giovedì, 05 giugno 2008

820_1553_019sscarpe di carrie, borsa di miranda, vestito di charlotte e senza slip come samantha.

che film si va a vedere stasera dopo aver cenato sushi? ;)

AGGIORNAMENTO DEL 6 GIUGNO
non sarà un capolavoro d'autore? e allora? qualche donnetta schifata CI tratterà come povere imbecilli perchè NOI andiamo a vedere il film e abbiamo i dvd delle serie vicino al lettore? e allora? ci tratteranno anche peggio quelle che SI VANTANO di non avere mai visto una puntata una su la7? e allora? ci siamo divertite! tanto! abbiamo riso! abbiamo ascoltato i nostri tacchi che neanche le sfilate col passo dell'oca sulla piazza rossa a mosca. anche se diciamolo pure.. del passo dell'oca si è trattato pure ieri sera! :)
e sempre più siamo convinte che le cose vanno male, vanno meno male di quello che sembra se abbiamo una vuitton a tener pacchi formato famiglia di fazzolettini di carta e un tacco nove di manolo o christian, ma anche di barska o di guess o di comme, a sostenere teneramente i nostri incerti passi, in attesa che possano tornare sicuri.
la femminilità non si nasconde dietro ad uno sbandierato femminismo che sempre di più assomiglia ad un mascolino maschilismo senza pisello.

giovedì, 29 maggio 2008

è giunto il momento,devo rendermene conto, domani esce il film e non posso più fare finta di niente. sono io, carrie taglia 43. c'è poco da fare, me l'ha detto il test (non facevo un test dalla terza media, su cioè)  su facebook e ho gli stessi zoccoli rosa dalla scorsa estate. non si scherza su queste cose.
sex &the city e zoccoli rosa
You are "Carrie Bradshaw"!
You are creative in all things you do. Whatever your passion is--be it writing, shoes, or adorning yourself--you are constantly inventive. Your keen eye for beauty and color lead you to try new things. Those new things combined with your friends admiration of you makes you a trendsetter. You're the type that would accentuate your wardrobe with a red rose lapel pin and discover that everybody is wearing it the next day. And why not? It looks fabulous.
mercoledì, 28 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 28, 2008 16:11
category: diario, scarpe, tango, dove mangiare, regine e principesse, tanghiche
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FE_11779195_H_pustrada liquida ieri sera con finestrini tirati giù e aria di mare sulla faccia. schivando un incidente sul lungomare triestino. nonostante collirio e congiuntivite epocale, ieri sera cena con loro due. la cosa che più mi ha stupita del blog son state loro: le tanghiche. difficile pensare di trovarsi per caso prima sui blog, poi scoprirsi ad esser vicine e star alle stesse milongas senza sapere di esserci, ma leggendo i nomi scritti con l'indelebile sui bicchieri di plastica. difficile anche pensare di andar d'accordo, di andare così d'accordo, di far feste privatissime di compleanno, di esser sulla stessa linea d'onda senza conoscersi per niente e non avendo la stessa età, avendo incredibilmente tre -che sembrano- architetti vicino, vicino o quasi!  ma tant'è! cenino al punto si a trieste ristorante biologico (e si sente) accogliente e nuovo nuovo. personale educato senza odiose servizievoli forzature. solo un pò troppo alto il volume della musica. aperitivo all'arancia e rabarbaro che prende il posto di spritz-aperol abitudinari. ultimamente son carnivora: un filetto sanguinolento alla crema di funghi e tartufo mangiato golosamente parlando di massimi sistemi e di tutto quello che ci gira intorno e che ci fa girare come trottole incazzate e colorate a tempo di milonga, mettendo fra due fette di pane fatto in cucina una zeppa guess o un tacco di manolo. strano sentirsi tanghiche.   

mercoledì, 14 maggio 2008

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vediamo di portare un pò di brillantinati pensieri e spegnere il cervello, in una giornata che è stata a dir poco pesante, fra psicoterapeuti competenti e straordinariamente umani, bambini meravigliosi ma in difficoltà e genitori che purtroppo non se ne rendono conto, o non vogliono rendersene conto. questo post è dedicato ai maschimaschi. escluse dalla risposta tutte le fanciulle, tanghiche comprese e tutti quelli che hanno visto almeno una stagione di sex & the city. la domanda è: chi è il designer di questo sandaletto da poco? è di una facilità imbarazzante.. date prova di voi, adorati!

mercoledì, 30 aprile 2008

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oggi il blog compie due anni, il primo post era timido, quello scritto un anno dopo un pò meno e oggi, ancora non sono capace di gestir le cose per bene, visto che avevo già scritto un post tutto miele e che l'ho cancellato, maledizione. riflettevo sul fatto non di essere un blog, ma di avere un blog. perchè son io con la mia bella faccia, senza nick che possano nascondermi, dida è come mi chiamano tutti e sempre di più il blog diventa -sempre di meno- etereo, visto che tanto sta prendendo sempre di più sembianze vere e reali. e come si conviene partono i ringraziamenti: grazie agli assidui lettori che non lasciano traccia e a quelli che lasciano sempre qualcosa, ai soldi meglio spesi per un vestito, pagato caro ma che è il mio primo fan, grazie a mia sorella illuminata che tormento, grazie alle zie, grazie alle tanghiche che ci sono dal vivo, grazie a zia farola che è una delle cose più belle del tango, grazie alla mia maestra che legge e si commuove per la paciaroni, grazie a chi in pieno tango mi fa capire senza tanti giri di parole che legge con attenzione i miei post, grazie a sedge per le telefonate eterne dalla sua finestra sul cortile, a chamaco, a coso e al suo bandoneon e alle di loro gambe rotte, grazie a carlo che arriva in punta di penna con musica che avvolge, grazie a ferlinghetti e alle sue puntate numerate e musicate, grazie alla maestra elena che mi è stata più vicina delle mie colleghe reali, grazie dei girasoli, degli inviti alla milonga, delle tande solo perchè ho un blog, grazie a luana e a j. , grazie al jazz con zavamma anche se son sicura che non vorrebbe fosse scritto, grazie a wanda e wilma, grazie agli incontri al cinema sicura di chi avevo davanti senza averlo mai visto prima, grazie al professor coaloa, a charlie manson che sarà un pò più buono dell'originale, al conte, ad angelo che fra cina e non cina continua a chiamarmi splen...

purtroppo non ispirata, nel secondo anno del blog, mettervi tutti d'accordo per regalarmi questi sandali fatati, fate pure, 36 of course. merci.

giovedì, 17 aprile 2008

fratelli_bergamasco

una riunione tanghica con pranzo-regalo in una soffitta a trieste, all'ultimo piano prima del cielo. desco magnifico in occasione del mio genetliaco che continuerò a festeggiare ancora per mesi. eravamo come dentro un frullatore. solo che, diversamente da quello che succede nelle normali cucine, quello che girava all'impazzata e si distruggeva stava fuori, e noi dentro, come delle fragole che schivando le lame per non esser frullate finiscono per ballare una milonga, dalla quale si esce con appena qualche graffio. che fa curriculum.

la foto, motivazione: cercavo su google immagini un bulldog francese e son usciti i fratelli bergamasco, segno del destino che è sempre ben guardare, soprattutto se fa guardare maschimaschi.

