lunedì, 16 giugno 2008

oliviaOLIVIA scritto e illustrato da ian falconer, giannino stoppani edizioni, bologna, 2002 € 15.00 prestato da mia sorella.
18 pagine 300 parole in tutto per trovarsi ritratte in un libro. IL libro vien da dire, obbligatorio per tanghiche e affini, dopo aver verificato -per tanghiche ed affini inutilmente-  di possedere un cospicuo corredo di base composto da  emma, anna, ma anche da carrie e tanto altro. chi non ha il corredo non capirà.  chi capirà si vedrà allo specchio a tormentare tutti, a provarsi tutti i vestiti dell'armadio, a spostare il gatto, a rimettere a posto il gatto, a drogarsi di pollock  e star davanti ad un degas illuminato mai abbastanza bene, a leggere lettere d'amore scritte dalla callas e non per onassis. se state soffocando in città, assediate da troppe cose da fare per forza, entrate in libreria e leggetevi questo gioiello che non è un libro da piccole ma un salvavita per grandi illustrato con 3 colori e un'infinità di loro sfumature.

mercoledì, 30 aprile 2008

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oggi il blog compie due anni, il primo post era timido, quello scritto un anno dopo un pò meno e oggi, ancora non sono capace di gestir le cose per bene, visto che avevo già scritto un post tutto miele e che l'ho cancellato, maledizione. riflettevo sul fatto non di essere un blog, ma di avere un blog. perchè son io con la mia bella faccia, senza nick che possano nascondermi, dida è come mi chiamano tutti e sempre di più il blog diventa -sempre di meno- etereo, visto che tanto sta prendendo sempre di più sembianze vere e reali. e come si conviene partono i ringraziamenti: grazie agli assidui lettori che non lasciano traccia e a quelli che lasciano sempre qualcosa, ai soldi meglio spesi per un vestito, pagato caro ma che è il mio primo fan, grazie a mia sorella illuminata che tormento, grazie alle zie, grazie alle tanghiche che ci sono dal vivo, grazie a zia farola che è una delle cose più belle del tango, grazie alla mia maestra che legge e si commuove per la paciaroni, grazie a chi in pieno tango mi fa capire senza tanti giri di parole che legge con attenzione i miei post, grazie a sedge per le telefonate eterne dalla sua finestra sul cortile, a chamaco, a coso e al suo bandoneon e alle di loro gambe rotte, grazie a carlo che arriva in punta di penna con musica che avvolge, grazie a ferlinghetti e alle sue puntate numerate e musicate, grazie alla maestra elena che mi è stata più vicina delle mie colleghe reali, grazie dei girasoli, degli inviti alla milonga, delle tande solo perchè ho un blog, grazie a luana e a j. , grazie al jazz con zavamma anche se son sicura che non vorrebbe fosse scritto, grazie a wanda e wilma, grazie agli incontri al cinema sicura di chi avevo davanti senza averlo mai visto prima, grazie al professor coaloa, a charlie manson che sarà un pò più buono dell'originale, al conte, ad angelo che fra cina e non cina continua a chiamarmi splen...

purtroppo non ispirata, nel secondo anno del blog, mettervi tutti d'accordo per regalarmi questi sandali fatati, fate pure, 36 of course. merci.

