martedì, 01 luglio 2008
author: didaquellavera @ luglio 01, 2008 21:12
category: diario, ipse dixit, gossip, cronaca, attualitĂ , le cose della vita, regine e principesse, le cose buone, la voce della sciampista
comments: commenti (2)(popup) | commenti (2)

LI3396@FILE----The-Princess-341pomeriggio radiodue, si parla di icone, lady d. mia icona da sempre. oggi il suo compleanno. una frase mi colpisce, detta da una libraia italiana -ornella tarantola- che "libra" a londra, secondo lei lady d. non avrebbe avuto la stoffa per fare la regina: "le regine si portano le corna in silenzio". omaggi alla signora tarantola che vorrei tanto fosse la MIA libraia e che credo, nonostante la mia devozione a lady d., abbia, alla fine della fiera, ragione. ma lei era e sarà Principessa. e in un mondo dove non esistono le maiuscole, questa è l'unica sopravvissuta.

venerdì, 20 giugno 2008

370_5900_001a tavola ci si alza se la signora va in bagno e anche al suo rientro, la signora non dice "vado a fare pipì" ma "scusate", niente gomiti sul tavolo, bocconi enormi, posate impugnate come strumenti agricoli, stuzzicadenti, sbuffi, rutti o peggio.
11737438_violetnon si dice "la mia signora" ma "mia moglie", non ci si presenta senza fiori per la padrona di casa, ma si può spedirli anche il giorno dopo, se c'è solo la cameriera si lascia il biglietto da visita ma senza titoli professionali, nobiliari od onorifici. non si fa mai il baciamano ad una signorina, l'uomo precede la donna entrando nei locali, è la donna a porgere la mano per salutare l'uomo e non si sfila il guanto ( a meno che non saluti un sacerdote) nè si alza in piedi, diversamente dall'uomo.
liberamente tratto da monsignor della casa.

giovedì, 05 giugno 2008

820_1553_019sscarpe di carrie, borsa di miranda, vestito di charlotte e senza slip come samantha.

che film si va a vedere stasera dopo aver cenato sushi? ;)

AGGIORNAMENTO DEL 6 GIUGNO
non sarà un capolavoro d'autore? e allora? qualche donnetta schifata CI tratterà come povere imbecilli perchè NOI andiamo a vedere il film e abbiamo i dvd delle serie vicino al lettore? e allora? ci tratteranno anche peggio quelle che SI VANTANO di non avere mai visto una puntata una su la7? e allora? ci siamo divertite! tanto! abbiamo riso! abbiamo ascoltato i nostri tacchi che neanche le sfilate col passo dell'oca sulla piazza rossa a mosca. anche se diciamolo pure.. del passo dell'oca si è trattato pure ieri sera! :)
e sempre più siamo convinte che le cose vanno male, vanno meno male di quello che sembra se abbiamo una vuitton a tener pacchi formato famiglia di fazzolettini di carta e un tacco nove di manolo o christian, ma anche di barska o di guess o di comme, a sostenere teneramente i nostri incerti passi, in attesa che possano tornare sicuri.
la femminilità non si nasconde dietro ad uno sbandierato femminismo che sempre di più assomiglia ad un mascolino maschilismo senza pisello.

lunedì, 02 giugno 2008
author: didaquellavera @ giugno 02, 2008 17:05
category: diario, le cose della vita, regine e principesse, vita da zia, le cose buone, favole per grandi
comments: commenti (popup) | commenti

linda

felicità e perline colorate verdi milonga gelati al limone banchi di scuola sporchi di tempere ginocchia sbucciate pianti a dirotto per un graffietto e cerotti di hallo kitty per far tornare i sorrisi grembiuli coi colletti bianchi ma fidanzati che non siano colletti bianchi quaderni con i disegni e con la prima pagina strappata perchè non era venuta bene faccia sporca di nutella gelati che colano dalla faccia migliori amiche per una settimana e poi si cambia ma per mano bagni dentro piscine profumate di rose tutti i film che vorrà vedere tutti i libri che vorrà o la obbligheremo a leggere tutte le storie che mi obbligherà a leggere le scarpe delle zie con cui giocherà tutti i si che riuscirà a scucirmi per qualsiasi richiesta tutte le caramelle dalle forme e i gusti schifosi che vorrà una bicicletta rosa con il campanello con le coccinelle tutto questo e sempre di più da oggi in avanti.    

foto http://us.123rf.com/400wm/400/400/wildcat78/wildcat
780710/wildcat78071000136/1977981.jpg

giovedì, 29 maggio 2008

è giunto il momento,devo rendermene conto, domani esce il film e non posso più fare finta di niente. sono io, carrie taglia 43. c'è poco da fare, me l'ha detto il test (non facevo un test dalla terza media, su cioè)  su facebook e ho gli stessi zoccoli rosa dalla scorsa estate. non si scherza su queste cose.
sex &the city e zoccoli rosa
You are "Carrie Bradshaw"!
You are creative in all things you do. Whatever your passion is--be it writing, shoes, or adorning yourself--you are constantly inventive. Your keen eye for beauty and color lead you to try new things. Those new things combined with your friends admiration of you makes you a trendsetter. You're the type that would accentuate your wardrobe with a red rose lapel pin and discover that everybody is wearing it the next day. And why not? It looks fabulous.
mercoledì, 28 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 28, 2008 16:11
category: diario, scarpe, tango, dove mangiare, regine e principesse, tanghiche
comments: commenti (6)(popup) | commenti (6)