mercoledì, 16 aprile 2008
author: didaquellavera @ aprile 16, 2008 10:32
category: gossip, cronaca, scarpe, attualitĂ , le cose della vita, la voce della sciampista
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chissà che scarpe avrà messo? nella sua umile casetta nuova nuova in zona magenta a milano, piano terra spa e piscina e gli ospiti, su fino al terzo piano con una coppa di champagne in mano a leggere le poesie di verlaine scritte alle pareti. o le poesie scritte da verlaine alle pareti? o le poesie che verlaine ha scritto alle pareti? si fanno le feste anche quando non si deve far tutti i bagagli vuitton con dentro solo scarpe per andare a roma. brava danielina che ti sei tirata su con un party, così si fa. lo champagne guarisce quasi tutto. avrà brindato con DP al PD?

giovedì, 03 aprile 2008
author: didaquellavera @ aprile 03, 2008 12:41
category: diario, ipse dixit, gossip, cronaca, scarpe, attualitĂ , regine e principesse, la scarpa e la zoccola
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 oggi lina sotis ha scritto sul magazine del corriere (accanto ad una foto che ritrae solo i piedi di sarkò, carlà, regina elisabetta e principe di edimburgo durante la reunion di qualche giorno fa) che la donna che mette i tacchi crede di possedere il mondo, mentre è il mondo che possiede lei. a differenza di chi è sicura di se e mette le ballerine. ha ragione, confermo. ma credevo che carlà mettesse le ballerine solo per non avere più tacco di sarkò.

martedì, 01 aprile 2008

fork02la suicid, in tinovese sarebbe la quiche. d'ora in avanti suicid. mettetevi un paio di scarpe meravigliose col tacco almeno da nove (tipo le mie bianche e rosse), andate dal fruttarolo, quello machissimo e peloso sui 45, che quando chiedete delle zucchine, fra le righe -che voi peraltro leggete benissimo- vi dice quello che vi farebbe tutt'altro che con le zucchine. chiedetegliene tre e con civetteria ottocentesca da donzella sprovveduta,  insinuate: "di misura media".  dopo aver fatto innalzare il vostro ego a livelli inaspettati per le volgarità che riuscirete a produrre nell'elemento e dopo aver sentito gli occhi del suddetto machissimo peloso fruttarolo scavallare fra tutti i vostri luoghi più sacri, potete andare a casa e mettervi ai fornelli, avendo però l'accortezze di prendere anche 150 grammi di caprino fresco e del pesto. le scarpe vanno tenute per la buona riuscita della suicid. se la fate con le ciabatte non vi viene, vi avviso. quindi, ragazze, procediamo: prendere un rotolo di pasta brisè o sfoglia, stenderla in una teglia e bucherellarla con i rebbi di una forchetta (per inciso quando un maschio mette in un discorso i rebbi di una forchetta può chiedermi di intestargli il conto corrente e io lo faccio), spalmare alcune cucchiaiate di pesto sulla pasta sfoglia o brisè. accendete il forno a 180 gradi. tagliate le zucchine e le fatele morire per dieci minuti in un soffritto di olio e aglio, so che siete femmine e quindi l'aglio lo lasciate li e non vi farà paura. metà delle zucchine vanno messe sulla sfoglia e il pesto, spezzattate con le punte delle dita il caprino e sparpagliatelo, con le dita ho detto, sporcatevi quelle manine! l'altra metà delle zucchine va a coprire il tutto. a parte sbattete due uova con un bicchiere di latte e una solenne grattata di grana -io lo gratto grosso- . attenzione a quanto latte mettete, qui si fa la differenza. alla fine della cottura la farcitura non deve risultare liquida. in forno per 25 minuti a 180 gradi. da mangiare tiepida, la sera con una bottiglia di bollicine o anche il giorno dopo per una tarda colazione prima di tornare a letto a consumare qualche centinaio di calorie. fatemi sapere.   

foto da http://pollycoke.files.wordpress.com/2007/03/fork02.jpg

martedì, 05 febbraio 2008
author: didaquellavera @ febbraio 05, 2008 09:57
category: ipse dixit, scarpe, tango, lezioni di tango, la scarpa e la zoccola, ego strabordante
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"quando scrivi delle tue scarpe da tango mi sembra di leggere hemingway che scriveva dei suoi fucili da caccia"

merci monsieur hugo.

mercoledì, 23 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 23, 2008 22:23
category: diario, scarpe, tango, lezioni di tango, le cose della vita, la scarpa e la zoccola, le cose buone, tanghiche
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 completango: due anni fa mai avrei creduto di entrare a far parte delle brigate per l'abolizione violenta del voleo con la scarpa e la zoccola (la zoccola in realtà i voleos li vuole fare cmq) nonostante la presenza costante e determinante dei supremi maestri. o di essere una tanghica con tutto quello che ne viene. anche se... il destino è quel che è, non c'è scampo più per me!

comme il faut

lunedì, 14 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 14, 2008 09:10
category: cinema, diario, scarpe, le cose della vita, regine e principesse, ego strabordante, le cose buone, maschimaschi
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larsLARS E UNA RAGAZZA TUTTA SUA lars and the real girl di craig gillespie con ryan gosling, emily mortimer, kelli garner USA 2007 non ci si aspetta un film così dai trailers che passano nelle sale. lars ha come compagna, e crede sia viva a tutti gli effetti, una bambola gonfiabile. la famiglia preoccupata chiede consiglio ad un medico: si deve assecondare la cosa. tutto il paese (profonda pianura americana con cieli invernali bianchi e pantani da disgelo) fa il possibile, trattando bianca, così si chiama la bambolona, come fosse davvero una persona. della trama non dirò altro. il film non è per nulla una commedia, qualche sorriso lo si fa, ma rimangono velati di tristezza. mi sembra improbabile -almeno nella mia realtà- un tipo di gestione del genere di una crisi da sociopatico così evidente. pare a volte che il buonismo superi la terapia. in fila per i biglietti, nell'unica sala della mia città che l'ha in proiezione, popolata e frequentata da pseudo-intellettuali (ma anche da intellettuali), pseudo-cinefili (ma anche da cinefili), pseudo-bibliofili (ma anche da bibliofili), pseudo radical-chic (ma anche da radical-chic) in fuga dalle multi-sale, mi trovo dietro una ragazza accompagnata ad una signora silente. giovane, carina, acqua e sapone, saccente con voce troppo squillante e con tono di 2 ottave più alto di quanto richiedeva la situazione. passiamo davanti al cartellone di caramel. "questo di certo non lo vado a vedere.. figuriamoci se mi umilio a vedere qualcosa che hanno definito il sex & the city di beirut. non mi sono mai abbassata a vedere una puntata dell'originale e non SO COME SIA POSSIBILE CHE QUATTRO DONNE VADANO A PRANZO FUORI PER PARLARE DI UOMINI E SCARPE..". li mi son girata, passi i commenti ai film che anch'io avevo già visto, pareri diversi, ovvio meglio così, non sarebbe nemmeno bello pensarla tutti allo stesso modo, passi il tono da pseudo-cinefila, passi tutto.. ma questa cosa qui andava abbinata VISIVAMENTE alla persona che ha emesso quei suoni. mi giro per vederla, dieci secondi e una radiografia dopo penso: povera, non ha -nemmeno- tre amiche con cui andare a paranzo, non ha maschi di cui parlare... povera non ha neanche scarpe e non ha mai passato una serata di sbronze con amiche sul tappeto a parlar di maschi e scarpe e guardare sex & the city. come se fosse tutto li: fra scarpe e maschi. menomale che non siamo come lei. e io adesso mi sento tanto ma tanto tanto carrie.. ancora in pigiama con un tazzone con l'immagine di cenerentola e la scritta I love shoes, the inglese bollente, piedi nudi e rumore di unghie sulla tastiera..