lunedì, 31 dicembre 2007
author: didaquellavera @ dicembre 31, 2007 16:09
category: libri, cinema, diario, ipse dixit, cucina, mia sorella
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lamoreaitempidelcolerala cucina che ha sopportato tante cose, alla fine si è scocciata e si è arresa, ha alzato bandiera bianca e mi ha chiesto pietà. per il momento non la bado. perderò almeno un'ora a riordinare tutto. adoro cucinare ma detesto pulire e metter in ordine. a causa di un tiramisù -che dev'essere comunque qualcosa di celestiale- ho sporcato più o meno tutte le ciotole, le stoviglie e gli arnesi che la circondano e inondano. finito il tiramisù per stasera, odoro di cacao amaro e le dita sanno di caffè e rum. ho finito tutto il caffè e non ho voglia di tornare al supermercato, fatto esplodere stanotte per rubare gli incassi, peraltro. son della scuola del tiramisù col savoiardo e inorridisco per quello con gli odiati pavesini. stasera serata di pochi, a mangiare cose buone in casa di amici, un pò perchè non c'era abbastanza voglia di andare oltre cortina, un pò perchè così, fra influenzucole e diserzioni preferisco un ambiente dove so, sarò al sicuro. saluto un anno che ha dato molto. che ricorderò come pietra miliare o boa di svolta per tante cose. ultimo film dell'anno, da non rompersi la testa se proprio non riuscite a vederlo al cinema, aspettate che esca a noleggio: love in the time of cholera, l'amore ai tempi del colera o più giustamente el amor en los tiempos del còlera di mike newell, con javier bardem e giovanna mezzogiorno. il libro è uno dei migliori letti in assoluto. gabriel garcìa màrquez -nobel nell'82- è magnifico nella sua sudamericanità, qui, comunque e sempre, ed è questo che a me è mancato nel film prima di tutto. non bastano due sedie a dondolo e un mercato caciarone a far sudamerica. nemmeno una ripresa dall'alto di canali e mangrovie. credo sia un'impresa difficilissima ridurre in film un romanzo simile. sarà che da lettrice i film me lo faccio io tutte le volte che le pagine mi passano fra le dita e vedere che sul grande schermo ci stava meglio il mio di film ...beh mi fa uscire dalla sala insoddisfatta. solo il cimentarsi alla regia di un romanzo del genere è da coraggiosi, è un'impresa. ho letto da qualche parte che màrquez avrebbe voluto una parte per shakira, che ha rinunciato ad apparire ma non a far da colonna sonora. ho sentito come "puro" solamente il giardino: nascondiglio, alcova e protezione. giovannona nostra è bellissima come al solito, ma non è abbastanza invecchiata e poco pochissimo sudamericana. javier mi è sembrato una vaga sfocatura un pò porcella di quello che c'è fa le pagine del libro. altra cosa che mette in evidenza quanto il film sia troppo americano e per niente latino è il fatto che le lettere siano scritte in inglese, sarebbe stato molto più poetico averle in spagnolo. certo quando si trasferisce in due ore di pellicola un libro, e una vita intera, qualcosa bisognerà pur sacrificare ma non sono stata soddisfatta del risultato. se non avete letto il libro andate pure al cinema e poi leggetevi il romanzo. se l'avete letto .. poi mi direte. a mia sorella che sa l'incipit a memoria e che è effettivamente uno dei più belli e da ricordare con un sospiro, ho detto di non andarlo a vedere. a ben pensare, è mancata anche una voce narrante, che forse magari e con buona volontà avrebbe risolto meglio le sorti di florentino e fermina. ed ora non ho scuse, la mia cucina reclama la mia -insubordinata- presenza.
tesori miei, divertitevi stasera, state con chi più vi piace e diteglielo! mettetevi una cosetta sexy e rossa, ed esagerate non solo un pochino, esagerate in grande stile, se si esagera è inutile esagerare solo un pò!

giovedì, 13 dicembre 2007
author: didaquellavera @ dicembre 13, 2007 21:47
category: cinema, diario, mia sorella
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paranoid_parkgelido. silenzioso. e con il suo silenzio e con il suo gelo muove più di qualcosa dentro, qualcosa d'inquieto e scomodo. piaciuto moltissimo. non mi son neppure addormentata e non ho saltato annoiata e scomoda sulla poltrona. non sembra nemmeno un film americano, se non fosse che alex sale in macchina e guida da giovanissimo e le ragazze con i pon-pon in mano a far il tifo per una squadra, sembrerebbe di star che so, in danimarca. lunghi silenzi. mi son piaciuti moltissimo i rumori più che i suoni: la doccia (scena meraviglia), la matita sui fogli, le ruote dello skate in accelerazione, il vento su una spiaggia d'inverno, il fuoco che brucia, la bicicletta che trascina lo skate, i sorsi di un caffè, lo sfogliare di un giornale, le lame dei pattini sul ghiaccio. la storia è focalizzata anche visivamente solo su alex, i genitori o gli amici sono poco presenti o addirittura solo tratteggiati e sfocati sullo sfondo. fotografia riuscitissima colori nordici.

e diciamolo pure, questo bellissimo tipo che sarà il brad pitt delle nuove generazioni. ringraziamento alla feltrinelli che ha offerto quattro ingressi a me e a mia sorella illuminata.

