venerdì, 23 maggio 2008

820_5021_008sun libro bellissimo da finire di leggere con calma ed esclusività, voglia di ballare tango che sfogherò martedì, un risotto che fa chi è più scalzo di me, uno spritz con aperol fatto in casa con il ghiaccio a forma di puzzle, piedi scalzi sul tappeto, uno smalto melanzana da piedi da urlo, piedi da urlo, il cielo di un grigio burrascoso, una pioggia che promette una notte di sonno profondo, i tacchi che fanno rumore in un collegio docenti infinito, i miei fumi di londra incazzati che sbroccano e sono apprezzati perchè esagerati e quasi mai inutili, la gita di lunedì con la truppa della V b e i miei stivali da pioggia neri coi cuori colorati.. non si può pretendere che sappia fare anche una lavatrice giusta, ma si può pretendere che poi tutte le cose diventate grigio topastro per colpa del mio golfinetto nero finito chissà quando e chissà perchè nella divisa da vergine vestale buttata nel cesto della biancheria, tornino bianco splendente dopo il magheggio con quel prodotto meraviglioso della grey. venerdì da strega che un pò strega. 

mercoledì, 30 aprile 2008

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oggi il blog compie due anni, il primo post era timido, quello scritto un anno dopo un pò meno e oggi, ancora non sono capace di gestir le cose per bene, visto che avevo già scritto un post tutto miele e che l'ho cancellato, maledizione. riflettevo sul fatto non di essere un blog, ma di avere un blog. perchè son io con la mia bella faccia, senza nick che possano nascondermi, dida è come mi chiamano tutti e sempre di più il blog diventa -sempre di meno- etereo, visto che tanto sta prendendo sempre di più sembianze vere e reali. e come si conviene partono i ringraziamenti: grazie agli assidui lettori che non lasciano traccia e a quelli che lasciano sempre qualcosa, ai soldi meglio spesi per un vestito, pagato caro ma che è il mio primo fan, grazie a mia sorella illuminata che tormento, grazie alle zie, grazie alle tanghiche che ci sono dal vivo, grazie a zia farola che è una delle cose più belle del tango, grazie alla mia maestra che legge e si commuove per la paciaroni, grazie a chi in pieno tango mi fa capire senza tanti giri di parole che legge con attenzione i miei post, grazie a sedge per le telefonate eterne dalla sua finestra sul cortile, a chamaco, a coso e al suo bandoneon e alle di loro gambe rotte, grazie a carlo che arriva in punta di penna con musica che avvolge, grazie a ferlinghetti e alle sue puntate numerate e musicate, grazie alla maestra elena che mi è stata più vicina delle mie colleghe reali, grazie dei girasoli, degli inviti alla milonga, delle tande solo perchè ho un blog, grazie a luana e a j. , grazie al jazz con zavamma anche se son sicura che non vorrebbe fosse scritto, grazie a wanda e wilma, grazie agli incontri al cinema sicura di chi avevo davanti senza averlo mai visto prima, grazie al professor coaloa, a charlie manson che sarà un pò più buono dell'originale, al conte, ad angelo che fra cina e non cina continua a chiamarmi splen...

purtroppo non ispirata, nel secondo anno del blog, mettervi tutti d'accordo per regalarmi questi sandali fatati, fate pure, 36 of course. merci.

martedì, 05 febbraio 2008
author: didaquellavera @ febbraio 05, 2008 09:57
category: ipse dixit, scarpe, tango, lezioni di tango, la scarpa e la zoccola, ego strabordante
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"quando scrivi delle tue scarpe da tango mi sembra di leggere hemingway che scriveva dei suoi fucili da caccia"

merci monsieur hugo.

sabato, 26 gennaio 2008

comme-antonietta-cipria nero 5TANGHICA: creatura nata da una costola di tarantino. di origine tendenzialmente principesca, atta come tale a tutti i veri piaceri, a trattarsi comme il faut, a mangiare bene, a bere come si deve, a leggere ricercatezze, a godere di terme e massaggi... etc...  le tanghiche sono esperte di maschimaschi, di sguardi di primo livello, di sushi, scarpe e aperitivi. le tanghiche si muovono assieme, non "stanno mai buone", sono indomite nelle tempeste soprattutto se la sera c'è milonga (trd. si balla il tango) in un posto sperduto. insieme non c'è gioco, fanno una splendente paura.