lunedì, 10 dicembre 2007

Scarpe col taccoquanto sono capricciosa. e c'è chi se ne accorge con solo uno sguardo e in silenzio mette in ordine le cose con un solo gesto. quanto una cosa mi piace o non mi piace, anche se poi dico sempre che esistono infinite gradazione di colori e non solo il bianco e il nero. ultima occasione  "l'età barbarica" fallimentare espressione cinematografica di denys arcand, dopo "le invasioni barbariche" aspettavo un altro capolavoro. quanto anche per le persone che incontro succede così, o mi piacciono o non mi piacciono. e se mi piacciano mi piacciono tanto. e se non mi piacciono le schifo pesantemente. quanto sono o felice o muffa. e se son muffa tutto è muffa. quanto son in pensiero se ezechiele lupo mi dice che per finire la domenica sera è indispensabile una dose extra di xanax e buonanotte, quanto non è abbastanza nemmeno colombo. quanto mi piace metter le mani in pasta e con la colla calda far ghirlande solo per chi dico io. quanto ho le mani inutilmente bucate: stiletto da nove di vernice rossa che comunque sono indispensabili per la sopravvivenza a dicembre. quanto aspetto le vacanze di natale dopo 15 anni dall'ultima volta che per me sono esistite, per far coccole e biscotti, pacchetti e figotti. quanto mi manca in questo periodo la bionda sardegna, vedere ogni giorno le mie zie e nipoti in ufficio e il mercato al sabato mattina con rosi. quanto un figlio è uno stronzo se arriva da un padre stronzo [oggi colloqui con i genitori]. quanto mi sciolgo appena giacomo apre la bocca per farsi dare l'intruglio che ha per merenda (prima o poi tesoro ti faremo mangiare anche cose buone!) e tira su le braccia come per dirmi "ou son qua tirami su". quanto rido se e. che all'università era una che mai avrebbe stirato una camicia ad un uomo mi dice (con quasi-marito, cane e giacomo a spasso)  "aspetta un momento che faccio la glassa all'arancia per i biscotti". quanto un risotto va bene con i negresses vertes, tanto da farmi star zitta, silenziosamente in adorazione di una forchetta adornata, attraverso cui vedo lo chef, con una candela bianca vicino, che ha sempre il suo perchè. quanto vuol dire ogni volta che non apro bocca. 

mercoledì, 21 novembre 2007
author: didaquellavera @ novembre 21, 2007 20:43
category: cucina, cronaca, scarpe, diario di viaggio, tango, dove mangiare, le cose della vita, regine e principesse, le cose buone, maschimaschi, tanghiche
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vuittone non lo dico così per dire ma proprio nel significato letterale della parola. iggnude come mammà c'ha fatte. tanghiche, sieta la cosa più bella che il tango mi ha regalato, dopo le comme il faut! capita che passa il compleanno di una tanghica con un paio di zapatos de baile che arriveranno dall'argentina e ne arriva un altro di compleanno tanghico.. geniale idea ci coccoliamo tutte tre e ci facciamo, non solo regalia per il genetliaco, ma regalo totalissimo al grido di come siamo principesse, come ci vogliamo bene! partiamo dalla giornata che non è tersa, non è calda è anche ventosa e parcheggio non ce n'è. entriamo in una porta che sembra ritagliata in un palazzo nemmeno tanto apposto. dicono che sia uno dei migliori ristoranti di trieste. ci prendono le giacche e ci fanno accomodare. posto piccolo, a me scappa la pipì e c'è solo una coppia seduta a pranzo. freddino, non prendiamo il vino, un maschiomaschio con accento per niente triestino ma forse un finto toscano si scusa per la mise e torna un momento dopo con la giubba nera da cucina che sembra un cosacco e mi accorgo, con un fatale sale e pepe fra i capelli. non porta menù, qualche battutina che ci fa snocciolare qualche sorrisino di circostanza e poi inizia. "qua si mangia solo pesce" -essaicheproblema- decidiamo per un tesoretto con riso gamberi porcini e speck. gli antipasti li sceglie lui. quasi a mani giunte ringrazia e si rintana in cucina. e le mani giunte, da quel momento, le mettiamo noi e ringraziamo ogni volta che arrivano i piatti. inizia la sfilata -preparatevi- comodi e prendete appunti. presentati come si conviene: quenelle di dentice mantecato (su crostini caldi), terrina di branzino con riduzione di aceto balsamico e pepe, filetto di sgombro al vapore con salsa di maionese aneto e cognac. questi erano solo gli antipasti freddi, assoluto lo sgombro anche se per una tanghica era troppo forte la maionese (però si sa che le tanghiche fan punte ai cazzi di mestiere). stufato di pesce spada e lenticchie e trancio di baccalà in fonduta di fontina passato al grill. quello che doveva essere il piatto forte, dopo quest'apoteosi di antipasti, non lo è stato più. cucina estrosa e gustosa e non difficilmente riproducibile nella cucina di casa -(prossimamente ricettina per uno sformatino di branzino su questi schermi). ambiente piccolo, intimo che forse rende meglio di sera per cenino a lume di candela. al centro un tavolo con grappe e distillati. lista dei vini non guardati nemmeno perchè dovevamo solo sbocconcellare qualcosa e proseguire con la nostra giornata salutista. uscendo -dopo un conto davvero equo- penso che la porta, a ben guardare, col senno di poi potrebbe essere quella di alice nel paese delle meraviglie. nemmeno a dirlo cercate a trieste vicino a piazza garibaldi la bottega di trimalcione via della guardia 15/b.

proseguiamo. direzione portorose, slovenia. cazziando una tanghica per un coso sloveno e l'altra per coso nordico (espatriato). [avete mai notato come i maschi con cui le nostre amichette hanno screzi vengono subito privati del nome di battesimo? vengono depersonalizzati. potrebbe essere la migliore persona del mondo e noi 9 su 10 non li conosciamo per nulla, ma hanno subito il loro bel nomino denigratorio, sempre con simpatia tanghica per carità!!!] vento. arriviamo tenendo sulla destra il mare. obiettivo terme. un'oretta di piscina con tre vasche a temperature diverse e idromassaggio godurioso e poi terme purificanti. e qui le tanghiche si son messe a nudo con tanto di tatuaggi evidenti, cingilombi, lenti a contatto che "spallinano", libri non letti abbandonati su un lettino che prima era anonimo. già le terme son una cosa goduriosa, queste sono una meraviglia. grandi, pulite, varie, tisane calde a disposizione, docce pronte e non moltissima gente. tepidarium, bagno turco, saune finlandesi, secchiate d'acqua ghiacciata all'uscita, micro vasche per riattivare la circolazione e percorsi su sassi di varie dimensioni. peeling con il sale da provare! dulcis in fundo, ma ero già un budinetto molle alla fragola, massaggio. seguo la signorina, che a stazza si poteva chiamare inga la vighinga, mi indica il lettino da massaggio e dice "metti tua faccia in buco". 

