine di ogni colore, l'ultimo paio oro luigi XIV), sapendo benissimo che non è la scarpa che fa la tanguera! Che le flabella siano comode, anche ci credo ma vogliamo mettere a confronto le comme il faut?

 

Quest’anno qualche volta mi è battuto il cuore più forte, poi subito dopo mi son accorta che era un falso allarme, come si fa con le simulazioni d’incendi in ufficio, serve perché quando capiterà (se capiterà) davvero si sia preparati ad affrontare la situazione nel migliore dei modi. L’orrido a. mi ha ferita di nuovo molto gravemente. Molto dolorosamente mi son ripresa e ora sono quasi in salvo, mi manca poco così! Spesso mi secco delle persone che mi annoiano, probabilmente (probabilmente?) sono molto presuntuosa. mi son allontanata molto da molte persone, altre ma molte meno ho avvicinato con coraggio, troppo poco coraggio. non sono quasi mai contenta e soddisfatta, sempre troppo poco sicura di me, a parte varie "normali" paure, l'unica fobia è per i serpenti. neanche la foresta in costarica ha fatto il miracolo.. la fobia rimane.

quest'anno avevo in programma di partire per un viagigo lungo mesi, per provare ad azzardare cambiamenti esistenziali, poi a rimettere  i valori in ordine d’importanza -purtroppo- è stata la malattia di una persona e tutto ha avuto un altro senso: l’amicizia, la vita, il tempo, il lavoro, tutto. Ho un modo nuovo di stare ore da sola, mi son presa un pc nuovo, ho riscoperto che mi piace scrivere, sono una dannata esibizionista mi piace che mi si legga.

Quest’anno mi hanno chiamata: dida, stronza, stronza fuori glassata dentro, bambina cattiva, regina dei doppi sensi, guen, fetish-queen (per via delle scarpe), mu, sorela (non è un errore di battitura), gentile signorina operatrice, donatella (quando c’era qualcosa di grave o avevo fatto una cazzata), didi (pochi), di (pochissimi), brava, cattiva, acida, sacerdotessa del sesso (ma da patrizia durante una cena ad alta gradazione alcolica e non so se vale), dorothy (quella del mago di oz, per via delle ballerine rosse), wanda (quando ci sono le intercontinentali con wilma), zia dida, tettona, guapa. E sono tutto questo nel bene e nel male.

Un anno di blog.. ora ascolto i morphine ancora in tenuta da letto, molto pigramente farò colazione e poi andrò a caccia di qualcosa per pranzo nella giungla che è il supermercato.

chi ha detto che tratto il mio blog come un santuario ha ragione, non vedo motivi per cui non dovrebbe esserlo, esibizione di egocentrismo per definizione, ho qualcosa da dire e lo dico. che sia letto o no da qualcuno: la scelta è solo vostra.

 

Ah.. si, dopo un anno, la cosa più importante: continuano a piacermi  terribilmente i maschimaschi!  


 
.
 
 

martedì, 06 marzo 2007
author: didaquellavera @ marzo 06, 2007 00:09
category: libri, le mie foto, diario, scarpe, tango, le cose della vita, la scarpa e la zoccola, le cose buone
comments: