venerdì, 20 giugno 2008

370_5900_001a tavola ci si alza se la signora va in bagno e anche al suo rientro, la signora non dice "vado a fare pipì" ma "scusate", niente gomiti sul tavolo, bocconi enormi, posate impugnate come strumenti agricoli, stuzzicadenti, sbuffi, rutti o peggio.
11737438_violetnon si dice "la mia signora" ma "mia moglie", non ci si presenta senza fiori per la padrona di casa, ma si può spedirli anche il giorno dopo, se c'è solo la cameriera si lascia il biglietto da visita ma senza titoli professionali, nobiliari od onorifici. non si fa mai il baciamano ad una signorina, l'uomo precede la donna entrando nei locali, è la donna a porgere la mano per salutare l'uomo e non si sfila il guanto ( a meno che non saluti un sacerdote) nè si alza in piedi, diversamente dall'uomo.
liberamente tratto da monsignor della casa.

venerdì, 13 giugno 2008
author: didaquellavera @ giugno 13, 2008 19:56
category: diario, calcio, attualitĂ , le cose della vita, le cose buone, maschimaschi, la maestra dida
comments: commenti (11)(popup) | commenti (11)

fatto l'esame da maestra stamattina, sono legalmente una maestra, un valore aggiunto alla scuola, una fuori serie, a sentir la commissione. due ore di riunione pomeridiana a ripeter sempre le stesse cose. ora a casa davanti alla tv con audio spento, radio2 accesa con la gialappa's che smadonna e la partita dell'italia. in solitaria sbocconcellando mozzarella di bufala e salmone con pane caldo, loro corrono su e giù in un prato verde e io penso che il calzolaio mi ha perso UN sandalo, ancora mai messo, che arrivato dalla grande mela si è smarrito proprio nel mio micro paesello nella bottega di un signore con le sopraciglia come ciampi "une scarpe no svole"! partita alla fine, manca un minuto, chissà perchè ma il rugby m'appassiona di più....

fratelli d'italiaaaa l'italiaaaa s'è desta, dell'elmo di scipio s'è cinta la testaaaaaaa

dieux_stade foto da http://titemimie.canalblog.com/dieux_stade.jpg

venerdì, 23 maggio 2008

820_5021_008sun libro bellissimo da finire di leggere con calma ed esclusività, voglia di ballare tango che sfogherò martedì, un risotto che fa chi è più scalzo di me, uno spritz con aperol fatto in casa con il ghiaccio a forma di puzzle, piedi scalzi sul tappeto, uno smalto melanzana da piedi da urlo, piedi da urlo, il cielo di un grigio burrascoso, una pioggia che promette una notte di sonno profondo, i tacchi che fanno rumore in un collegio docenti infinito, i miei fumi di londra incazzati che sbroccano e sono apprezzati perchè esagerati e quasi mai inutili, la gita di lunedì con la truppa della V b e i miei stivali da pioggia neri coi cuori colorati.. non si può pretendere che sappia fare anche una lavatrice giusta, ma si può pretendere che poi tutte le cose diventate grigio topastro per colpa del mio golfinetto nero finito chissà quando e chissà perchè nella divisa da vergine vestale buttata nel cesto della biancheria, tornino bianco splendente dopo il magheggio con quel prodotto meraviglioso della grey. venerdì da strega che un pò strega. 

mercoledì, 14 maggio 2008

820_5021_005s

vediamo di portare un pò di brillantinati pensieri e spegnere il cervello, in una giornata che è stata a dir poco pesante, fra psicoterapeuti competenti e straordinariamente umani, bambini meravigliosi ma in difficoltà e genitori che purtroppo non se ne rendono conto, o non vogliono rendersene conto. questo post è dedicato ai maschimaschi. escluse dalla risposta tutte le fanciulle, tanghiche comprese e tutti quelli che hanno visto almeno una stagione di sex & the city. la domanda è: chi è il designer di questo sandaletto da poco? è di una facilità imbarazzante.. date prova di voi, adorati!

giovedì, 17 aprile 2008

fratelli_bergamasco

una riunione tanghica con pranzo-regalo in una soffitta a trieste, all'ultimo piano prima del cielo. desco magnifico in occasione del mio genetliaco che continuerò a festeggiare ancora per mesi. eravamo come dentro un frullatore. solo che, diversamente da quello che succede nelle normali cucine, quello che girava all'impazzata e si distruggeva stava fuori, e noi dentro, come delle fragole che schivando le lame per non esser frullate finiscono per ballare una milonga, dalla quale si esce con appena qualche graffio. che fa curriculum.

la foto, motivazione: cercavo su google immagini un bulldog francese e son usciti i fratelli bergamasco, segno del destino che è sempre ben guardare, soprattutto se fa guardare maschimaschi.

sabato, 26 gennaio 2008

comme-antonietta-cipria nero 5TANGHICA: creatura nata da una costola di tarantino. di origine tendenzialmente principesca, atta come tale a tutti i veri piaceri, a trattarsi comme il faut, a mangiare bene, a bere come si deve, a leggere ricercatezze, a godere di terme e massaggi... etc...  le tanghiche sono esperte di maschimaschi, di sguardi di primo livello, di sushi, scarpe e aperitivi. le tanghiche si muovono assieme, non "stanno mai buone", sono indomite nelle tempeste soprattutto se la sera c'è milonga (trd. si balla il tango) in un posto sperduto. insieme non c'è gioco, fanno una splendente paura.

omaggio dovuto a zia farola che sa le cose della vita, e ha lasciato questo -con altro-, come commento al precedente post.

