giovedì, 05 giugno 2008

820_1553_019sscarpe di carrie, borsa di miranda, vestito di charlotte e senza slip come samantha.

che film si va a vedere stasera dopo aver cenato sushi? ;)

AGGIORNAMENTO DEL 6 GIUGNO
non sarà un capolavoro d'autore? e allora? qualche donnetta schifata CI tratterà come povere imbecilli perchè NOI andiamo a vedere il film e abbiamo i dvd delle serie vicino al lettore? e allora? ci tratteranno anche peggio quelle che SI VANTANO di non avere mai visto una puntata una su la7? e allora? ci siamo divertite! tanto! abbiamo riso! abbiamo ascoltato i nostri tacchi che neanche le sfilate col passo dell'oca sulla piazza rossa a mosca. anche se diciamolo pure.. del passo dell'oca si è trattato pure ieri sera! :)
e sempre più siamo convinte che le cose vanno male, vanno meno male di quello che sembra se abbiamo una vuitton a tener pacchi formato famiglia di fazzolettini di carta e un tacco nove di manolo o christian, ma anche di barska o di guess o di comme, a sostenere teneramente i nostri incerti passi, in attesa che possano tornare sicuri.
la femminilità non si nasconde dietro ad uno sbandierato femminismo che sempre di più assomiglia ad un mascolino maschilismo senza pisello.

giovedì, 29 maggio 2008

è giunto il momento,devo rendermene conto, domani esce il film e non posso più fare finta di niente. sono io, carrie taglia 43. c'è poco da fare, me l'ha detto il test (non facevo un test dalla terza media, su cioè)  su facebook e ho gli stessi zoccoli rosa dalla scorsa estate. non si scherza su queste cose.
sex &the city e zoccoli rosa
You are "Carrie Bradshaw"!
You are creative in all things you do. Whatever your passion is--be it writing, shoes, or adorning yourself--you are constantly inventive. Your keen eye for beauty and color lead you to try new things. Those new things combined with your friends admiration of you makes you a trendsetter. You're the type that would accentuate your wardrobe with a red rose lapel pin and discover that everybody is wearing it the next day. And why not? It looks fabulous.
mercoledì, 28 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 28, 2008 16:11
category: diario, scarpe, tango, dove mangiare, regine e principesse, tanghiche
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FE_11779195_H_pustrada liquida ieri sera con finestrini tirati giù e aria di mare sulla faccia. schivando un incidente sul lungomare triestino. nonostante collirio e congiuntivite epocale, ieri sera cena con loro due. la cosa che più mi ha stupita del blog son state loro: le tanghiche. difficile pensare di trovarsi per caso prima sui blog, poi scoprirsi ad esser vicine e star alle stesse milongas senza sapere di esserci, ma leggendo i nomi scritti con l'indelebile sui bicchieri di plastica. difficile anche pensare di andar d'accordo, di andare così d'accordo, di far feste privatissime di compleanno, di esser sulla stessa linea d'onda senza conoscersi per niente e non avendo la stessa età, avendo incredibilmente tre -che sembrano- architetti vicino, vicino o quasi!  ma tant'è! cenino al punto si a trieste ristorante biologico (e si sente) accogliente e nuovo nuovo. personale educato senza odiose servizievoli forzature. solo un pò troppo alto il volume della musica. aperitivo all'arancia e rabarbaro che prende il posto di spritz-aperol abitudinari. ultimamente son carnivora: un filetto sanguinolento alla crema di funghi e tartufo mangiato golosamente parlando di massimi sistemi e di tutto quello che ci gira intorno e che ci fa girare come trottole incazzate e colorate a tempo di milonga, mettendo fra due fette di pane fatto in cucina una zeppa guess o un tacco di manolo. strano sentirsi tanghiche.   

