mercoledì, 02 luglio 2008
author: didaquellavera @ luglio 02, 2008 21:01
category: libri, la donna della domenica legge
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ciao_paulinese proprio non avete niente da leggere. CIAO PAULINE di jonathan carrol strade blu mondadori 2005. trama debole, debolissima, debolerrima tanto che mi ha fatta addormentare sulle pietre tonde di una spiaggia triestina al punto da farmi bruciare, se mi fare sentire un pò di sirtaki sarò un perfetto pescatore greco. quella che frega è la foto in copertina di una novella ofelia che promette, mentendo una storia degna. lui scrittore da supervendite alla presa con una libro che non si scrive da solo come gli altri, conosce durante una presentazione di una sua edizione, una sua ammiratrice che fa prima a sfilarsi il tanghino che a dire il suo nome (unica vera genialata di tutto il libro: veronica lake) segue rapporto stile coniglionellapentolaapressione all'attrazione fatale con tanto di riprese con telecamere nascoste di coiti a dir lui indimenticabili, e colpo di genio quando decide di scrivere -e scoprire chi è stato- di un omicidio accaduto trent'anni prima nella cittadina d'origine, da contorno: tre ex mogli, una figlia che, non si sa perchè, si attacca alla pazza, un cane con i coglioni sempre girati, un commissario tossico ex vietnam e un frullato di cose non definite. non aspettatevi un giallo che vi rinfreschi, questo è un gialletto con cui non si può neanche fare una pasta. 

lunedì, 30 giugno 2008
author: didaquellavera @ giugno 30, 2008 13:49
category: libri, storia, la maestra dida, la donna della domenica legge
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gli_scomparsiho_sognato_la_cioccolataa gennaio scorso ho fatto una lezione alla mia truppa sulla giornata della memoria, è andata bene, i ragazzi hanno reagito e sono stati "informati" e stimolati, con video, un documentario su anne frank, alcuni filmati dell'epoca, ma poteva andare meglio. sarà anche per questo che ho letto questi due libri, per preparare la prossima giornata della memoria -anche- per loro, e cercare di farlo nella maniera più adatta. 
credo sia uno dei libri con più impatto emotivo che ho letto fin'ora. GLI SCOMPARSI di daniel mendelsohn neri pozza € 20. questo è un libro di storia che dovrebbe esser letto nelle scuole. l'autore è nipote attento e sensibile di scampati allo sterminio nazista ed in seguito emigrati negli usa. questo libro è la sua ricerca per scoprire che cos'è realmente accaduto al fratello di suo nonno. riesce ad incontrare e parlare con i pochi sopravvissuti del paese d'origine viaggiando su e giù per quattro continenti. le testimonianze sono a volte frenate e a volte non scritte per volere degli intervistati, raccontano la vita non nei ghetti e nei campi di concentramento ma i tentativi di fuga e di salvezza dal proprio paese, dalla propria casa prima di essere portati via. la percezione fortissima che queste pagine dense ma scorrevoli danno, è il legame che si deve sentire e non dimenticare, il riflesso che l'olocausto deve avere sempre sul presente. con le testimonianze dirette e riportate nel libro anche le tradizioni dell'ortodossia ebraica del passato e del presente, con una musica yiddish che sembra pervadere la lettura di persecuzioni in ucraina. difficile scrivere anche solo un commento a questo libro senza cadere nell'ovvio, da leggere. leggetevi anche OGNI COSA è ILLUMINATA di j.safran foer anche in questo il presente insegue il passato. testimonianza diretta  è quest'altro libro, dicono, per bambini:  HO SOGNATO LA CIOCCOLATA PER ANNI   di trudi birger ed. piemme. abitava invece a francoforte ed aveva 16 anni quando è stata salvata dagli alleati da un campo di concentramento, dopo aver lasciato la sua casa, poi il ghetto ed evitato incredibilmente la morte. lei racconta tutto in prima persona, anche quando si trasferisce, era il 1947 in quello che sarebbe stato lo stato d'isreale. leggere per sapere. perchè non se ne sa mai abbastanza. e come maestra mi sento ancora di più responsabile del mio conoscere da trasfondere. devo passare, ora a qualche lettura da nulla.

mercoledì, 25 giugno 2008
author: didaquellavera @ giugno 25, 2008 11:23
category: libri, gossip, arte, le cose della vita, le cose buone, favole per grandi, la donna della domenica legge
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200px-Modigliani,_Amedeo_(1884-1920)_-_Ritratto_di_Jean_Cocteau_(1889-1963)_-_1916<<siccome si trattava del fine settimana cercai di vestirmi con semplicità. non è mai facile, per me. scelsi un dolcevita di cammello, giacca di tweed, jeans e un paio di scarpe fatte e mano di edward green che si chiamano dundee. sembrano eleganti, se non vedi la suola di vibram, e sono fatte in cuoio doppio. la dundee è una scarpa progettata per passeggiare sui propri possedimenti terrieri, per procedere nel fango indossando una bella cravatta con gli spaniel alle calcagna. ho dovuto aspettare quattro mesi per averle. sulla scatola c'è scritto: "edward green: master shoemakers to the few". è esattamente quello che sono io: uno dei pochi.>>

da middlesex di eugenides jeffrey ed. mondadori
venerdì, 20 giugno 2008

370_5900_001a tavola ci si alza se la signora va in bagno e anche al suo rientro, la signora non dice "vado a fare pipì" ma "scusate", niente gomiti sul tavolo, bocconi enormi, posate impugnate come strumenti agricoli, stuzzicadenti, sbuffi, rutti o peggio.
11737438_violetnon si dice "la mia signora" ma "mia moglie", non ci si presenta senza fiori per la padrona di casa, ma si può spedirli anche il giorno dopo, se c'è solo la cameriera si lascia il biglietto da visita ma senza titoli professionali, nobiliari od onorifici. non si fa mai il baciamano ad una signorina, l'uomo precede la donna entrando nei locali, è la donna a porgere la mano per salutare l'uomo e non si sfila il guanto ( a meno che non saluti un sacerdote) nè si alza in piedi, diversamente dall'uomo.
liberamente tratto da monsignor della casa.

martedì, 17 giugno 2008
author: didaquellavera @ giugno 17, 2008 14:33
category: viaggi, libri, diario, sardegna, diario di viaggio, la donna della domenica legge
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in una giornata di tifoni tropicali nella bassa friulana, tanto inquietanti quanto stupefacenti, non resta altro che pensare all'isola che ci sarà fra qualche settimana, e una domanda mi ronza in testa senza particolari connessioni con quello che scriverò: perchè chi si lamenta di esser oggetto di mobbing -considerato solo tale- , nella gran parte dei casi, è colui il quale non fa un cazzo?
sardinia_bluesquindi parliamo di isole, di isole che ci sono e che qui appaiono nella loro naturale problematicità e nei loro turbamenti. flavio soriga ci scrive SARDINIA BLUES bompiani € 16, e lo si deve anche ringraziare perchè le sue pagine, dove non c'è un punto, si leggono tutte d'un fiato anche senza la voglia o la necessità di scoprire chi è l'assassino, e non solo perchè non c'è un punto a farci respirare. sembra un romanzo iper-realista di quelli che non ti raccontano niente di nuovo sennon una quotidianità che di solito non viene scritta per il troppo pudore. grazie a soriga per dire le cose come sono, quelle che non si fa nessuna fatica ad immaginare se le
 si è viste, per raccontare la talassemia. se la sardegna vi piace per come piace a me, non per il billionaire o per la costa smeralda ma per tutto quello che a quei posti si nasconde: le dune, i fenicotteri, le cartoline di sughero, il caffè al bar italia, i paesi che sembrano deserti, i cartelli stradali unici nel mondo, i ravioli al limone della signora di pula, il genovese che parlano in un'isolettina e i posti che anche carlotto uso come sfondo all'alligatore.
proprio bello!

lunedì, 16 giugno 2008

oliviaOLIVIA scritto e illustrato da ian falconer, giannino stoppani edizioni, bologna, 2002 € 15.00 prestato da mia sorella.
18 pagine 300 parole in tutto per trovarsi ritratte in un libro. IL libro vien da dire, obbligatorio per tanghiche e affini, dopo aver verificato -per tanghiche ed affini inutilmente-  di possedere un cospicuo corredo di base composto da  emma, anna, ma anche da carrie e tanto altro. chi non ha il corredo non capirà.  chi capirà si vedrà allo specchio a tormentare tutti, a provarsi tutti i vestiti dell'armadio, a spostare il gatto, a rimettere a posto il gatto, a drogarsi di pollock  e star davanti ad un degas illuminato mai abbastanza bene, a leggere lettere d'amore scritte dalla callas e non per onassis. se state soffocando in città, assediate da troppe cose da fare per forza, entrate in libreria e leggetevi questo gioiello che non è un libro da piccole ma un salvavita per grandi illustrato con 3 colori e un'infinità di loro sfumature.

lunedì, 09 giugno 2008
author: didaquellavera @ giugno 09, 2008 16:38
category: libri, la donna della domenica legge
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numeriprimiLA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI di paolo giordano mondadori € 18.00
non è un libro dei miei. l'ho finito in fretta ma non mi è piaciuto granchè. non è stato bello o divertente, anzi. è scritto in modo molto molto scorrevole e ci sono più cose non scritte che scritte. alla fine mi ha lasciato un amaro in bocca, non come roth che è falciante e crudele, ma un amaro di rassegnazione e sofferenza impossibile da gestire. ho immaginato torino e il parco del valentino, la basilica di superga e le foglie gialle che cadono nel po sui murazzi. nonostante torino, si può vivere anche senza.    

venerdì, 06 giugno 2008
author: didaquellavera @ giugno 06, 2008 23:33
category: libri
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mendel_dei_libriMENDEL DEI LIBRI di stefan zweig einaudi € 5.50 libello da un solo racconto, poco più spesso di una cartolina. libello che racconta di una vita. come si dice: breve ma intenso. "la storia di un uomo che forse non ha letto tutti i libri, ma che tutti li conosce. il sovrano di un mondo parallelo- un mondo di carta".

sabato, 31 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 31, 2008 21:10
category: libri, diario, la donna della domenica legge
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zuleika_dobsonregalarmi libri giusti è dono di pochi. qui ci son riusciti, fine ottocento ad oxford. arriva elegantissima e sapendo di esserlo la nipote del rettore. ZULEIKA DOBSON è metà pifferaio magico, metà medusa e molto maga. libro scritto nel 1911 e ancora ironico e sarcastico. gli orecchini son da copiare, questo è un consiglio per le fanciulle che restano un pò retrò anche nel 2008.

lunedì, 19 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 19, 2008 18:44
category: libri, diario, storia, cronaca, diario di viaggio, le cose della vita, le cose buone, la donna della domenica legge
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delitti_e_formaggicapita che alcuni giorni siano legati da un filo trasparente e resistentissimo. in questi giorni il leitmotiv è stata la storia in tanti suoi aspetti e sfumature. son arrivata oggi a questa conclusione dopo un corso di aggiornamento su come applicare la metodologia dello storico (ridotta certamente ai minimi termini) alla declinazione delle competenze per il prossimo curricolo scolastico. un sabato passato a gorizia, piacevolmente immersi in quel microcosmo culturale delle città di confine, che festeggia e osanna la storia. inseriti in conversazioni e dialoghi resi -da chi fa della storia passione e vita- comprensibili, divertenti e appaganti anche per chi non è un accademico. accademici che di grigio hanno solo una lontana, lontanissima tradizione iconografica e forse qualche giacca. aperitivo al sole tiepido del dopo temporale con un cincin fra perfetti sconosciuti che un pò sanno di conoscersi e una stretta di mano con quel paco ignacio taibo II che non perde -nemmeno lui- la tenerezza.  una giornata umida, di pensieri e comunicazioni fumose con incontri curiosi, con silenzi imbarazzati, con mezze sbronze che son proseguite nel loro naturale compimento fino a sera, con  brindisi a chi gentilmente -e con un certo imbarazzo da parte nostra- ci ha offerto il pranzo, senza purtroppo presenziare. alla fine un libro che si è fatto leggere in fretta, con gaudio e più di qualche risata a denti strettissimi, in una domenica di pioggia torrenziale, tremendamente tradotto nel titolo: delitti e formaggi (edward trencom's nose) di giles milton ponte delle grazie € 15, ma spassoso ironico e consigliatissimo per l’estate, mi ha portato su e giù per le scale di una formaggeria londinese di tradizione plurisecolare e poi sui gradini di un monastero sul monte atos sulle tracce di quel che rimane dei paleologi, il tutto su pagine intrise da profumi di formaggi dai nomi sconosciuti e sapori millenari.  

lunedì, 12 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 12, 2008 14:39
category: libri, diario, le cose della vita, le cose buone, favole per grandi, la donna della domenica legge
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oscarwaoLA BREVE FAVOLOSA VITA DI OSCAR WAO di junot diaz mondadori strade blu € 17.00 ho un feeling particolare con i premi pulitzer. anche quelli per i risotti. finalmente un bel libro, una bella storia fra la grande mela e la repubblica domenicana e i suoi dittatori, una storia un pò epica e un pò saga familiare che fa pensare e attraversa il secolo passato. se avete avuto la fortuna di vivere i caraibi come li ho vissuti io anni fa, fra costa rica e cuba, le canne da zucchero vi taglieranno le braccia e le gambe con le loro foglie anche solo leggendole. è un scrittura veloce, che vi trascina, facile e quasi slang, lo spagnolo-dominicano che farcisce le pagine non fa che colorare ulteriormente i personaggi, soprattutto quelli femminili. oscar sa, legge, studia di fantascienza e fantasy. ho riconosciuto solo qualche riferimento al signore degli anelli, le altre citazioni sono assolutamente, a me, sconosciute, visto che non amo per nulla il genere. letto nella mia domenica di lettura. e finchè non è stato finito non ce n'è stato per niente e nessuno. o quasi. i riferimenti storici nelle note sono appropriate, lecite, dovute, curiose e interessanti. bravo mr. pulitzer che non ne manca una.

sabato, 10 maggio 2008

max_pezzalinovità in libreria, un non libro. perchè un libro non è solo caratteri stampati su carta. non mi fido, non lo compro, non lo affitto, non lo leggo e lo critico. saccente, stronzetta snob che non sono altro. che l'abbiano pubblicato solo perchè è riuscito a vendere 6 milioni di dischi qualche anno fa?

invece leggo questo, letto in libreria in piedi con un sorrisone ebete in faccia: storia incredibile di due principesse che sono arcistufe di essere oppresse di monica colli, rossana colli e irene bedino. 11 € ed. lapis da regalare alla mariashakira che tutti noi abbiamo nei paraggi, della serie i libri per le principesse, delle principesse. scritto in rima deliziosa e perfettamente illustrato tutto da italiane, una principessa draghetta che invece di impantanarsi e sputare fuoco è tutta perfettina e una principessa in carne ed ossa che si comporta da draghetta con pochissimo bon ton, alla faccia di lina sotis. happy - end inevitabile. di come va a finire quello di pezzali.. francamente chissene. storiaincredibile

domenica, 04 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 04, 2008 11:42
category: libri, diario, cucina, cronaca, dove mangiare, le cose della vita, le cose buone, dove non mangiare
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tuttoperunaragazzache non vi passi nemmeno per l'anticamera del cervello di spendere 15 € per questo libro che magari potrebbe piacere ed emozionare qualche sedicenne. i due si frequentano da poco, lei rimane incinta. solo che hanno 16 anni e vanno ancora al liceo. continuo a pensare che se si fanno due o tre libri buoni poi si può anche vivere di rendita e farsi pubblicare queste cose solo per il nome che si ha. dubito fortissimamente che se avessi mandato io questo scritto a guanda l'avrebbe pubblicato, forse nemmeno letto. colpa mia comunque, potevo lasciarlo nello scaffale, e mi è passato anche per la testa, appena finito, di riportarlo alla feltrinelli e farmelo cambiare, visto che non l'ho nemmeno rovinato un pò. ma certe cose non si fanno. 

altro: enoteca il purgatorio a scodovacca di cervignano -ud- ieri sera a cena. della serie vojo ma no posso. detesto essere sottovalutata, soprattutto in queste situazioni. si mangia fiorentina, e anche se si presentano con una buona scelta di affettati anche toscani -notevole la mortazza con il tartufo- lasciano molto a desiderare per il resto. il locale è carino, rustico e caldo, con le braci per cuocere la carne in sala. i piatti arrivano caldi, ma un quarto d'ora prima della fiorentina. fiorentina buona ma praticamente ghiacciata dentro, sarebbe il caso di farla uscire dal frigo un pò prima. vini: aperitivo franciacorta, bollicine bevibili. una lista dei vini che non ho guardato mostra una serie di cantine chianti. ci propone una magnum, che poi non ha. prendiamo due bottiglie di chianti, dove avergli detto che cosa volevamo, ci porta i due chianti con meno carattere esistenti sul mercato. e quelli che casualmente costano meno. in certi casi si fa una figura migliore dicendo quali sono le bottiglie disponibili e quali i prezzi. d'altronde non essendo sommellier non ci è possibile conoscere tutti i chianti, e se si va in un'enoteca qualcuno dovrebbe occuparsi della cosa al posto degli ospiti, altrimenti andavo in un supermercato. ci spostiamo fuori dopo cena per i caffè e su ogni tavolo lavanda. lavanda finta. detesto i fiori finti.  

altro ancora: menomale che però si va a pranzo dal magnifico signor darko che ci strega e ci ammalia ancora una volta e non solo con le meraviglie gastronomiche che riesce a presentare. ripeto, non ho mai mangiato meglio. mai, da nessun'altra parte nel mondo, e pensare di averlo a cento km da casa, non può far altro che commuovermi. sono rimasta estasiata dalle mazzancolle crude appena uscite dal mare e riposte su un gelato cremosissimo e non dolce al limone, il resto di conseguenza. il signor darko ci scuserà se non pubblicizziamo nel dettaglio la sua meravigliosa dimora, ma preferiamo non svelare troppo di questo angolo prezioso dove però tutti i ristoratori dovebbero andare a prendere lezioni. anche di buone maniere.

mercoledì, 09 aprile 2008
author: didaquellavera @ aprile 09, 2008 14:08
category: libri
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il_campo_del_vasaio

IL CAMPO DEL VASAIO di andrea camilleri sellerio € 12.00 chissà perchè ma leggere camilleri su sellerio o su mondadori non è per niente la stessa cosa. divorato con ingordigia anche questo, non vi dirò nulla su trama o sul finale. è molto più noir di tutti gli altri e come al solito non si staccano gli occhi dalle pagine finchè non è finito. lunga vita a camilleri.

lunedì, 07 aprile 2008
author: didaquellavera @ aprile 07, 2008 09:39
category: libri, diario, le cose della vita, le cose buone, favole per grandi, la donna della domenica legge
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chatwinthe songlines, del 1987 edito da adelphi. devo ancora capire chatwin in toto. faccio fatica a farlo. ho faticato ad arrivare all'ultima pagina de le vie dei canti. la parte che parla dell'australia e degli aborigeni è molto bella e vera. quando invece riporta quello che ha appuntato sulle sue moleskine è di una lentezza esasperante e sembra quasi un'esternazione noiosa e saccente di quello che LUI sa. a pag. 214 dell'edizione adelphi riporta la storia delle moleskine, quella scritta ovunque, e che fa sembrare chatwin scrittore solo per quella paginetta e non per il resto. nonostante l'incertezza e la fatica nel leggerlo, non abbandono l'impresa della comprensione e della partecipazione. continuerò a leggere e a voler sapere di lui ed arriverò anche alla biografia, che mi dicono crudele e destabilizzante per chi si è fatto un'idea divina e assoluta del caro bruce, ma visto che per me non è così, non credo di correre pericoli mortali.  

domenica, 23 marzo 2008
author: didaquellavera @ marzo 23, 2008 17:12
category: libri, diario, attualità, favole per grandi, la donna della domenica legge
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museo_neronon ho la più pallida idea di quando o dove possa aver avuto l'idea o lo stimolo di prendere questo libro, qualcosa mi dice che c'entra il nobile contenebbia, ma non focalizzo con chiarezza. era nello scaffale dei libri da leggere dallo scorso luglio. ordinato su ibs ha il prezzo ancora in lire 12 mila, poi in euro direttamente alla metà.  prima edizione del 1977. libro fantastico, visionario letto un pò sotto shock -questi umori aiutano almeno nelle letture sovversive, surreali-. perchè di surrealismo si tratta, mette in moto la parte che fa dei pensieri la sceneggiatura in chi ha il cervello, ed è proprio in questi giorni, che capitano, di umori poco spiegabili (qualche omuncolo darà la colpa alla solita sindrome pre-mestruale) che ci si rende conto di aver qualcosa in testa che macina, e che si vorrebbe -il più delle volte- non macinasse così. sono racconti senza una trama impegnativa. l'impegno è seguire le fantastiche descrizioni, le corse al galoppo di un cuore che risulta essere solo muscolo vitale e per niente sentimentale, i colori, le trine, le stoffe, i nani, le gigantesse, le ballerine. racconti: nel sangue dell'agnello vi troverete ad anticipare la fine -giusta e gloriosa- di molte pagine ma rimarrete stupiti delle ultime righe. la tomba di aubrey beardsley o i cinesi alla moda, vi farà oscillare fra il desiderio di partecipare ad una tal festa o la paura di star a guardarla anche solo da spettatori invisibili. la mia personalissima sceneggiatura ha preso moltissimo dalla maria antonietta della coppola, i colori sono gli stessi nel mio musée noir, magari un pò più cupi, ma comunque brillanti e grondanti sangue con qualche riferimento al doppio sogno che dal 1928 di proprietà di arthur schnitzler diventa 70 anni dopo eyes wide shut,  proprietà di kubrick.  pagine lette in periodi distesi, allungati e soffusi di dormiveglia quando il sogno sta per sommergere tutto e -finalmente- lasciar senza freni di alcun tipo pensieri e desideri, senza convenzioni, senza condizioni. consigliato a chi non fa della razionalità il suo motore, a chi si veste con colori sbagliati e lo fa di proposito anche se avrebbe la scusa del daltonismo, a chi crede che il rosso e il fuxia stiano meraviglisamente fra loro. consigliato a chi crede che da inseguire non ci sia solo l'amore con la a maiuscola, ma anche il sesso con la esse maiuscola. consigliato a chi mangia con le mani anche se non sa cosa mangia, e poi si lecca le dita. consigliato a chi non parla perchè gli umori, e non solo quelli umidi, tappano la bocca. consigliato.  

pg.151 "queste donne odorano di leone. -disse; ma in quello stesso momento, come la prima volta che mi era apparsa davanti, era lei che, con le narici dilatate, il naso tozzo e i grandi occhi gialli semi chiusi, assomigliava gentilmente al fulvo animale".

giovedì, 13 marzo 2008
author: didaquellavera @ marzo 13, 2008 11:09
category: libri, le mie foto, diario, ego strabordante, la donna della domenica legge
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brixton_bopBRIXTON BOP di geoff dyer ed. instar libri 1998 € 14.46 (su ibs.t sempre a metà) questo è uno dei pochissimi libri che, nonostante l'abbia finito non mi ha detto assolutamente nulla. non ha trama, ma solo pagine riempite da una vita abbastanza sprecata di un gruppo di amici che cerca di sopravvivere nella londra di metà anni '80 senza farsi massacrare di botte da disperati in cerca di poche streline. si legge di firme per sussidi di disoccupazione e lavoretti indispensabili per tracannarsi birre davanti a tramonti rosso fuoco sul tetto del proprio palazzo. se vogliamo, un friends su carta molto più triste, povero e svuotato di ironia. pagine noiose e -poco- farcite da musica che si vuol far considerare dal lettore colta e incompatibile con l'essenza dei personaggi. ma non riesce nemmeno in questo. c'è da dire però, che questo libercolo è stato letto immediatamente dopo la conclusione gloriosa del superbo roth e la sua assoluta pastorale americana. 

pg. 141 -come mai ha gli occhiali?-  -ieri notte si è fermato a dormire da me, ma non aveva il contenitore delle lenti. csì senza avvertirmi, le ha messe in un bicchiere d'acqua acqua accanto al letto. la mattina non c'erano più. me l'ero bevute durante la notte-

diario: sulla strada che faccio per andare a scuola, c'è un pannello pubblicitario vuoto. dal giorno prima del mio compleanno c'è scritto con una bomboletta spray AUG DIDI con cuoricino vicino alla prima i. in primis avevo letto AVG DIDI che sebben più cervellotico da interpretare avrebbe avuto comunque -per me- un senso visto che in questi giorni si gioca ad anagrammare nomi. ora, le persone che mi chiamano didi sono quelle della mia più intima cerchia e si contano sulle dita di una mano. avendo l'ego a livelli molto alti mi son divertita a pensare che il messaggio sia li per me, come monito a non prender per i fondelli moccia che poi le cose assumono forme inspiegabili. potrebbe ovviamente non esser li per me ma per un'altra didi. UN'ALTRA DIDI? MA VI PARE?