mi sembra di non dover aggiungere null'altro.

mercoledì, 31 ottobre 2007

stivali-louboutinuna di quelle giornate in cui non sono abbastanza bella, non son fantastica, non sono principessa, non intelligente, non spiritosa, so troppe cose, non ne so abbastanza, sono grassa, no non è vero ma non sono neanche magra, leggo troppo, leggo troppo poco, va bene l'oroscopo di linda wolf ma non quello dell'internazionale, mangio solo carboidrati, non mangio abbastanza carboidrati, entro perfettamente in una 42, chissenefrega se non entro in una 42, sono vestita troppo, troppo poco, con troppo nero, con troppo poco nero, troppo stretto, troppo largo, troppo lungo, troppo corto, troppe tette in mostra, troppo poche tette in mostra. voglio quegli stivali, non li voglio perchè tanto non c'è il numero visto perche è un peccato mortale avere il piede piccolo, sarà bello aver il piede come una pinna, sarà bello. esco stasera e mi concio come stamattina a scuola a far la pagliaccia per la gioia della mia meravigliosa truppa: con parrucca bionda stile carrà, cappellaccio da strega, abito da strega e smalto nero che più nero non si può, e resto a casa col dr. house. ho voglia di scrivere, non ho voglia di scrivere. detesto quelle commesse di libreria che quando chiedo un libro -uno QUALSIASI- cascano dal pero come avessi chiesto loro un rene, amo i commessi maschi un pò rosa che mi piegano le cose che prendo perchè sono pre-maman anche se non lo sarò mai maman. è bellissimo questo nuovo vestito nero da tango uguale a tutti i miei altri vestiti neri da tango.. ma dovevano proprio scrivere che è un vestito pre-maman maledizione a loro? e quale pre-maman lo può mettere soprattutto? di tre mesi? ma a tre mesi si mette già roba pre-maman... che giornata.. salva solo piergianugo che per dimostrarmi quanto sia stata magnifica la giornata di halloween con le maestre mi ha detto: "per piacere maestra mi puoi bocciare così il prossimo anno lo rifacciamo?" tesoro della maestra. ma che giornata... 

giovedì, 02 agosto 2007
author: didaquellavera @ agosto 02, 2007 12:34
category: libri, diario, scarpe, le cose della vita, le cose buone, la maestra dida
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carolinakostner

ho fatto il salto: triplo tolup e doppio axel. cambio lavoro. il che per me equivale a cambiare vita. basta turni, basta notti in piedi, basta festivi lavorati, basta abbandonare la festa per andare in ufficio, basta telefoni che suonano. E basta tante altre cose che mi mancheranno come l’aria ma che elencherò più avanti. L’elenco sarà lungo e sarà una di quelle liste che amo tanto. Vado in cattedra dopo 7 anni di scrivania e pc! dopo anni dal concorso, alla fine, hanno raschiato il fondo del barile e hanno preso anche me. Non ci sarà più l’op. 205 ma una maestra tutta libri, tacchi e brillantini, icona delle nuove generazioni! non per pura vocazione ma per occasione e scommessa! Ultime settimane passate in un frullatore emozionale che non mi ha però tritata male, o almeno non  troppo. cambio, scelgo, faccio, decido, firmo. firmo un'assunzione. firmo una lettera di dimissioni. Sapevo che prima o poi sarebbe arrivata la raccomandata dal ministero della pubblica istruzione. La stavo aspettando, non è stata una sorpresa, ma averla fra le mani, in strada con mia madre ancora in macchina che la porge dal finestrino abbassato chiedendosi che cosa vorrà mai ancora l’università da me dopo tanti anni.. mi ha fatto schizzare l’adrenalina dai capelli! So bene quello che lascio ma non tanto quello che troverò. Parto dal presupposto che i cambiamenti per me sono sempre positivi e indispensabili, parto dalla necessità insistente (direi prepotente negli ultimi mesi) di dovermi rimettere SERIAMENTE in gioco, a livello lavorativo ma non solo. I sette anni passati in ufficio mi hanno dato tantissimo e non solo in termini di capricci soddisfatti principescamente ma è ora di lasciare “il nido” e fare un po’ di cose da sola, imparare a fare tutto da capo, di nuovo e ancora. Inizio adesso a immergermi in un’idea diversa, sicuramente difficile, di bambini, di rapporti con genitori e figli, di come mettere del mio in una classe che mi vivisezionerà e sfiletterà senza tregua o bisogno di coltelli affilati, ma fa parte del gioco e ho accettato. Ieri pomeriggio son stata dichiarata idonea fisicamente al lavoro d’insegnante [buongiorno, sta bene? Si! 30€ grazie, TUMP timbro e son fisicamente idonea.. a un sacco di cose e non solo all’insegnamento e anche senza timbro!] e mi sono fiondata in libreria (non la solita ma una dove alle insegnanti fanno lo sconto del 5%, alla faccia della miseria.. ma solo se il pagamento è cash quindi non per me che ho altre abitudini!) a prendere guide programmatiche e schede per studiare quello che farò dal 1 settembre: insegnare. Ovviamente sequestrerò qualsiasi copia di moccia.. nutro la speranza siano troppo giovani i miei nuovi adepti per sapere chi sia lo sventurato.. ma siccome esistono le sorelle maggiori (e sono delle folli sciagurate!) non si sa mai! Mi piace pensare di creare una brigata anti-moccia.. anche se dubito di poter dare in cambio, letture consigliate per qualche vacanza estiva roth o houellebecq! Alla fine del pomeriggio, udine centro, estivamente solitario, solare, calmo come solo agosto sa essere, e con un umore placido come solo i mari tropicali di baudelaire sanno essere, ho intrecciato il mio destino, con l’indispensabile dettaglio della maestra perfetta: decolletè retrò, tacco da 8 e ½ (va bene signor conte) e oro zecchino luigi XIV talmente kitch da esser chic! il tutto festeggiato da acqua e menta di un verde così finto da andar bene sull'oro luigi XVI! (per la caccia al tesoro della mia scarpetta -qui sotto- ringrazio chi fa della vaghezza mestiere!)20070615-vic_matie_open_toe_lame_oro

lunedì, 16 luglio 2007

le scarpe di pilar_1_1

Ballata. Bene, benissimo, male, tremendamente, con cognizione di causa, per noia, per far allenamento, per obbligo, per farmi contenta, perché così mi hanno tolto un muso che sembrava eterno, col cuore, per mandare via la crisi nera, con le gambe, senza nessun tempo sentito, volendo ballare con un'idea, perché si doveva, per sentire il mio tempo, perché è bello abbracciarmi, perché la tigre chiedeva pugliese e pugliese si balla, non si sente. Pugliese che non si è fatto pregare e non mi fatta dormire bene, mi ha scossa agitata, tormentata, lasciata senza fiato. Mi hanno ballata. non tutti, non tanti. il rumore del tacco in accelerazione sul pavimento, il graffio che mi son fatta col tacco in un voleo così così, vicino al tatuaggio sulla caviglia destra, era una sezione di cerchio che mi ha bruciato un pò, fiatoni e sospiri, piedi sporchi e indolenziti, fondersi con qualcuno alzare gli occhi e non sapere se dire grazie o no, perchè magari non sta bene o sembra piaggeria. e poi ieri sera, alla fine sono rientrata. Cena fuori in giardino al caldo, un vento caldo che sa quasi di deserto, il grechetto ghiacciato passato in barrique preso a todi su due pizze mangiate con le mani. Di proposito non ho messo note a ricoprire parole, dopo una settimana di tango, anche al silenzio sentivo dentro la musica, e i vals si sono lasciati sostituire dal tango e da milongas estreme battute coi tacchi che hanno scaricato cambi peso e i piedi sotto al tavolo andavano. Così come andavano in autogrill, ipnotizzata di fronte al banco frigo da quelle cose che si trovano solo li, col peso scaricato per terra e la gamba destra col bacino fermo a far cerchi irrisolti tra turisti giapponesi.