merci dalle tanghiche (che si son date questo nome per prime)

diffidare delle imitazioni

mercoledì, 16 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 16, 2008 15:35
category: diario, cronaca, attualitĂ , tv , le cose della vita, regine e principesse, maschimaschi
comments: commenti (34)(popup) | commenti (34)

coronamastellone si è dimesso -ma prodi respinge le dimissioni- la signora mastella appare in immagini di repertorio con una collanona magnifica -e a me torna in mente il loro salotto della casa di ceppaloni sotto assedio delle jene qualche anno fa-, il papa per non prender freddo non si muove dal vaticano -arriverà brusco calo delle temperature-, gli studenti ciellini muniti di sciarpe e sfidando il gelo arrivano in vaticano. ieri vespa ha titolato la puntata carla regina di francia, presenziano l'inutile alba parietti sempre più tirata e messa male -vespino fa appena in tempo ad interromperla prima che inizi a raccontare delle sue performance con tutti gli idraulici che ha incontrato, nostro signore di tutti i maschimaschi antonio caprarica, la spack, la martinez che si scopre esser seconda cucina della regina di francia, qualcun altro che chiama carlà la nuova e supposta mogliettina del re di francia, e lina sotis che dispensa solo eleganza -ma la se un pò vecia-. agitata dall'emozioni e da qualche altra succulenta cosetta, non riesco proprio a dormire e solo dopo una serie di respirazioni jogiche crollo. aspetto di andare ad una riunione sul curricolo del ministro fioroni e mi faccio uno zapping pomeridiano. pigio sfortunatamente il 5. canale 5. maria de filippi. c'è uno che vaneggia con accento spiccatamente friulano. IO VE LO GIURO: I MASCHI FRIULANI NON SONO COME QUELLO SFIGATO LI. piazza di spagna è invasa da 500mila palline colorate di plastica -opera dello stesso che ho fatto rossa la fontana di trevi- e i vigili urbani stanno chiudendo la zona per raccoglierle, ma non servirebbe, una alla volta ognuno se ne prende una come ricordo. ora la terapia è una e una sola: sbrinare il freezer. funziona. provate. staccate tutto, mettete dalla mamma le cose che avete dentro al freezer-frigo, buttate via le cose scadute negli ultimi 5 anni -e ne troverete-. aspettate un'oretta e poi cercate il punto g del ghiaccio. una volta trovato cadrà solo con l'aiuto di un colpetto con lo strumentino di plastica in dotazione (sono la regina del doppiosenso, altro che carla bruni). e la calma tornerà. nonostante mastellone, la signora mastellone, il papa che ha freddo, i ciellini che non hanno freddo, le palle di piazza di spagna, alba parietti e i suoi idraulici e quell'orrendo esemplare di uomo che è in tv chissà da quando E NON RAPPRESENTA IN ALCUN MODO IL MASCHIO FRIULANO. e spengo la tv, il pc e vado a discutere del nuovo curricolo del ministro fioroni con alcune mie -ottime, davvero- colleghe.

foto da www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=8883102061

lunedì, 14 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 14, 2008 09:10
category: cinema, diario, scarpe, le cose della vita, regine e principesse, ego strabordante, le cose buone, maschimaschi
comments: commenti (7)(popup) | commenti (7)

larsLARS E UNA RAGAZZA TUTTA SUA lars and the real girl di craig gillespie con ryan gosling, emily mortimer, kelli garner USA 2007 non ci si aspetta un film così dai trailers che passano nelle sale. lars ha come compagna, e crede sia viva a tutti gli effetti, una bambola gonfiabile. la famiglia preoccupata chiede consiglio ad un medico: si deve assecondare la cosa. tutto il paese (profonda pianura americana con cieli invernali bianchi e pantani da disgelo) fa il possibile, trattando bianca, così si chiama la bambolona, come fosse davvero una persona. della trama non dirò altro. il film non è per nulla una commedia, qualche sorriso lo si fa, ma rimangono velati di tristezza. mi sembra improbabile -almeno nella mia realtà- un tipo di gestione del genere di una crisi da sociopatico così evidente. pare a volte che il buonismo superi la terapia. in fila per i biglietti, nell'unica sala della mia città che l'ha in proiezione, popolata e frequentata da pseudo-intellettuali (ma anche da intellettuali), pseudo-cinefili (ma anche da cinefili), pseudo-bibliofili (ma anche da bibliofili), pseudo radical-chic (ma anche da radical-chic) in fuga dalle multi-sale, mi trovo dietro una ragazza accompagnata ad una signora silente. giovane, carina, acqua e sapone, saccente con voce troppo squillante e con tono di 2 ottave più alto di quanto richiedeva la situazione. passiamo davanti al cartellone di caramel. "questo di certo non lo vado a vedere.. figuriamoci se mi umilio a vedere qualcosa che hanno definito il sex & the city di beirut. non mi sono mai abbassata a vedere una puntata dell'originale e non SO COME SIA POSSIBILE CHE QUATTRO DONNE VADANO A PRANZO FUORI PER PARLARE DI UOMINI E SCARPE..". li mi son girata, passi i commenti ai film che anch'io avevo già visto, pareri diversi, ovvio meglio così, non sarebbe nemmeno bello pensarla tutti allo stesso modo, passi il tono da pseudo-cinefila, passi tutto.. ma questa cosa qui andava abbinata VISIVAMENTE alla persona che ha emesso quei suoni. mi giro per vederla, dieci secondi e una radiografia dopo penso: povera, non ha -nemmeno- tre amiche con cui andare a paranzo, non ha maschi di cui parlare... povera non ha neanche scarpe e non ha mai passato una serata di sbronze con amiche sul tappeto a parlar di maschi e scarpe e guardare sex & the city. come se fosse tutto li: fra scarpe e maschi. menomale che non siamo come lei. e io adesso mi sento tanto ma tanto tanto carrie.. ancora in pigiama con un tazzone con l'immagine di cenerentola e la scritta I love shoes, the inglese bollente, piedi nudi e rumore di unghie sulla tastiera..