FE_11779195_H_pustrada liquida ieri sera con finestrini tirati giù e aria di mare sulla faccia. schivando un incidente sul lungomare triestino. nonostante collirio e congiuntivite epocale, ieri sera cena con loro due. la cosa che più mi ha stupita del blog son state loro: le tanghiche. difficile pensare di trovarsi per caso prima sui blog, poi scoprirsi ad esser vicine e star alle stesse milongas senza sapere di esserci, ma leggendo i nomi scritti con l'indelebile sui bicchieri di plastica. difficile anche pensare di andar d'accordo, di andare così d'accordo, di far feste privatissime di compleanno, di esser sulla stessa linea d'onda senza conoscersi per niente e non avendo la stessa età, avendo incredibilmente tre -che sembrano- architetti vicino, vicino o quasi!  ma tant'è! cenino al punto si a trieste ristorante biologico (e si sente) accogliente e nuovo nuovo. personale educato senza odiose servizievoli forzature. solo un pò troppo alto il volume della musica. aperitivo all'arancia e rabarbaro che prende il posto di spritz-aperol abitudinari. ultimamente son carnivora: un filetto sanguinolento alla crema di funghi e tartufo mangiato golosamente parlando di massimi sistemi e di tutto quello che ci gira intorno e che ci fa girare come trottole incazzate e colorate a tempo di milonga, mettendo fra due fette di pane fatto in cucina una zeppa guess o un tacco di manolo. strano sentirsi tanghiche.   

sabato, 10 maggio 2008

max_pezzalinovità in libreria, un non libro. perchè un libro non è solo caratteri stampati su carta. non mi fido, non lo compro, non lo affitto, non lo leggo e lo critico. saccente, stronzetta snob che non sono altro. che l'abbiano pubblicato solo perchè è riuscito a vendere 6 milioni di dischi qualche anno fa?

invece leggo questo, letto in libreria in piedi con un sorrisone ebete in faccia: storia incredibile di due principesse che sono arcistufe di essere oppresse di monica colli, rossana colli e irene bedino. 11 € ed. lapis da regalare alla mariashakira che tutti noi abbiamo nei paraggi, della serie i libri per le principesse, delle principesse. scritto in rima deliziosa e perfettamente illustrato tutto da italiane, una principessa draghetta che invece di impantanarsi e sputare fuoco è tutta perfettina e una principessa in carne ed ossa che si comporta da draghetta con pochissimo bon ton, alla faccia di lina sotis. happy - end inevitabile. di come va a finire quello di pezzali.. francamente chissene. storiaincredibile

martedì, 06 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 06, 2008 19:12
category: diario, ipse dixit, gossip, le cose della vita, i love trash, regine e principesse, vita da zia, dilloaziadida, le cose buone, tanghiche
comments: commenti (6)(popup) | commenti (6)

temperamatite

                                         

elizabeth arden 0 - kiko 1

mercoledì, 30 aprile 2008

DGC_11613232_neon_green_h_pu

oggi il blog compie due anni, il primo post era timido, quello scritto un anno dopo un pò meno e oggi, ancora non sono capace di gestir le cose per bene, visto che avevo già scritto un post tutto miele e che l'ho cancellato, maledizione. riflettevo sul fatto non di essere un blog, ma di avere un blog. perchè son io con la mia bella faccia, senza nick che possano nascondermi, dida è come mi chiamano tutti e sempre di più il blog diventa -sempre di meno- etereo, visto che tanto sta prendendo sempre di più sembianze vere e reali. e come si conviene partono i ringraziamenti: grazie agli assidui lettori che non lasciano traccia e a quelli che lasciano sempre qualcosa, ai soldi meglio spesi per un vestito, pagato caro ma che è il mio primo fan, grazie a mia sorella illuminata che tormento, grazie alle zie, grazie alle tanghiche che ci sono dal vivo, grazie a zia farola che è una delle cose più belle del tango, grazie alla mia maestra che legge e si commuove per la paciaroni, grazie a chi in pieno tango mi fa capire senza tanti giri di parole che legge con attenzione i miei post, grazie a sedge per le telefonate eterne dalla sua finestra sul cortile, a chamaco, a coso e al suo bandoneon e alle di loro gambe rotte, grazie a carlo che arriva in punta di penna con musica che avvolge, grazie a ferlinghetti e alle sue puntate numerate e musicate, grazie alla maestra elena che mi è stata più vicina delle mie colleghe reali, grazie dei girasoli, degli inviti alla milonga, delle tande solo perchè ho un blog, grazie a luana e a j. , grazie al jazz con zavamma anche se son sicura che non vorrebbe fosse scritto, grazie a wanda e wilma, grazie agli incontri al cinema sicura di chi avevo davanti senza averlo mai visto prima, grazie al professor coaloa, a charlie manson che sarà un pò più buono dell'originale, al conte, ad angelo che fra cina e non cina continua a chiamarmi splen...

purtroppo non ispirata, nel secondo anno del blog, mettervi tutti d'accordo per regalarmi questi sandali fatati, fate pure, 36 of course. merci.

giovedì, 17 aprile 2008

fratelli_bergamasco

una riunione tanghica con pranzo-regalo in una soffitta a trieste, all'ultimo piano prima del cielo. desco magnifico in occasione del mio genetliaco che continuerò a festeggiare ancora per mesi. eravamo come dentro un frullatore. solo che, diversamente da quello che succede nelle normali cucine, quello che girava all'impazzata e si distruggeva stava fuori, e noi dentro, come delle fragole che schivando le lame per non esser frullate finiscono per ballare una milonga, dalla quale si esce con appena qualche graffio. che fa curriculum.

la foto, motivazione: cercavo su google immagini un bulldog francese e son usciti i fratelli bergamasco, segno del destino che è sempre ben guardare, soprattutto se fa guardare maschimaschi.

martedì, 08 aprile 2008
author: didaquellavera @ aprile 08, 2008 18:51
category: gossip, cronaca, attualitĂ , le cose della vita, regine e principesse, wanda e wilma
comments: commenti (2)(popup) | commenti (2)

real familyda repubblica.it : "dopo due giorni e tre notti di degenza per un’infezione bronchiale, buckingham palace ha annunciato la dimissione dall’ospedale del principe filippo di edimburgo, marito della regina elisabetta"

wanda e wilma erano preoccupate (colloquio intercettato venerdì scorso):

wilma: wanda gavemo de partir: filippo de edimburgo se ricoverà in ospedal a londra. sarà la prima volta che torneo dopo i bombardamenti

wanda: mi no ciapo aerei dopoche l’ultima volta te me ga fato far bruta figura che te sonava la protesi nel control. se te vol andremo in barca. che i marinai me piasi più dei piloti

wilma: sarà morto per quando rivemo…

wanda: tanto el se già sposà. se la more ela coremo

giovedì, 03 aprile 2008
author: didaquellavera @ aprile 03, 2008 12:41
category: diario, ipse dixit, gossip, cronaca, scarpe, attualitĂ , regine e principesse, la scarpa e la zoccola
comments: commenti (13)(popup) | commenti (13)

GZ_11668567_beige_red_black_dt1_pu

 oggi lina sotis ha scritto sul magazine del corriere (accanto ad una foto che ritrae solo i piedi di sarkò, carlà, regina elisabetta e principe di edimburgo durante la reunion di qualche giorno fa) che la donna che mette i tacchi crede di possedere il mondo, mentre è il mondo che possiede lei. a differenza di chi è sicura di se e mette le ballerine. ha ragione, confermo. ma credevo che carlà mettesse le ballerine solo per non avere più tacco di sarkò.

giovedì, 27 marzo 2008

camilla_parker-bowlesnon posso farne a meno, è più forte di me, nonostante paturnie più o meno ormonali, scarpe nuove e ovviamente magnifiche, giramento di palle a mille, soddisfazioni lavorative folgoranti e liberazioni di animaletti catturati da pargoli che alla fine son meno crudeli di quello che sembrano, nonostante pomeridiani soufflè terapeutici al cioccolato fondente per nipoti di 16 mesi che ci metton gioiosamente e golosamente le mani dentro e poi per tutta la faccia di zia.. non posso farne a meno, devo parlar di questo. è tornato il giorno di camilla! carlà ha accompagnato sarkò nella prima visita ufficiale in casa della real famiglia -e di real famiglia ce n'è solo una per me- dopo 12 anni, hanno aspettato che morisse lady d. e che svampasse la cosa? i cappottini di carlà sono indiscutibilmente à la page, la regina lo sa e ne prende atto e le invidia quello viola più di quello grigio -lo si vede dallo sguardo, ma come potrebbe fare altrimenti?- le foto di carlà sono da modella, perfetta. assoluta. le gambe messe bene. i guanti super-chic. una golfina. ma una golfina finta. ma non una principessa. dichiara di voler un uomo con il potere della bomba atomica e si SPOSA sarkò abbandonando la possibilità di mettersi anche un minimo tacco da qualche centimetrino, onde evitare di sovrastare lo sposo e scegliendo delle -obbligate- ballerine che comunque son di una tristezza infinita, toque magnifico ma da cerimonia funebre. in carrozza con il principe filippo fa la sua porca figura, sorrisini, saluti alla folla e un inchino alla regina da manuale. ma non è una principessa. camilla è un'altra cosa. camilla sa. e io vorrei tanto sapere che cosa ha detto alla modella quando, scesa dall'aereo, l'ha quasi trattenuta dopo le rapide presentazioni ufficiali. camilla ha il mezzo tacco, un cappottino color cammello con collo e polsi leopardati e un cappello che son servite tutte le piume dei 12 fagiani spennati per la regal cena. la stampa è stata impietosa con camilla, IO SONO PER CAMILLA! e non lo sono da tantissimo, dopo aver difficilmente elaborato il lutto per lady d. ho fatto molta fatica ad accettarla, ma alla fine, l'ho fatto, suggello ne è stata la registrazione in vhs del matrimonio carlocamillesco commentato dall'assoluto caprarica. camilla vince su carlà. perchè è facile assomigliare a jackie, soprattutto se si ha il fisico di carlà, non facile è essere camilla con tutto quello che c'è dietro (tampax compreso) ed esser ancora li a fare camilla alla faccia di tutti sfoderando quel magnifico sorriso che ha un che di ghigno, tipo brooke quando sposa ridge per la quarantesima volta alla faccia di stephanie. e cmq camilla non ha una sua suoneria da poter scaricare gratis per il cellulare. sono fiera di essere più camilla che carlà.

immagine da http://www.panopticist.com/graphics/camilla_parker-bowles.gif

lunedì, 17 marzo 2008

Ficusstamattina mentre ero arrampicata, contro a qualsiasi 626, su una scala per attaccare un cartellone fatto con i bambini per il "22 marzo: giornata mondiale dell'acqua", cartellone peraltro meraviglioso sul risparmio delle risorse idriche disponibili, arriva la bidella. o meglio arriva la bidella barcollando, portando in mano, a coprirle tutta la faccia, un bel ficus beniamino nano. mi si piazza sotto, rischio di precipitare e lei "maestra è arrivato adesso per lei..". mi si pianta in viso un punto di domanda che, essendo invisibile ai più, la gentil bidella non coglie. scendo dalla scala come fossi la schiffer, solo più principesca, sulla gradinata di trinità dei monti, prendo il tutto, ringrazio e lei "c'è anche un bigliettino". non se ne parla nemmeno che lei se ne vada, apro il bigliettino e leggo.  me l'ha mandata bruno, che anche qui ringrazio.  bruno che non è un mio fidanzato, non è un mio ex fidanzato, non è un mio amante segreto ma un amico a cui voglio un sacco bene. bè.. quello che non si è scatenato! a parte le signore bidelle che si son fatte tutti i film porno sulla mia vita e me la tireranno avanti per mesi! a parte le colleghe che erano li che mi hanno fatto smorfie strane supponendo tramette tradimentose, le altre che hanno pensato e spetezzato a un gesto sgradevole da parte di qualche mamma che "alle altre non ha regalato niente.." io ci ho visto solo e unicamente INVIDIA. invidia per un ipotetico amante, per un ipotetico fidanzato, per una ipotetica mamma riconoscente o anche per un ipotetico papà riconoscente!!! non ho ovviamente detto nulla, mi son celata dietro un ipocrita visetto da diva stupida e stupita. questi momenti son da godere in tutto e fino alla fine, lasciando questi geni sbavare ubriachi delle loro ipotesi!   

sabato, 01 marzo 2008

scampi1scrivere in un sabato mattina, [con la lampada accesa perchè fuori la nebbia fa da padrona e attutisce tutti i rumori, di luce non ce n'è abbastanza, ho i piedi scalzi e gelati] ed essere in pace è una situazione rara e momentanea ma superba. da mesi aspettavamo di andarci, per una cosa o per l'altra è stata sempre rimandata questa spedizione gastronomica, ma ieri sera siamo partiti. cena prenotata con anticipo in slovenia GOSTILNA-TRATTORIA "ZA GRADOM" RODICA -SEMEDELA- domenica e lunedì chiuso. solo pesce. prenotate perchè è sempre pieno. a ragione. entrate in una trattoria con i bagni nuovi, impeccabili e pulitissimi ma con l'impronta delle gostilna che si frequentavano da piccoli con la mamma e il papà quando si andava in vacanza, o solo a fare un giro alla domenica in quella che era ancora la jugoslavia e si diceva "andiamo in jugo" e si spendevano pochi dinari e ti facevano casini al confine sempre per cazzate. mi ricordo che quel confine mi faceva paura, più di quello austriaco. ma son passate guerre e anni, son cadute certezze e confini, non ci son più controlli e lo vedo per prima su di me. sia le guerre, gli anni le certezze e i confini che son caduti. quindi vi accompagneranno al tavolo a voi destinato, accenderanno la candela e arriverà velocemente il vino (chardonnay in primis e malvasia poi), l'acqua il pane a forma di riccio (fantastico!!!) in attesa del protagonista assoluto della situazione. il signor darko. blocchetto alla mano, papillon rosso cupo al collo e gillettino in lana blu teso sulla pancia e con gli ultimi bottoni sfuggiti alla tensione, vi imbavaglierà a seconda di quello che sceglierete di mangiare. non dice il menù. lo recita, lo interpreta e non è chiaro se siamo noi a prenderlo in giro con risatine strozzate o è lui che gode della sua magnifica ripetuta esibizione. il menù anche se solo scritto sarebbe eccellente, esposto da lui è indimenticabile, l'astice ha un sospiro, il gransoporro uno svolazzo fatto con la mano, l'orata uno sguardo al soffitto che diventa cielo. è la recita che faceva gasmann della divina commedia trasformata in sollazzo teatral-gastronomico. gli antipasti son scampi crudi con pepe rosa presentati su una lastra tonda di ghiaccio, il polpo che è "il mio polpo della dalmazia"  a sottolineare una suddivisione geo-politica che dichiara età e discendenza, la descrizione della marinatura dei gamberi "per due giorni e due notti da mettere su una pallina di gelato al gusto di limone fatta scivolare in un bicchiere con un buco sul fondo" , il carpaccio di tonno che sembra essere la cosa più normale offerta. i primi piatti dove posto d'onore è la tagliatella con "il mio astice, il mio gransoporro e uno scampo (che di fronte al resto sembra il cibo della serva) piatto che abbiamo sempre ma che ha il suo significato, c'è un pò da lavorarci -con pinze e tenagliette- ma ne vale la pena", tortelloni al tartufo dove l'eccellenza la raggiunge il "sughetto" -lui lo chiama sughetto ma è ambrosia- con vongole per dare acqua e sale, uova di riccio di mare e di branzino che scrocchiano a metterli in bocca. avanti ancora: lasagna solo con crostacei e verdure "senza nessuna farina o besciamella" e fusilli con porcini e gamberi. un filetto di orata al sale passata alla piastra e non in forno e accompagnata da rucola e ortiche fritte e due patatine al forno chiudono in gloria le portate. non riuscirò mai a rendere scrivendo l'interpretazione superba che ha dato il signor darko nel descrivere le sue creature, dove ogni pesce ha davanti un aggettivo possessivo e il modo in cui vengono cucinati viene spiegato senza però svelare alcun segreto. dolci all'altezza della situazione, da provare lo strucolo in strazza  al cioccolato e zenzero grattato fresco -buono- o all'arancia -magnifico-, sorbetti al ginepro e alla mela verde e basilico. locale consigliatissimo [anche per riunione tanghica]. fanno sorridere le foto in ingresso di chi ha cenato li: rita pavone, albano, zucchero e qualcun'altro e poi sentir chiedere "ma lei è un cantante?"

foto da http://cucina.temi.kataweb.it/files/2007/07/scampi1.jpg

venerdì, 08 febbraio 2008
author: didaquellavera @ febbraio 08, 2008 15:33
category: diario, arte, le cose della vita, regine e principesse, la scarpa e la zoccola, dilloaziadida, tanghiche
comments: commenti (6)(popup) | commenti (6)

soupwarholmi sa che abbiamo un sottile filo di dolore, di non stare mai in pace, di non esser mai placate, sempre presente. che s'inspessisce il più delle volte per tutte quelle cose della vita che ci si palesano davanti e che non possono essere cambiate, evitate, schivate ma che spesso ci si schiantano contro senza aver nessuna assicurazione. un filo che solo raramente, rarissimamente, teniamo sotto controllo o meglio, si lascia tenere sotto controllo. mi sa che ci dobbiamo convivere sempre. un pò perchè son eventi inevitabili più grandi di noi, a volte perchè un certo dolorino paradossalmente amplifica tutto quello che di magnifico abbiamo intorno. un dolorino che nasce per paura, per debolezza, per stanchezza, per noia anche. va bene tutto, anche nascondere sotto il rumore dei tacchi il non essere mai completamente in pace. come si fa con la polvere quando in velocità la buttiamo sotto il tappeto del salotto perchè abbiamo fretta e tanto chi vuoi che se ne accorga.

in foto andy e le nostre soups.

giovedì, 31 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 31, 2008 11:58
category: diario, fumetti, regine e principesse, ego strabordante, favole per grandi, la maestra dida
comments: commenti (18)(popup) | commenti (18)

ursula-2come ogni principessa che si rispetti anch'io devo affrontare un'antagonista.. nel mio caso è una collega, ed è questa. identica. credetemi. l'arma vincente che credo di avere, è il fatto che lei sia convinta che -io- sia una cretina poco furba e intelligente di dimensioni cosmiche, su tacchi troppo alti con colori troppo vivaci addosso e troppo à la page, incapace di prendere decisioni e scelte, incapace di pensare e di arrivare da qualche parte. contenta lei... intanto continuerò a comportarmi con estrema gentilezza. come al solito i posti dove capito io son sempre affollati di donne, poco femmine peraltro. mancano al solito- i maschimaschi.

sabato, 26 gennaio 2008

comme-antonietta-cipria nero 5TANGHICA: creatura nata da una costola di tarantino. di origine tendenzialmente principesca, atta come tale a tutti i veri piaceri, a trattarsi comme il faut, a mangiare bene, a bere come si deve, a leggere ricercatezze, a godere di terme e massaggi... etc...  le tanghiche sono esperte di maschimaschi, di sguardi di primo livello, di sushi, scarpe e aperitivi. le tanghiche si muovono assieme, non "stanno mai buone", sono indomite nelle tempeste soprattutto se la sera c'è milonga (trd. si balla il tango) in un posto sperduto. insieme non c'è gioco, fanno una splendente paura.

omaggio dovuto a zia farola che sa le cose della vita, e ha lasciato questo -con altro-, come commento al precedente post.

merci dalle tanghiche (che si son date questo nome per prime)

diffidare delle imitazioni

mercoledì, 16 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 16, 2008 15:35
category: diario, cronaca, attualitĂ , tv , le cose della vita, regine e principesse, maschimaschi
comments: commenti (34)(popup) | commenti (34)

coronamastellone si è dimesso -ma prodi respinge le dimissioni- la signora mastella appare in immagini di repertorio con una collanona magnifica -e a me torna in mente il loro salotto della casa di ceppaloni sotto assedio delle jene qualche anno fa-, il papa per non prender freddo non si muove dal vaticano -arriverà brusco calo delle temperature-, gli studenti ciellini muniti di sciarpe e sfidando il gelo arrivano in vaticano. ieri vespa ha titolato la puntata carla regina di francia, presenziano l'inutile alba parietti sempre più tirata e messa male -vespino fa appena in tempo ad interromperla prima che inizi a raccontare delle sue performance con tutti gli idraulici che ha incontrato, nostro signore di tutti i maschimaschi antonio caprarica, la spack, la martinez che si scopre esser seconda cucina della regina di francia, qualcun altro che chiama carlà la nuova e supposta mogliettina del re di francia, e lina sotis che dispensa solo eleganza -ma la se un pò vecia-. agitata dall'emozioni e da qualche altra succulenta cosetta, non riesco proprio a dormire e solo dopo una serie di respirazioni jogiche crollo. aspetto di andare ad una riunione sul curricolo del ministro fioroni e mi faccio uno zapping pomeridiano. pigio sfortunatamente il 5. canale 5. maria de filippi. c'è uno che vaneggia con accento spiccatamente friulano. IO VE LO GIURO: I MASCHI FRIULANI NON SONO COME QUELLO SFIGATO LI. piazza di spagna è invasa da 500mila palline colorate di plastica -opera dello stesso che ho fatto rossa la fontana di trevi- e i vigili urbani stanno chiudendo la zona per raccoglierle, ma non servirebbe, una alla volta ognuno se ne prende una come ricordo. ora la terapia è una e una sola: sbrinare il freezer. funziona. provate. staccate tutto, mettete dalla mamma le cose che avete dentro al freezer-frigo, buttate via le cose scadute negli ultimi 5 anni -e ne troverete-. aspettate un'oretta e poi cercate il punto g del ghiaccio. una volta trovato cadrà solo con l'aiuto di un colpetto con lo strumentino di plastica in dotazione (sono la regina del doppiosenso, altro che carla bruni). e la calma tornerà. nonostante mastellone, la signora mastellone, il papa che ha freddo, i ciellini che non hanno freddo, le palle di piazza di spagna, alba parietti e i suoi idraulici e quell'orrendo esemplare di uomo che è in tv chissà da quando E NON RAPPRESENTA IN ALCUN MODO IL MASCHIO FRIULANO. e spengo la tv, il pc e vado a discutere del nuovo curricolo del ministro fioroni con alcune mie -ottime, davvero- colleghe.

foto da www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=8883102061

lunedì, 14 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 14, 2008 09:10
category: cinema, diario, scarpe, le cose della vita, regine e principesse, ego strabordante, le cose buone, maschimaschi
comments: commenti (7)(popup) | commenti (7)

larsLARS E UNA RAGAZZA TUTTA SUA lars and the real girl di craig gillespie con ryan gosling, emily mortimer, kelli garner USA 2007 non ci si aspetta un film così dai trailers che passano nelle sale. lars ha come compagna, e crede sia viva a tutti gli effetti, una bambola gonfiabile. la famiglia preoccupata chiede consiglio ad un medico: si deve assecondare la cosa. tutto il paese (profonda pianura americana con cieli invernali bianchi e pantani da disgelo) fa il possibile, trattando bianca, così si chiama la bambolona, come fosse davvero una persona. della trama non dirò altro. il film non è per nulla una commedia, qualche sorriso lo si fa, ma rimangono velati di tristezza. mi sembra improbabile -almeno nella mia realtà- un tipo di gestione del genere di una crisi da sociopatico così evidente. pare a volte che il buonismo superi la terapia. in fila per i biglietti, nell'unica sala della mia città che l'ha in proiezione, popolata e frequentata da pseudo-intellettuali (ma anche da intellettuali), pseudo-cinefili (ma anche da cinefili), pseudo-bibliofili (ma anche da bibliofili), pseudo radical-chic (ma anche da radical-chic) in fuga dalle multi-sale, mi trovo dietro una ragazza accompagnata ad una signora silente. giovane, carina, acqua e sapone, saccente con voce troppo squillante e con tono di 2 ottave più alto di quanto richiedeva la situazione. passiamo davanti al cartellone di caramel. "questo di certo non lo vado a vedere.. figuriamoci se mi umilio a vedere qualcosa che hanno definito il sex & the city di beirut. non mi sono mai abbassata a vedere una puntata dell'originale e non SO COME SIA POSSIBILE CHE QUATTRO DONNE VADANO A PRANZO FUORI PER PARLARE DI UOMINI E SCARPE..". li mi son girata, passi i commenti ai film che anch'io avevo già visto, pareri diversi, ovvio meglio così, non sarebbe nemmeno bello pensarla tutti allo stesso modo, passi il tono da pseudo-cinefila, passi tutto.. ma questa cosa qui andava abbinata VISIVAMENTE alla persona che ha emesso quei suoni. mi giro per vederla, dieci secondi e una radiografia dopo penso: povera, non ha -nemmeno- tre amiche con cui andare a paranzo, non ha maschi di cui parlare... povera non ha neanche scarpe e non ha mai passato una serata di sbronze con amiche sul tappeto a parlar di maschi e scarpe e guardare sex & the city. come se fosse tutto li: fra scarpe e maschi. menomale che non siamo come lei. e io adesso mi sento tanto ma tanto tanto carrie.. ancora in pigiama con un tazzone con l'immagine di cenerentola e la scritta I love shoes, the inglese bollente, piedi nudi e rumore di unghie sulla tastiera..

giovedì, 10 gennaio 2008

MARIAROSA SCICCOSA di  jane o'connor e robin preiss glasser ed. NORD SUD 2007 € 13.00

ieri mi son persa alla feltrinelli. raccolgo per strada l'ultimo di woody allen pura anarchia, mi sa tantissimo di un libro di racconti da poter leggere a voce alta quando fuori piove e fa pure freddo. raccolgo anche salomon gursky è stato qui, questo lo regalerò. a me è piaciuto quasi come la versione di barney. vedo il libro delle principesse dimenticate e mi chiedo come un libro così non raccolga l'attenzione di tutti quelli che ci passano accanto. nella mia mano un minuto dopo c'è questo librettino delle sciccose. care principesse, regine o tanghiche andatelo a cercare e leggetelo in  piedi, estraneatevi da tutto. le librerie son uno di quei posti dove mi riesce benissimo, ma anche al cinema, ai concerti e in qualche tanda. inutile dire che sarà magnifica la versione in lingua originale ma anche in italiano non è male, a parte il nome. non me ne vogliate ma mariarosa mi par tutto tranne che sciccosa. i disegni son belli. una bimba sciccosa spiega e fa diventare sciccosi anche i genitori e a noi spiega che cosa è e che cosa non è sciccoso. son molto d'accordo con lei, le sue sciccherie son pure le mie: nastri, fiocchi e brillocchi, tacchi alti e visoncini  aggiungo io, margaritas che lasciano il sale negli angoli delle labbra da raccogliere con la punta della lingua, sale da stemperare con il limone. "Illustrazioni luccicanti per conquistare ogni bambina che ama il rosa, i brillantini e tutto quello che è sciccoso. Età di lettura: da 5 anni." questo quello che www.ibs.it scrive.. ma i geni del marketing come fanno a sottovalutare l'ascendente di libri del genere su DI NOI? facciamo un esperimento. si presentino maschi pls. regalate di grazia il libro delle principesse (PRINCIPESSE dimenticate o sconosciute di philippe lechermèier e rèbecca dautremer -fabbri editori- 2004 € 22.00 ). investite in un regalo giusto maschimaschi, date retta a dida. se avete accanto una fanciulla che potrebbe essere una  principessa mia amica non abbiate timori. poi verrete qui a darmi ragione. fidatevi. la sciccosa didi oggi si è massacrata le dita. da stamattina le ho incastrate nella porta di casa, nell'armadietto a scuola, inchiodate con le penne e frullate pure. mi son andate a finire nelle pale del coso che frulla per fare la crema del tiramisù. visto che ieri sera con telefono sulla spalla e voce da sciampista, biografia di truman agli sgoccioli e lima mi son fatta ben bene squadrate le unghie oggi è anche giusto che abbiano subito gli attacchi degli eventi. cos'è la voce della sciampista? potrebbe essere il quotidiano che leggo ogni giorno? o il commento di una sciampista sui fatti di cronaca -carla bruni nostra signora del gossip-? e nel caso che cosa ci faceva ieri sera avec-moi?

    

giovedì, 03 gennaio 2008

ritrovo-peggy2passare un mercoledì feriale a venezia è una delle cose per cui vale la pena vivere! l'dea era di andare a pranzo da peggy. uno di quei sogni che sembrano irrealizzabili finchè ci si rende conto che non è poi così tanto impossibile da fare. fa freddo ma è una giornata di cielo terso, troppo per la neve che avevano promesso. niente guida niente piantina lasciatevi perdere da venezia, sempre. la cosa bella è che anch'io ieri mi son perduta, dopo tanti anni a passeggiare per venezia per diletto o per studio, non credevo fosse possibile e invece venezia mi ha fatto un regalo: mi ha fatto di nuovo perdere! persa fra far foto e guardar gente arrivo quasi a rialto completamente disorientata, strano perchè il mio senso dell'orientamente è come quello dei fenicotteri quando svernano. chiedo a una commessa (non di quelle che cerca la diresion  della foto) -scusa per la  guggenheim vado di la? e lei la meravigliosa commessa -gugghenaim?  ok va bene, si grazie seguo il mio istinto da fenicottera. dopo solo dieci minuti d'isteria zona rialto mi catapulto nella mia venezia, quella vuota e silenziosa anche se è a due passi o direttamente sul canal grande, quella delle gondole parcheggiate e vuote dalle americane innamorate e che si meravigliano -ed è straordinario- per ogni cosa! si va per campielli dove vivono le persone, si curiosa dentro qualche finestra, qualche giardino, qualche corte sconta detta arcana. e si arriva da peggy, ad ora di pranzo. da peggy si parla only in english perchè i ragazzi che ci lavorano son per la stragrande maggioranza anglofoni, o quell'italiano declinato all'inglese che fa così simpatia. devo dire che mi son aspettata troppo. peggy andava all'harry's bar anche con truman (che era sempre a dieta e quindi mangiava solo pesce!) per pasteggiare e vivere. quindi mi aspettavo un posto dove pranzare che fosse -democraticamente- all'altezza della padrona di casa, dove esser trattati bene, quasi a coccole e circondati da un pò di lusso. ma non lo è. mi aspettavo un pranzo a casa di peggy che fosse all'altezza di chi c'era dentro e che non fosse solo un punto di ristoro per quanto approssimativo, di quello che capita altrove dove bere o anche cibarsi senza divisioni di sale o salette. tavolo pro giardino direttamente su vetrata. menù sporco, servizio tremendo. camerieri che fanno commenti a voce alta sgradevolissimi sugli ospiti e come se non bastasse bestemmiando pure.. un delirio! ci salviamo con un tortino di radicchio di treviso che non era male se solo non fosse stato scaraventato nel piatto e lasciato così com'era, due bicchieri di vino rosso che è viola e anonimo e un'insalata che dev'esser passata prima di finir a tavola, in rianimazione. non ho le posate. arrivano solo dopo un rincorrersi a voce alta di tre camerieri, tre. l'umore cmq non era minimamente intaccabile da niente e nessuno, di nuovo da peggy e di nuovo a godermela in tutta la sua aristocratica follia. c'è da godere nell'origliare e nel guardare le altre persone che hanno avuto la sventura di pranzare in un ambiente leggendario che ha ospitato prima di peggy la marchesa luisa casati, alias korè amante di d'annunzio, ma gestito da incompetenti maleducati. basterebbe poco a creare uno spazio gastronomico ad hoc, e non per tutti. dopo il caffè attraverso il giardino e mi lascio affogare durante la mia immersione nelle stanze del quotidiano di peggy. stranamente e familiarmente circondata da quadri che son talmente famosi da far fatica a convincersi che non son foto o riproduzioni che si stanno ammirando ma che son proprio GLI ORIGINALI. davanti a picasso mi fermo quasi solo per accarezzarlo e saluto educatamente come si confà anche braque, di nuovo e ancora. sopporto pochissimo magritte, m'inquieta dopo troppo poco. pegeen invece mi piace moltissimo. ernst fa scoccare scintille in quella testa che ha già grilli che fanno acrobazie e cavilli da leggere con attenzione perchè son scritti in piccolo-piccolo, cosa ne può venir fuori sarà una sorpresa. brancusi che mi fa scivolare lo sguardo fino a inseguire linee immaginarie che proseguono e sfuggono. peggy mi fa un altro regalo, per quasi 5 minuti rimango sola con 6 pollock a circondarmi di violenza, alcool, sfuriate e sofferenze, schizzi di colore che macchiano anche me. esco senza fiato. sfinita, felice in estasi per questo posto che ogni volta continua a stregarmi. passeggiata lunga fra negozi giacche leggere quasi impalpabili e soffici  da gay-pride o dandy dell'ultim'ora, personaggi importati da venezia perchè solo qui trovano il loro habitat naturale. solo qui, signorine che arrivano in treno con uno stock di valigeria vuitton che nemmeno alla boutique a san marco ne hanno tante in assortimento. fa freddo quando arriva il buio, m'infilo nel baccaro-jazz per un irish cofee con l'idea di gustarmi mezz'ora di estreme piacevolezze e la indovino: ne fanno parte anche una coppia di -miei-coetanei americani che pieni di pacchetti da shopping, ordinano e seccano -il tutto in due minuti- una redbull con dentro uno schottino di jeger.. tks miss peggy 

lunedì, 10 dicembre 2007

Scarpe col taccoquanto sono capricciosa. e c'è chi se ne accorge con solo uno sguardo e in silenzio mette in ordine le cose con un solo gesto. quanto una cosa mi piace o non mi piace, anche se poi dico sempre che esistono infinite gradazione di colori e non solo il bianco e il nero. ultima occasione  "l'età barbarica" fallimentare espressione cinematografica di denys arcand, dopo "le invasioni barbariche" aspettavo un altro capolavoro. quanto anche per le persone che incontro succede così, o mi piacciono o non mi piacciono. e se mi piacciano mi piacciono tanto. e se non mi piacciono le schifo pesantemente. quanto sono o felice o muffa. e se son muffa tutto è muffa. quanto son in pensiero se ezechiele lupo mi dice che per finire la domenica sera è indispensabile una dose extra di xanax e buonanotte, quanto non è abbastanza nemmeno colombo. quanto mi piace metter le mani in pasta e con la colla calda far ghirlande solo per chi dico io. quanto ho le mani inutilmente bucate: stiletto da nove di vernice rossa che comunque sono indispensabili per la sopravvivenza a dicembre. quanto aspetto le vacanze di natale dopo 15 anni dall'ultima volta che per me sono esistite, per far coccole e biscotti, pacchetti e figotti. quanto mi manca in questo periodo la bionda sardegna, vedere ogni giorno le mie zie e nipoti in ufficio e il mercato al sabato mattina con rosi. quanto un figlio è uno stronzo se arriva da un padre stronzo [oggi colloqui con i genitori]. quanto mi sciolgo appena giacomo apre la bocca per farsi dare l'intruglio che ha per merenda (prima o poi tesoro ti faremo mangiare anche cose buone!) e tira su le braccia come per dirmi "ou son qua tirami su". quanto rido se e. che all'università era una che mai avrebbe stirato una camicia ad un uomo mi dice (con quasi-marito, cane e giacomo a spasso)  "aspetta un momento che faccio la glassa all'arancia per i biscotti". quanto un risotto va bene con i negresses vertes, tanto da farmi star zitta, silenziosamente in adorazione di una forchetta adornata, attraverso cui vedo lo chef, con una candela bianca vicino, che ha sempre il suo perchè. quanto vuol dire ogni volta che non apro bocca. 