TANGO LAB primo master italiano di tango 9-15 luglio 2007 monte castello di vibio (todi)

Circa 30 coppie a pendere dalle labbra di maestri solo italiani: alberto colombo & alessandra rizzotti, germano scaperotta & anna contessa, (contessa in rivolta perfetta miscela di gusto eleganza e femminilità espressa naturalmente a livelli esponenziali!) da milano; alex cantarelli & mimma mercurio da roma; fabio michelini & maki mori (avatar che mi fa sorridere se la penso come una lucy liu tanguera versione kill bill!) da trento-milano; gli irrefrenabili irresistibili impareggiabili inimitabili e in odor di santità (tanto che quando ballano loro l'aria si riempie di inspiegabili fragranze di fiori spontanei!) michele usoni & mara maranzana da udine; sergio chiaverini & Francesca brandi da Genova. ogni coppia di maestri con la propria corte di fan assatanati! Giornate piene, di tango a tutte le ore. Mattina: lenta e tarda colazione e un’ora e mezza di tecnica. Pranzo e libertà per qualche ora con possibilità di far practica libera in qualsiasi momento. Dalle 5 practica guidata e dalle 6 alle 7 mezza/otto altra lezione. Cena e milonga fino ad esaurimento scorte. il tutto per quasi una settimana. il sabato lezione staffetta da 30 min a coppia (di maestri) con noi sempre divisi su tre livelli. le percezioni che seguono sono mie e personalissime, qui mi sembra il caso di sottolinearlo visto che  loro sono i maestri e io ballo solo da un anno e mezzo. nella loro singolarità si sono fusi magnificamente a livello didattico e di personalità tanguera, hanno dato tutto quello che la situazione richiedeva e se c'è stato qualcosa che li ha irritati, preoccupati o semplicemente stonati, non l'ho minimamente percepito. i primi due giorni non sono stati facili, ho pensato addirittura di mollare e tornarmene a casa trascinata da un umore devastante. il ballerino che mi è stato assegnato non era troppo affine a me, per diversa concezione del corpo, del tango, della musica e perchè per quanto io sia dilettante lui lo è ancora di più e ho la convinzione che avere un ballerino appena un pò più bravo faccia fare senza dubbio più progressi. senza far finta di far finta di niente non c'è stata nessuna comunione d'intenti, cosa ampiamente ricambiata visto che quando mi metto a fare la stronza non mi risparmio e probabilmente esagero. ma per come intendo il farmi ballare (anche a lezione) uno che mi ripete nell'orecchio un due tre quattro cinque sei e un due tre quattro cinque sei, o anche l'isolare in maniera definitiva una sequenza senza che sia integrata con nulla, mi spiace ma difficilmente condivido. nel tango non ci metto numeri o sequenze di fibonacci. certo si potrebbe dire "bè ma tu mica sei la principessa di tutti i tanghi?" si vero verissimo, ma ribatto: in una situazione come quella che si è creata in questa settimana avere una persona più affine a me, mi avrebbe dato sicuramente modo di apprendere e assorbire di più.
 le lezioni di tecnica sono state assolute e utilissime proprio perchè gestite a livello di singola persona: gestione corporea, intimità con le proprie emozioni e padronanza fisica dei movimenti. lezioni serali di tango a rotazione per ciascun livello, le varie coppie di maestri si sono alternate. la percezione del tango sulle 24 ore per una settimana è stata molto piacevole e non mi ha annoiata minimamente, non arrivo mai a tanto in condizioni normali, trovarsi a monopolizzare un'intera stuttura e anche un pò il borgo (all'alimentari minuscolo ogni giorno: "come va col tango?") che ci ha ospitati con tacchi da 9 e musica sempre e ovunque ha unito delle persone che altrimenti non si sarebbero nemmeno sfiorate. peccato che i regionalismi non siano stati scalfiti più di tanto, ci son stati quelli di udine quelli di roma quelli di milano e quelli di genova con i nostri ego in continua irrefrenabile ascesa! tango fa una bella rima con ego! mi ha fatto ridere questa battuta, visto che anche l'ironia era, ovvio, tanguera: che differenza c'è fra dio e un tanguero? dio sa di non essere un tanguero! e giù grasse risate. come spesso accade sono i dettagli a fare la differenza (come qualcuno mi fa notare spesso), quelli piccoli, quelli che credo di vedere solo io, ma non è così purtroppo, non sono poi così tanto speciale (questa è una battuta! lo so benissimo che sono SPECIALE!). sono stata bene, un pò ho tormentato ma ci sta, non sarei stata io altrimenti. mi son piaciuti i maestri tutti, ho curiosato fra i vestiti da tango che si esibivano ogni giorno nelle sale, fra i tacchi delle scarpe, un paio di comme il faut col tacco scollato son rimaste sotto una sedia per 4 giorni. mi son piaciute le strane coppie del tango, i giovani passi (solo a livello anagrafico) che mi hanno accolta piacevolmente fra loro, come una zia zitella o una sorella maggiore (come dicono carinamente loro!) la sera per una mezz'ora di chiacchiericcio fitto fitto di commenti e musica, al mattino in un risveglio pieno si silenzi stiracchiamenti e sms da evadere. mi son piaciute le scarpe prese per i tacchi e le ballerine scalze su e giù per le scale. mi son piaciuti i miei piedi che hanno fatto il loro mestiere senza lamentarsi, neanche su ferite da tango che hanno insanguinato come al solito la scarpa e la zoccola. piedi che ho fatto diventare neri camminando in discesa per le strade di todi coi sandali in mano sentendomi tremendamente una turista americana che va a spasso per borghi medievali coi tacchi alti a prendersi delle sbronze felici di grechetto con quasi 40 gradi nell'aria. piedi sporchi e freddi per aver ballato di sera su un prato in un evento di decompressione da tango, coi sandali rossi abbandonati da qualche parte, una playlist pefetta (di alex): dal tango delle capinere assassinato con michele in gran spolvero, agli afterhours con un corpo che ha obbedito sincronicamente solo alla musica e paolo conte ballato con gli occhi ad un cielo umbro buio e stellato. sfide accettate magari solo per gioco, per strafottenza, per dire che se si gioca si punta alto, altrimenti non si gioca affatto. sorrido: il tanguero è tecnologico.. ipod, chiavette, pc e mac, cavetti, memory card con buona pace di gardel.

per ora chiudo, integrerò sicuramente.

la foto: pilar e le sue scarpe alla fine della lezione.