giovedì, 10 gennaio 2008

MARIAROSA SCICCOSA di  jane o'connor e robin preiss glasser ed. NORD SUD 2007 € 13.00

ieri mi son persa alla feltrinelli. raccolgo per strada l'ultimo di woody allen pura anarchia, mi sa tantissimo di un libro di racconti da poter leggere a voce alta quando fuori piove e fa pure freddo. raccolgo anche salomon gursky è stato qui, questo lo regalerò. a me è piaciuto quasi come la versione di barney. vedo il libro delle principesse dimenticate e mi chiedo come un libro così non raccolga l'attenzione di tutti quelli che ci passano accanto. nella mia mano un minuto dopo c'è questo librettino delle sciccose. care principesse, regine o tanghiche andatelo a cercare e leggetelo in  piedi, estraneatevi da tutto. le librerie son uno di quei posti dove mi riesce benissimo, ma anche al cinema, ai concerti e in qualche tanda. inutile dire che sarà magnifica la versione in lingua originale ma anche in italiano non è male, a parte il nome. non me ne vogliate ma mariarosa mi par tutto tranne che sciccosa. i disegni son belli. una bimba sciccosa spiega e fa diventare sciccosi anche i genitori e a noi spiega che cosa è e che cosa non è sciccoso. son molto d'accordo con lei, le sue sciccherie son pure le mie: nastri, fiocchi e brillocchi, tacchi alti e visoncini  aggiungo io, margaritas che lasciano il sale negli angoli delle labbra da raccogliere con la punta della lingua, sale da stemperare con il limone. "Illustrazioni luccicanti per conquistare ogni bambina che ama il rosa, i brillantini e tutto quello che è sciccoso. Età di lettura: da 5 anni." questo quello che www.ibs.it scrive.. ma i geni del marketing come fanno a sottovalutare l'ascendente di libri del genere su DI NOI? facciamo un esperimento. si presentino maschi pls. regalate di grazia il libro delle principesse (PRINCIPESSE dimenticate o sconosciute di philippe lechermèier e rèbecca dautremer -fabbri editori- 2004 € 22.00 ). investite in un regalo giusto maschimaschi, date retta a dida. se avete accanto una fanciulla che potrebbe essere una  principessa mia amica non abbiate timori. poi verrete qui a darmi ragione. fidatevi. la sciccosa didi oggi si è massacrata le dita. da stamattina le ho incastrate nella porta di casa, nell'armadietto a scuola, inchiodate con le penne e frullate pure. mi son andate a finire nelle pale del coso che frulla per fare la crema del tiramisù. visto che ieri sera con telefono sulla spalla e voce da sciampista, biografia di truman agli sgoccioli e lima mi son fatta ben bene squadrate le unghie oggi è anche giusto che abbiano subito gli attacchi degli eventi. cos'è la voce della sciampista? potrebbe essere il quotidiano che leggo ogni giorno? o il commento di una sciampista sui fatti di cronaca -carla bruni nostra signora del gossip-? e nel caso che cosa ci faceva ieri sera avec-moi?

    

giovedì, 20 dicembre 2007
author: didaquellavera @ dicembre 20, 2007 11:02
category: cinema, diario, maschimaschi
comments: commenti (10)(popup) | commenti (10)

la promessa dellLA PROMESSA DELL'ASSASSINO regia di david cronenberg con naomi watts, VIGGO MORTENSEN e vincent cassel usa/gb 2007 la traduzione dei titoli rimarrà per me sempre un mistero profondo ed inestricabile. io amo cronenberg, forse perchè non è il "vecchio" cronenberg? come mi si suggerisce dalla regia? già con a history of violence del 2005 ero rimasta piacevolmente colpita dalla nuova strada intrapresa (all'epoca l'avevo visto due volte al cinema), e questa è una straordinaria conferma. mi è piaciuto moltissimo, bella storia ma come al solito non do le mie impressioni sulla trama per non svelare nulla  a chi magari non l'ha visto. ancora. londra non sembra londra, (si trova sempre parcheggio) solo il tamigi lo si avvicina e solo perchè è lo stesso di calvi. il circolo degli immigrati russi, ricchi (perchè la portiera della mia macchina quando la chiudo non fa il rumore soffice di queste mercedes nere?) strafottenti e miserabili, maschilisti o misogini, è sbattuto sul grande schermo e viene da chiedersi se le cose son effettivamente così. se non sono peggio. vien da chiedersi se i tatuaggi sono effettivamente così "letti" da portare qualcuno al bagno turco per sapere di lui delle cose. son sulla stessa linea del nobile contenebbia quando si tratta di commentare l'uso della macchina da presa sul desco natalizio con leccornie russe.