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lunedì, 10 marzo 2008
author: didaquellavera @ marzo 10, 2008 09:31
category: libri, diario, la donna della domenica legge
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pastorale_americanal'ho trovato complicato e difficile da macinare. iniziato ad agosto sull'amaca in giardino con un bicchiere di vino bianco freddo appoggiato sulla pancia, l'ho finito di leggere sul divano in un pomeriggio uggioso passato a godersi i silenzi in reciprocità. sono arrivata all'ultima pagina con il fiatone, il libro in questi mesi l'ho trascinato con me ovunque, insieme a qualche altro volumetto più semplice da elaborare e che ha avuto sempre la meglio. sarà che nel 2007 ho esagerato con roth, con quelle storie che purtroppo son state per un periodo dolorosamente anche mie. alla fine mi son trovata a faticare sulle sue pagine. strazianti fin quasi alle lacrime, battendo i pugni perchè la storia prende vie malevole e mai, mai, almeno solo con qualche speranza di un finale meno drammatico, doloroso e -alla fine- inevitabile, di quello che è. è la storia dello svedese, dalla giovinezza alla sconfitta adulta di quello che considerava il suo sogno perfetto e permanente: un privilegiato con tanto di moglie miss, casa perfetta, facilità di riuscita in ogni cosa che viene destabilizzato e distrutto da una figlia amatissima, adolescente, bellicosa pacifista che "porta la guerra del vietnam in casa".  

"rimane il fatto che , in ogni modo, capire la gente non è vivere. vivere è capirla male, capirla male e male e poi male, e dopo un attento riesame, ancora male. ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. ma se ci riuscite...beh, siete fortunati." pg. 41

mercoledì, 20 febbraio 2008
author: didaquellavera @ febbraio 20, 2008 14:42
category: libri, bam brigate anti moccia
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patrimonioferoce, vero, crudo, crudele, duro, reale, glaciale, definitivo, determinato, coraggioso, morente, mortale, agonizzante, temibile, terribile, indigesto, inopportuno. decadimento fisico come ultima prova da superare prima di trovare finalmente, la pace. forse. il solito, atteso, genio.

lunedì, 18 febbraio 2008
author: didaquellavera @ febbraio 18, 2008 09:34
category: libri, cinema, diario, le cose della vita, bam brigate anti moccia
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scafandro_farfallafilm da brividi e pensieri forti. con un occhio si può scrivere una storia, si può raccontare una vita. dal libro autobiografico di jean-dominique bauby l'ultimo film di julian schnabel. regia strepitosa e umana, fin troppo. lo scafandro è il corpo immobile di bauby dopo un ictus che lo coglie a 42 anni, la farfalla è lui, chiuso dentro ad un corpo che lascia solo il movimento di una palpebra come unico mezzo per comunicare. il libro è edito da ed. tea 1999. mi ha riempito la testa di se e di ma e di come farei se succedesse a me e come potrei reagire e di nuovo se e ma e se non è meglio morire subito che lasciarsi morire e consumare senza poter vivere. sempre che vivere voglia dire solo e unicamente e materialmente ed egoisticamente fare sbrigare muoversi? e l'altro cos'è? solo un lasciarsi vivere? lasciarsi vivere mentre si è chiusi dentro con tutte le nostre emozioni i nostri pensieri.. per me è troppo difficile anche solo provare a pensare ad un'ipotesi così drammatica. se poi consideriamo anche il fatto che leggo patrimonio di philip roth con estrema calma e centellinandolo, che è un libro durissimo e che non vedo l'ora che arrivi la fine di febbraio perchè è un periodo faticoso e stressante a scuola... forse sarebbe il caso di darsi a letture e visioni più liete.  

poi è uscito anche parlami d'amore dell'amico di moccia, muccino, che non solo dirige il film tratto da un libro scritto da lui stesso medesimo a quattro mani con carla vangelista qualche anno fa, ma promette, anche di non fermarsi qui.

martedì, 12 febbraio 2008
author: didaquellavera @ febbraio 12, 2008 19:37
category: libri, diario, le cose della vita, la maestra dida, la voce della sciampista, bam brigate anti moccia
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Inquisizionecome avevo purtroppo previsto.... ho trovato una copia di moccia in classe. in quinta b. sul banco di una che fino a ieri mi faceva i bigliettini con i disegni di harry potter. oggi al posto suo c'era un tomo di moccia identificabilissimo grazie al tricolore che tanto fa francia delle sue copertine. domani parto con roth? o con houellebeq? dante? manzoni? anna karenina? riuscirò mai a tappare la falla che si è formata? rodari aiuta sempre! ma anche calvino.. brigate anti moccia di tutto il mondo uniamoci!!!  son entrata in classe come un caccia prendendo il libro e mettendolo all'indice in alto, col braccio teso e toccandolo l'indispensabile, come monito ad evitare il maligno, gridando "E CHI LEGGE 'STA ROBA?" e la bimba che ha la forma di un folletto dei boschi "mia mamma e ha anche visto il film." e la maestra con il saio cinquecentesco dell'inquisizione, cappucciaccio nero e lingua scura, mettendo il libraccio, lontano anni luce da qualsiasi incunabolo, nell'ampia manica di lana pesante ha detto "ah, la tua mamma..". e tutto fu chiaro. la messinpiega fra meno di dieci anni me le farà questa mariafiliberta anche se io spero che diventi una sciampista!  

domenica, 10 febbraio 2008
author: didaquellavera @ febbraio 10, 2008 18:45
category: libri, cinema, la donna della domenica legge
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cobra_verdeanche se è nato 1940 sembra di leggere nei suoi romanzi di una vita ottocentesca, non trovo niente che lo riporti nel mio secolo di nascita, sembra un grande vecchio. un grande vecchio viaggiatore che insegna, spiega e scrive non solo di patagonia. se poi si legge un pò della sua vita, allora si, lo si vede vivere gli anni '60 '70 e non del tutto gli anni '80 e non è per niente vecchio quando muore a nizza. questo è chatwin che un pò alla volta inizio a conoscere, si è messo di mezzo quando ero già bella puntata e indirizzata verso andy (ma non tarderà ancora molto). letto il vicerè di ouidah adelphi €7.00 (1980) perchè sollecitata, solleticata, stimolata dalla visione del film (tratto) COBRA VERDE (1988) di werner herzog con klaus kinski che non mi ha mollata un secondo col suo ghigno per tutta la lettura del libro. il titolo del film non c'entra nulla col libro ma per il resto è stato centrato il bersaglio: una superba resa in video delle pagine. un mercenario avventuriero dal brasile alle coste africane per commerciare schiavi. da divertirsi con gli extra del dvd con un kinski indemoniato e sopportato -con cristiana devozione- da herzog. sempre di herzog del 1999 è kinski, il mio nemico più caro che vedrò di recuperare al più presto, spinta dalla brama di metter il naso in un rapporto così viscerale. 