venerdì, 23 maggio 2008

820_5021_008sun libro bellissimo da finire di leggere con calma ed esclusività, voglia di ballare tango che sfogherò martedì, un risotto che fa chi è più scalzo di me, uno spritz con aperol fatto in casa con il ghiaccio a forma di puzzle, piedi scalzi sul tappeto, uno smalto melanzana da piedi da urlo, piedi da urlo, il cielo di un grigio burrascoso, una pioggia che promette una notte di sonno profondo, i tacchi che fanno rumore in un collegio docenti infinito, i miei fumi di londra incazzati che sbroccano e sono apprezzati perchè esagerati e quasi mai inutili, la gita di lunedì con la truppa della V b e i miei stivali da pioggia neri coi cuori colorati.. non si può pretendere che sappia fare anche una lavatrice giusta, ma si può pretendere che poi tutte le cose diventate grigio topastro per colpa del mio golfinetto nero finito chissà quando e chissà perchè nella divisa da vergine vestale buttata nel cesto della biancheria, tornino bianco splendente dopo il magheggio con quel prodotto meraviglioso della grey. venerdì da strega che un pò strega. 

mercoledì, 14 maggio 2008

820_5021_005s

vediamo di portare un pò di brillantinati pensieri e spegnere il cervello, in una giornata che è stata a dir poco pesante, fra psicoterapeuti competenti e straordinariamente umani, bambini meravigliosi ma in difficoltà e genitori che purtroppo non se ne rendono conto, o non vogliono rendersene conto. questo post è dedicato ai maschimaschi. escluse dalla risposta tutte le fanciulle, tanghiche comprese e tutti quelli che hanno visto almeno una stagione di sex & the city. la domanda è: chi è il designer di questo sandaletto da poco? è di una facilità imbarazzante.. date prova di voi, adorati!

martedì, 06 maggio 2008
author: didaquellavera @ maggio 06, 2008 19:12
category: diario, ipse dixit, gossip, le cose della vita, i love trash, regine e principesse, vita da zia, dilloaziadida, le cose buone, tanghiche
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temperamatite

                                         

elizabeth arden 0 - kiko 1

mercoledì, 30 aprile 2008

DGC_11613232_neon_green_h_pu

oggi il blog compie due anni, il primo post era timido, quello scritto un anno dopo un pò meno e oggi, ancora non sono capace di gestir le cose per bene, visto che avevo già scritto un post tutto miele e che l'ho cancellato, maledizione. riflettevo sul fatto non di essere un blog, ma di avere un blog. perchè son io con la mia bella faccia, senza nick che possano nascondermi, dida è come mi chiamano tutti e sempre di più il blog diventa -sempre di meno- etereo, visto che tanto sta prendendo sempre di più sembianze vere e reali. e come si conviene partono i ringraziamenti: grazie agli assidui lettori che non lasciano traccia e a quelli che lasciano sempre qualcosa, ai soldi meglio spesi per un vestito, pagato caro ma che è il mio primo fan, grazie a mia sorella illuminata che tormento, grazie alle zie, grazie alle tanghiche che ci sono dal vivo, grazie a zia farola che è una delle cose più belle del tango, grazie alla mia maestra che legge e si commuove per la paciaroni, grazie a chi in pieno tango mi fa capire senza tanti giri di parole che legge con attenzione i miei post, grazie a sedge per le telefonate eterne dalla sua finestra sul cortile, a chamaco, a coso e al suo bandoneon e alle di loro gambe rotte, grazie a carlo che arriva in punta di penna con musica che avvolge, grazie a ferlinghetti e alle sue puntate numerate e musicate, grazie alla maestra elena che mi è stata più vicina delle mie colleghe reali, grazie dei girasoli, degli inviti alla milonga, delle tande solo perchè ho un blog, grazie a luana e a j. , grazie al jazz con zavamma anche se son sicura che non vorrebbe fosse scritto, grazie a wanda e wilma, grazie agli incontri al cinema sicura di chi avevo davanti senza averlo mai visto prima, grazie al professor coaloa, a charlie manson che sarà un pò più buono dell'originale, al conte, ad angelo che fra cina e non cina continua a chiamarmi splen...

purtroppo non ispirata, nel secondo anno del blog, mettervi tutti d'accordo per regalarmi questi sandali fatati, fate pure, 36 of course. merci.