omaggio dovuto a zia farola che sa le cose della vita, e ha lasciato questo -con altro-, come commento al precedente post.

merci dalle tanghiche (che si son date questo nome per prime)

diffidare delle imitazioni

mercoledì, 23 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 23, 2008 22:23
category: diario, scarpe, tango, lezioni di tango, le cose della vita, la scarpa e la zoccola, le cose buone, tanghiche
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 completango: due anni fa mai avrei creduto di entrare a far parte delle brigate per l'abolizione violenta del voleo con la scarpa e la zoccola (la zoccola in realtà i voleos li vuole fare cmq) nonostante la presenza costante e determinante dei supremi maestri. o di essere una tanghica con tutto quello che ne viene. anche se... il destino è quel che è, non c'è scampo più per me!

comme il faut

mercoledì, 05 dicembre 2007
author: didaquellavera @ dicembre 05, 2007 19:14
category: diario, tango, lezioni di tango, le cose della vita, le cose buone
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scarpeson quasi due anni che ballo. ho imparato pochi passi che sono ancora incerti e dipendono moltissimo da chi me li fa fare. ho imparato l'ambiente, ma non son sicura di conoscerlo. conosco i gesti, ma non son sicura di averli imparati. sembra che abbia la maledizione di gardel, non riesco ad avere un ballerino fisso per più di qualche mese, vengono spediti nel giro di poco in giro per il mondo per lavoro (l'ultimo in kazakisthan -giuro, non è una battuta- pare individuato in un container radioattivo -questa si è una battuta, almeno spero-) ciò nonostante, o proprio per questo mi sento più tranquilla quando ballo, non come l'altr'anno che andavo letteralmente nel pallone quando qualcuno, non dei soliti, m'invitava a ballare. mi diverto moltissimo. davvero. mi fa bene. e mi diverte muovermi ballando, esibire una supposta e non certificata femminilità. a lezione ballo non solo come didattica, ma come immersione totale in un altro mondo, anche li, senza milonga, emigro verso altri lidi. quando i SOMMI MAESTRI decidono di far lezione su pugliese, il quale mi riempie di pulsioni più o meno legali, la milonga c'è, nella mia testa, ma c'è. almeno finchè non incontro sulla mia salida basica il ballerino didattico, che parla sempre, studia T-E-O-R-I-C-A-M-E-N-T-E i movimenti, e me li dice pure, lunedì mi son permessa e non lo farò mai più, di dire la mia di opinione sulla gestione di un passo e mi son sentita dire "STAI BUONA". stai buona. sto buona con chi mi fa star buona, con chi mi fa sentire come un bastoncino di legno leggero che un pò alla volta si gonfia di zucchero filato rosa. e le tanghiche sanno e lo zuccheriere sa. non è questione che il tanguero sia bello, brutto, maschio, femmina, alto,  basso, magro, grasso. l'unica questione è non aver bisogno di parlare, di far conversazione, amicizia, di raccontarsi la storia della vita, di esibire una supposta fastidiosa cultura manzoniana, di canticchiare ingiuriosamente su pugliese, piazzolla, gotan o gardel. l'unica proiezione d'intenti (meglio se reciproca) vorrei fosse solo ballare sul tango, con chi balla da un mese, cinque anni o dieci, ma che abbia la stessa mia idea del ballare sul tango. e che non mi avvisi quando vuole un voleo "ooooooooooooooooooooops voleo". 

particolarmente grata e devota a zia farola.