lunedì, 29 ottobre 2007
author: didaquellavera @ ottobre 29, 2007 20:13
category: libri, diario, fumetti, mia sorella, le cose della vita, le cose buone, favole per grandi, la maestra dida
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alberoL'ALBERO di shel silverstein € 9.00 salani editore

dopo una giornata pesante, la prima pesante da quando sono diventata maestra: riunioni inutili, infinite e irritanti volte a dimostrare per l’ennesima volta quanto sia inutile in tutti i campi ragionare per compartimenti stagni, son arrivata a casa e ho trovato “un libro bellissimo che ti lascio sul tavolo della cucina”. mia sorella illuminata lascia pasticche (con le pagine) di poesia da prendere all’occorrenza. mi son buttata sul tappeto, mi son tolta scarpe, calze e pantaloni e me la son presa li in silenzio, la mia pillola di poesia, con la testa sui cuscini del divano.  andate in una libreria e prendetela pure voi, in piedi, attraversando una gamma di emozioni, un surrogato di vita in pochi minuti. regalatelo a chi volete bene. shel silverstein è stato paroliere di mick jagger, ha scritto musica per dustin hoffmann, fumettato per playboy e ha vissuto fino alla fine dei suoi giorni su una casa galleggiante nei pressi di san francisco, me lo immagino nella baia immersa nella nebbia, amico di ferlinghetti, corso e compagnia beat, il libro è del 1964, la ristampa che ho letto io del 2007.  il titolo originale è the giving tree e come spesso accade è molto molto più calzante della traduzione che non sarà infelice come in altri casi, ma non è abbastanza per questo libro.

giovedì, 20 settembre 2007
author: didaquellavera @ settembre 20, 2007 20:39
category: libri, diario, cucina, fumetti, jazz, mia sorella, le cose della vita, le cose buone, favole per grandi, la maestra dida
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ars culinaria: dalla sicilia, anche il vino. una bottiglia scura di un vetro verdone che sembra più grosso di quello che è. un collarino rosso, con un leone che mostra tutta la criniera, leone dorato. etichetta argentata che vuol dire cusumano. nero d’avola, syrah che dal 2005 se n’è stato dentro senza dir parola ma che appena stappato grida tutto, di tutto. Da mia sorella arrivano altri libri da leggere, carnazza e poche, lapidarie indicazioni: “olio buono [dalla grecia, garantisce clarinetta] 5 minuti per parte, non permetterti di bucarla con la forchetta, sale grosso alla fine” piatti in forno perché siano caldi. carnazza sanguinolenta, grondante sangue. che il vino e la carne siano dello stesso colore. sbronza docile e miles davis.
funhomears letteraria: leggete FUN HOME di alison bechdel 24/7 rizzoli € 18. memorie a fumetti triste agro, illuminante, capite che le famiglie non sono mai normali, e che la nostra non è mai la peggiore anche se siamo fortemente tentati di pensarlo. Se avete passato i quaranta avrete la scusa per non leggere l’ulisse (qui mi viene in mente un post di zia farola!), se non li avete ancora, vi riproporrete ancora e ancora di leggerlo. finchè compirete 40 anni e il problema non ci sarà più. a pg.65 la vignetta centrale.. leggetela e farete un sorrisino per me. citazioni letterarie e letterate di alto profilo. non sempre [io] sono all’altezza.
ars vivendi: domani l’autunno. rimarranno ancora domeniche di sole da passare al mare, andate a pranzo con occhiali scuri e una sciarpa rossa a grado, al 372esimo grado. [“dovrebbe essere il grado di cottura dell’olio poi si è bruciato ma il nome è restato”] il posto è carino, essenziale, in zona pedonale tutto bianco nero e verde acidissimo a due passi da una cattedrale doppia che i medioevalisti ri-conosceranno. servizio quasi sottovoce, in punta di piedi, vino solo a calici e ottimo: holbar 2002 profumatissimo e pinot nero 2006 az.agr. tramin alto adige che va a nozze con una frittura imperiale, ci sono un paio di prosecchi, un tocai, un sauvignon e anche champagne: grand cru blanc de blancs e grand cru michel genet perché si sa.. mangiare a bollicine ha sempre il suo dannato perchè, e fa taaaanto principessa! darò loro una seconda possibilità, perché la prima volta mi ha deluso ma mi piace il posto, lo stile, i vicini di tavolo. bacchettate sulle mani se le patate lesse ad accompagnare il pesce, la prossima volta non saranno appena fatte. la prossima volta lascerò stare la grigliata di pesce.. anche perché se si vuol fare una cosa da sboroni magari si potrebbe ben evitare quella mezza soglioletta patetica! in menù (che è la tovaglietta di carta con bei caratteri verde acido e bordeaux) ci sono una tartara di orata con zenzero e germogli vari, sarde in saor, toast di pesce spada marinato e cetrioli (un orgasmino gastronomico qui ci sta) e poche altre cose. la mousse di cioccolato bianco da mangiare in due con cucchiai giusti da dolce al cucchiaio, grandi e pesanti è una botta calorica evidente ma irrinunciabile al tatto della bocca.