martedì, 03 luglio 2007
author: didaquellavera @ luglio 03, 2007 21:25
category: libri, diario, cucina, scarpe, tango, le cose della vita, ego strabordante, le cose buone
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anita_base_raso_rossanera

comme_silvia_neracolorcomme_base_biancanera_verniceAperitivo, cena, milonga.
Solo che l'aperitivo salta perché esco dall'ufficio alle otto.
Solo che la milonga salta perché giove è molto più pluvio che tanguero e dimostra ancora, a distanza di qualche giorno, di essere capace di dipingere il cielo di bianco e giallo e far venir giù tutta l'acqua che vuole. Resta la cena. Un incrocio appena nato, di affinità tanguere e vichinghe. Una cena prevista ma non progettata per questa serata. non così almeno. 
Vestite da tanguere (oddio.. in effetti sembravo uscita da ascot, mi mancava solo un cappellino con qualche fagianella donatami da qualche tassidermista esperto!) con l'umore ballerino/libertino da tanguere siamo in tre (quelle in foto qui sopra, ed è un test per acutissimi osservatori!). Si rimane in macchina a dire a giove che si, ha ragione lui, che ce n'è da pulire ancora e anche tanto, che ha ragione lui a far piovere tanto, tanto cromaticamente (pioggia cromoterapeutica?) da esser inchiodate con gli occhi al cielo giallo, che va benissimo, che l'abbiamo capito che è lui che tutto sa, tutto può e tutto decide, che siamo sue schiave ma se per piacereperpiacereperpiacere almeno solo un po' potesse lui, nostro signore e padrone, ma solo pochissimo far smettere, solo per farci fare 500 m a piedi, s'intende con ombrelli alla mano e ticchettio di tacchi incerti nell'incedere per via del lastricato bagnatissimo? Mica che non si sappia camminar sui tacchi, ragazzi siamo tanghiche! Lo fa. Dopo un po'. Dopo un po' di musica di tarantino, dopo un po' di silenzi un po' trascinati perché siamo chiuse in una macchina verde in piazza primo maggio, dopo sbuffi e musi lunghi per la milonga mancata. Ma lo fa. E ci fa andare a cena "ai frati" in un tavolo prenotato, con una tovaglia bianca che prende subito vita con briciole di pane, pezzi di torinesi lasciati li e cercati con la mano senza guardare, gocce morbide dal collo della bottiglia in giù, di un cabernet che poteva essere anche meglio e che la rosi fa provare a me perché "ti vedo più esperta.." e di che? Vien da chiederle, ma non lo si fa, perché si sa: li dentro è lei che fa, sbriga, ordina, comanda e decide anche come dev'essere trattata la clientela e quindi meglio esser nelle sue grazie. e il mezzo litro d'acqua, come ha detto lei, è per creanza. Cena divertente, di filetti, tagliate e tagliolini, lardo di colonnata e antipasti sbocconcellati, curiosità, ironia, autocelebrazione, tango, lingue bifide, chiacchiericcio a mezza voce, risate a toni alti, un conoscersi quasi aspettato, ma non scontato. Alla fine, anche se arrivano via sms conferme della milonga annullata per avversità metereologiche, prendiamo le scarpe a andiamo a controllare di persona. Tutto vuoto. Sarebbe stata quella che si dice la ciliegina! Non so se sia proprio vero che gli opposti si attraggono. Non direi. Per caso, o per chissà cosa, le persone che mi piacciono non son poi tanto diverse da me. Il modo in cui si entra in contatto poi è sempre nuovo, diverso, casuale a tratti ha dell'incredibile questa serie di coincidenze, e fa parte del gioco. anche questo. Anche parlare citando geltrude stein, di partenze, di arrivi, di temporanee salvifiche apparizioni, di pipe savinelli, di percezione del maschio e della femmina, di come il tango fa cosa, di tabacco alla vaniglia, di pianoforti scordati, di madri, di gatti, il tutto sotto gli occhi del magnifico rettore [che non ha scritto il teorema del pappagallo, nemmeno quello del parcheggio, ma che del parcheggio invece ha scritto l’algoritmo], anche questo fa parte del gioco. Un bel gioco.

lunedì, 11 giugno 2007
author: didaquellavera @ giugno 11, 2007 15:13
category: diario, scarpe, tango, le cose della vita, la scarpa e la zoccola, le cose buone
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neo_base_virgola_rossa

 

 

stasera riprendo. mi è tanto mancato. si deve sentire il tango, e volerlo sentire con chi TI BALLA.

lunedì, 21 maggio 2007
author: didaquellavera @ maggio 21, 2007 18:51
category: diario, scarpe, diario di viaggio, concerto, tango, le cose della vita, la scarpa e la zoccola, ego strabordante, le cose buone, maschimaschi
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comme_base_biancanera_verniceTorno dal mare con paolo conte e tutte le sue perline colorate e libertà, caramelle alascane, acappatoio azzurro, sguardo da lupa, gelato al limone, alle prese con una verde milonga, tango blues, tinello marron e quella calma più tigrata più segreta di così, la mia valigia di perplessità e si le donne odiavano il jazz ma io no, per niente, ho solo il tempo di prepararmi per andare a trieste a milonga, c’è un concerto dell’ orquesta de tango silencio, e da mesi se ne parla, ed è quello -il concerto- che ci hanno venduto al telefono, quando abbiamo prenotato con larghissimo anticipo, in realtà è uno pseudo-galà con fantomatico buffet, di un circolo della città, tanto esclusivo che qualcuno putroppo rimane fuori. arrivo annoiata, mi siedo solitaria, scollatura fin troppo generosa, (mi sa che la prossima volta devo dosare il colpo) e tacco rosso. resto li convinta che mi faranno compagnia solo i miei pensieri che oggi sembrano esser in rivolta, dopo un po’ che se ne stavano per i fattacci loro. si scatena la ressa per il buffet, niente di che a dire il vero, ho lanciato appena qualche occhiata ma non c'è niente che m'ingolosisca più di tanto e comunque a fame e umore non sono messa bene. faccio spazio per far sedere una coppia sconosciuta, mai vista, poco dopo lui arriva con una bottiglia di chardonnay e tre bicchieri, serve per prima me e poi la sua tipa, uomo delizioso, la moglie dev’esser solo fiera di accompagnarsi ad un uomo di quello stampo. Chissà cos’ha pensato per riempirmi il bicchiere, magari gli ho fatto pena:


a. Triste, sola e abbandonata da chissà quale orrido, promiscuo, tamarrissimo tanguero di inenarribabile quanto incomprensibile fascino. Triste,solitario y final
b. Lite furiosa con la mezza mela (la celeberrima media manzana della letteratura romantica spagnola-sudamericana) che mi pianta li, ed io orgogliosa, come solo una donna di notevole calor y sentimiento sa fare, immobile, con la mia borsettina sotto braccio, in attesa del ritorno del bruto.
c. Tanguera arrivata da sola sperando in chissà cosa e già dalla prima tanda rimasta li, come una carciofa.. alcaciofa.