Splinder (16/12/2007) La macchina da presa è un ben strano oggetto: forse han ragione quei gruppuscoli di invasati, tipo i Mormoni, che la considerano un germoglio del Maligno: di sicuro qualcosa di inafferrabile, di mesmerico, c’è nella sua natura. Se, ad esempio, una mdp la imbraccio io e filmo una tavolata di leccornie russe, faccio un servizio che potrebbe andar bene per l’Antonella Leggi ancora...

poche donne ma un film al femminile. se perdessi o dimenticassi in giro una delle mie moleskine e nulla sapesse di me chi l'ha trovata.. che farebbe? e poi lasciatemelo dire, ma si proprio lasciatemelo dire, viggo è maschiomaschio da definizione, vestito così, nudo tatutato e non tatuato, sorridente o corrucciato, compito, ingessato, minaccioso duro, forte rimane perennemente presente e maschio. notevole. messo a dieta per fare la parte che fa è ripreso dalla cinepresa con una perfezione medica, ortopedica e anatomica. 

eastern-promises-trlr

[O.T. se metto su google immagini la promessa dell'assassino, la nona immagine è la faccia della franzoni]

mercoledì, 21 novembre 2007
author: didaquellavera @ novembre 21, 2007 20:43
category: cucina, cronaca, scarpe, diario di viaggio, tango, dove mangiare, le cose della vita, regine e principesse, le cose buone, maschimaschi, tanghiche
comments: commenti (6)(popup) | commenti (6)

vuittone non lo dico così per dire ma proprio nel significato letterale della parola. iggnude come mammà c'ha fatte. tanghiche, sieta la cosa più bella che il tango mi ha regalato, dopo le comme il faut! capita che passa il compleanno di una tanghica con un paio di zapatos de baile che arriveranno dall'argentina e ne arriva un altro di compleanno tanghico.. geniale idea ci coccoliamo tutte tre e ci facciamo, non solo regalia per il genetliaco, ma regalo totalissimo al grido di come siamo principesse, come ci vogliamo bene! partiamo dalla giornata che non è tersa, non è calda è anche ventosa e parcheggio non ce n'è. entriamo in una porta che sembra ritagliata in un palazzo nemmeno tanto apposto. dicono che sia uno dei migliori ristoranti di trieste. ci prendono le giacche e ci fanno accomodare. posto piccolo, a me scappa la pipì e c'è solo una coppia seduta a pranzo. freddino, non prendiamo il vino, un maschiomaschio con accento per niente triestino ma forse un finto toscano si scusa per la mise e torna un momento dopo con la giubba nera da cucina che sembra un cosacco e mi accorgo, con un fatale sale e pepe fra i capelli. non porta menù, qualche battutina che ci fa snocciolare qualche sorrisino di circostanza e poi inizia. "qua si mangia solo pesce" -essaicheproblema- decidiamo per un tesoretto con riso gamberi porcini e speck. gli antipasti li sceglie lui. quasi a mani giunte ringrazia e si rintana in cucina. e le mani giunte, da quel momento, le mettiamo noi e ringraziamo ogni volta che arrivano i piatti. inizia la sfilata -preparatevi- comodi e prendete appunti. presentati come si conviene: quenelle di dentice mantecato (su crostini caldi), terrina di branzino con riduzione di aceto balsamico e pepe, filetto di sgombro al vapore con salsa di maionese aneto e cognac. questi erano solo gli antipasti freddi, assoluto lo sgombro anche se per una tanghica era troppo forte la maionese (però si sa che le tanghiche fan punte ai cazzi di mestiere). stufato di pesce spada e lenticchie e trancio di baccalà in fonduta di fontina passato al grill. quello che doveva essere il piatto forte, dopo quest'apoteosi di antipasti, non lo è stato più. cucina estrosa e gustosa e non difficilmente riproducibile nella cucina di casa -(prossimamente ricettina per uno sformatino di branzino su questi schermi). ambiente piccolo, intimo che forse rende meglio di sera per cenino a lume di candela. al centro un tavolo con grappe e distillati. lista dei vini non guardati nemmeno perchè dovevamo solo sbocconcellare qualcosa e proseguire con la nostra giornata salutista. uscendo -dopo un conto davvero equo- penso che la porta, a ben guardare, col senno di poi potrebbe essere quella di alice nel paese delle meraviglie. nemmeno a dirlo cercate a trieste vicino a piazza garibaldi la bottega di trimalcione via della guardia 15/b.

proseguiamo. direzione portorose, slovenia. cazziando una tanghica per un coso sloveno e l'altra per coso nordico (espatriato). [avete mai notato come i maschi con cui le nostre amichette hanno screzi vengono subito privati del nome di battesimo? vengono depersonalizzati. potrebbe essere la migliore persona del mondo e noi 9 su 10 non li conosciamo per nulla, ma hanno subito il loro bel nomino denigratorio, sempre con simpatia tanghica per carità!!!] vento. arriviamo tenendo sulla destra il mare. obiettivo terme. un'oretta di piscina con tre vasche a temperature diverse e idromassaggio godurioso e poi terme purificanti. e qui le tanghiche si son messe a nudo con tanto di tatuaggi evidenti, cingilombi, lenti a contatto che "spallinano", libri non letti abbandonati su un lettino che prima era anonimo. già le terme son una cosa goduriosa, queste sono una meraviglia. grandi, pulite, varie, tisane calde a disposizione, docce pronte e non moltissima gente. tepidarium, bagno turco, saune finlandesi, secchiate d'acqua ghiacciata all'uscita, micro vasche per riattivare la circolazione e percorsi su sassi di varie dimensioni. peeling con il sale da provare! dulcis in fundo, ma ero già un budinetto molle alla fragola, massaggio. seguo la signorina, che a stazza si poteva chiamare inga la vighinga, mi indica il lettino da massaggio e dice "metti tua faccia in buco". 

mi sembra di non dover aggiungere null'altro.