giovedì, 17 aprile 2008

fratelli_bergamasco

una riunione tanghica con pranzo-regalo in una soffitta a trieste, all'ultimo piano prima del cielo. desco magnifico in occasione del mio genetliaco che continuerò a festeggiare ancora per mesi. eravamo come dentro un frullatore. solo che, diversamente da quello che succede nelle normali cucine, quello che girava all'impazzata e si distruggeva stava fuori, e noi dentro, come delle fragole che schivando le lame per non esser frullate finiscono per ballare una milonga, dalla quale si esce con appena qualche graffio. che fa curriculum.

la foto, motivazione: cercavo su google immagini un bulldog francese e son usciti i fratelli bergamasco, segno del destino che è sempre ben guardare, soprattutto se fa guardare maschimaschi.

sabato, 01 marzo 2008

scampi1scrivere in un sabato mattina, [con la lampada accesa perchè fuori la nebbia fa da padrona e attutisce tutti i rumori, di luce non ce n'è abbastanza, ho i piedi scalzi e gelati] ed essere in pace è una situazione rara e momentanea ma superba. da mesi aspettavamo di andarci, per una cosa o per l'altra è stata sempre rimandata questa spedizione gastronomica, ma ieri sera siamo partiti. cena prenotata con anticipo in slovenia GOSTILNA-TRATTORIA "ZA GRADOM" RODICA -SEMEDELA- domenica e lunedì chiuso. solo pesce. prenotate perchè è sempre pieno. a ragione. entrate in una trattoria con i bagni nuovi, impeccabili e pulitissimi ma con l'impronta delle gostilna che si frequentavano da piccoli con la mamma e il papà quando si andava in vacanza, o solo a fare un giro alla domenica in quella che era ancora la jugoslavia e si diceva "andiamo in jugo" e si spendevano pochi dinari e ti facevano casini al confine sempre per cazzate. mi ricordo che quel confine mi faceva paura, più di quello austriaco. ma son passate guerre e anni, son cadute certezze e confini, non ci son più controlli e lo vedo per prima su di me. sia le guerre, gli anni le certezze e i confini che son caduti. quindi vi accompagneranno al tavolo a voi destinato, accenderanno la candela e arriverà velocemente il vino (chardonnay in primis e malvasia poi), l'acqua il pane a forma di riccio (fantastico!!!) in attesa del protagonista assoluto della situazione. il signor darko. blocchetto alla mano, papillon rosso cupo al collo e gillettino in lana blu teso sulla pancia e con gli ultimi bottoni sfuggiti alla tensione, vi imbavaglierà a seconda di quello che sceglierete di mangiare. non dice il menù. lo recita, lo interpreta e non è chiaro se siamo noi a prenderlo in giro con risatine strozzate o è lui che gode della sua magnifica ripetuta esibizione. il menù anche se solo scritto sarebbe eccellente, esposto da lui è indimenticabile, l'astice ha un sospiro, il gransoporro uno svolazzo fatto con la mano, l'orata uno sguardo al soffitto che diventa cielo. è la recita che faceva gasmann della divina commedia trasformata in sollazzo teatral-gastronomico. gli antipasti son scampi crudi con pepe rosa presentati su una lastra tonda di ghiaccio, il polpo che è "il mio polpo della dalmazia"  a sottolineare una suddivisione geo-politica che dichiara età e discendenza, la descrizione della marinatura dei gamberi "per due giorni e due notti da mettere su una pallina di gelato al gusto di limone fatta scivolare in un bicchiere con un buco sul fondo" , il carpaccio di tonno che sembra essere la cosa più normale offerta. i primi piatti dove posto d'onore è la tagliatella con "il mio astice, il mio gransoporro e uno scampo (che di fronte al resto sembra il cibo della serva) piatto che abbiamo sempre ma che ha il suo significato, c'è un pò da lavorarci -con pinze e tenagliette- ma ne vale la pena", tortelloni al tartufo dove l'eccellenza la raggiunge il "sughetto" -lui lo chiama sughetto ma è ambrosia- con vongole per dare acqua e sale, uova di riccio di mare e di branzino che scrocchiano a metterli in bocca. avanti ancora: lasagna solo con crostacei e verdure "senza nessuna farina o besciamella" e fusilli con porcini e gamberi. un filetto di orata al sale passata alla piastra e non in forno e accompagnata da rucola e ortiche fritte e due patatine al forno chiudono in gloria le portate. non riuscirò mai a rendere scrivendo l'interpretazione superba che ha dato il signor darko nel descrivere le sue creature, dove ogni pesce ha davanti un aggettivo possessivo e il modo in cui vengono cucinati viene spiegato senza però svelare alcun segreto. dolci all'altezza della situazione, da provare lo strucolo in strazza  al cioccolato e zenzero grattato fresco -buono- o all'arancia -magnifico-, sorbetti al ginepro e alla mela verde e basilico. locale consigliatissimo [anche per riunione tanghica]. fanno sorridere le foto in ingresso di chi ha cenato li: rita pavone, albano, zucchero e qualcun'altro e poi sentir chiedere "ma lei è un cantante?"