Mi passano in testa film e sceneggiature di film scollacciati: sarebbe potuto questo essere l'incipit di un menage a troi? si chiacchiera, mi sento un pò abbandonata seduta li, ma il senor mi riempie di nuovo il bicchiere, mi sciolgo un po’. il vino al solito diluisce i pensieri, che perdono i colori forti: sbiaditi fanno meno danni, i pensieri non i colori. Perché se dobbiamo parlare di colori, sbiaditi non li voglio. E già qui la serata migliorava, poi improvvisamente prendono parvenza reale, amici di tangoquerido, in quattro ad una milonga e nel giro di 2 mq per alcuni minuti senza nessuna distanza di sicurezza: cara farolit le bande tangarmate del nordest si stanno coalizzando e sembrano esser calienti quanto quelle sicule! Uno dei miei primi incontri fra blogger, per di più tangueri, non tutto è andato per il verso giusto: non ci siamo ballati addosso nel senso proprio della cosa, ma certe affinità elettive (comme il faut!!) ci sono ed è evidente che a qualcos'altro porteranno! Tanto bello!

poi iniziano: il pianoforte, il violoncello, il bandoneon e mi faccio ballare da un tango vivo e impagabile, scuote tutto, anche la pancia, non la pancia delle ballerine del ventre, la pancia come stomaco, come organo preposto alla gestione delle emozioni (altroché cuore!). ballo tutta la sera, monopolizzo r., amico di tango – che candido alle elezioni di “nostro signore di tutti i ganci”- con cui ho molta confidenza, senza paura di corpi sconosciuti, mi sento bene, anche se sbaglio corregge, sa e rimette a posto le cose, battute all’acido corrosivo, fulminanti: si sorride. parte qualche commento sui tacchi che falciano, ma lo vendico subito, anche i miei falciano, e le comme il faut sono particolarmente incazzate stasera, e tanti bei silenzi, la musica ci trapassa. ballo con la pancia tenendo a bada per bene il mio asse capriccioso, con gli occhi chiusi di nuovo, inseguo la linea dei tacchi che sembrano andare da soli stasera, non credo di essermi mai sentita ballare così: fisica, violenta, i tacchi che fanno rumore, non tic tac, quel rumore che fanno i tacchi quando partono e sembra che debbano prendere la rincorsa tracciando circonferenze che nemmeno giotto. E poi c’è il bandoneon che mi entra dentro e josè-luis betancor yorugua che lo suona mi ipnotizza con tutte le facce strane che fa, con una mimica facciale pazzesca, da studiare: sembra che sia lui a “suonare”. E se vogliamo proprio parlarne.. come si dovrebbe chiamare altrimenti uno che suona il bandoneon? Se proprio devo pensare ad un nome.. dico Francesco, e non è un azzardo! il bandonenon scivola sui minuti che passano, li incastra alle lancette per poi lasciarli andar via morbidi. come l'ultima sciata prima che chiudano gli impianti, la fai per gola ma sai che potresti farti male perchè sei stanca morta, così l’ultimo tango mi balla male, da sfinimento, i tacchi mi fanno male, ma ne rido su. vado a cambiarmi le scarpe, passare dai 9 cm delle comme il faut da tango agli 8 delle altre è cambiare mondo. in un cm sta la differenza? e verso casa tutti dormono, io guido con la musica che suona piano, sulla costiera a trieste con il mare li a portata di mano e lo sento, c'è, anche se sono quasi le tre e mezza di mattina di una notte luminosa e non di quelle che buie e senza luna mi piacciono e mi spaventano. arrivo a casa con la tigre che, rasente i muri, non si addormenterà tanto presto..


sabato, 19 maggio 2007
author: didaquellavera @ maggio 19, 2007 18:51
category: libri, diario, scarpe, attualitĂ , tv , le cose della vita, i love trash, vita da zia, le cose buone
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aldograssoBUONA MAESTRA perchè i telefilm sono diventati più importanti del cinema e dei libri di aldo grasso strade blu mondadori € 15.50

leggetelo e avrete in mano la prova (e chi può confutarla visto chi è l'autore?) che vedere i telefilm da soli o in gruppi di ascolto (do you remember via modica 34?) non è una perversione. tutt'altro, va oltre il cinema -a sentir lui- e anche oltre i libri (ma questo no, non è possibile) ed è la scrittura che sta dietro la telecamera la cosa fondamentale. partendo dagli anni cinquanta scorrono tutti i telefilm che mi ricordo di aver visto almeno una volta a partire da I love lucy fino all'ultimo lost (che non ho mai mai visto ma pare che vada avanti ancora per 3 anni fino al 2010). non ci sono tutti, solo i più rilevanti: da un punto di vista qualitativo e di effetto sui telespettatori. prodotti per il  PUBBLICO AMERICANO arrivano ad UN pubblico americanizzato che prende quello che può, tenuto conto che le basi culturali sono diverse e di conseguenza il modus vivendi. condivido gran parte del libro: la lettura a più livelli degli episodi dei telefilm e le citazioni cinefile, letterarie, poetiche, fotografiche culturali che ci sono (e che quando riesco ad individuarle mi fanno tanto piacere). son riuscita a seguire -ovvio- meglio l'analisi dei telefilm che ho visto, di quelli che mi sono piaciuti di più. a grasso piace lost che chiama capolavoro e tanto anche desperate housewives. non è un libro da tenere vicino alla tv, tipo il mereghetti o il morandini, è un libro proprio da leggere e vista l'attualità dell'argomento è una lettura piacevole, acuta ed interessante ma non sempre facile (chi scrive è un prof di quelli veri). la mia memoria inizia a dar prova di se da HAPPY DAYS in su, le altre tappe sono state (e sono) COLOMBO (che fa rima con dario con domenica e con xanax), LOU GRANT ma mi ricordo pochissimo, MAGNUM PI (grasso lascia fuori supercar.. che in spagna chiamano il cochefantastico e mi ha sempre fatta morir dal ridere, accenna appena ad ALICE e JEFFERSON). avanti con i V-VISITORS lo mandavano la domenica sera e il lunedì mattina in classe davamo tutti i numeri a mostrarci lingue che verdi non erano. I ROBINSON sempre carini divertenti, sempre sul divano con eva a vederli (prima del tg mi sembra). MIAMI VICE non l'ho badato granchè.. lo davano su rai due credo. I SIMPSON ancora e forse meglio adesso di una volta, vederli "da grande" è tutt'altra cosa! I SEGRETI DI TWIN PEAKS dimensione ottimale per lynch. eva ha avuto un morosetto fissatissimo molto ma molto prima di forum e internet, questo lo rivedrei volentieri e qui l'analisi di grasso poteva andare molto molto oltre e più a fondo. mi ero innamorata tantissimo dell'agente cooper, ma la nostra storia non avrebbe mai funzionato: non amo la crostata di ciliegie. LAW AND ORDER quando lo trovo lo vedo. BEVERLY HILLS 90210 e MERLOSE PLACE imperdibile per l'epoca, tutti volevamo -prima- quella scuola, quei capelli, e quella città poi quei fidanzati, quella casa, quella piscina. X-FILES non badato più di tanto, troppo musoni i protagonisti. FRIENDS tanto ma non abbastanza. E.R. si si si decisamente si. per un periodo l'ho guardato con un medico vero che mi diceva le cose. a pag 141. grasso dice che robert "missile" romano viene ucciso da un elicottero, mi ricordavo solo che gli veniva tranciato il braccio da un'elica, ma è morto così? non mi ricordo proprio. ALLY MCBEAL dalla colonna sonora a quello che beveva a nessun happy-end. SEX AND THE CITY devo anche scrivere qualcosa in merito? uno dei più grandi complimenti ricevuti, laura in cucina da me ha visto il pc e mi ha detto "ecco come t'immaginavo, come carrie". e le serate sul mio divano e sul tappeto con le zie a sentire tutto a ridere a dire ANCHE NOI a guardare le scarpe di manolo e dire che si.. in effetti è come dice carrie: per dimenticare uno ci metti esattamente la metà del tempo che ci sei stata insieme [la teoria della dimenticanza è di charlot, mi segnalano]. e mi sento un pò carrie ma anche un pò di più samantha, poco charlotte e una spruzzata di miranda. WILL&GRACE iniziato a vedere a casa di f. su sky, e subito amato alla follia, sarà che un pò will&grace lo siamo io&f. qui la dimensione cinicironica ha il sopravvento su tutto e karen è strepitosa. DAWSON'S CREEK visto fuori età e solo come sonnifero pomeridiano post ufficio. I SOPRANO visto troppo poco. C.S.I. innamorata di mezza squadra... vogliamo parlare del negrone dagli occhi verdi di csi las vegas o di horatio o dell'innarivabile grissom? NIP/TUCK analisi magnifica di grasso. DR.HOUSE mio adorato prediletto cinico geniale, preferito medico in tv, ma grasso non ci bada tanto, e dovrei snobbarlo così? dida non tradisce, figuriamoci il DR.HOUSE!