lunedì, 12 novembre 2007
author: didaquellavera @ novembre 12, 2007 19:40
category: libri, diario, ego strabordante, maschimaschi, favole per grandi, tanghiche
comments: commenti (1)(popup) | commenti (1)

luomodaicerchiazzurrila risata di oggi, quella di "una risata vi seppellirà" è dovuta al fatto che ho trovato il mio piccolo mausoleo, quello che state leggendo, citato in un forum di fantacalcio. i partecipanti ovviamente parlavano del calciatore, probabilmente cercando dida, hanno trovato me e son citata -ironicamenta- come "sempre meglio.... dida.splinder.com" (dopo dida.it che è un'azienda) :) sono andata a cercarmi dopo aver letto una brutta avventura di una blogger, che si è vista copiata e di certo non trattata con i guanti da utenti -peraltro anonimi-, in maniera del tutto gratuita.

il libro che vi obbligherò a leggere oggi è L'UOMO DEI CERCHI AZZURRI di fred vargas einaudi € 15.50 regalo graditissimo di paola. è il primo in quanto a cronologia della serie che vede come meraviglioso protagonista jean-baptiste adamsberg. peccato che le case editrici abbiamo sempre la meravigliosa politica editoriale di pubblicare i volumi che NECESSITANO di un iter temporale definito, praticamente a caso. se non conoscete il personaggio iniziate da questo, poi proseguite perchè ci son già in economico sempre per einaudi altre storie della serie: io sono il tenebroso, chi è morto alzi la mano, parti in fretta e non tornare, sotto i venti di nettuno, l'uomo a rovescio, nei boschi eterni. alcuni già recensiti qui dentro, fate una ricerchina per controllare che l'ordine di lettura che sceglierete sia quello corretto. sono tutti gialli con le pagine poco macchiate di sangue ma puzzolenti di cinismo e di buon senso, quello contrario a sterili burocrazie. avvicinatevi ai personaggi con educazione, fateci amicizia poco per volta, avrete modo di conoscerli in altre belle pagine, fra sorrisi e aspettative spesso deluse. aspettatevi uomini impegnati, trascurati, corrucciati, amati, pensierosi, amanti, complicati, ubriachi, aggettivati... maschimaschi. della trama non vi dico nulla, è un libro da colazioni in cucina con la luce calda di questo autunno che ha tutte le carte in regola per essere una mezza stagione (alla faccia di chi dice che non ce ne sono più), con le foglie gialle alzate da un vento fortissimo che si stagliano su un cielo terso e celeste. un libro da domenica, dove tutte le cose si fanno con calma e silenzio senza parlare tanto, che qualche volta non serve proprio, mettendomi qualcosa sotto la testa e una copertina sui piedi quando son stesa su un divano.

estrapolata dal contesto non ha lo stesso significato, ma le tanghiche leggano cosa dice adamsberg a pagina 190: "cosa vuole, mica si possono scegliere sempre i letti in cui si finisce". 

giovedì, 11 ottobre 2007
author: didaquellavera @ ottobre 11, 2007 20:17
category: libri, diario, tango, lezioni di tango, le cose della vita, le cose buone, maschimaschi, la maestra dida, tanghiche
comments: commenti (6)(popup) | commenti (6)

ghiandeson stremata, stanca, infreddolita. la casa pare mi sia esplosa, ho libri ovunque, peggio del solito, riviste tipo "la scalata alla scuola elementare in tacchi a spillo", "quaderni operativi -dalla I alla V-: come abbinare lo zaino delle winks di mariashakira alle vostre agata ruiz de la prada rosa confetto" sul tappeto in sala. una sindrome premestruo che se non si risolve entro breve diventerò bulimica o dovrò cambiare completamente guardaroba, il che non mi sembra proprio un problema. la settimana non è ancora finita ma davvero mi sento una “strazza da pie” come si dice dalle mie parti. presa da un impeto di bricolage ho in stanza una corona di vimini da organizzare e una pistola spara colla e accanto, una mezza tonnellata di ghiande e due manciate di bacche rosse di rosa canina, ma penso che la causa di tutto sia la solita sindrome da femminafemmina. se ci mettete anche che hanno buttato fuori cristiano dall’isola [la ventura deve aver pensato che le chiudono il programma], che il mio (sesto) ballerino parte per la cina per qualche settimana [evvvvvai ne ho fatto fuori un altro!!!], che la lezione di lunedì di tango, ovvio, è stata praticamente fatta solo su pugliese [“un pugliese è sempre pericoloso”] che le mie lezioni, per come le intendo io, hanno poco di lezione ma son delle micromilonga inter-me con evoluzioni mentali da lsd, che il mio maestro di tango abbina il colore delle sedie a quello dei suoi pantaloni e che è maestro di vita [ad aforismi e frasi storiche è meglio di oscar wilde e winston churchill messi insieme: "non sono un cameriere IO SONO UN BALLERINO", mentre tra rasta e anime perse raccoglieva bicchieri in giro per il nuovo locale]  e che la mia voglia di far chilometri è arrivata ad un livello massimo, che ho cercato di cambiare la tavoletta del wc dopo uno schianto della domenica mattina ma non sono convinta del risultato.. beh diciamo che avere la scusa della sindrome premestruale fa comodo. la faccenda delle ghiande però ve la spiego, yleana una mattina arriva a scuola con un rametto di quercia con numero due ghiande attaccate, ripeto due ghiande. le altre maestre lasciano il loro rametto sulla cattedra, per me inconcepibile, una bimba con le fossette ti fa un regalo e lo lasci li? cmq la ringrazio e le dico che le ghiande andranno a finire sulla corona che ho sulla porta di casa. da quel momento, ogni giorno, tutti i giorni, son andata a casa con un ramo, ogni giorno più grande, di quercia, con una tonnellata di ghiandine verdi attaccate e poi sparse in giro per la macchina, per la borsa rossa e per le tasche. il progetto corona nuova per la porta di casa a questo punto deve necessariamente partire. la settimana a scuola comunque è proseguita bene, ho corretto le verifiche sugli assiri, croce delle quinte e vigilato su quella sui fenici. sono andati meglio sui fenici, tutti, e questo mi fa capire che le virate in corso d’opera hanno avuto il loro buon effetto. la scuola mi fa bene nonostante siano in tanti che urlano e litigano e non stanno buoni, mi fanno più sorridere che incazzare. EPISODI DI RILIEVO DELLA SETTIMANA: a mariano è caduto un dente in classe e quindi agitazione generale e “MAESTRA HO IL DENTE GiA’ SOTTO???” con bocca spalancata a mezzo cm dal mio occhio e indice a tener larga la guancia. fabrizio incazzato arriva con passo da bersagliere :”MAESTRA, ERMENEGILDA NON MI LASCIA IN PACE…” rispondo che è colpa del suo grande fascino e che non potrà far più nulla, il problema l’avrà per tutta la vita e non solo con ermenegilda. lei va via scocciata e greta, la sua migliore amica “MAESTRA CHE RISPOSTA FANTASTICA!”. mariashakira dopo aver dovuto sopportare di tenere per mano durante il gioco delle coppie, nell’ora di ed. motoria nientemeno che un MASCHIO, ha fatto di tutto per farsi eliminare per prima, non riuscendoci ha guardato schifata l’essere immondo che le teneva la mano non immaginandosi nemmeno che fra 5 anni vorrà solo far giochi delle coppie. la maestra poi ha dovuto scendere in campo perché eravamo dispari e quindi il gioco delle coppie non funzionava.. mi hanno presa per mano, eliminata e rimessa in panchina in tre minuti ma vederli ridere così solo perché gioco con loro.. mi ha fatta vincere! tanto contenta!