giovedì, 11 ottobre 2007
author: didaquellavera @ ottobre 11, 2007 20:17
category: libri, diario, tango, lezioni di tango, le cose della vita, le cose buone, maschimaschi, la maestra dida, tanghiche
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ghiandeson stremata, stanca, infreddolita. la casa pare mi sia esplosa, ho libri ovunque, peggio del solito, riviste tipo "la scalata alla scuola elementare in tacchi a spillo", "quaderni operativi -dalla I alla V-: come abbinare lo zaino delle winks di mariashakira alle vostre agata ruiz de la prada rosa confetto" sul tappeto in sala. una sindrome premestruo che se non si risolve entro breve diventerò bulimica o dovrò cambiare completamente guardaroba, il che non mi sembra proprio un problema. la settimana non è ancora finita ma davvero mi sento una “strazza da pie” come si dice dalle mie parti. presa da un impeto di bricolage ho in stanza una corona di vimini da organizzare e una pistola spara colla e accanto, una mezza tonnellata di ghiande e due manciate di bacche rosse di rosa canina, ma penso che la causa di tutto sia la solita sindrome da femminafemmina. se ci mettete anche che hanno buttato fuori cristiano dall’isola [la ventura deve aver pensato che le chiudono il programma], che il mio (sesto) ballerino parte per la cina per qualche settimana [evvvvvai ne ho fatto fuori un altro!!!], che la lezione di lunedì di tango, ovvio, è stata praticamente fatta solo su pugliese [“un pugliese è sempre pericoloso”] che le mie lezioni, per come le intendo io, hanno poco di lezione ma son delle micromilonga inter-me con evoluzioni mentali da lsd, che il mio maestro di tango abbina il colore delle sedie a quello dei suoi pantaloni e che è maestro di vita [ad aforismi e frasi storiche è meglio di oscar wilde e winston churchill messi insieme: "non sono un cameriere IO SONO UN BALLERINO", mentre tra rasta e anime perse raccoglieva bicchieri in giro per il nuovo locale]  e che la mia voglia di far chilometri è arrivata ad un livello massimo, che ho cercato di cambiare la tavoletta del wc dopo uno schianto della domenica mattina ma non sono convinta del risultato.. beh diciamo che avere la scusa della sindrome premestruale fa comodo. la faccenda delle ghiande però ve la spiego, yleana una mattina arriva a scuola con un rametto di quercia con numero due ghiande attaccate, ripeto due ghiande. le altre maestre lasciano il loro rametto sulla cattedra, per me inconcepibile, una bimba con le fossette ti fa un regalo e lo lasci li? cmq la ringrazio e le dico che le ghiande andranno a finire sulla corona che ho sulla porta di casa. da quel momento, ogni giorno, tutti i giorni, son andata a casa con un ramo, ogni giorno più grande, di quercia, con una tonnellata di ghiandine verdi attaccate e poi sparse in giro per la macchina, per la borsa rossa e per le tasche. il progetto corona nuova per la porta di casa a questo punto deve necessariamente partire. la settimana a scuola comunque è proseguita bene, ho corretto le verifiche sugli assiri, croce delle quinte e vigilato su quella sui fenici. sono andati meglio sui fenici, tutti, e questo mi fa capire che le virate in corso d’opera hanno avuto il loro buon effetto. la scuola mi fa bene nonostante siano in tanti che urlano e litigano e non stanno buoni, mi fanno più sorridere che incazzare. EPISODI DI RILIEVO DELLA SETTIMANA: a mariano è caduto un dente in classe e quindi agitazione generale e “MAESTRA HO IL DENTE GiA’ SOTTO???” con bocca spalancata a mezzo cm dal mio occhio e indice a tener larga la guancia. fabrizio incazzato arriva con passo da bersagliere :”MAESTRA, ERMENEGILDA NON MI LASCIA IN PACE…” rispondo che è colpa del suo grande fascino e che non potrà far più nulla, il problema l’avrà per tutta la vita e non solo con ermenegilda. lei va via scocciata e greta, la sua migliore amica “MAESTRA CHE RISPOSTA FANTASTICA!”. mariashakira dopo aver dovuto sopportare di tenere per mano durante il gioco delle coppie, nell’ora di ed. motoria nientemeno che un MASCHIO, ha fatto di tutto per farsi eliminare per prima, non riuscendoci ha guardato schifata l’essere immondo che le teneva la mano non immaginandosi nemmeno che fra 5 anni vorrà solo far giochi delle coppie. la maestra poi ha dovuto scendere in campo perché eravamo dispari e quindi il gioco delle coppie non funzionava.. mi hanno presa per mano, eliminata e rimessa in panchina in tre minuti ma vederli ridere così solo perché gioco con loro.. mi ha fatta vincere! tanto contenta!