stasera non cinema (e film da vedere ne avrei), non quaderni da correggere (e ce ne sono 21 che aspettano), non conferenza gramsciana (e ci sarebbe mio zio a presiedere). stasera piedi gelati che difficilmente si scalderanno, libro da finire, un silenzio che cmq dentro non ho.

giovedì, 30 agosto 2007
author: didaquellavera @ agosto 30, 2007 12:02
category: libri, diario, mia sorella, regine e principesse, ego strabordante, dilloaziadida, le cose buone, favole per grandi
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principessedimenticatePRINCIPESSE dimenticate o sconosciute di philippe lechermèier e rèbecca dautremer -fabbri editori- 2004 € 22.00


fra principesse ci si riconosce, quando karen, uno degli ultimi giorni in ufficio, mi ha incrociata e detto che questo libro se l'era fatto regalare da gabriele, è stata solo una conferma. ma non ce n'era comunque bisogno. avete principesse in giro? amiche? sorelle? nipoti? mamme? figlie? amanti? figlie di amiche? mogli? fidanzate? regalatelo! a me l'ha portato mia sorella: "LEGGILO”. Stupendo libro illustrato che strizza l’occhio un po’ a botero, un po’ a klee con una spolveratine di magritte. La grafica e l’impostazione delle pagine sono articolate, mai ripetitive, originali e catturano lo sguardo. Lo si deve leggere e poi risfogliare diverse volte per raccogliere tutti quei particolari che in prima lettura sfuggono sempre. Non trovate le solite principesse tipo biancaneve, cenerentola e compagnia della disperazione: qui ci sono la principessa capricciosa, ammiramitù, la principessa invisibile, la principessa della radiolina, quella quarto di luna, quella dei ghiacci e molte altre. Accanto ai profili delle nostre simili, informazioni utili: l’elenco illustrato dei semi da cui si nasce, definizione di baldacchino e di poltroncina pianta-muso e salottino pianta-muso, schemi di danza, info sui poteri delle lacrime delle principesse, l’utilissimo alfabeto internazionale del ventaglio (indispensabile la figura 14: ventaglio aperto in equilibrio sul naso, che sta a significare: ho apprezzato molto il saggio di kierkegaard sulla teoria approssimativista kantiana dell’introspezione dell’io imperscrutabile dell’essere, e voi?), un elenco di trucchi e astuzie per distinguere una principessa vera da una falsa e come risvegliare una bella addormentata (a volte non funziona nemmeno una testata). queste son solo poche cose di quelle che vi sorprenderanno e vi faranno sorridere. Questo piatto prelibato in confezione abbastanza di lusso, come si confà, sarà gustato molto di più dalle mie coetanee che da bambine effettive dal punto di vista anagrafico.

alla fine trovate anche un test, vietatissimo alle false principesse. E ce ne sono.. essecenesono… inutile dire che dal mio risultato si evidenzia che son principessa dentro - e chi mi conosce, mi riconoscerà?- “nessun dubbio, siete una principessa alla melassa: come la principessa pupupidù siete un vero tesoro. Dolce elegante e raffinata come effimera di cina, adorate i palazzi sontuosi, i principi azzurri e le foreste incantate. Danzate come una regina, i liocorni vi confidano i loro segreti e i vostri piedi non puzzano. Avete amici che di invitarvi sono felici, insomma, tutti vi amano. Attenzione però a non assomigliare alla principessa capricciosa. In quanto habituèe, nel salotto avete un posto riservato: sarebbe un peccato tuttavia che vi passaste tutte le vostre giornate. Diffidate anche dall’orco Isidoro: è sempre in cerca di piatti di prima qualità, e adula tutte quelle che si fanno abbindolare dalla sue lusinghe. Non ascoltatelo, non dategli importanza e pensate alla principessa dormì e a sua sorella fasollà: si può esser belle senza troppi fronzoli.”

Mi sento un mix fra la principessa ammiramitù e Dita Von Theese con una propensione agli orchi che mi divorano, in attesa del principe azzurro -come dev'essere per ogni principessa- non amata da tutti, non sempre buona, non sempre diva, ma spesso si.