questo post è per le tanghiche, per la loro nascita da una costola di tarantino, per le chiacchiere a tre su oro (in t9ese), sui maschimaschi e i massimi sistemi, per i ritrovi che non si fanno ma si faranno magari oltreconfine, per il sushi da far mangiare sulla schiena quando ci sentiamo nude al giapponese di fronte a tutti, per come ci guarda negli occhi chi ci accompagna, per le suffragette che non siamo, per i reggiseni che non abbiamo bruciato perchè i nostri son troppo belli, per gli sguardi alle scarpe delle altre [...]

foto da www.contusu.it/spaw/images/lib1/ghiande.jpg



domenica, 05 agosto 2007
author: didaquellavera @ agosto 05, 2007 12:10
category: libri, diario, cucina, le cose della vita, le cose buone, maschimaschi
comments: commenti (14)(popup) | commenti (14)

[sabato mattina] son sveglia già da troppo e già con troppo paolo conte in testa. scendere dal letto e scalza, andare a caricare con i piedi affondati nel tappeto, il cd giusto per farlo cantare è stato un tuttuno. non mi son nemmeno fatta la colazione. mi son vestita, senza tacchi ma con la borsa rossa, con il gelato al limone che passava già per la terza volta. Uscendo il cd era infilato non nella custodia ma nell'indice della mano destra per esser messo in macchina. sono uscita con la porta che si è schiantata alle mie spalle. Colazione al bar con repubblica da leggere e brioche già troppo raffreddata. giornate strane e piene di persone (e non ho detto gente) nipoti, bambine magiche che sembrano grandi anche senza le mie scarpe coi tacchi, un biglietto sul tavolo in cucina, musica, chiavette e pc su un altro tavolo meno privato fra due birre, cd ascoltati comprati guardati imparati, film da vedere e visti, pollock, peggy, confusione fra le voglie. Che periodo!

lapistadisabbia[domenica] da un mese sto rantolando con roth e la sua pastorale americana, son a metà. me lo porto dietro, ci ho rovesciato una bottiglia d'acqua sopra e poi  l'ho steso al sole ad asciugare, così adesso è tutto storto. bellissimo ma una sofferenza -reciproca credo-, per avere sempre sotto controllo il mio reale, questa volta il segnalibro è uno di quei bastoncini in legno d'arancio che si usano per le unghie, per ricordar sempre che oltre a drammi, tragedie e sofferenze esistono sempre le cose frivole, che tante volte salvano la vita più efficacemente di un farmaco! intermezzo 1: camilleri che ritorna con un desiderabilissimo montalbano la pista di sabbia sellerio,forseogginonammazzonessuno meno paranoie sugli anni che passano e salvuzzo torna affascinante e cupo.. che ci volete fare, il fascino del masculo lo subisco sempre, molto più spesso sui libri che nelle giornate! intermezzo 2: randa ghazy oggi forse non ammazzo nessuno -storie minime di una giovane musulmana  stranamente  non terrorista- libro per giovani lettori? evitate di regalarlo a fratelli e sorelle minori, giovani, cugini o nipoti: caotico, inconcludente, con balzi temporali inspiegati e luoghi comuni che si sprecano. bocciato.   

e della serie le cose buone della vita, vi lascio la ricettina della domenica: prendete dell'olio buono, le zie di solito ve lo portano dalla sardegna, dalla grecia, dalla toscana o dalle puglie e non serve tenerlo in fondo all'armadio per preferirgli l'olio sasso. rosolare una cipolla tagliata grossolanamente, quelle di tropea che non fanno piangere non valgono. 4 zucchine a rondelle e poi a spicchi: si deve sentire il coltello che batte sul tagliere. 1 ciuffo di prezzemolo non surgelato, andate a rubarlo in qualche orto che è stagione. cuocere 10 minuti. aggiungere 350 gr di calamaretti belli puliti. puliteli voi e tenete conto che non si mettono le mani nel culo ai pesci per chiunque, meditate se l'ospite vale la pena, altrimenti un vasetto di vongole direttamente in pentola va più che bene. cuocere ancora per 5 minuti. per la pasta scegliere dei maltagliati.