venerdì, 30 novembre 2007
author: didaquellavera @ novembre 30, 2007 21:57
category: libri, arte, regine e principesse, favole per grandi
comments: commenti (1)(popup) | commenti (1)

la sovrana lettriceLA SOVRANA LETTRICE di alan bennett adelphi 2007 € 12.00

meraviglia delle meraviglie, una chicca, come pressocchè tutti i libercoli di bennet che adelphi meravigliosamente pubblica per noi devoti. qui la regina, quella REGINA, con tutte le lettere maiuscole, incappa in una biblioteca itinerante e s'infatua della lettura, c'è un eroe  -quasi- protagonista che sembra sparire annientato da un cattivone antagonista che sembra vincere, c'è lei che ha in mano tante mie letture: -fra regine e principesse ci si riconosce sempre, anche per quello che si legge- da sylvia a roth a tanti altri che cita, quasi seminandoli fra le pagine di questo libro, sapendo che schiere di accaniti ammiratori (di bennet o della regina non è dato sapere) annaffieranno e li faranno, ancora e di nuovo, sbocciare. la regina entra nel vivo: come i libri cambiano la percezione delle cose, come ci obbligano, ci vincolano, si fanno trascinare, ci inchiodano ai divani, si fanno perdere e ritrovare. le ultimissime pagine sono ironiche e grottesche, spassose. mi chiedo se LEI, la mia regina, abbia letto il libro. non ho nemmeno il coraggio di chiedermi che cosa le sia passato per la testa. testa coronata.

mercoledì, 21 novembre 2007
author: didaquellavera @ novembre 21, 2007 20:43
category: cucina, cronaca, scarpe, diario di viaggio, tango, dove mangiare, le cose della vita, regine e principesse, le cose buone, maschimaschi, tanghiche
comments: commenti (6)(popup) | commenti (6)

vuittone non lo dico così per dire ma proprio nel significato letterale della parola. iggnude come mammà c'ha fatte. tanghiche, sieta la cosa più bella che il tango mi ha regalato, dopo le comme il faut! capita che passa il compleanno di una tanghica con un paio di zapatos de baile che arriveranno dall'argentina e ne arriva un altro di compleanno tanghico.. geniale idea ci coccoliamo tutte tre e ci facciamo, non solo regalia per il genetliaco, ma regalo totalissimo al grido di come siamo principesse, come ci vogliamo bene! partiamo dalla giornata che non è tersa, non è calda è anche ventosa e parcheggio non ce n'è. entriamo in una porta che sembra ritagliata in un palazzo nemmeno tanto apposto. dicono che sia uno dei migliori ristoranti di trieste. ci prendono le giacche e ci fanno accomodare. posto piccolo, a me scappa la pipì e c'è solo una coppia seduta a pranzo. freddino, non prendiamo il vino, un maschiomaschio con accento per niente triestino ma forse un finto toscano si scusa per la mise e torna un momento dopo con la giubba nera da cucina che sembra un cosacco e mi accorgo, con un fatale sale e pepe fra i capelli. non porta menù, qualche battutina che ci fa snocciolare qualche sorrisino di circostanza e poi inizia. "qua si mangia solo pesce" -essaicheproblema- decidiamo per un tesoretto con riso gamberi porcini e speck. gli antipasti li sceglie lui. quasi a mani giunte ringrazia e si rintana in cucina. e le mani giunte, da quel momento, le mettiamo noi e ringraziamo ogni volta che arrivano i piatti. inizia la sfilata -preparatevi- comodi e prendete appunti. presentati come si conviene: quenelle di dentice mantecato (su crostini caldi), terrina di branzino con riduzione di aceto balsamico e pepe, filetto di sgombro al vapore con salsa di maionese aneto e cognac. questi erano solo gli antipasti freddi, assoluto lo sgombro anche se per una tanghica era troppo forte la maionese (però si sa che le tanghiche fan punte ai cazzi di mestiere). stufato di pesce spada e lenticchie e trancio di baccalà in fonduta di fontina passato al grill. quello che doveva essere il piatto forte, dopo quest'apoteosi di antipasti, non lo è stato più. cucina estrosa e gustosa e non difficilmente riproducibile nella cucina di casa -(prossimamente ricettina per uno sformatino di branzino su questi schermi). ambiente piccolo, intimo che forse rende meglio di sera per cenino a lume di candela. al centro un tavolo con grappe e distillati. lista dei vini non guardati nemmeno perchè dovevamo solo sbocconcellare qualcosa e proseguire con la nostra giornata salutista. uscendo -dopo un conto davvero equo- penso che la porta, a ben guardare, col senno di poi potrebbe essere quella di alice nel paese delle meraviglie. nemmeno a dirlo cercate a trieste vicino a piazza garibaldi la bottega di trimalcione via della guardia 15/b.

proseguiamo. direzione portorose, slovenia. cazziando una tanghica per un coso sloveno e l'altra per coso nordico (espatriato). [avete mai notato come i maschi con cui le nostre amichette hanno screzi vengono subito privati del nome di battesimo? vengono depersonalizzati. potrebbe essere la migliore persona del mondo e noi 9 su 10 non li conosciamo per nulla, ma hanno subito il loro bel nomino denigratorio, sempre con simpatia tanghica per carità!!!] vento. arriviamo tenendo sulla destra il mare. obiettivo terme. un'oretta di piscina con tre vasche a temperature diverse e idromassaggio godurioso e poi terme purificanti. e qui le tanghiche si son messe a nudo con tanto di tatuaggi evidenti, cingilombi, lenti a contatto che "spallinano", libri non letti abbandonati su un lettino che prima era anonimo. già le terme son una cosa goduriosa, queste sono una meraviglia. grandi, pulite, varie, tisane calde a disposizione, docce pronte e non moltissima gente. tepidarium, bagno turco, saune finlandesi, secchiate d'acqua ghiacciata all'uscita, micro vasche per riattivare la circolazione e percorsi su sassi di varie dimensioni. peeling con il sale da provare! dulcis in fundo, ma ero già un budinetto molle alla fragola, massaggio. seguo la signorina, che a stazza si poteva chiamare inga la vighinga, mi indica il lettino da massaggio e dice "metti tua faccia in buco". 

mi sembra di non dover aggiungere null'altro.

martedì, 20 novembre 2007
author: didaquellavera @ novembre 20, 2007 00:42
category: regine e principesse, le cose buone, tanghiche
comments: commenti (5)(popup) | commenti (5)

vuitton

fatelo. così.

tks j.

giovedì, 30 agosto 2007