foto da http://cucina.temi.kataweb.it/files/2007/07/scampi1.jpg

venerdì, 08 febbraio 2008
author: didaquellavera @ febbraio 08, 2008 15:33
category: diario, arte, le cose della vita, regine e principesse, la scarpa e la zoccola, dilloaziadida, tanghiche
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soupwarholmi sa che abbiamo un sottile filo di dolore, di non stare mai in pace, di non esser mai placate, sempre presente. che s'inspessisce il più delle volte per tutte quelle cose della vita che ci si palesano davanti e che non possono essere cambiate, evitate, schivate ma che spesso ci si schiantano contro senza aver nessuna assicurazione. un filo che solo raramente, rarissimamente, teniamo sotto controllo o meglio, si lascia tenere sotto controllo. mi sa che ci dobbiamo convivere sempre. un pò perchè son eventi inevitabili più grandi di noi, a volte perchè un certo dolorino paradossalmente amplifica tutto quello che di magnifico abbiamo intorno. un dolorino che nasce per paura, per debolezza, per stanchezza, per noia anche. va bene tutto, anche nascondere sotto il rumore dei tacchi il non essere mai completamente in pace. come si fa con la polvere quando in velocità la buttiamo sotto il tappeto del salotto perchè abbiamo fretta e tanto chi vuoi che se ne accorga.

in foto andy e le nostre soups.

sabato, 26 gennaio 2008

comme-antonietta-cipria nero 5TANGHICA: creatura nata da una costola di tarantino. di origine tendenzialmente principesca, atta come tale a tutti i veri piaceri, a trattarsi comme il faut, a mangiare bene, a bere come si deve, a leggere ricercatezze, a godere di terme e massaggi... etc...  le tanghiche sono esperte di maschimaschi, di sguardi di primo livello, di sushi, scarpe e aperitivi. le tanghiche si muovono assieme, non "stanno mai buone", sono indomite nelle tempeste soprattutto se la sera c'è milonga (trd. si balla il tango) in un posto sperduto. insieme non c'è gioco, fanno una splendente paura.

omaggio dovuto a zia farola che sa le cose della vita, e ha lasciato questo -con altro-, come commento al precedente post.

merci dalle tanghiche (che si son date questo nome per prime)

diffidare delle imitazioni

mercoledì, 23 gennaio 2008
author: didaquellavera @ gennaio 23, 2008 22:23
category: diario, scarpe, tango, lezioni di tango, le cose della vita, la scarpa e la zoccola, le cose buone, tanghiche
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comme-base-verde oror 2

 completango: due anni fa mai avrei creduto di entrare a far parte delle brigate per l'abolizione violenta del voleo con la scarpa e la zoccola (la zoccola in realtà i voleos li vuole fare cmq) nonostante la presenza costante e determinante dei supremi maestri. o di essere una tanghica con tutto quello che ne viene. anche se... il destino è quel che è, non c'è scampo più per me!