martedì, 03 luglio 2007
author: didaquellavera @ luglio 03, 2007 15:33
category: diario, ipse dixit, le cose della vita, ego strabordante, le cose buone, maschimaschi
comments: commenti (10)(popup) | commenti (10)

- definisci “femmina”
- dimostrazione di primitiva sessualità.
- .....
- non dici nulla?
- mi crea una certa difficoltà vedere del primitivo in una come te. Tra te e il primitivo c’è come dai dinosauri a star trek.

giovedì, 21 giugno 2007
author: didaquellavera @ giugno 21, 2007 11:04
category: diario, le cose della vita, vita da zia, dilloaziadida, le cose buone, maschimaschi
comments: commenti (8)(popup) | commenti (8)

cicogna

è nato elia!

non più tardi di ieri, ho detto a l. "guarda che se non ti calmi, nasce di otto mesi.. "  che son strega si sapeva! tanto contenta! :)

foto http://www.sallystown.com/public/media/1/20060505-cicogna.jpg

martedì, 22 maggio 2007
author: didaquellavera @ maggio 22, 2007 18:29
category: libri, diario, le cose della vita, le cose buone, ezechiele lupo, maschimaschi
comments: commenti (11)(popup) | commenti (11)

animalemorente

L’ANIMALE MORENTE di philip roth einaudi € 7.80

Eccezionale, in 110 pagine c’è tutto quello che serve per far di segnetti neri sulla carta, un LIBRO.

quadro a tinte forti vita-amore-sesso-morte che è tanto reale, tanto chiaro, tanto senza via di scapo, da esser così a portata di mano nella vita di tanti –nella mia soprattutto- da far paura, da piangere perché non c’è niente da fare. Se siete educande impreziosite da gemme di moralità stereotipata, lasciate perdere roth, se siete poco meno di valorosi esseri viventi, se vi accontentate, lasciate stare davvero, non fa per voi. Qui si vive, si muore, s'invecchia, si ama, si fa sesso, non si fa l’amore, si è esuli, si piange, ci si ammala, si entra nelle pieghe nascoste delle emozioni, nelle perversioni a cui porta l’amore, anche quelle che dite di non avere e che magari confessate a voi stessi solo se siete sbronzi. Qui siete a chicago, sentite suonare mozart, sfogliate un manoscritto autografo di kafka, passeggiate sul malecon a l’havana, litigate con vostro padre, rimpiangete vostro nonno, attraversate da figlia la libertà sessuale degli anni ’60, percepite il potere della conoscenza, il potere di chi sa, perdete amici eterni e raccogliete un'ironia cinica, tristissima e difficile.

 

pg. 12 “e ci sedemmo uno accanto all’altra a voltare le pagine per quindici minuti, un eccitante quarto d’ora in cui entrambi imparammo qualcosa: lei per la prima volta su Velàsquez e io, di nuovo, sulla deliziosa imbecillità della lussuria.” 

 

pg. 13 “il grosso scherzo che ti fa la biologia è che raggiungi l’intimità con una persona prima di sapere qualcosa di lei. Fin dal primo momento, hai capito tutto. Inizialmente, l’attrazione è esercitata dalle superfici, ma c’è anche l’intuizione della dimensione più completa.”

 

Non dirò mai abbastanza grazie ad Ezechiele lupo per avermi presentato roth.

lunedì, 21 maggio 2007
author: didaquellavera @ maggio 21, 2007 18:51
category: diario, scarpe, diario di viaggio, concerto, tango, le cose della vita, la scarpa e la zoccola, ego strabordante, le cose buone, maschimaschi
comments: commenti (8)(popup) | commenti (8)

comme_base_biancanera_verniceTorno dal mare con paolo conte e tutte le sue perline colorate e libertà, caramelle alascane, acappatoio azzurro, sguardo da lupa, gelato al limone, alle prese con una verde milonga, tango blues, tinello marron e quella calma più tigrata più segreta di così, la mia valigia di perplessità e si le donne odiavano il jazz ma io no, per niente, ho solo il tempo di prepararmi per andare a trieste a milonga, c’è un concerto dell’ orquesta de tango silencio, e da mesi se ne parla, ed è quello -il concerto- che ci hanno venduto al telefono, quando abbiamo prenotato con larghissimo anticipo, in realtà è uno pseudo-galà con fantomatico buffet, di un circolo della città, tanto esclusivo che qualcuno putroppo rimane fuori. arrivo annoiata, mi siedo solitaria, scollatura fin troppo generosa, (mi sa che la prossima volta devo dosare il colpo) e tacco rosso. resto li convinta che mi faranno compagnia solo i miei pensieri che oggi sembrano esser in rivolta, dopo un po’ che se ne stavano per i fattacci loro. si scatena la ressa per il buffet, niente di che a dire il vero, ho lanciato appena qualche occhiata ma non c'è niente che m'ingolosisca più di tanto e comunque a fame e umore non sono messa bene. faccio spazio per far sedere una coppia sconosciuta, mai vista, poco dopo lui arriva con una bottiglia di chardonnay e tre bicchieri, serve per prima me e poi la sua tipa, uomo delizioso, la moglie dev’esser solo fiera di accompagnarsi ad un uomo di quello stampo. Chissà cos’ha pensato per riempirmi il bicchiere, magari gli ho fatto pena:


a. Triste, sola e abbandonata da chissà quale orrido, promiscuo, tamarrissimo tanguero di inenarribabile quanto incomprensibile fascino. Triste,solitario y final
b. Lite furiosa con la mezza mela (la celeberrima media manzana della letteratura romantica spagnola-sudamericana) che mi pianta li, ed io orgogliosa, come solo una donna di notevole calor y sentimiento sa fare, immobile, con la mia borsettina sotto braccio, in attesa del ritorno del bruto.
c. Tanguera arrivata da sola sperando in chissà cosa e già dalla prima tanda rimasta li, come una carciofa.. alcaciofa.