questo post è per le tanghiche, per la loro nascita da una costola di tarantino, per le chiacchiere a tre su oro (in t9ese), sui maschimaschi e i massimi sistemi, per i ritrovi che non si fanno ma si faranno magari oltreconfine, per il sushi da far mangiare sulla schiena quando ci sentiamo nude al giapponese di fronte a tutti, per come ci guarda negli occhi chi ci accompagna, per le suffragette che non siamo, per i reggiseni che non abbiamo bruciato perchè i nostri son troppo belli, per gli sguardi alle scarpe delle altre [...]

foto da www.contusu.it/spaw/images/lib1/ghiande.jpg



venerdì, 24 agosto 2007

il primo agosto del 2000 era il mio primo giorno di lavoro qui. sono arrivata con un vestitino bianco a fiorellini neri ricamati sul bordo, scarpette basse rosse e borsettinetta in tinta. oggi 7 anni dopo ultimo mio giorno di questo lavoro mi sento completamente diversa in tutto. e contenta di esser diventata così: coi tacchi alti e le scarpe d'oro in tinta con la borsa, maglietta scollacciata e gonna che sale oltre. grazie a chi ha collaborato alla mia creazione in ordine vario: la lu e i suoi svarioni acutissimi, enrica con le parole non dette e la penna verde, fabi grazie per i tacchi!, egle dei viaggi, dei miracoli e delle litigate, clara dei vini bonton, titti, max che canta e dipinge, l'orrido baracino, luchino, fede in bicicletta nelle valli del natisone, silvano e le sue calde notti, laura e il tappeto aggiustato, sonia e i libri da bambini per grandi, defonzis, chiarinetta bella che mi fa sorprese e che tanto i capelli se li taglia comunque, lisa la mia lisa, lea che menomale che lavora qui altrimenti chissà se la conoscevo, la strega delucesca che le prende tutte, michi dell'amministrazione, lu dell'amministrazione, la robi che è a bologna adesso, catia ritrovata, enrico col maggiolone, silvia e quanto mi ha ospitato!, ale con le battutine sagaci, mia che mi ha portata in costa rica e poi si è fidanzata, cinzia che non ho mai inquadrato bene ma mi sa che è ben inquadrata :), elena e i suoi viaggi, la stella di michela coi gioielli della sorellina e i mascara che fanno male agli occhi, elena e filippo e tommaso, michela per l'ispirazione al taglio da marines, andrea b. per le serate al cinema e i suoni dei violini, valentina per le notti passate a parlare di pavese, francesca per i gioielli da regina di saba, angelica per i caffè e i sorrisini, paolo b. per i risotti e il vino in soffitta, cristiano per le consulenze informatiche e non solo, dona per i ciao dona ciao dona, gigi che all'inizio non potevo sopportare, gabriele e la litigata mondiale, mari e il suo primo regalo di natale per diventare "dida che t..oe", edo guardato con un sospiro, benedetta che mi da soddisfazioni, laura e i suoi i cinghiali distruttori di Y10, la mangi per le sfilate quotidiane, karen per hallo kitty, michele perchè è il mio guru e maestro di tutti i tanghi, la dottoressadania, il mouse a sinistra di valeria, chi alscia la carta igienica sul davanzale e piove, chi ha lasciato pulito il bagno come un cesso dell'autogrill di verona nord, i segreti di pulcinella dell'ufficio, carmen per la cucina sicula e gli scontri tra titani a livello di scarpe..