comme il faut

giovedì, 10 gennaio 2008

MARIAROSA SCICCOSA di  jane o'connor e robin preiss glasser ed. NORD SUD 2007 € 13.00

ieri mi son persa alla feltrinelli. raccolgo per strada l'ultimo di woody allen pura anarchia, mi sa tantissimo di un libro di racconti da poter leggere a voce alta quando fuori piove e fa pure freddo. raccolgo anche salomon gursky è stato qui, questo lo regalerò. a me è piaciuto quasi come la versione di barney. vedo il libro delle principesse dimenticate e mi chiedo come un libro così non raccolga l'attenzione di tutti quelli che ci passano accanto. nella mia mano un minuto dopo c'è questo librettino delle sciccose. care principesse, regine o tanghiche andatelo a cercare e leggetelo in  piedi, estraneatevi da tutto. le librerie son uno di quei posti dove mi riesce benissimo, ma anche al cinema, ai concerti e in qualche tanda. inutile dire che sarà magnifica la versione in lingua originale ma anche in italiano non è male, a parte il nome. non me ne vogliate ma mariarosa mi par tutto tranne che sciccosa. i disegni son belli. una bimba sciccosa spiega e fa diventare sciccosi anche i genitori e a noi spiega che cosa è e che cosa non è sciccoso. son molto d'accordo con lei, le sue sciccherie son pure le mie: nastri, fiocchi e brillocchi, tacchi alti e visoncini  aggiungo io, margaritas che lasciano il sale negli angoli delle labbra da raccogliere con la punta della lingua, sale da stemperare con il limone. "Illustrazioni luccicanti per conquistare ogni bambina che ama il rosa, i brillantini e tutto quello che è sciccoso. Età di lettura: da 5 anni." questo quello che www.ibs.it scrive.. ma i geni del marketing come fanno a sottovalutare l'ascendente di libri del genere su DI NOI? facciamo un esperimento. si presentino maschi pls. regalate di grazia il libro delle principesse (PRINCIPESSE dimenticate o sconosciute di philippe lechermèier e rèbecca dautremer -fabbri editori- 2004 € 22.00 ). investite in un regalo giusto maschimaschi, date retta a dida. se avete accanto una fanciulla che potrebbe essere una  principessa mia amica non abbiate timori. poi verrete qui a darmi ragione. fidatevi. la sciccosa didi oggi si è massacrata le dita. da stamattina le ho incastrate nella porta di casa, nell'armadietto a scuola, inchiodate con le penne e frullate pure. mi son andate a finire nelle pale del coso che frulla per fare la crema del tiramisù. visto che ieri sera con telefono sulla spalla e voce da sciampista, biografia di truman agli sgoccioli e lima mi son fatta ben bene squadrate le unghie oggi è anche giusto che abbiano subito gli attacchi degli eventi. cos'è la voce della sciampista? potrebbe essere il quotidiano che leggo ogni giorno? o il commento di una sciampista sui fatti di cronaca -carla bruni nostra signora del gossip-? e nel caso che cosa ci faceva ieri sera avec-moi?

    