giovedì, 23 agosto 2007
author: didaquellavera @ agosto 23, 2007 10:30
category: libri, mia sorella, favole per grandi
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sireneSIRENE di laura pugno einaudi 2007 € 11

consigliato da mia sorella, bibliotecaria illuminata. All’inizio mi sembrava una stronzata, quando ho letto le prime pagine in un letto di un'altra città. Ieri sera invece, sul tardi, quando l’ho finito di leggere, nel mio letto, distesa di traverso sulla pancia ad aspettare che si mettesse a piovere, e sono arrivata all’ultima parola, ho deciso che no. non è una stronzata. Invece di esser un racconto è un romanzo breve pronto per il cinema. Mondo futurista e futuribile dove il sole fa morire di cancro nero gli umani e le sirene si allevano per macellarle o per rinchiuderle in bordelli per pochi esclusivi viziosi. Pieno di riferimenti al giappone e alla sua cultura, è più romantico di quello che sembra dalle due righe del mio estremo riassumere. Se laura manca qualche congiuntivo, si fa perdonare perché non è per niente scontata: non nel suo stile asciutto, non nella storia. Il risultato: i miei sogni/incubi di stanotte son stati popolati da sirene mannare, le mie gambe erano una coda e i miei capelli lunghissimi e verdi fluttuati in acque pericolose e oceaniche. per pranzo mangerei sushi. EBBRAVALAURA!

domenica, 03 giugno 2007
author: didaquellavera @ giugno 03, 2007 11:06
category: libri, diario, attualitĂ , tango, mia sorella, le cose della vita, le cose buone
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angeli sulla punta di uno spilloANGELI SULLA PUNTA DI UNO SPILLO di jurij druznikov ed.barbera €8.00

"è arrivato il libro che mi avevi chiesto, te lo lascio dalla mamma sabato". non ho assolutamente idea di che libro io abbia richiesto la presenza, ma non glielo dico, sennò pensa che sia più stordita di quello che ha la conferma io sia. aspetto il sabato e mi trovo questo librone di 600 pagine, che visto così mi piace e anche il titolo m'intriga, se poi apro solo la prima pagina e trovo "i lettori sono pregati di non cercare tra i nomi inventati in questo libro personaggi a loro noti, perchè non ne verrà nulla di buono" allora scatta la curiosità che è sempre mio elemento trainante per le letture. ora, visto che la decisione di dover leggere il libro l'ho già presa, vorrei riuscire a capire da dove ho tirato fuori l'idea di cercarlo e di farmelo trovare con prestito interbibliotecario da mia sorellabibliotecariailluminata. son un paio di giorni che ci penso ma non ho idea, o forse una vaghissima, forse ho letto il titolo in una qualche recensione da qualche parte a "le vite degli altri", forse li ma non mi ricordo per niente. comunque sia va bene leggerlo, scritto fra il 1969 e il 79 è stato vietato in urss (in quegli anni c'era ancora) per decenni e pubblicato qui da noi nel 2001. nello stesso anno druznikov è stato candidato al nobel, è tra i dieci migliori romanzi russi del novecento e segnalato dall'unesco. tutto ruota intorno alla redazione di un giornale con tirature pazzesche la trudovaja pravda. ci si rende conto di come funziona(va) un giornale sotto totale controllo politico, partitico, dittatoriale. inizia con il direttore che ha un infarto e lascia il comando al suo vice e da li, in realtà dall'autista dell'auto di stato che lo accompagna ovunque si sviluppa una catena di personaggi sempre collegati fra loro da una feroce satira politica che portano anello dopo anello alla chiusura di una catena narrativa che finisce da dov'è iniziata. anche non intendendomi granchè di storia russa contemporanea me lo sono gustato, e non si fa mollare mai fino all'ultima pagina. sfondo: il centenario della nascita di lenin che dev'esser festeggiato, pubblicazioni da censurare, arresti facili, pestaggi all'ordine del giorno, poliziotti imbecilli e Partito (notare la P maiuscola) sempre ovunque presente che segna la vita nel bene ma soprattutto nel male di ognuno. nascondere le proprie idee, manometterle, truccarle un pò è all'ordine del giorno, far finta di esser diversi da come si è per vivere, anche se non in pace, ma vivere (roppoport è un giornalista che presta la sua penna a chi ha nome importante e nessun talento, ironico e tagliente ma attento a non finire di nuovo in galera, le idee celano gli ideali, ma non li nascondono). una satira triste e pungente (il premier si fa curare dall'impotentologo, personaggio magnifico che prende per i fondelli -è il caso di dirlo- i pezzi grossi di cremlino e kgb), verità poco nascoste ("non hanno accettato mia moglie in ospedale, perchè non volevano aumentare le statistiche dei morti di cancro") e vita quotidiana a mosca alla fine degli anni '70. c'è una fantastica analisi dell'inferno dantesco, magari lo riporto più avanti (intorno a pg. 398). vale la pena averlo a casa, poco libro da ombrellone ma ottimo per mettere in moto la testa. uno dei più belli letti quest'anno.

mi manca tantissimo il tango oggi, ma proprio tanto.