Mi passano in testa film e sceneggiature di film scollacciati: sarebbe potuto questo essere l'incipit di un menage a troi? si chiacchiera, mi sento un pò abbandonata seduta li, ma il senor mi riempie di nuovo il bicchiere, mi sciolgo un po’. il vino al solito diluisce i pensieri, che perdono i colori forti: sbiaditi fanno meno danni, i pensieri non i colori. Perché se dobbiamo parlare di colori, sbiaditi non li voglio. E già qui la serata migliorava, poi improvvisamente prendono parvenza reale, amici di tangoquerido, in quattro ad una milonga e nel giro di 2 mq per alcuni minuti senza nessuna distanza di sicurezza: cara farolit le bande tangarmate del nordest si stanno coalizzando e sembrano esser calienti quanto quelle sicule! Uno dei miei primi incontri fra blogger, per di più tangueri, non tutto è andato per il verso giusto: non ci siamo ballati addosso nel senso proprio della cosa, ma certe affinità elettive (comme il faut!!) ci sono ed è evidente che a qualcos'altro porteranno! Tanto bello!

poi iniziano: il pianoforte, il violoncello, il bandoneon e mi faccio ballare da un tango vivo e impagabile, scuote tutto, anche la pancia, non la pancia delle ballerine del ventre, la pancia come stomaco, come organo preposto alla gestione delle emozioni (altroché cuore!). ballo tutta la sera, monopolizzo r., amico di tango – che candido alle elezioni di “nostro signore di tutti i ganci”- con cui ho molta confidenza, senza paura di corpi sconosciuti, mi sento bene, anche se sbaglio corregge, sa e rimette a posto le cose, battute all’acido corrosivo, fulminanti: si sorride. parte qualche commento sui tacchi che falciano, ma lo vendico subito, anche i miei falciano, e le comme il faut sono particolarmente incazzate stasera, e tanti bei silenzi, la musica ci trapassa. ballo con la pancia tenendo a bada per bene il mio asse capriccioso, con gli occhi chiusi di nuovo, inseguo la linea dei tacchi che sembrano andare da soli stasera, non credo di essermi mai sentita ballare così: fisica, violenta, i tacchi che fanno rumore, non tic tac, quel rumore che fanno i tacchi quando partono e sembra che debbano prendere la rincorsa tracciando circonferenze che nemmeno giotto. E poi c’è il bandoneon che mi entra dentro e josè-luis betancor yorugua che lo suona mi ipnotizza con tutte le facce strane che fa, con una mimica facciale pazzesca, da studiare: sembra che sia lui a “suonare”. E se vogliamo proprio parlarne.. come si dovrebbe chiamare altrimenti uno che suona il bandoneon? Se proprio devo pensare ad un nome.. dico Francesco, e non è un azzardo! il bandonenon scivola sui minuti che passano, li incastra alle lancette per poi lasciarli andar via morbidi. come l'ultima sciata prima che chiudano gli impianti, la fai per gola ma sai che potresti farti male perchè sei stanca morta, così l’ultimo tango mi balla male, da sfinimento, i tacchi mi fanno male, ma ne rido su. vado a cambiarmi le scarpe, passare dai 9 cm delle comme il faut da tango agli 8 delle altre è cambiare mondo. in un cm sta la differenza? e verso casa tutti dormono, io guido con la musica che suona piano, sulla costiera a trieste con il mare li a portata di mano e lo sento, c'è, anche se sono quasi le tre e mezza di mattina di una notte luminosa e non di quelle che buie e senza luna mi piacciono e mi spaventano. arrivo a casa con la tigre che, rasente i muri, non si addormenterà tanto presto..


venerdì, 18 maggio 2007
author: didaquellavera @ maggio 18, 2007 14:26
category: diario, le cose della vita, ego strabordante, vita da zia, le cose buone, maschimaschi
comments: commenti (4)(popup) | commenti (4)

gijane

In ufficio stamattina:

 

A: hai tagliato ancora i capelli? Stai benissimo

dd..: si ma mi sembrano troppo corti.. pensa che s. appena mi ha vista l’altra mattina si è messo sull’attenti e mi ha fatto il saluto militare  dicendo: “buongiorno soldato jane..”

A: ma non ti preoccupare uno intelligente non guarda mica i capelli, figurati…

dd. hai ragione, uno intelligente mi guarda subito le tette..

 

e giù a ridere

lunedì, 14 maggio 2007
author: didaquellavera @ maggio 14, 2007 11:36
category: libri, ipse dixit, le cose della vita, le cose buone, maschimaschi
comments: commenti (21)(popup) | commenti (21)

"compresero che un vero uomo è un fenomeno raro quanto una vera donna. un uomo che non vuole dimostrare nulla alzando la voce e facendo risonare la spada, che non canta come un gallo e non pretende tenerezza diversa da quella che è in grado di offrire, che nelle donne non cerca né madri, né amiche e che non corre a rifugiarsi tra le braccia dell'amore o dietro le sottane delle femmine, un uomo che vuole soltanto dare e ricevere, senza fretta e senza avidità, perché ha dedicato l'intera esistenza, ogni sua fibra, ogni barlume della sua coscienza e ogni muscolo del suo corpo al richiamo imperioso della vita: un uomo simile è un fenomeno estremamente raro".

sandor marai & dd.