mercoledì, 21 novembre 2007
author: didaquellavera @ novembre 21, 2007 20:43
category: cucina, cronaca, scarpe, diario di viaggio, tango, dove mangiare, le cose della vita, regine e principesse, le cose buone, maschimaschi, tanghiche
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vuittone non lo dico così per dire ma proprio nel significato letterale della parola. iggnude come mammà c'ha fatte. tanghiche, sieta la cosa più bella che il tango mi ha regalato, dopo le comme il faut! capita che passa il compleanno di una tanghica con un paio di zapatos de baile che arriveranno dall'argentina e ne arriva un altro di compleanno tanghico.. geniale idea ci coccoliamo tutte tre e ci facciamo, non solo regalia per il genetliaco, ma regalo totalissimo al grido di come siamo principesse, come ci vogliamo bene! partiamo dalla giornata che non è tersa, non è calda è anche ventosa e parcheggio non ce n'è. entriamo in una porta che sembra ritagliata in un palazzo nemmeno tanto apposto. dicono che sia uno dei migliori ristoranti di trieste. ci prendono le giacche e ci fanno accomodare. posto piccolo, a me scappa la pipì e c'è solo una coppia seduta a pranzo. freddino, non prendiamo il vino, un maschiomaschio con accento per niente triestino ma forse un finto toscano si scusa per la mise e torna un momento dopo con la giubba nera da cucina che sembra un cosacco e mi accorgo, con un fatale sale e pepe fra i capelli. non porta menù, qualche battutina che ci fa snocciolare qualche sorrisino di circostanza e poi inizia. "qua si mangia solo pesce" -essaicheproblema- decidiamo per un tesoretto con riso gamberi porcini e speck. gli antipasti li sceglie lui. quasi a mani giunte ringrazia e si rintana in cucina. e le mani giunte, da quel momento, le mettiamo noi e ringraziamo ogni volta che arrivano i piatti. inizia la sfilata -preparatevi- comodi e prendete appunti. presentati come si conviene: quenelle di dentice mantecato (su crostini caldi), terrina di branzino con riduzione di aceto balsamico e pepe, filetto di sgombro al vapore con salsa di maionese aneto e cognac. questi erano solo gli antipasti freddi, assoluto lo sgombro anche se per una tanghica era troppo forte la maionese (però si sa che le tanghiche fan punte ai cazzi di mestiere). stufato di pesce spada e lenticchie e trancio di baccalà in fonduta di fontina passato al grill. quello che doveva essere il piatto forte, dopo quest'apoteosi di antipasti, non lo è stato più. cucina estrosa e gustosa e non difficilmente riproducibile nella cucina di casa -(prossimamente ricettina per uno sformatino di branzino su questi schermi). ambiente piccolo, intimo che forse rende meglio di sera per cenino a lume di candela. al centro un tavolo con grappe e distillati. lista dei vini non guardati nemmeno perchè dovevamo solo sbocconcellare qualcosa e proseguire con la nostra giornata salutista. uscendo -dopo un conto davvero equo- penso che la porta, a ben guardare, col senno di poi potrebbe essere quella di alice nel paese delle meraviglie. nemmeno a dirlo cercate a trieste vicino a piazza garibaldi la bottega di trimalcione via della guardia 15/b.

proseguiamo. direzione portorose, slovenia. cazziando una tanghica per un coso sloveno e l'altra per coso nordico (espatriato). [avete mai notato come i maschi con cui le nostre amichette hanno screzi vengono subito privati del nome di battesimo? vengono depersonalizzati. potrebbe essere la migliore persona del mondo e noi 9 su 10 non li conosciamo per nulla, ma hanno subito il loro bel nomino denigratorio, sempre con simpatia tanghica per carità!!!] vento. arriviamo tenendo sulla destra il mare. obiettivo terme. un'oretta di piscina con tre vasche a temperature diverse e idromassaggio godurioso e poi terme purificanti. e qui le tanghiche si son messe a nudo con tanto di tatuaggi evidenti, cingilombi, lenti a contatto che "spallinano", libri non letti abbandonati su un lettino che prima era anonimo. già le terme son una cosa goduriosa, queste sono una meraviglia. grandi, pulite, varie, tisane calde a disposizione, docce pronte e non moltissima gente. tepidarium, bagno turco, saune finlandesi, secchiate d'acqua ghiacciata all'uscita, micro vasche per riattivare la circolazione e percorsi su sassi di varie dimensioni. peeling con il sale da provare! dulcis in fundo, ma ero già un budinetto molle alla fragola, massaggio. seguo la signorina, che a stazza si poteva chiamare inga la vighinga, mi indica il lettino da massaggio e dice "metti tua faccia in buco". 

mi sembra di non dover aggiungere null'altro.

martedì, 20 novembre 2007
author: didaquellavera @ novembre 20, 2007 00:42
category: regine e principesse, le cose buone, tanghiche
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vuitton

fatelo. così.

tks j.