amore_sopravvalutatoaltra cosa invece è il consiglio che ha dato luca sofri (difficile che consigli brutte cose) giovedì pomeriggio e che mi son scaraventata in libreria a prendere: l'amore è sopravvalutato di brigitte giraud ed. guanda. che si può esser anche vero.. ma se avete 10 euro e non sapete cosa farne.. dateli in beneficenza, e non in beneficenza a questa brigitte. son undici racconti su rapporti che finiscono, risolve in poche pagine solo il momento del distacco, vale a dire quando lui/lei mollano la baracca e si chiudono alle spalle la porta di una casa che era condivisa. niente di che. chissà perchè poi ha messo nel mezzo un racconto sulla morte di marie trintignant, ricordate? massacrata dal tizio dei noir désir a vilnius. certo che uno che canta in un gruppo con un nome del genere...vabbè io poi dovrei star solo zitta, visti i nomi [a buon intenditor..]

mercoledì, 06 febbraio 2008
author: didaquellavera @ febbraio 06, 2008 09:13
category: libri, cinema, diario, diario di viaggio
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intothewildpar che l'unica cosa non riuscita a sean penn sia stato il matrimonio con madonna. non è un pistolotto naturalista-documentaristico lungo e noioso ma un bel filmone da cinema. è la storia vera di christopher mccandless che lascia tutta la sua vita, che sembrava esser già preconfezionata e pronta al consumo, e con pochi ottimi libri e tanta pace va verso l'alaska incontrando una serie di persone che si sostituiscono alla famiglia d'origine, quasi rinnegata, ma difendendo gelosamente una solitudine che non gli pesa fino alla fine. sempre sul limite ma senza mai scadere nella retorica si alternano momenti del viaggio di alex (così si fa chiamare, per poi solo alla fine riappropriarsi del suo nome per intero) al commento della sorella come voce narrante. bellissime le citazioni che scorrono sullo schermo, quasi scritte sullo da una penna che pare trovarsi, gigantesca, alle nostre spalle. sorprendente la sensazione che mi ha lasciato. di libertà, di voglia di fuga, di posti nuovi e da trovare ma anche il saper di non saperlo fare a quelle condizioni. alla fine son uscita con gli occhi lucidi. la fotografia non ruba la scena alla storia ma la rafforza e la esalta. esiste anche il libro che parla di questa avventura: nelle terre estreme di jon krakauer ed. corbaccio €16.60 non l'ho letto ma tutte le recensioni che mi son capitate sotto il naso son abbastanza buone. 

lunedì, 04 febbraio 2008
author: didaquellavera @ febbraio 04, 2008 09:44
category: libri, diario, cronaca, le cose della vita, le cose buone
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pura_anarchiacausa attacco da potentissimo virus son stata ko qualche giorno. di fronte a forza maggior di tanta potenza me ne sono stata buona buona su più di un divano a veder film e leggere libri, il tutto condito da tisane, the caldi, coccole spontanee e richieste (visto che da malati si può.. ho approfittato a man bassa) e affrontando poco e con non poco timore tutto quello che di ingeribile e solido mi passava davanti. letto l'ultima fatica del buon woody PURA ANARCHIA bompiani €6.90. son racconti in puro stile alleniano: paradossali e irriverenti. al limite del surreale i primi, senza limiti e immersi in una surrealtà facilmente immaginabile gli ultimi. sorrisini cattivi e sarcastici da sotto la copertina che mi faceva tanto buona bambina. ma leggendo questi racconti alla fine di buono c'è poco. si è portati a ridere di noi. di quello che capita tutti i giorni anche se condito generosamente con iperboli e con la genialità risolta in parole di woody allen. e sia così. da pag. 139 "[...] miss kelly è sicuramente tutta onde.capisci che sono onde ogni volta che si avvicina al distributore dell'acqua. non che non abbia buone particelle, ma è con le onde che si guadagna i gingilli di tiffany. anche mia moglie è più onde che particelle, solo che le sue hanno cominciato ad afflosciarsi.  [...]".  la domenica invece visto che mi sentivo meglio ho optato per un libretto bello tosto RITORNO IN PATAGONIA a quattro mani bruce chatwin e paul theroux, adelphi. in poche pagine un'infinità di spunti da elaborare sulla mitologia che da sempre ha circondato la patagonia. riferimenti dotti e (aimè) non sempre colti adeguatamente dalla maestra dida che (fortunatamente) non ha smesso ancora d'imparare. da dante, poe, falkner passando per tennyson.. sarà da rileggere magari fra dieci anni, quando forse ne saprò un pò di più delle cose della vita e avrò letto un pò di più. nel frattempo carlà ha fatto il colpaccio all'eliseo, la signora mastelloni ha fatto quel che ha fatto, e la signora rosa ci ha salutato. 

lunedì, 28 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 28, 2008 09:28
category: libri, diario, diario di viaggio, la maestra dida
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eleganzadelriccioL'ELEGANZA DEL RICCIO ("fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti")di muriel barbery ed. e/o € 18.00 l'avevo già a portata di mano quando me l'hanno consigliato "ti piacerà molto", a portata di mano vuol dire a 30 cm dal mouse. ho aspettato un pò prima di iniziarlo, sarà che da quando son maestra leggo molto meno "per me", son sempre che sbrigo che compilo schede che cerco lezioni diverse per tener alto il morale della truppa, i tempi bibblici che ho dedicato ai miei libri si è ridotto. ho aspettato di esser sola, di prendere un treno per andar a cena da mari, con tutta la tranquillità e la pace che da, poco più di un'ora senza parlare con nessuno. questo libretto si fa leggere e ha il pregio di non farsi mollare fino alla fine. è soffice, profuma di buono, sa di dolcetti in carta di seta e di sushi, rompe qualche stereotipo ma tanti altri li conferma. sembra quasi una versione parigina e MOLTO MA MOLTO edulcorata di troppo forte incredibilmente vicino (che è semplicemente magnifico). geniale la trovata di chiamare due sorelle colombe e paloma! anna karenina continua a segnare più di una vita.  pg 18. "il mondo così com'è non è fatto per le principesse" . "quando sono angosciata, mi ritiro nel mio rifugio. non c'è nessun bisogno di viaggiare; mi basta raggiungere le sfere della mia memoria letteraria e il gioco è fatto. quale distrazione più nobile, quale compagnia più amena, quale trance più deliziosa di quella letteraria? o no?"  non è un capolavoro come l'hanno presentato ed è un libro da femmine.  se ci riuscirete, vi consiglio di considerare come ultima pagina la 305 e non andare oltre. fermatevi li.