grazie

lunedì, 16 luglio 2007

le scarpe di pilar_1_1

Ballata. Bene, benissimo, male, tremendamente, con cognizione di causa, per noia, per far allenamento, per obbligo, per farmi contenta, perché così mi hanno tolto un muso che sembrava eterno, col cuore, per mandare via la crisi nera, con le gambe, senza nessun tempo sentito, volendo ballare con un'idea, perché si doveva, per sentire il mio tempo, perché è bello abbracciarmi, perché la tigre chiedeva pugliese e pugliese si balla, non si sente. Pugliese che non si è fatto pregare e non mi fatta dormire bene, mi ha scossa agitata, tormentata, lasciata senza fiato. Mi hanno ballata. non tutti, non tanti. il rumore del tacco in accelerazione sul pavimento, il graffio che mi son fatta col tacco in un voleo così così, vicino al tatuaggio sulla caviglia destra, era una sezione di cerchio che mi ha bruciato un pò, fiatoni e sospiri, piedi sporchi e indolenziti, fondersi con qualcuno alzare gli occhi e non sapere se dire grazie o no, perchè magari non sta bene o sembra piaggeria. e poi ieri sera, alla fine sono rientrata. Cena fuori in giardino al caldo, un vento caldo che sa quasi di deserto, il grechetto ghiacciato passato in barrique preso a todi su due pizze mangiate con le mani. Di proposito non ho messo note a ricoprire parole, dopo una settimana di tango, anche al silenzio sentivo dentro la musica, e i vals si sono lasciati sostituire dal tango e da milongas estreme battute coi tacchi che hanno scaricato cambi peso e i piedi sotto al tavolo andavano. Così come andavano in autogrill, ipnotizzata di fronte al banco frigo da quelle cose che si trovano solo li, col peso scaricato per terra e la gamba destra col bacino fermo a far cerchi irrisolti tra turisti giapponesi.

TANGO LAB primo master italiano di tango 9-15 luglio 2007 monte castello di vibio (todi)