lunedì, 12 novembre 2007
author: didaquellavera @ novembre 12, 2007 19:40
category: libri, diario, ego strabordante, maschimaschi, favole per grandi, tanghiche
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luomodaicerchiazzurrila risata di oggi, quella di "una risata vi seppellirà" è dovuta al fatto che ho trovato il mio piccolo mausoleo, quello che state leggendo, citato in un forum di fantacalcio. i partecipanti ovviamente parlavano del calciatore, probabilmente cercando dida, hanno trovato me e son citata -ironicamenta- come "sempre meglio.... dida.splinder.com" (dopo dida.it che è un'azienda) :) sono andata a cercarmi dopo aver letto una brutta avventura di una blogger, che si è vista copiata e di certo non trattata con i guanti da utenti -peraltro anonimi-, in maniera del tutto gratuita.

il libro che vi obbligherò a leggere oggi è L'UOMO DEI CERCHI AZZURRI di fred vargas einaudi € 15.50 regalo graditissimo di paola. è il primo in quanto a cronologia della serie che vede come meraviglioso protagonista jean-baptiste adamsberg. peccato che le case editrici abbiamo sempre la meravigliosa politica editoriale di pubblicare i volumi che NECESSITANO di un iter temporale definito, praticamente a caso. se non conoscete il personaggio iniziate da questo, poi proseguite perchè ci son già in economico sempre per einaudi altre storie della serie: io sono il tenebroso, chi è morto alzi la mano, parti in fretta e non tornare, sotto i venti di nettuno, l'uomo a rovescio, nei boschi eterni. alcuni già recensiti qui dentro, fate una ricerchina per controllare che l'ordine di lettura che sceglierete sia quello corretto. sono tutti gialli con le pagine poco macchiate di sangue ma puzzolenti di cinismo e di buon senso, quello contrario a sterili burocrazie. avvicinatevi ai personaggi con educazione, fateci amicizia poco per volta, avrete modo di conoscerli in altre belle pagine, fra sorrisi e aspettative spesso deluse. aspettatevi uomini impegnati, trascurati, corrucciati, amati, pensierosi, amanti, complicati, ubriachi, aggettivati... maschimaschi. della trama non vi dico nulla, è un libro da colazioni in cucina con la luce calda di questo autunno che ha tutte le carte in regola per essere una mezza stagione (alla faccia di chi dice che non ce ne sono più), con le foglie gialle alzate da un vento fortissimo che si stagliano su un cielo terso e celeste. un libro da domenica, dove tutte le cose si fanno con calma e silenzio senza parlare tanto, che qualche volta non serve proprio, mettendomi qualcosa sotto la testa e una copertina sui piedi quando son stesa su un divano.

estrapolata dal contesto non ha lo stesso significato, ma le tanghiche leggano cosa dice adamsberg a pagina 190: "cosa vuole, mica si possono scegliere sempre i letti in cui si finisce". 