sabato, 26 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 26, 2008 13:12
category: libri, truman capote, le cose della vita, le cose buone, favole per grandi
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mmtcTRUMAN CAPOTE di gerald clarke frassinelli 1989 € 18.00. unico difetto del libro (ma credo solo della mia edizione) è che in copertina c'è il magnifico philip seymour hoffman in a sangue freddo (magnifica interpretazione che gli è valsa l'oscar come migliore attore) al posto di truman. ma è l'unico difetto. è una magnifica biografia di capote, dalla nascita alla morte. le fonti sono lunghissime interviste che clarke ha raccolto in molti anni, corredato il tutto con inserti fotografici. mi affascinano sempre queste letture, mi immergono in un periodo incredibile e penso che se capote non lo avesse attraversato, quel periodo non sarebbe stato così. è riuscito a fare quello che ha sempre voluto essere. conosciuto tutti, si è circondato di donne bellissime (anche marella agnelli era sua intima amica), ha girato il mondo, ha vissuto al di sopra delle sue possibilità ma anche al di sotto. ha pagato tutto con crisi depressive, cadute abissali, tradimenti, errori, alcool, droga di tutti i tipi. quello che viene fuori e che ho trovato io è una persona con zero limiti mentali sennon quelli messi come paletti da tutti quelli che gli son stati in torno, chi per affetto chi per denaro. non si può nemmeno mettere in dubbio che truman abbia comperato delle persone, ma si è venduto sicuramente ad un prezzo più alto. letto la biografia, non la prima, prima di iniziare a leggere quello per cui è famoso a livello planetario. magari la colazione non la leggerò subito, inizierò dai racconti e per ultimo lascerò a sangue freddo. la curiosità di scorgere le vite altrui mi solletica sempre e da molto tempo mi sbatte in faccia questa voyeuristica mia sfaccettatura. le biografie son impegnative da scrivere e da leggere. è stata una lettura lunga, davvero, e non facile. ho dovuto andar a mia volta a documentarmi su personaggi mai sentiti prima. se vi piace il genere, capote è un personaggio da conoscere un pò per volta, uno stronzo adorabile e fascinoso che non ha mai fatto finta di non esserlo.  

giovedì, 10 gennaio 2008

MARIAROSA SCICCOSA di  jane o'connor e robin preiss glasser ed. NORD SUD 2007 € 13.00

ieri mi son persa alla feltrinelli. raccolgo per strada l'ultimo di woody allen pura anarchia, mi sa tantissimo di un libro di racconti da poter leggere a voce alta quando fuori piove e fa pure freddo. raccolgo anche salomon gursky è stato qui, questo lo regalerò. a me è piaciuto quasi come la versione di barney. vedo il libro delle principesse dimenticate e mi chiedo come un libro così non raccolga l'attenzione di tutti quelli che ci passano accanto. nella mia mano un minuto dopo c'è questo librettino delle sciccose. care principesse, regine o tanghiche andatelo a cercare e leggetelo in  piedi, estraneatevi da tutto. le librerie son uno di quei posti dove mi riesce benissimo, ma anche al cinema, ai concerti e in qualche tanda. inutile dire che sarà magnifica la versione in lingua originale ma anche in italiano non è male, a parte il nome. non me ne vogliate ma mariarosa mi par tutto tranne che sciccosa. i disegni son belli. una bimba sciccosa spiega e fa diventare sciccosi anche i genitori e a noi spiega che cosa è e che cosa non è sciccoso. son molto d'accordo con lei, le sue sciccherie son pure le mie: nastri, fiocchi e brillocchi, tacchi alti e visoncini  aggiungo io, margaritas che lasciano il sale negli angoli delle labbra da raccogliere con la punta della lingua, sale da stemperare con il limone. "Illustrazioni luccicanti per conquistare ogni bambina che ama il rosa, i brillantini e tutto quello che è sciccoso. Età di lettura: da 5 anni." questo quello che www.ibs.it scrive.. ma i geni del marketing come fanno a sottovalutare l'ascendente di libri del genere su DI NOI? facciamo un esperimento. si presentino maschi pls. regalate di grazia il libro delle principesse (PRINCIPESSE dimenticate o sconosciute di philippe lechermèier e rèbecca dautremer -fabbri editori- 2004 € 22.00 ). investite in un regalo giusto maschimaschi, date retta a dida. se avete accanto una fanciulla che potrebbe essere una  principessa mia amica non abbiate timori. poi verrete qui a darmi ragione. fidatevi. la sciccosa didi oggi si è massacrata le dita. da stamattina le ho incastrate nella porta di casa, nell'armadietto a scuola, inchiodate con le penne e frullate pure. mi son andate a finire nelle pale del coso che frulla per fare la crema del tiramisù. visto che ieri sera con telefono sulla spalla e voce da sciampista, biografia di truman agli sgoccioli e lima mi son fatta ben bene squadrate le unghie oggi è anche giusto che abbiano subito gli attacchi degli eventi. cos'è la voce della sciampista? potrebbe essere il quotidiano che leggo ogni giorno? o il commento di una sciampista sui fatti di cronaca -carla bruni nostra signora del gossip-? e nel caso che cosa ci faceva ieri sera avec-moi?