non ho visto: SIX FEET UNDER, LOST e le casalinghe disperate anche se adesso ho una brama di vedere tutte le puntate in una volta sola.. 

ultima arrivata UGLY BETTY: prime due puntate venerdì scorso, prodotto da salma hayek (fa un cameo nel primo episodio: appare nella tv di betty come attrice di una soap-opera messicana). viene assunta come segretaria del direttore uomo di una rivista di moda, solo perchè bruttina, solo perchè non sia una tentazione per il rampollo in carriera. inizialmente lui vuole farla fuori ma in due puntate lei lo salva da un flop e diventano amici. non mi è piaciuto tanto: sarà un'estensione di "il diavolo veste prada" con happy-end e fidanzamentoconamoreverocaposegretaria? fantastica l'antagonista: willelmina che cattivissima, chicchissima, elegantissima (farà un pò il verso a merril streep?) si fa fare le iniezione di botulino dall'assistente e quando lui le chiede cosa deve fare dell'avanzo lei "è tutto per te" mandando in visibilio il portaborse!

grasso però non spiega perchè la produzione italiana ha deciso di mantenere in qualche serie quelle risate fastidiosissime di sottofondo (che nella versione originale sono le risate delgi spettatori alla ripresa). quando esiste lo humor americano non combacia mica sempre con quello italiano. vi consiglio di leggere questo libro perchè è incredibilmente utile e interessante saperne di più su una cosa che fa parte del nostro quotidiano, anche se c'è chi nega di guardare qualsiasi cosa alla tv perchè cmq e sempre trash! fate come me: guardate i telefilm (unica cosa da salvare in TV) e poi mettete sul comodino i fratelli karamazov, se poi vi chiedono su che canale li danno..

grazie a chiarinetta per la citazione meravigliosa :)    

sabato, 05 maggio 2007
author: didaquellavera @ maggio 05, 2007 20:19
category: le mie foto, diario, scarpe, tango, le cose della vita, la scarpa e la zoccola, ego strabordante, dilloaziadida, le cose buone
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comme_base_fuxia%20rettileho dimenticato la scarpa e la zoccola nella sala dove abbiamo il seminario. e adesso? le ritroverò mai? completamente dimenticata di loro. e chi le sente? dimenticata di loro come mi sono dimenticata di quello che ho fatto ieri sera alla lezione di tango vals. in testa il niente cosmico, un buco nero da cui non nascerà nulla. meglio che racconti subito la lezione di oggi con pablo e moira. lezione di tango intermedio, da un giro inversione di marcia. dal giro normale: incrocio avanti, apertura, incrocio indietro, il maschio marca l'inversione di marcia. cambia il movimento a seconda che la marca sia data su mio incrocio avanti o indietro, segue un mio passo avanti o indietro. devo solo ringraziare il mio pregevolissimo (attribuito) ballerino per la pazienza, devo pensare a quello che faccio e ogni tanto i miei pensieri non erano proprio li. mi capita di pensare a cose che non hanno niente a che fare con il tango quando son li (oggi a capospartivento in sardegna che dovrebbero trasformare in una luxury guesthouse), poi mi violento la testa per tornare a concentrarmi sui movimenti e allora si che viene bene la cosa, ma una su dieci, nonostante la marcatura del tanguero del momento, la concentrazione è come a scuola: i primi 10/15 minuti sono assoluti, poi a intervalli si alternano momenti di stacco dalla realtà, drammatici, perchè stai ballando ma non sai di farlo ad altri di ripresa di controllo. sono arrivata alla conclusione che ballare con gli occhi chiusi è un lusso che non mi posso permettere! non credo mi darò alla samba tanto facilmente, o mollerò entro l'anno come la bionda sardegna ha predetto. ho detto non credo, non ho fatto nessun giuramento. le mie crisi da tango hanno a che fare con le mie crisi di autogestione, di autoconsapevolezza, di autostima, tutto quello che capita ad una zitella in sostanza, solo un pò in anticipo rispetto alla menopausa e alla tinta di capelli -appunto- rossomenopausa! dovrei solo aver l'occasione di ballare un pò di più, di far pratica in sostanza. non è facile, non è per niente facile, anzi diventa sempre più complicato, alcuni movimenti non sono proprio naturali per me, devo far attenzione a mille cose e principalmente, come fanno notare in questi giorni pablo e moira, non ai passi dei piedi ma AL MOVIMENTO. a mantenere e inseguire la centralità, a tenere a bada l'asse, a dissociare tronco, bacino e gambe, a scaricare i pesi sul pavimento a ricordarmi tutte le figure che esistono e tante altre cosette che, sembra di no, ma servono anche quando metto le ballerine, non 9 cm di tacchi e faccio altro.  (foto scarpa luccicante violetta da www.lescarpedianita.it)

(mi ha appena mandato un sms il mestro tangoso.. la scarpa e la zoccola sono al sicuro.. secondo me l'hanno fatto di proposito, ad esser dimenticate li si saranno nascoste, altrimenti stasera non sarebbero state presenti alla milonga!!)

INTEGRO DOMENICA 6 maggio h. 23.08

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ieri sera milonga con esibizione di pablo&moira. a dir poco STREPITOSI! mi hanno lasciato senza parole e molto emozionata soprattutto per un tango dei gotan project. questo pomeriggio ultima lezione del seminario, gestione dell'abbraccio in apertura. tutti un pò stanchi da ieri sera e dalle puntate precendenti. lezioni interessantissime, senza dubbio alcuno, utilissime ma che minano le basi (già poco solide) del tango acquisito fin qua, pare non solo a me ma a 3/4 dei partecipanti che insieme a me da domani cercheranno un maneggio per prender lezioni di ippica! sono riuscita a prendere ben poco di quello che loro hanno dato, quel poco che mi può esser utile ora, dopo appena un anno. mi auguro di rivederli e di poter seguire ancora qualcuna delle loro lezioni, se capitano nelle vostre città non perdeteveli. bra