giovedì, 11 ottobre 2007
author: didaquellavera @ ottobre 11, 2007 20:17
category: libri, diario, tango, lezioni di tango, le cose della vita, le cose buone, maschimaschi, la maestra dida, tanghiche
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ghiandeson stremata, stanca, infreddolita. la casa pare mi sia esplosa, ho libri ovunque, peggio del solito, riviste tipo "la scalata alla scuola elementare in tacchi a spillo", "quaderni operativi -dalla I alla V-: come abbinare lo zaino delle winks di mariashakira alle vostre agata ruiz de la prada rosa confetto" sul tappeto in sala. una sindrome premestruo che se non si risolve entro breve diventerò bulimica o dovrò cambiare completamente guardaroba, il che non mi sembra proprio un problema. la settimana non è ancora finita ma davvero mi sento una “strazza da pie” come si dice dalle mie parti. presa da un impeto di bricolage ho in stanza una corona di vimini da organizzare e una pistola spara colla e accanto, una mezza tonnellata di ghiande e due manciate di bacche rosse di rosa canina, ma penso che la causa di tutto sia la solita sindrome da femminafemmina. se ci mettete anche che hanno buttato fuori cristiano dall’isola [la ventura deve aver pensato che le chiudono il programma], che il mio (sesto) ballerino parte per la cina per qualche settimana [evvvvvai ne ho fatto fuori un altro!!!], che la lezione di lunedì di tango, ovvio, è stata praticamente fatta solo su pugliese [“un pugliese è sempre pericoloso”] che le mie lezioni, per come le intendo io, hanno poco di lezione ma son delle micromilonga inter-me con evoluzioni mentali da lsd, che il mio maestro di tango abbina il colore delle sedie a quello dei suoi pantaloni e che è maestro di vita [ad aforismi e frasi storiche è meglio di oscar wilde e winston churchill messi insieme: "non sono un cameriere IO SONO UN BALLERINO", mentre tra rasta e anime perse raccoglieva bicchieri in giro per il nuovo locale]  e che la mia voglia di far chilometri è arrivata ad un livello massimo, che ho cercato di cambiare la tavoletta del wc dopo uno schianto della domenica mattina ma non sono convinta del risultato.. beh diciamo che avere la scusa della sindrome premestruale fa comodo. la faccenda delle ghiande però ve la spiego, yleana una mattina arriva a scuola con un rametto di quercia con numero due ghiande attaccate, ripeto due ghiande. le altre maestre lasciano il loro rametto sulla cattedra, per me inconcepibile, una bimba con le fossette ti fa un regalo e lo lasci li? cmq la ringrazio e le dico che le ghiande andranno a finire sulla corona che ho sulla porta di casa. da quel momento, ogni giorno, tutti i giorni, son andata a casa con un ramo, ogni giorno più grande, di quercia, con una tonnellata di ghiandine verdi attaccate e poi sparse in giro per la macchina, per la borsa rossa e per le tasche. il progetto corona nuova per la porta di casa a questo punto deve necessariamente partire. la settimana a scuola comunque è proseguita bene, ho corretto le verifiche sugli assiri, croce delle quinte e vigilato su quella sui fenici. sono andati meglio sui fenici, tutti, e questo mi fa capire che le virate in corso d’opera hanno avuto il loro buon effetto. la scuola mi fa bene nonostante siano in tanti che urlano e litigano e non stanno buoni, mi fanno più sorridere che incazzare. EPISODI DI RILIEVO DELLA SETTIMANA: a mariano è caduto un dente in classe e quindi agitazione generale e “MAESTRA HO IL DENTE GiA’ SOTTO???” con bocca spalancata a mezzo cm dal mio occhio e indice a tener larga la guancia. fabrizio incazzato arriva con passo da bersagliere :”MAESTRA, ERMENEGILDA NON MI LASCIA IN PACE…” rispondo che è colpa del suo grande fascino e che non potrà far più nulla, il problema l’avrà per tutta la vita e non solo con ermenegilda. lei va via scocciata e greta, la sua migliore amica “MAESTRA CHE RISPOSTA FANTASTICA!”. mariashakira dopo aver dovuto sopportare di tenere per mano durante il gioco delle coppie, nell’ora di ed. motoria nientemeno che un MASCHIO, ha fatto di tutto per farsi eliminare per prima, non riuscendoci ha guardato schifata l’essere immondo che le teneva la mano non immaginandosi nemmeno che fra 5 anni vorrà solo far giochi delle coppie. la maestra poi ha dovuto scendere in campo perché eravamo dispari e quindi il gioco delle coppie non funzionava.. mi hanno presa per mano, eliminata e rimessa in panchina in tre minuti ma vederli ridere così solo perché gioco con loro.. mi ha fatta vincere! tanto contenta!

questo post è per le tanghiche, per la loro nascita da una costola di tarantino, per le chiacchiere a tre su oro (in t9ese), sui maschimaschi e i massimi sistemi, per i ritrovi che non si fanno ma si faranno magari oltreconfine, per il sushi da far mangiare sulla schiena quando ci sentiamo nude al giapponese di fronte a tutti, per come ci guarda negli occhi chi ci accompagna, per le suffragette che non siamo, per i reggiseni che non abbiamo bruciato perchè i nostri son troppo belli, per gli sguardi alle scarpe delle altre [...]

foto da www.contusu.it/spaw/images/lib1/ghiande.jpg