Circa 30 coppie a pendere dalle labbra di maestri solo italiani: alberto colombo & alessandra rizzotti, germano scaperotta & anna contessa, (contessa in rivolta perfetta miscela di gusto eleganza e femminilità espressa naturalmente a livelli esponenziali!) da milano; alex cantarelli & mimma mercurio da roma; fabio michelini & maki mori (avatar che mi fa sorridere se la penso come una lucy liu tanguera versione kill bill!) da trento-milano; gli irrefrenabili irresistibili impareggiabili inimitabili e in odor di santità (tanto che quando ballano loro l'aria si riempie di inspiegabili fragranze di fiori spontanei!) michele usoni & mara maranzana da udine; sergio chiaverini & Francesca brandi da Genova. ogni coppia di maestri con la propria corte di fan assatanati! Giornate piene, di tango a tutte le ore. Mattina: lenta e tarda colazione e un’ora e mezza di tecnica. Pranzo e libertà per qualche ora con possibilità di far practica libera in qualsiasi momento. Dalle 5 practica guidata e dalle 6 alle 7 mezza/otto altra lezione. Cena e milonga fino ad esaurimento scorte. il tutto per quasi una settimana. il sabato lezione staffetta da 30 min a coppia (di maestri) con noi sempre divisi su tre livelli. le percezioni che seguono sono mie e personalissime, qui mi sembra il caso di sottolinearlo visto che  loro sono i maestri e io ballo solo da un anno e mezzo. nella loro singolarità si sono fusi magnificamente a livello didattico e di personalità tanguera, hanno dato tutto quello che la situazione richiedeva e se c'è stato qualcosa che li ha irritati, preoccupati o semplicemente stonati, non l'ho minimamente percepito. i primi due giorni non sono stati facili, ho pensato addirittura di mollare e tornarmene a casa trascinata da un umore devastante. il ballerino che mi è stato assegnato non era troppo affine a me, per diversa concezione del corpo, del tango, della musica e perchè per quanto io sia dilettante lui lo è ancora di più e ho la convinzione che avere un ballerino appena un pò più bravo faccia fare senza dubbio più progressi. senza far finta di far finta di niente non c'è stata nessuna comunione d'intenti, cosa ampiamente ricambiata visto che quando mi metto a fare la stronza non mi risparmio e probabilmente esagero. ma per come intendo il farmi ballare (anche a lezione) uno che mi ripete nell'orecchio un due tre quattro cinque sei e un due tre quattro cinque sei, o anche l'isolare in maniera definitiva una sequenza senza che sia integrata con nulla, mi spiace ma difficilmente condivido. nel tango non ci metto numeri o sequenze di fibonacci. certo si potrebbe dire "bè ma tu mica sei la principessa di tutti i tanghi?" si vero verissimo, ma ribatto: in una situazione come quella che si è creata in questa settimana avere una persona più affine a me, mi avrebbe dato sicuramente modo di apprendere e assorbire di più.
 le lezioni di tecnica sono state assolute e utilissime proprio perchè gestite a livello di singola persona: gestione corporea, intimità con le proprie emozioni e padronanza fisica dei movimenti. lezioni serali di tango a rotazione per ciascun livello, le varie coppie di maestri si sono alternate. la percezione del tango sulle 24 ore per una settimana è stata molto piacevole e non mi ha annoiata minimamente, non arrivo mai a tanto in condizioni normali, trovarsi a monopolizzare un'intera stuttura e anche un pò il borgo (all'alimentari minuscolo ogni giorno: "come va col tango?") che ci ha ospitati con tacchi da 9 e musica sempre e ovunque ha unito delle persone che altrimenti non si sarebbero nemmeno sfiorate. peccato che i regionalismi non siano stati scalfiti più di tanto, ci son stati quelli di udine quelli di roma quelli di milano e quelli di genova con i nostri ego in continua irrefrenabile ascesa! tango fa una bella rima con ego! mi ha fatto ridere questa battuta, visto che anche l'ironia era, ovvio, tanguera: che differenza c'è fra dio e un tanguero? dio sa di non essere un tanguero! e giù grasse risate. come spesso accade sono i dettagli a fare la differenza (come qualcuno mi fa notare spesso), quelli piccoli, quelli che credo di vedere solo io, ma non è così purtroppo, non sono poi così tanto speciale (questa è una battuta! lo so benissimo che sono SPECIALE!). sono stata bene, un pò ho tormentato ma ci sta, non sarei stata io altrimenti. mi son piaciuti i maestri tutti, ho curiosato fra i vestiti da tango che si esibivano ogni giorno nelle sale, fra i tacchi delle scarpe, un paio di comme il faut col tacco scollato son rimaste sotto una sedia per 4 giorni. mi son piaciute le strane coppie del tango, i giovani passi (solo a livello anagrafico) che mi hanno accolta piacevolmente fra loro, come una zia zitella o una sorella maggiore (come dicono carinamente loro!) la sera per una mezz'ora di chiacchiericcio fitto fitto di commenti e musica, al mattino in un risveglio pieno si silenzi stiracchiamenti e sms da evadere. mi son piaciute le scarpe prese per i tacchi e le ballerine scalze su e giù per le scale. mi son piaciuti i miei piedi che hanno fatto il loro mestiere senza lamentarsi, neanche su ferite da tango che hanno insanguinato come al solito la scarpa e la zoccola. piedi che ho fatto diventare neri camminando in discesa per le strade di todi coi sandali in mano sentendomi tremendamente una turista americana che va a spasso per borghi medievali coi tacchi alti a prendersi delle sbronze felici di grechetto con quasi 40 gradi nell'aria. piedi sporchi e freddi per aver ballato di sera su un prato in un evento di decompressione da tango, coi sandali rossi abbandonati da qualche parte, una playlist pefetta (di alex): dal tango delle capinere assassinato con michele in gran spolvero, agli afterhours con un corpo che ha obbedito sincronicamente solo alla musica e paolo conte ballato con gli occhi ad un cielo umbro buio e stellato. sfide accettate magari solo per gioco, per strafottenza, per dire che se si gioca si punta alto, altrimenti non si gioca affatto. sorrido: il tanguero è tecnologico.. ipod, chiavette, pc e mac, cavetti, memory card con buona pace di gardel.

per ora chiudo, integrerò sicuramente.

la foto: pilar e le sue scarpe alla fine della lezione.