    

domenica, 06 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 06, 2008 18:31
category: libri, diario, fumetti, favole per grandi
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isimpsonelafilosofiaI SIMPSON E LA FILOSOFIA di william irwin, mark t. conard, aeon j. skoble ISBN Edizioni € 17.00

ci ho messo una vita a finirlo, e non sono nemmeno una pasionaria dei simpson, anche se devo dire che mi piacciono molto. libro bello impegnativo da regalare ad amanti del genere provvisti di bella testa, che non guardano i simpson solo perchè sono gialli e homer rutta di continuo. se c'è una base anche scolastica di filosofia va anche meglio. non mastico filosofia dalle superiori e anche ai tempi non la masticavo granchè bene, ho faticato a star al passo con lo sfogliare delle pagine, alcuni capitoli non li ho nemmeno finiti. titoli di alcuni capitoli: lisa e l'antintellettualismo americano; l'importanza di maggie: il valore del silenzio fra oriente e occidente; la spinta morale di marge; così parlò bart: nietzsche e la virtù della cattiveria; homer e aristotele. la parte più godibile è la seconda sui temi simpsoniani, riferimenti e citazioni da "cacciare" negli episodi ed evidente lettura a molteplici livelli (provate solo a pensare che li vedono i bambini e si divertono come matti ma anche i professori di filosofia). libri, personaggi e film riportati in giallo rintracciabili solo se muniti di una consistente cultura -non solo generale- e la sottoscritta non ne ha davvero abbastanza per trovarli tutti. c'è da dire che al solito molto si perde nella traduzione e in una cultura -quella americana- che nel quotidiano ci appartiene ben poco. pag.130 "non c'è battuta migliore di una battuta per pochi: il fatto che molte persone non capiscano i simpson forse rende la serie ancora più divertente per quelli che invece la capiscono" .

lunedì, 31 dicembre 2007
author: didaquellavera @ dicembre 31, 2007 16:09
category: libri, cinema, diario, ipse dixit, cucina, mia sorella
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lamoreaitempidelcolerala cucina che ha sopportato tante cose, alla fine si è scocciata e si è arresa, ha alzato bandiera bianca e mi ha chiesto pietà. per il momento non la bado. perderò almeno un'ora a riordinare tutto. adoro cucinare ma detesto pulire e metter in ordine. a causa di un tiramisù -che dev'essere comunque qualcosa di celestiale- ho sporcato più o meno tutte le ciotole, le stoviglie e gli arnesi che la circondano e inondano. finito il tiramisù per stasera, odoro di cacao amaro e le dita sanno di caffè e rum. ho finito tutto il caffè e non ho voglia di tornare al supermercato, fatto esplodere stanotte per rubare gli incassi, peraltro. son della scuola del tiramisù col savoiardo e inorridisco per quello con gli odiati pavesini. stasera serata di pochi, a mangiare cose buone in casa di amici, un pò perchè non c'era abbastanza voglia di andare oltre cortina, un pò perchè così, fra influenzucole e diserzioni preferisco un ambiente dove so, sarò al sicuro. saluto un anno che ha dato molto. che ricorderò come pietra miliare o boa di svolta per tante cose. ultimo film dell'anno, da non rompersi la testa se proprio non riuscite a vederlo al cinema, aspettate che esca a noleggio: love in the time of cholera, l'amore ai tempi del colera o più giustamente el amor en los tiempos del còlera di mike newell, con javier bardem e giovanna mezzogiorno. il libro è uno dei migliori letti in assoluto. gabriel garcìa màrquez -nobel nell'82- è magnifico nella sua sudamericanità, qui, comunque e sempre, ed è questo che a me è mancato nel film prima di tutto. non bastano due sedie a dondolo e un mercato caciarone a far sudamerica. nemmeno una ripresa dall'alto di canali e mangrovie. credo sia un'impresa difficilissima ridurre in film un romanzo simile. sarà che da lettrice i film me lo faccio io tutte le volte che le pagine mi passano fra le dita e vedere che sul grande schermo ci stava meglio il mio di film ...beh mi fa uscire dalla sala insoddisfatta. solo il cimentarsi alla regia di un romanzo del genere è da coraggiosi, è un'impresa. ho letto da qualche parte che màrquez avrebbe voluto una parte per shakira, che ha rinunciato ad apparire ma non a far da colonna sonora. ho sentito come "puro" solamente il giardino: nascondiglio, alcova e protezione. giovannona nostra è bellissima come al solito, ma non è abbastanza invecchiata e poco pochissimo sudamericana. javier mi è sembrato una vaga sfocatura un pò porcella di quello che c'è fa le pagine del libro. altra cosa che mette in evidenza quanto il film sia troppo americano e per niente latino è il fatto che le lettere siano scritte in inglese, sarebbe stato molto più poetico averle in spagnolo. certo quando si trasferisce in due ore di pellicola un libro, e una vita intera, qualcosa bisognerà pur sacrificare ma non sono stata soddisfatta del risultato. se non avete letto il libro andate pure al cinema e poi leggetevi il romanzo. se l'avete letto .. poi mi direte. a mia sorella che sa l'incipit a memoria e che è effettivamente uno dei più belli e da ricordare con un sospiro, ho detto di non andarlo a vedere. a ben pensare, è mancata anche una voce narrante, che forse magari e con buona volontà avrebbe risolto meglio le sorti di florentino e fermina. ed ora non ho scuse, la mia cucina reclama la mia -insubordinata- presenza.
tesori miei, divertitevi stasera, state con chi più vi piace e diteglielo! mettetevi una cosetta sexy e rossa, ed esagerate non solo un pochino, esagerate in grande stile, se si esagera è inutile esagerare solo un pò!

mercoledì, 19 dicembre 2007
author: didaquellavera @ dicembre 19, 2007 01:14
category: libri, diario
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hotelparticolareUN HOTEL PARTICOLARE PER GENTILI SIGNORE di ellen cooney ed. salani € 14.00

mi ha attirato il titolo più di ogni altra cosa. 1900: charlotte dopo esser stata tanto malata bloccata a letto decide di uscire con il calesse e suoi adorati cavalli. inverno e c'è tanta neve. incontra il marito, molto ricco e molto ligio alle convenzioni, che sta baciando un'altra (elegante, con un visone nuovo, bellissima..). sconvolta scappa via verso la città (boston). decide di raggiungere un'amica che lavora al beechmont, un albergo particolare per sole signore che offre servizi in camera di ogni tipo! sembra che charlotte si stia liberando delle briglie che la mortificano nell'alta società per riprendersi la sua vita, ma alla fine infreddolita e razionale torna sui suoi passi. il finale è non scritto ma s'intuisce facilmente. scritto bene ma un pò lento. tutta la gente che ruota intorno a charlotte riesce ad avere un volto e un carattere. si legge ma c'è di meglio.